L’apertura della Bce ai coronabond

Per Isabel Schnabel, membro tedesco del comitato esecutivo, l'emissione una tantum è concepibile: «Sta ai politici decidere»

L’emissione di bond comuni all’area euro, in grado di finanziare la risposta allo shock economico del coronavirus congiuntamente, è un’ipotesi concreta. «Potrebbe aiutare», ha ammesso Isabel Schnabel, membro tedesco del comitato esecutivo della Banca centrale europea. E anche «l’emissione di ‘coronabond’ una tantum sarebbe concepibile. Sta ai politici decidere». L’apertura testimonia come in una parte dell’establishment tedesco si stia facendo strada la tendenza a una maggior solidarietà europea. «Nessun Paese può essere indifferente a ciò che accade in un altro Paese», ha detto Schnabel alla Frankfurter Allgemeine Zeitung.

NON È UN SALVATAGGIO DELL’ITALIA

Si lavora tutti insieme, dunque, e nemmeno il pacchetto di misure varato dalla Bce, con un nuovo Qe da 750 miliardi di euro, è un salvataggio dell’Italia. «E l’Italia non ha perso l’accesso ai mercati. La preoccupazione era piuttosto che iniziassimo a vedere una spirale dei prezzi che si autoalimenta», ha spiegato Schnabel.

FRACCARO: «PRONTI A UNO SCUDO»

Intanto il governo Conte continua ad affermare la propria volontà di proteggere il tessuto economico nazionale: «Useremo ogni mezzo necessario per salvaguardare le infrastrutture e gli asset strategici, da cui dipendono la tenuta del tessuto produttivo e migliaia di posti di lavoro», ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro. «L’emergenza Coronavirus impone di vigilare per impedire scalate o mire ostili verso le nostre aziende e di mettere in campo tutti gli strumenti per proteggerle, anche rafforzando il Golden power. Siamo pronti a usare uno scudo di protezione».

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