Elezioni regionali e comunali, il governo le rinvia all’autunno


Secondo quanto prevede una bozza da inserire in uno dei decreti governativi sull'emergenza Coronavirus, il governo rinvierà le elezioni comunali e regionali all'autunno del 2020. Si tratta del voto in diverse amministrazioni locali e in sei Regioni che erano inizialmente previste per la primavera. Slitta anche il voto delle elezioni suppletive del Senato in Sardegna.
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Coronavirus, si va verso rinvio elezioni regionali, comunali e referendum a dopo l’estate


Una nuova bozza del decreto sull'emergenza Coronavirus prevede il rinvio delle elezioni previste per la primavera 2020: una decisione per ora probabile, ma non ancora certa, e su cui l'ultima parola spetterà al Cdm. L'ipotesi è quella di rinviare le elezioni regionali, comunali e il referendum sul taglio dei parlamentari a dopo l'estate.
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Elezioni suppletive Senato in Umbria: vince il centrodestra, eletta la leghista Alessandrini


Valeria Alessandrini è stata eletta senatrice alle elezioni suppletive del collegio uninominale Umbria 01, rimasto vacante dopo la vittoria alle regionali di Donatella Tesei. L'esponente della Lega - sostenuta anche da Fdi e Fi - ha prevalso, nel voto di domenica 8 marzo nelle province di Perugia e Terni, su Maria Elisabetta Mascio, Roberto Alcidi e Armida Gargani.
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Chi ha vinto e chi ha perso davvero le elezioni regionali in Emilia-Romagna


Le elezioni regionali in Emilia-Romagna hanno visto l'affermazione di Stefano Bonaccini, candidato del centrosinistra, e il primato tra le liste del Pd, davanti alla Lega. Ma come sono andati i partiti rispetto alle precedenti regionali del 2014 e rispetto alle più recenti elezioni europee del 2019? Vediamo chi ha guadagnato e chi ha perso più consensi.
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Chi è Stefano Bonaccini, il presidente dell’Emilia-Romagna che ha sconfitto Salvini e la Lega


Stefano Bonaccini ha sconfitto la sua sfidante, Lucia Borgonzoni, ed è stato confermato presidente della Regione Emilia-Romagna, superando il 50% dei voti. Quella di Bonaccini è una vittoria anche personale, con più voti ottenuti da lui che dalla sua coalizione. Vediamo chi è il vincitore di queste elezioni regionali e qual è stata la sua carriera politica.
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Elezioni regionali Calabria, i risultati definitivi: trionfa il centrodestra, Santelli presidente


I risultati quasi definitivi delle elezioni regionali in Calabria confermano i primi dati: netta l'affermazione della candidata del centrodestra, Jole Santelli. Molto più indietro Pippo Callipo, sostenuto dal centrosinistra, e male il Movimento 5 Stelle. Tra le liste, il Pd è il primo partito davanti a Forza Italia, che tiene dietro Lega e Fratelli d'Italia.
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Elezioni Emilia-Romagna, i risultati definitivi: vince Bonaccini, il Pd resiste e sconfigge la Lega


L'Emilia-Romagna resta a sinistra: quando i risultati sono ormai quasi definitivi è certa la vittoria di Stefano Bonaccini su Lucia Borgonzoni. Il Pd è il primo partito in Regione, di poco davanti alla Lega. Male il Movimento 5 Stelle, nettamente indietro. Esulta Bonaccini, mentre Zingaretti ringrazia il movimento delle Sardine. Vediamo i dati definitivi dei candidati e delle liste.
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Elezioni regionali: quando arriveranno gli exit poll


Le elezioni regionali in Emilia-Romagna e Calabria sono fondamentali anche per i possibili risvolti nazionali di questo voto. L'esito delle due sfide elettorali potrebbe avere conseguenze anche sul governo e per questo i primi dati che emergeranno da exit poll e proiezioni saranno particolarmente importanti. Andiamo a vedere come seguire i primi exit poll e a che ora arriveranno.
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Come funziona il silenzio elettorale alle elezioni regionali


