La maggioranza blinda il decreto: no alle elezioni regionali a luglio

di Andrea Pellegrino

No alle regionali a luglio. La maggioranza blinda la decisione del governo e sostiene lo slittamento in autunno. Nessun anticipo, almeno per ora, delle consultazioni a fine luglio, così come voluto da quattro governatori in scadenza di mandato, tra cui Vincenzo De Luca. Nessun emendamento al decreto, prossimo alla conversione in aula (probabilmente il 25 maggio), da parte del Partito democratico, fino a qualche settimana fa possibilista sulle urne estive. Venerdì scade il termine per presentare gli emendamenti ma l’intenzione anche di Leu sarebbe quella di soprassedere. Così come Forza Italia non del tutto propensa a regionali in piena estate. In dubbio Fratelli d’Italia che attende una decisione chiara da parte dell’esecutivo. Il premier Conte negli ultimi giorni aveva deciso di non schierarsi passando la palla al Parlamento. Quanto alla Lega, l’orientamento prevalente è di non appoggiare con un proprio emendamento la pressante richiesta dei governatori uscenti, compresi quelli leghisti, Zaia in particolare, di andare al voto fra due mesi. Alla base della decisione della maggioranza ci sarebbero anche tutti i pareri negativi espressi dai tecnici in commissione Affari Costituzionali. Resta comunque in campo l’ipotesi di accorpare il referendum sul taglio degli eletti alle regionali e amministrative in autunno. Tra le uniche possibili modifiche al testo, ci sarebbe quella di prevedere che, in caso di necessario ulteriore rinvio delle elezioni oltre l’autunno, il governo dovrà procedere con un nuovo decreto ad hoc. Passa dunque la linea del Movimento 5 Stelle fin da subito contraria alle richieste dei governatori. «Già le audizioni avevano dato alcune prime indicazioni in questo senso. Il confronto avvenuto tra i gruppi in commissione e con il governo, rappresentato dal sottosegretario Variati, ci indica chiaramente che, data l’emergenza sanitaria, è giusto procedere con il rinvio di elezioni regionali e comunali in autunno», osservano i parlamentari del Movimento Cinque Stelle.

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