Andrea Fora ha annunciato che non si candiderà alle Regionali in Umbria

L'ex presidente di Confocooperative non prenderà parte alle elezioni dando il suo sostegno a Vincenzo Bianconi. Polemiche per il patto civico Pd-M5s: «Travolti da un accordo deciso a Roma».

Andrea Fora si è ritirato da candidato presidente della Regione Umbria e ha annunciato l’intenzione di sostenere Vincenzo Bianconi, indicato dal patto civico tra Pd e M5s. Lo ha annunciato lo stesso ex presidente di Confocooperative Umbria su Facebook. Parlando di Bianconi lo ha definito «persona che stimo e che incoraggio». «Vincenzo può fare bene. É un imprenditore ed amico ed io lo aiuterò e sarò al suo fianco» ha aggiunto Fora.

CONSEGNATO UN “PROGRAMMA” A BIANCONI

A corredo del post, Fora ha pubblicato una foto con Bianconi. Sorridenti e abbracciati. «Oggi il bisogno prioritario della nostra comunità regionale e dei nostri cittadini», ha scritto Fora, «è di non cedere la nostra regione ad una forza sovranista, violenta e populista. A questo bisogno vanno anteposte tutte le nostre velleità personali. Per questo contribuirò, con i mezzi che ho e nonostante tutto, a questo obiettivo. Sostenendo con forza la candidatura di Vincenzo Bianconi». L’ormai ex candidato ha spiegato di avergli anche consegnato il programma «prodotto in questi mesi con il contributo delle tante professionalità locali e nazionali coinvolte». «Ne farà l’uso migliore» ha aggiunto. «Le persone passano», ha spiegato Fora, «ma le idee rimangono. Lui non ha colpe per quello che è successo. E gli umbri neanche. Io, comunque vada, non smetterò di fare politica, come tanti che si impegnano ogni giorno sul territorio. Per quello che mi sarà possibile, mi farò portavoce delle tante istanze che da lì provengono presso coloro che si candideranno a governare questa splendida terra».

POLEMICA SULLE DECISIONI ARRIVATE DA ROMA

Spiegando la sua decisione Fora non ha risparmiato qualche critica alla politica romana: «Siamo stati travolti dalle dinamiche nazionali di un accordo Pd-M5d deciso a Roma, che si é concretizzato in Umbria a sei giorni dalla ufficializzazione delle liste», ha scritto ancora lamentandosi soprattutto per il secco “No” del M5s alla sua candidatura: «Devo dire che mi è sembrato onestamente incredibile che proprio quel movimento abbia chiesto, come scalpo per una alleanza, la testa dell’unico civico che aveva chiesto un cambiamento vero. Producendo sulla stampa e sulla testa degli umbri un balletto francamente imbarazzante per cercare un candidato che apparisse “più civico” di me».

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Chi è Vincenzo Bianconi, il candidato Pd-M5s alle Regionali in Umbria

Manager nel settore alberghiero ed ex presiedente della locale Federalberghi, è l'uomo sui cui puntano dem e 5 stelle. Il profilo.

Si è dimesso da tutti i suoi ruoli Vincenzo Bianconi, il candidato Pd e M5s a governatore dell’Umbria. Prima di accettare la proposta dei due partiti, l’imprenditore ha infatti rinunciato alla sua carica in Confcommercio e alla presidenza dell’associazione del bio-distretto di Norcia. Si tratta di una questione di «correttezza, trasparenza e integrità morale», ha chiarito.

«HO SEMPRE CERCATO DI CONTRIBUIRE AL CAMBIAMENTO»

«Ho sempre cercato di contribuire al cambiamento», ha spiegato Bianconi a Repubblica e al Messaggero, «e spero che la mia esperienza possa essere una bella apertura di pista». L’imprenditore, a quanto pare, avrà totale libertà nella scelta della sua squadra. «Sia Walter Verini (commissario Pd in Umbria, ndr) sia Andrea Liberati (candidato M5s alla presidenza della Regione nel 2015 e uomo forte sul territorio, ndr) mi hanno detto: “Noi vogliamo che tu sia totalmente libero di costruire la migliore squadra per portare questa regione verso il futuro”», ha raccontato Bianconi. «E questo era quello che volevo sentirmi dire, perché il giorno in cui dovrò mettere in discussione la mia integrità morale sarà il giorno in cui vedrete arrivare le mie dimissioni. E questo non accadrà, l’ho promesso ai miei figli e lo prometto agli umbri».