Anche per le elezioni regionali del 26 gennaio vale il principio del silenzio elettorale, disciplinato da una legge del 1956 che non prevede, però. norme specifiche sull'utilizzo dei social network. Motivo per cui molti leader, a partire da Matteo Salvini, continuano la loro propaganda online anche nei giorni di silenzio elettorale. Vediamo quali sono le regole e a chi spetta vigilare sul loro rispetto.
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Elezioni Regionali, affluenza al 23,7% in Emilia Romagna e al 10% in Calabria alle 12


Si vota oggi, domenica 26 gennaio, dalle 7 alle 23 per le elezioni regionali in Emilia-Romagna e Calabria. In Emilia-Romagna la sfida è tra Stefano Bonaccini, presidente uscente ed esponente del Pd, e Lucia Borgonzoni, candidata della Lega. In Calabria scontro tra Jole Santelli per il centrodestra e Pippo Callipo per il centrosinistra. Alle 12 affluenza in crescita rispetto al 2014.
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Regionali Emilia-Romagna, Salvini viola (ancora una volta) il silenzio elettorale


Il leader della Lega, Matteo Salvini, anche in occasione delle elezioni regionali in Emilia-Romagna e Calabria viola il silenzio elettorale sui social network. Un'abitudine che si è ripetuta in tutte le ultime tornate elettorali per il leader della Lega, che approfitta di una sorta di vuoto legislativo per quanto riguarda la propaganda sui social network.
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Elezioni regionali Calabria, urne aperte fino alle 23: affluenza al 10,4% alle 12


C'è tempo fino alle 23 per votare per le Elezioni Regionali in Calabria: i cittadini calabresi sono chiamati a scegliere il loro futuro presidente di Regione in una sfida tra quattro candidati. La favorita è Jole Santelli, del centrodestra. A sfidarla Pippo Callipo per il centrosinistra, Francesco Aiello per il M5s e Carlo Tansi. Affluenza in aumento rispetto alla scorsa elezione nel dato diffuso dal Viminale alle 12.
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Elezioni Emilia-Romagna, affluenza record al 67%


Oltre 3,5 milioni di cittadini sono chiamati a votare per le elezioni regionali in Emilia-Romagna. Alle 23 è arrivato il dato definitivo sull'affluenza alle urne in Emilia Romagna: più del 67% degli aventi diritto si sono recati alle urne. La sfida sembra essere ristretta a due candidati: Stefano Bonaccini, presidente uscente ed esponente del Pd, e Lucia Borgonzoni, senatrice della Lega. Si tratta di un voto molto importante anche a livello nazionale, per le possibili ripercussioni sulla stabilità della maggioranza di governo.
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La giornalista Federica Angeli può finire in parlamento

La cronista minacciata dal clan Spada è la candidata di Italia viva, Azione di Calenda e +Europa alle elezioni suppletive per la Camera a Roma. In programma a marzo dopo le dimissioni di Gentiloni, diventato commissario Ue. Ora serve l'ok del Pd.

La giornalista che racconta la mafia romana degli Spada può entrare in parlamento. A Federica Angeli hanno pensato i renziani di Italia viva, Azione di Carlo Calenda e +Europa di Emma Bonino, tutti intenzionati a proporre al Partito democratico la candidatura della firma de la Repubblica alle elezioni suppletive per la Camera nel collegio Roma 1, in programma il primo marzo 2020.

ACCORDO RAGGIUNTO FRA I TRE PARTITI

È questo, a quanto si è appreso da fonti parlamentari, l’accordo raggiunto dai tre partiti. Le elezioni suppletive sono state disposte dopo le dimissioni di Paolo Gentiloni che è andato a ricoprire la carica di commissario europeo per l’economia.

