“Liberare la Campania E’ un feudo di De Luca e figli”

di Adriano Rescigno

«Liberare la Campania dal neo feudalesimo di Vincenzo De Luca e figli». Guida Dante Santoro l’assalto a Palazzo Santa Lucia, partendo da Cava de’ Tirreni. Al suo fianco il primo cittadino di Napoli, Luigi De Magistris, che è rappresentato proprio da Santoro a Palazzo Sant’Agostino a Salerno. L’occasione per lanciare la carica è stata la presentazione di “A colpi di matita”, ieri sera, all’interno del monastero di San Francesco e Sant’Antonio. L’evento che tratta il Giornalismo d’inchiesta a fumetti e vedrà la partecipazione dei maggiori fumettisti italianiè stato organizzato da Radio Vostok e l’Associazione “Agorà” in collaborazione con “Csv Sodalis”, “Amici degli Scout”, “Lavoro, Terra e Libertà”, “Mga”, con il patrocinio morale del Comune di Cava de’ Tirreni. Sponsor di un nuovo ragionamento politico con De Magistris, per Cava de’ Tirreni, c’era Luca Pastore. Al di là dell’evento, l’occasione è stata quella di discutere delle elezioni regionali della prossima primavera con il sindaco di Napoli intenzionato più a fare squadra che la prima donna, con in mente l’idea ben precisa di creare un polo civico, «una rete», come l’ha definita, che sappia contrastare sia la destra salviniana che il governatore De Luca. Una sorta di “le vie del Signore sono infinite”, quello fatto intendere da De Magistris, volenteroso si di terminare il mandato di sindaco ma nei 4 mesi tutto può succedere, e quindi via libera ad ogni scenario, anche quello di guidare la coalizione civica, che potrebbe aprirsi anche alla destra moderata, assolutamente no quella impregnata da idee salviniane, per scardinare da Palazzo Santa Lucia l’ex sindaco di Salerno. A suonare la carica più forte di tutti dunque Dante Santoro, consigliere provinciale e consigliere comunale di Salerno. «Io e tutto il gruppo di civici che rappresento siamo pronti a liberare la Campania come già stiamo facendo con Salerno», dice. «Ci opponiamo con forza al neo feudalesimo di De Luca e figli con nuove realtà civiche. Bisogna occuparsi di temi importanti come la sanità e l’ambiente e lo faremo con nuove persone, esponenti della società civile che hanno metodologie diverse di pensare e di agire da quelle che attualmente occupano i centri decisionali e di potere», conclude Santoro. Tornando infine su De Magistris nonè detto che sia lui il protagonista principale dell’agone elettorale, pronto a fare un passo indietro per le regionali se si riesce a trovare un nome che sia garante del progetto e della compattezza della coalizione.

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Soppresso il Frecciarossa delle 5.20: Di Giorgio: «Scelta scellerata»

di Erika Noschese

Pendolari sul piede di guerra per la soppressione del Freccia Rossa che, alle 5.20, parte dalla stazione di Salerno per raggiungere Roma. Ferrovie dello Stato avrebbe infatti deciso di cancellare la tratta in questione a causa di un erroneo calcolo relativo al numero dei viaggiatori. Sempre più spesso, infatti, piuttosto che Napoli/Afragola, gli utenti che quotidianamente usufruiscono del treno, digitano Napoli stazione centrale. A scrivere una lunga lettera, indirizzata al presidente della Regione Campania De Luca, al presidente della commissione regionale Trasporti Luca Cascone, ai sindaci di Salerno e Napoli – rispettivamente Vincenzo Napoli e Luigi De Magistris – a Ferrovie dello Stato e a Trenitalia la salernitana Maria Rosa Di Giorgio: “Scelte irrazionali made in Italy – si legge nella lettera – Siamo noi, quelli del treno delle 5:20. Quel ‘convoglio’ che ogni mattina, prima ancora delle luci dell’alba, apre le porte a centinaia di lavoratori di sangue salernitano e partenopeo che approda a Roma per svolgere il proprio lavoro”. Intanto, i pendolari che quotidianamente usufruiscono della tratta in questione hanno già avviato una raccolta firme e dato vita ad un comitato che avrà l’obiettivo di portare avanti la battaglia. Treno, quello delle 5.20, affollato a causa dell’elevato numero di persone che si recano presso la capitale soprattutto per questioni lavorative. La corsa in fase di soppressione, tra le altre cose, impiega circa un’ora e mezza per raggiungere Roma. Stessa sorte toccherebbe al Freccia Argento delle 17.28 (Roma-Reggio Calabria) che dovrebbe presto essere cancellata. A sostituzione della corsa mattutina ci sarebbe il treno delle 5.38 che impiega però circa due ore, senza contare il ritardo inevitabile in cui incapperebbe a Napoli centrale dove il numero dei pendolari è assolutamente maggiore. Così facendo, notevoli sarebbero le ripercussioni soprattutto per i lavoratori. «Io arriverei a lavoro alle 9 e questo ritardo non mi permetterebbe di portare a termine le ore lavorative totali», ha dichiarato la Di Giorgio che nella lettera scrive: “Siamo quelli che i conti li hanno fatti bene: si sacrificano, viaggiano per un tempo quasi pari alla durata della giornata lavorativa pur di respirare l’aria di Napoli, ammirare i riflessi del mare di Salerno; pur di tornare a casa, la propria, che non sia una fredda stanza presa in affitto accanto al luogo di lavoro; pur di dormire per poche ore abbracciati a un figlio che preferisce vederti solo di sera piuttosto che accompagnarti al treno la domenica per riabbracciarti il sabato successivo». Da qui la richiesta di aiuto alle istituzioni affinché intervengano per evitare la soppressione di un treno che ogni mattina accoglie e “porta verso la capitale” numerosi pendolari, costretti a lavorare fuori città.