IMPRENDITORE NEL SETTORE ALBERGHIERO

Vincenzo Bianconi è un imprenditore alberghiero originario di Norcia ed ex presidente di Federalberghi Umbria. Ha 47 anni, una moglie e due figli. Si è laureato in Economia del Turismo all’Università degli studi di Perugia e, successivamente, si è specializzato in Hospitality management presso il Centro internazionale di studi sul turismo di Assisi. Insieme al padre Carlo e al fratello Federico, ha dato vita a quello che è conosciuto come Gruppo Bianconi a cui, prima del terremoto del 2016, facevano capo una serie di ristoranti e alberghi. Dopo il sisma, la prima struttura ad avere riaperto nella città di San Benedetto è stato il “suo” Palazzo Seneca.

IL SUO NOME SPUNTA DOPO IL RIFIUTO DI DI MAOLO

Non è stata una trattativa semplice quella tra M5s e Pd per decidere il candidato comune da presentare alle elezioni regionali. Inizialmente un accordo sembrava essere stato trovato sul nome di Francesca di Maolo, la presidente dell’Istituto Serafico di Assisi. Tuttavia, è stato proprio dopo il rifiuto di quest’ultima che è spuntato fuori il profilo di Bianconi.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

A che punto sono le candidature di Pd e M5s per le Regionali in Umbria

Due dei nomi più caldi per il voto di del 27 ottobre si sfilano. Stefania Proietti, candidata da Di Maio e Francesca Di Maolo hanno annunciato che non prenderanno parte alla corsa. Dubbi di Fora: «C'è qualcosa che non va».

L’alleanza tra Partito democratico e M5s in Umbria è un cantiere aperto. Solo il 22 settembre sono arrivati due secchi “No” da possibili candidati che lasciano il cerino in mano ai due nuovi alleati di governo. Nel corso della mattinata sono arrivate le retromarce della sindaca di Assisti Stefania Proietti, candidata ufficialmente da Luigi Di Maio e di Francesca Di Maolo presidente dell’Istituto Serafico di Assisi. E proprio la retromarcia di Di Maolo scompiglia le carte in tavola dato che era un nome sul quale potevano puntare entrambi gli alleati.

L’ALLARME SU FACEBOOK DI FORA: «C’È QUALCOSA CHE NON VA»

Le rinunce, oltre a mettere in difficoltà i partiti, sono il segno che qualcosa non torna, almeno secondo Andrea Fora, candidato presidente appoggiato dal Pd: «Anche Di Maolo rifiuta la candidatura. A questo punto», ha scritto su Facebook, «è chiaro che c’è qualcosa che non va e che deve essere risolta al più presto». «Mi prendo qualche ora per riflettere», ha poi aggiunto, «domattina dirò la mia qui su Facebook».

PROIETTI: «CONTINUO A FARE IL SINDACO»

Come detto qualche ora prima era arrivato lo stop della sindaca di Assisi, Proietti: «È sempre stata mia intenzione continuare ad essere sindaco di Assisi, e c’è bisogno di una coalizione ampia, innovativa, basata su un patto civico che proceda unita per il bene dell’Umbria». Il suo nome come candidato presidente era stato proposto dal capo politico grillino sul blog delle Stelle. «Ringrazio il Movimento 5 stelle», ha intanto scritto Proietti in una nota, «per avere indicato il mio profilo a candidato presidente della Regione, come una possibile sintesi di quella unità che già da tempo in tanti auspicavamo, e sono sinceramente lusingata per i tanti attestati di stima che mi sono giunti in questi giorni. Riuscire a conquistare il rispetto e la fiducia di una ulteriore forza politica per un profilo civico come il mio è un grande passo di conciliazione, che è ciò che più serve ai nostri cittadini e alle nostre Istituzioni: mettere da parte le divisioni e ricondurre all’unità le forze politiche su progetti che abbiano come unica finalità il bene comune».

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

A che punto sono le alleanze in vista delle Regionali in Emilia-Romagna

La data ufficiale del voto ancora non c'è ma i partiti indiano a muoversi. Nel centrodestra dubbi su Bergonzoni. Nel Pd timori dopo l'addio di Renzi.

La data delle elezioni ancora manca ma in Emilia-Romagna le ‘grandi manovre’ in vista del voto per le Regionali 2019 sono cominciate. Soprattutto nel centrodestra. Se sul fronte opposto, a correre per lo scranno più alto di viale Aldo Moro e la riconferma sarà Stefano Bonaccini, la partita fra Lega, FI e FdI sembra ancora aperta. E non è scontato – come appariva nelle scorse settimane – che a sfidare il centrosinistra sia la senatrice leghista, Lucia Borgonzoni.