SOTTO SCORTA PER LE MINACCE MAFIOSE

La Angeli, uno dei simboli del diritto di cronaca che prova a resistere a pressioni e minacce, vive dal luglio 2013 sotto scorta, assegnatale dopo le sue inchieste sulla criminalità a Ostia. Nel suo libro A mano disarmata ha raccontato le intimidazioni subite: «Se scrivi ti sparo in testa. Uccido tua figlia», le dicevano. «Ma non chiamatemi né eroina madre coraggio», ha dichiarato.

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Come si vota alle elezioni regionali in Emilia Romagna


Oggi si vota per le Regionali in Emilia Romagna: più di 3 milioni di elettori chiamati al voto per scegliere il Presidente e i membri del Consiglio Regionale. Dalla legge che regola il voto alla scheda elettorale, passando per il sistema di preferenze nominali e il fac simile della scheda, ecco tutto ciò che c'è da sapere per arrivare preparati al seggio.
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Regionali Emilia-Romagna, Borgonzoni lancia sondaggio e i suoi fan preferiscono Bonaccini a lei


La candidata della Lega alle elezioni regionali in Emilia-Romagna, Lucia Borgonzoni, ha lanciato un sondaggio sulla sua pagina Facebook in cui si contrapponeva al candidato del Pd, Stefano Bonaccini. A sorpresa, però, a vincere nettamente la sfida social - presumibilmente grazie al voto di tanti esterni che non sono follower di Borgonzoni - è proprio Bonaccini e anche con un margine molto ampio.
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Elezioni regionali in Calabria: come si vota e chi sono i candidati


Oggi dalle 7 alle 23 appuntamento al voto con le elezioni regionali in Calabria: quattro i candidati che si sfidano per lo scranno più importante di Palazzo Campanella, ovvero quello di Presidente dell'Assemblea Legislativa. Ecco tutto ciò che c'è da sapere: fino a che ora si può votare, qual è la legge elettorale, chi sono i candidati.
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Elezioni Emilia Romagna, tutti i candidati e le liste


Oggi dalle 7 alle 23 si vota in Emilia Romagna e in Calabria. Tra i sette candidati in lizza per la Presidenza della Regione tradizionalmente "rossa" sono Stefano Bonaccini e Lucia Borgonzoni quelli più avanti, ma non sono gli unici a contendersi lo scranno più importante della Regione Emilia Romagna. Ecco tutti i candidati, le liste e i partiti circoscrizione per circoscrizione.
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Chi sono i candidati al governo della Calabria

È corsa a quattro per le elezioni del 26 gennaio 2020: Jole Santelli per il centrodestra, Pippo Callipo, per il centrosinistra, Francesco Aiello per il Movimento 5 Stelle e l'outsider Carlo Tansi.

È corsa a quattro in Calabria dove il 26 gennaio 2020 sono in programma le elezioni regionali. A puntare alla poltrona di Governatore ci sono, per il centrodestra, la deputata e coordinatrice regionale di Forza Italia Jole Santelli, sostenuta da sei liste (Fi, Fratelli d’Italia, Lega, Santelli presidente, Udc, Cdl); l’imprenditore Pippo Callipo, che ha dalla sua il Pd, una lista filiazione dell’associazione Io resto in Calabria, i Democratici e progressisti e 10 idee per la Calabria, formazione quest’ultima sulla quale però pende la scure di una possibile esclusione. Della partita anche il docente universitario Francesco Aiello, per il Movimento 5 Stelle e per la lista Calabria Civica, e l’ex capo della Protezione civile regionale Carlo Tansi, sostenuto dalle liste Tesoro Calabria, Calabria Pulita e Calabria Libera.

EX PD CON FRATELLI D’ITALIA

Ricompattato il fronte dopo le fibrillazioni legate al “niet” di Matteo Salvini ad Mario Occhiuto, il centrodestra ritrova l’unità intorno alla candidata presidente Jole Santelli e schiera tanti uscenti e alcune singolari new entry. Il consigliere regionale Giuseppe Neri, eletto nella passata legislatura con la lista Democratici e progressisti, emanazione diretta del Pd, è ad esempio candidato con Fratelli d’Italia. L’Udc, altro partito che è a fianco della fedelissima di Silvio Berlusconi, ospita nelle sue fila anche Antonio Scalzo, eletto nel Pd e che, sempre in quota dem, è stato per un periodo presidente del Consiglio regionale, transitato di recente nei Moderati, vicini a Raffaele Fitto.