Sindacati sul piede di guerra Santoro: «Non resteremo a guardare immobili»

Un impegno congiunto, urgente e determinante affinchè questo disagio venga risolto. E’ la richiesta che i segretari general della Filt Cgil e Cgil Salerno, rispettivamente Gerardo Arpino e Arturo Sessa hanno inoltrato ai ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti, dell’Economia e delle Finanze, per il Sud e la Coesione territoriale, al presidente della commissione regionale Trasporti Cascone, al governatore De Luca e al gruppo Ferrovie dello Stato dopo la scelta di quest’ultima di apportare modifiche orarie – a partire dal prossimo 15 dicembre – al Frecciarossa 9606, treno con partenza prevista per le ore 5.20 da Salerno e diretto a Roma Termini. Tale modifica farebbe slittare la partenza, posticipandola alle ore 5:38, con inevitabili ripercussioni anche sulle coincidenze del trasporto regionale. «Queste modifiche, ci lasciano terribilmente perplessi rispetto alle grandi difficoltà che provocheranno, non solo ai pendolari, che pur di lavorare e non abbandonare le loro famiglie viaggiano tutti i giorni, ma anche alle centinaia di utenti che usufruiscono di tale sevizio», dichiarano i sindacalisti che chiedono, dunque, un impegno congiunto, urgente e determinante affinchè questo disagio venga risolto. Parlerà, quest’oggi, con i vertici di Fs, il consigliere provinciale Dante Santoro «per evitare la soppressione di un treno vitale per gente che non chiede altro di poter essere messa in condizione di raggiungere il luogo di lavoro – ha dichiarato Santoro – Inoltre farò gioco di squadra con il sindaco di Napoli de Magistris e tutte le istituzioni sensibili al tema per dimostrare che non resteremo a guardare immobili eventuali scelte dannose per le nostre comunità».

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Dal no Crescent alla lista ritirata I 10 anni chiaroscuro del M5S