DUBBI NEL CENTRODESTRA SUL NOME DI BERGONZONI

Nei giorni scorsi, la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni ha chiarito agli alleati che sull’Emilia-Romagna «bisogna parlare ancora di tutto, ma bisogna partire dai candidati più spendibili per vincere», puntando magari su Galeazzo Bignami, fresco di passaggio da Forza Italia a FdI e perché indiscrezioni di stampa vorrebbero Borgonzoni in affanno rispetto all’attuale presidente regionale, tanto da far pensare a un suo eventuale passo indietro. Che in casa leghista, ad oggi, viene escluso categoricamente. Sulla candidatura della parlamentare bolognese «non c’è alcun dubbio», ha tagliato corto il segretario della Lega Romagna e deputato Jacopo Morrone. «Vedo con piacere che anche gli alleati, che una volta erano meno vivaci, si fanno sentire: penso sia di buon auspicio per la coalizione per poter vincere e liberarci finalmente dal governo della sinistra dopo tanti anni».

NEL PD PENDE LA QUESTIONE RENZI

Un cambio di rotta, ha argomentato, «a me non risulta. Mi risulta che ci sia un Partito Democratico sempre più in difficoltà forse dovuta anche al meteorite di Renzi che non si aspettava e che si trova attualmente in un consiglio regionale in cui non sa neanche se i suoi compagni di viaggio siano con lui, con Matteo Renzi o con Zingaretti». Segretario dem che passerà in Emilia-Romagna il suo week-end: il 21 a Misano Adriatico, nel Riminese, e domenica 22 a Bologna a concludere, sul palco, la Festa dell’Unità. In un clima, a quanto pare, di cauto ottimismo.

IL 23 PRIMA USCITA UFFICIALE DI “ITALIA VIVA”

In attesa della data del voto, lunedì 23 dovrebbe tenersi l’incontro tra Bonaccini e il presidente della Corte d’Appello per fissarla, e di capire se vi possano essere spazi per un dialogo con il Movimento 5 Stelle, sul fronte democratico si fa strada la sensazione di un centrosinistra in grado di superare la coalizione avversaria con Bonaccini capace di staccare Borgonzoni. E se a chiudere questa settimana della politica emiliano-romagnola toccherà a Zingaretti, sarà Italia Viva ad aprire quella nuova: la ‘creatura’ renziana debutterà lunedì a Ferrara in un incontro ribattezzato “Un nuovo inizio”. A fare gli onori di casa all’ombra del Castello Estense, i deputati Maria Elena Boschi e Luigi Marattin e il vice presidente della Camera, Ettore Rosato.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

M5s, su Rousseau si vota per il «patto civico per l’Umbria»

Venerdì la consultazione sulla piattaforma del M5s. I pentastellati puntano sulla sindaca di Assisi Stefania Proietti.

Il Movimento 5 stelle è pronto ad aprire a un’alleanza con liste civiche per le Regionali in Umbria. L’ultima parola la avranno gli iscritti chiamati al voto su Rousseau venerdì 20 settembre per decidere se dire sì a un «patto civico per l’Umbria, ovvero sulla possibilità di sostenere alle Regionali un candidato presidente civico con il sostegno di altre forza politiche», incluso dunque il Pd, neo alleato di governo Pd.

IL M5S PUNTA SU STEFANIA PROIETTI

«Abbiamo individuato due profili di alto livello che rappresentano al meglio la società civile», hanno precisato fonti grilline. «Sosterremo una delle due insieme a delle liste civiche anche se il Pd deciderà di non far parte del ‘patto civico’ per l’Umbria». I due profili civici su cui punta il Movimento sono Stefania Proietti, sindaca di Assisi, Catia Bastioli, presidente di Terna. La rosa è stata poi ristretta alla prima.

LA MODIFICA DEL REGOLAMENTO

Come precisa il Blog delle Stelle, in caso di voto positivo, «dovrà essere individuato il candidato a cui attribuire le facoltà che il Codice Etico del MoVimento 5 stelle attribuisce solitamente al candidato presidente della regione». Una eventualità che ha reso necessaria la modifica del regolamento per le regionali dell’Umbria.