GLI SCONTENTI A SINISTRA

Novità anche dalle parti del candidato Pippo Callipo, che é riuscito a imporre le sue condizioni sulla formazione delle liste. Scende in campo con l’industriale del tonno anche l’ex sindaco di Isola Capo Rizzuto Carolina Girasole, in lista con il Pd, messa fuori gioco a suo tempo dallo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune che amministrava ma assolta, di recente, dall’accusa di avere agevolato la cosca di ‘ndrangheta degli Arena. Punta alla conferma anche il presidente uscente del Consiglio regionale, Nicola Irto. In lizza anche Maria Saladino, già in corsa per la segreteria nazionale del Partito democratico. Non mancano, da una parte e dall’altra, i mugugni degli esclusi: dall’ex Pd Enzo Ciconte, dato in approdo nel centrodestra, che ha optato per il ritorno alla professione medica (é primario cardiologo) a Francesco D’Agostino, che ha espresso tutto il suo disappunto per il veto posto da Callipo sul suo conto.

AIELLO E TANSI «LIBERI DALLA CASTA»

Acque decisamente più tranquille per il candidato pentastellato Aiello, che sottolinea la «pulizia» delle proprie liste, e per il civico Tansi. Che dichiara: «Noi restiamo liberi dalla casta».

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Sondaggi Emilia Romagna, Bonaccini in testa: candidato Pd apprezzato anche da elettori centrodestra


I sondaggi in vista delle elezioni regionali in Emilia Romagna vedono leggermente in vantaggio Stefano Bonaccini, candidato del Pd, rispetto a Lucia Borgonzoni. Per il presidente uscente è molto alto il gradimento tra tutti gli elettori, anche tra quelli di centrodestra: più di uno su due, infatti, esprime un giudizio positivo su Bonaccini.
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Perché le Presidenziali post Bouteflika in Algeria sono inutili

Elezioni il 12 dicembre, per volere del capo dell'esercito Salah. In corsa solo ex premier, ex ministri o politici parte dell’establishment. Le piazze rifiutano tutti i candidati e boicottano le urne. Ma ai giovani manifestanti pro-cambiamento manca un nuovo leader.

Un voto rimandato e infine imposto, forse l’ultimo colpo di coda dell’ancient regime algerino, di certo un punto interrogativo per tutti, fuori e dentro l’Algeria. La piazza non vuole le Presidenziali del 12 dicembre 2019 ma il pouvoir, il «potere» da spazzare via, le ha imposte entro la fine dell’anno. Così detta la Costituzione algerina, ma soprattutto così ha voluto il nuovo uomo forte, il capo di stato maggiore Ahmed Gaïd Salah.

IL POPOLO RIGETTA TUTTI E CINQUE I CANDIDATI

Dalle dimissioni dell’ex presidente ottuagenario Abdelaziz Bouteflika, destituito ad aprile dal generale Salah per «manifesta incapacità», entro 90 giorni doveva essere rieletto un capo dello Stato. A luglio il voto era stato annullato, mancando i candidati. Ma oltre l’anno non si può temporeggiare, poco importa se il fiume umano che dal 22 febbraio invade le strade dell’Algeria rigetti tutti i cinque candidati «del sistema, ex premier, ex ministri o oligarchi».

Algeria presidenziali proteste Bouteflika
Il candidato di punta delle Presidenziali in Algeria del 2019, l’ex premier Alis Benflis. (Getty)

L’IMBARAZZANTE 75ENNE BENFLIS

L’accoglienza dei comizi non è stata, per usare un eufemismo, calorosa. L’ex primo ministro (dal 2000 al 2003) Alis Benflis, 75enne naturalmente del Fronte di liberazione nazionale (Fln) di Bouteflika, suo avversario fantoccio delle Presidenziali, è il candidato di punta e tra i più imbarazzanti della rosa. Un insulto per il popolo dell’hirak, il «movimento» che chiede e pretende lo «smantellamento totale» dell’apparato di potere dell’Algeria. Il capo della campagna elettorale di Benflis nella regione della Cabilia, roccaforte delle contestazioni, si è dovuto dimettere su pressione dei familiari, per il timore di tumulti.