di Andrea Pellegrino

Dal no Crescent all’accordo con il Partito democratico. I dieci anni hanno modificato sostanzialmente l’assetto del Movimento 5 Stelle. E Salerno è stato uno dei primi laboratori della trasformazione. D’altronde il peso di Vincenzo De Luca ha agevolato la battaglia politica, in alcune circostanze, ma ne ha determinato anche il loro ridimensionamento. La lista mancata alle scorse amministrative a Salerno è solo uno degli ultimi sintomi di un Movimento che in città non è mai partito al 100 per cento. Neppure la vittoria di Nicola Provenza nel collegio uninominale di Salerno città, battendo Piero De Luca, ha fatto cambiar rotta ai grillini. Resta il combattivo meetup “Amici di Beppe Grillo” che da tempo ormai tenta di incunearsi nelle vicende cittadine, alcune volte anche senza “le spalle coperte” dei rappresentanti nazionali. In principio era Andrea Cioffi, ingegnere impegnato nella difesa dell’ambiente e del territorio. Un tecnico che affiancò inizialmente gli altri componenti di Italia Nostra e No Crescent nella battaglia contro la costruzione dell’emiciclo di Bofill a Santa Teresa. Candidato nel 2011 a sindaco di Salerno, poi la scalata nazionale, fino ad arrivare fino al gradino più sotto del ministero ai trasporti ed infrastrutture. Un volo alto che negli anni ha fatto perdere di vista Salerno e lo stesso ex storico gruppo cittadino. Tra questi l’avvocato Oreste Agosto, principale protagonista delle battaglie legali che si sono compiute negli ultimi tempi contro il “sistema deluchiano”. Suoi i ricorsi contro l’incompatibilità di Vincenzo De Luca, all’epoca del governo Letta e la successiva decadenza, e a livello regionale per l’applicazione della legge Severino. Poi sulla cementificazione e naturalmente sull’urbanizzazione di Santa Teresa. Battaglie che l’avvocato Agosto ora porta avanti autonomamente, dopo i no ricevuti dal Movimento 5 Stelle. Era lui il candidato sindaco dei Cinque Stelle che avrebbe dovuto sfidare Enzo Napoli, prima saltasse tutto il banco per fuoco amico. Quel fuoco amico che ha portato in parlamento Nicola Provenza, l’attuale deputato della città di Salerno. «Credevo in una svolta – dice Agosto – sia a livello nazionale che a livello locale. Il progetto del Movimento 5 Stelle all’inizio mi ha appassionato e sono stato protagonista di numerose battaglie civiche che oggi portato avanti, senza Movimento, ma con la mia libertà». Ma prima di Agosto sulla graticola Cinque stelle era stato messo Dante Santoro. Escluso quasi al fotofinish. Oggi Santoro è consigliere comunale e provinciale, vicino al gruppo di Luigi de Magistris. «Qualcuno all’epoca dall’alto ignorò la base. Quella base che in maniera plebiscitaria mi voleva candidato sindaco di Salerno – ricorda Dante Santoro – ma non si tenne in considerazione quella volontà. Oggi mi ritengono un sei stelle per l’attivismo, per le battaglie, che faccio alle interno delle istituzioni, sia al comune di Salerno che in provincia. Sono io l’elemento che da civico contrasta il sistema. Peccato che molti siano evaporati, peccato che alcuni attivisti siano diventati arrivisti. Naturalmente, in questi dieci anni, va dato atto di quanto sia stato fatto di positivo dal Movimento 5 Stelle, al quale vanno i miei auguri. Grillo e Casaleggio hanno scritto una pagina di storia. Non posso non riconoscere dei meriti, non posso non riconoscere che alcune battaglie del Movimento hanno portato a galla tante anomalie. Il patrimonio degli attivisti – prosegue Santoro – non va disperso, perché c’è tanta voglia di cambiamento». Poi la scalata di Angelo Tofalo, confermato sottosegretario alla Difesa, l’esclusione di Silvia Giordano, la ritirata di Mimmo Pisano. Un gruppo storico che si è pian piano dissolto (mantenendo in piedi solo Cioffi e Tofalo), partito in quarta alla volta della conquista del territorio per poi rallentare. Nei dieci anni del Movimento 5 Stelle c’è sicuramente un «caso Salerno» che in tempi non sospetti ha anticipato ciò che sarebbe avvenuto anche in altre realtà. Chi è rimasto giura, nonostante le vicende nazionali: «Mai con De Luca». Ma di acqua sotto i ponti ancora ne deve passare.

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«Battipaglia non può essere la pattumiera della Piana del Sele»