IL VOTO PER I CANDIDATI DI LISTA

Giovedì 20 settembre invece gli iscritti votano su Rousseau per scegliere i candidati che andranno a formare la lista per la Regione.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Cos’è il patto civico per l’Umbria proposto da Di Maio

Il capo politico del M5s ha chiesto alle forze politiche di fare un passo indietro alle Regionali 2019: «Ognuno corra con il proprio simbolo e il presidente sia fuori dai partiti». Il dem Verini: «L'intesa si può praticare». Ma Salvini stronca l'ex alleato: «Un disperato che chiede aiuto al Pd».

Per molti le Regionali 2019 sono il primo vero banco di prova per la tenuta del nuovo governo giallorosso. Uno “stress test” con il fantasma del ritorno prepotente di Matteo Salvini e della Lega (alleata con Silvio Berlusconi) che aleggia su Partito democratico e Movimento 5 stelle, impegnati nel tentativo di dialogo in ottica coalizione. In Umbria per esempio si vota domenica 27 ottobre dopo che la governatrice dem Catiuscia Marini si è dimessa in seguito agli sviluppi di un’inchiesta sulla sanità locale e su presunte irregolarità nelle assunzioni di medici, infermieri e personale ausiliario. E qui Luigi Di Maio ha lanciato la proposta di «un patto civico».

«NESSUNA PRETESA DI ASSESSORATI O ALTRI INCARICHI»

Di cosa si tratta? Il capo politico grillino lo ha spiegato in una lettera a La Nazione: «Tutte le forze politiche di buon senso facciano un passo indietro e lascino spazio a una Giunta civica, che noi sosterremo solo con la presenza in Consiglio regionale, senza pretese di assessorati o altri incarichi. Ovviamente ci aspettiamo che tutti gli altri facciano lo stesso. Ognuno correrà con il proprio simbolo in sostegno di un presidente civico, fuori dalle appartenenze partitiche, e con un programma comune».

«UMBRIA CULLA DI UNA NUOVA POLITICA»

Insomma secondo Di Maio «l’Umbria può essere la culla di un nuovo modo di innovare la politica a partire dal locale, di un nuovo modo di fare imprenditoria coinvolgendo i giovani e il territorio». Quello lanciato è «un appello chiaro a tutte le forze politiche che hanno a cuore il bene comune: facciamo tutti un passo indietro mentre tutti gli umbri di buona volontà ne facciano uno in avanti».

L’idea è stata salutata positivamente da un neo collega di governo di Di Maio, Roberto Speranza. Su Twitter il segretario nazionale di Articolo Uno e ministro della Salute ha infatti scritto: «Una nuova stagione di civismo è la strada giusta per l’Umbria. Da Di Maio arrivano oggi parole di buon senso, che non devono essere lasciate cadere. Per me il punto essenziale è la difesa dei valori portanti della Costituzione, a partire dalla dignità del lavoro e dalla lotta contro le diseguaglianze».

IL DEM VERINI: «INCONTRI RAVVICINATI SUI PROGRAMMI»

Il commissario umbro del Partito democratico Walter Verini, rispondendo all’Ansa, ha detto: «Mi pare che le parole di Di Maio rappresentino un fatto nuovo e significativo, un’intesa a livello regionale può essere praticata». Secondo Verini «Di Maio offre un terreno di confronto con alcuni punti certamente condivisibili e da noi già da tempo acquisiti e altri sui quali dialogare». La linea, «così come avvenuto per il governo nazionale, sarà quella di incontri ravvicinati sui programmi. Tutto questo nell’interesse e per il futuro di una regione come l’Umbria non non può e non vuole essere “presa” dai sentimenti di odio e intolleranza che Salvini diffonde a piene mani».

ZINGARETTI: «IL CONFRONTO PUÒ ANDARE AVANTI»

Il segretario del Pd Nicola Zingaretti ha commentato così: «Anche in Umbria il confronto può andare avanti. Ci sono tutte le condizioni per un processo nuovo che valorizzi la qualità e metta al centro il lavoro, la sostenibilità e il bene dei cittadini umbri».

SALVINI: «IL M5S TEME DI SPARIRE ANCHE LÌ»

Ovviamente Salvini non l’ha presa bene. E in una nota ha dichiarato: «Di Maio è evidentemente disperato e supplica il Pd per evitare che il M5s possa sparire anche in quella regione. Fortunatamente i cittadini umbri potranno votare, a differenza degli altri Italiani, e quindi chi ha preferito la poltrona alla dignità ha le ore contate. Pd e M5s non possono scappare dai cittadini per sempre. Dopo 50 anni di sinistra, in Umbria c’è voglia di cambiare: non c’è trucco di palazzo che possa evitarlo».

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it