LE PIAZZE SEMI VUOTE PER L’EX PLURI MINISTRO

Abdelmadjid Tebboune, classe 1945, ex premier ed ex ministro praticamente di tutto, in politica dal 1975 e parente di Bouteflika, è il prediletto di Salah. E non lo aiuta: Tebboune ha dovuto cancellare il primo raduno perché la piazza era semi vuota, anche il suo manager ha mollato l’incarico.

L’ISLAMISTA MODERATO PRESO A UOVA E POMODORI

Peggio ancora è andata al candidato islamista Abdelkader Bengrina, un moderato intenzionato a rappresentare l’hirak. Meno organico, ma anche lui ex ministro, sebbene più di 20 anni fa, di un governo Bouteflika. Bengrina, 57 anni, ha promesso aiuti alle donne single e si era messo ad arringare sul cambiamento dalla piazza di Algeri delle proteste. Ma è dovuto scappare in auto, preso a uova e pomodori dai dimostranti che non lo ritengono una degna opposizione.

NON CONVINCE L’EX TITOLARE DELLA CULTURA

Alla vigilia del voto anche il Movimento della società per la pace, la maggiore rappresentanza degli islamisti nell’Algeria, ha preso le distanze da «tutti i candidati», appoggiando in linea di principio le Presidenziali ma «non in queste circostanze, senza consenso». Allo stesso modo, non convince l’ex ministro della Cultura Azzedine Mihoubi, 60 anni, già sottosegretario alla comunicazione, leader del Raggruppamento democratico nazionale (Rdn) alleato del Fln.

Algeria presidenziali proteste Bouteflika
Militari in pensione governativi manifestano ad Algeri per le Presidenziali del 2019. (Getty)

CAMPAGNA CONSIDERATA UNO SPRECO DI DENARO

Né si salva Abdelaziz Belaïd, 56enne leader del Fronte del futuro, piccolo partito considerato di sponda tattica del pouvoir. E certo Belaïd, che all’hirak assicura lotta alla corruzione, lo è stato di Bouteflika, come Benflis, alle passate Presidenziali. La società civile algerina è giovane, ostinatamente pacifica e molto consapevole dello status quo: considera la campagna «uno spreco di denaro» da parte di chi «non si è fatto ancora carico delle richieste popolari», cioè di un «vero ricambio», precondizione per «elezioni trasparenti e sane».

AI MANIFESTANTI PERÒ MANCA UN LEADER

Alle masse di manifestanti mancano però dei leader politici nuovi e preparati: dall’indipendenza il partito unico del Fln ha soffocato la fondazione di altri partiti che non fossero collaterali e funzionali al sistema. Agonizzante, come il malato Bouteflika, ma pronto anche alle Presidenziali del 2019 a giocare la carta della paura.

L’ESERCITO RESTA ARBITRO: E LA DEMOCRAZIA DOV’È?

Il potere fa leva sul bisogno di stabilità degli algerini. Si pone come rimedio al caos, lascia filtrare il rischio di disordini il giorno del voto, e intanto manda in piazza i supporter governativi. Le Presidenziali decise dal generale Salah, vice ministro della Difesa, 80enne, sono un banco di prova anche per la tenuta dell’hirak, forte ad aggirare le trappole ma continuamente insidiato. Finché l’esercito resterà arbitro autoritario della “transizione” non ci sarà democrazia in Algeria: gli arresti di questi mesi sono trasversali. Colpiscono imprenditori e funzionari corrotti del pouvoir, con retate a effetto, come esponenti della sinistra all’opposizione e dimostranti berberi per «attentato alla nazione». I cortei sono tollerati, ma i giornalisti intimiditi. I magistrati protestano contro le ingerenze, ma parte di loro sono complici. E se il voto boicottato per il presidente sarà un flop, per il pouvoir c’è sempre il secondo turno.

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Elezioni regionali in Emilia Romagna: gli ultimi sondaggi sui principali candidati


Cosa dicono gli ultimi sondaggi relativi alle future elezioni regionali in Emilia Romagna. I due candidati principali, Stefano Bonaccini e Lucia Borgonzoni, vengono dati testa a testa in numerosi rilevazioni. L'appuntamento elettorale è molto atteso perché con tutta probabilità non avrà solo una valenza locale, bensì nazionale. Nell'ultimo sondaggio del 9 gennaio, realizzato da Demopolis per Otto e mezzo, Bonaccini in legero vantaggio su Borgonzoni.
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Pippo Callipo ha deciso di candidarsi alle Regionali in Calabria

L'imprenditore si candida alle Regionali del 26 gennaio 2020, sostenuto dal centrosinistra. «Ho scelto di accettare la sfida».

Ci sarà anche il re del tonno in scatola, Pippo Callipo, nella corsa alla carica di governatore della Calabria. L’imprenditore ha deciso di scendere in campo in vista della Regionali del 26 gennaio prossimo, con una coalizione di centrosinistra. «Esponenti della società civile, delle organizzazioni sindacali e datoriali mi chiedono un impegno diretto, forte e convinto per avviare un cambiamento reale, tangibile che sia in grado di mettere la nostra Regione al centro dell’agenda politica del Paese», ha scritto in una nota. «Ho scelto di accettare la sfida. Lancio un forte appello a partiti e movimenti civici: uniamoci e portiamo avanti questa battaglia di legalità, trasparenza e rinnovamento, facciamolo con coraggio senza badare a rendite di posizione e tatticismi. Io ci sono. Io Resto in Calabria».

«UNA STAGIONE DI RINNOVAMENTO»

Nella nota, Callipo spiega che «gli appelli che si stanno susseguendo nelle ultime ore, seppur provenienti da ambienti diversi, esprimono l’esigenza comune di aprire in Calabria una stagione politica di profondo rinnovamento». La scelta di Callipo è ponderata: «In queste settimane ho molto riflettuto sull’opportunità di un mio impegno politico diretto e sono giunto alla conclusione che non posso non fare questa battaglia, non posso non ascoltare la voce di una nuova generazione che vuole essere protagonista di una rivoluzione pacifica ma decisa e non più procrastinabile. Sempre più giovani calabresi chiedono di non lasciare, per mancanza di opportunità di lavoro e di prospettive di futuro, la terra dove sono nati e cresciuti. Ho deciso quindi di ascoltare il mio cuore, il mio profondo desiderio di aiutare la mia terra perché da sempre coltivo il sogno di vederla cambiare, evolversi e dare opportunità a tutti. Sento inoltre un dovere morale verso i tanti giovani che incontro quotidianamente e che mi chiedono di diventare garante delle loro aspettative».

UNA SFIDA COMPLESSA

Callipo ha poi parlato delle difficoltà che riguardano la sfida: «Sono consapevole che i problemi e le priorità da affrontare non mancano e sono molto complessi. Penso ad esempio alla sanità e alla necessità di uscire dal commissariamento, allo sviluppo socio-economico agognato da decenni, alle infrastrutture per attrarre investimenti e dunque creare occupazione».

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Sondaggi elettorali, in Emilia Romagna Bonaccini di poco avanti: continua testa a testa Pd-Lega


Testa a testa tra Stefano Bonaccini e Lucia Borgonzoni per la presidenza della Regione Emilia Romagna, così come tra i partiti che rappresentano i due candidati: Pd e Lega, infatti, si contendono anche il ruolo di lista più votata. Sono questi i dati emersi dal sondaggio realizzato da Tecnè per Quarta Repubblica.
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