di Erika Noschese

Il “caso” Battipaglia approda a Palazzo Sant’Agostino. Nella giornata di ieri, infatti, in occasione del consiglio provinciale è stata portata all’attenzione dei consiglieri di maggioranza e di minoranza la delibera inerente ai fattori di pressione del comune guidato dalla sindaca Cecilia Francese. Il presidente Michele Strianese, nel corso del suo intervento, ha infatti sottolineato come la Provincia stia lavorando – anche in virtù di un accordo sotto – scritto con l’Asi e con la sindaca Francese – per salvaguardare non solo il territorio di Battipaglia ma tutti quelli della provincia di Salerno che trattano aziende delicate. Infatti, è in programma questa mattina presso la sede della Regione Campania la conferenza di servizi istruttori che darà, di fatti, inizio alla fase istruttoria mentre spetterà all’ente Provincia seguire i provvedimenti amministrativi. «A nome mio, dei consiglieri di maggioranza e di minoranza esprimo solidarietà alla sindaca di Battipaglia e a tutti quei sindaci della Piana del Sele», ha dichiarato il presidente Michele Strianese. A fare il punto della situazione il consigliere provinciale Antonio Sagarese secondo cui il problema Battipaglia trascina dietro di sé una serie di scelte fatte in passato. «Battipaglia quest’anno è stata colpita da una serie di incendi – ha detto il consigliere – Bisogna ora capire se dietro c’è o meno un disegno criminale» proprio in virtù della sua posizione strategica nella Piana del Sele. «Bisogna fare qualcosa di concreto e dare delle risposte ai cittadini», ha poi aggiunto Sagarese che parla di un «territorio già saturno» ragion per cui chiede l’intervento della Provincia e della Regione Campania affinché si strutturino delibere mirate alla tutela del territorio. Intanto, proprio nella mattinata di ieri il comitato “Battipaglia dice no” ha chiesto, per la prima volta dopo due anni di amministrazione Francese, le dimissioni della sindaca per poi inviare al presidente di Palazzo Sant’Agostino e ai consiglieri una serie di indicazioni che andrebbero seguite. Parla di unità, ma solo nel documento finale per tentare di dare delle risposte ai cittadini, il consigliere provinciale di Forza Italia Roberto Celano: «la Piana del Sele è la pattumiera d’Italia a causa di un presidente della Regione che di rifiuti non ne capisce nulla», ha detto il forzista secondo cui De Luca avrebbe cambiato il piano regionale dei rifiuti nonostante ci sia come unico impianto funzionante solo quello di Acerra. Attacchi anche da parte del consigliere Dante Santoro secondo cui «la provincia di Salerno non può essere un immondezzaio. Si parlava di rivoluzione ma dopo 10 anni si parla di nuovo di emergenza rifiuti». Santoro infatti si dice pronto alle barricate per tutelare i cittadini. Difende, invece, il lavoro dell’ente ambito il consigliere socialista Giovanni Guzzo che propone di censire le aziende che smaltiscono i rifiuti. Secondo la maggioranza, inoltre, spetterebbe al Comune trovare un accordo con l’Asi relativo alla zona Pip. Per Giuseppe Ruberto, capogruppo di Forza Italia a Palazzo Sant’Agostino, «la città in questo momento è messo a dura prova e non si parla più solo di problematica ambientale ma sociale». Per Strianese però il Comune – dal punto di vista urbanistico – può fare qualcosa, senza attendere la delibera dell’ente provinciale che impediva nuovi ingressi nello Stir di Battipaglia. Intanto, in merito ai roghi tossici che si sono sviluppati nelle scorse settimane l’avvocato Paola Contursi, nella giornata di lunedì, scortata all’Ufficio del Comandante del nucleo investigativo interprovinciale ha depositato denuncia per “disastro ambientale” per conto dell’onorevole Paolo Bernini, ex portavoce parlamentare del M5S, salernitano d’adozione. Obiettivo della denuncia a carico di Comune, Provincia e Regione è quello di arginare -con l’ausilio della Magistratura- il susseguirsi di roghi tossici nella città di Battipaglia. I roghi, sembrano versosimilmente tutti di natura dolosa ed è ancora sconosciuta la matrice di tali azioni. Si pretendono quindi chiarezza su tutta la vicenda, oltre che punizioni severe per tutti coloro che, anche con condotte omissive, si sarebbero dimostrati incapaci di tutelare la salute dei cittadini e l’ambiente. I roghi all’attenzione della Magistratura sono quelli che hanno interessato negli anni Sele Ambiente – Nappi – New Rigeneral Plast ed Mgm. La denuncia riguarda anche gli affidamenti diretti fatti dal Comune nei confronti di queste società. «È inaccettabile che la gente continui ad ammalarsi per via delle esalazioni tossiche perché nessuno ha il coraggio di opporsi a tutto ció. Basta con gli slogan sui social e le sceneggiate, è il momento dei fatti concreti e dei risultati concreti», ha dichiarato infatti Paolo Bernini.

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Francese: «Se ci hanno preso in giro pronti a bloccare l’autostrada»

Nonostante i cittadini si sentano abbandonati dalla sinaca in quanto a loro detta il risultato raggiunto è scarso, la Francese rincara la dose: «C’è un impegno, agisco con atti amministrativi non di pancia, ma se dovessero prenderci in giro siamo pronti a bloccare l’autostrada». Dopo l’intero giovedì di tensione che si è prolungata per tutta la notte, a Palazzo di Città dinanzi il vice presidente della Regione, Fulvio Bonavitacola prima è stato concordato ed in mattinata sottoscritto l’atto di indirizzo congiuntamente con l’Ente d’ambito e la provincia di Salerno affinché sia immediatamente operativa la moratoria-divieto di nuovi insediamenti industriali per il trattamento e la gestione di qualsiasi tipologia di rifiuto sul territorio battipagliese. «Ho ottenuto anche il divieto a qualsiasi ampliamento dei siti già esistenti», ringhia la sindaca. «Questo è uno degli obiettivi che ci eravamo prefissi e che abbiamo raggiunto. Ora monitoreremo gli atti che il Consiglio provinciale prima e la Regione Campania poi dovranno approvare a tutela della nostra città», conclude la Francese nell’aspetto tecnico incalzando successivamente sul prefetto di Salerno, Francesco Russo, già definito nei giorni scorsi come «L’unico che ci sta dando una mano». « Attendo inoltre la convocazione ufficiale da parte della Prefettura per il Comitato per l’Ordine e la sicurezza pubblica affinché si possa creare una sinergia per prevenire e combattere altrifenomeni degenerativi». È stato dunque fissato il primo tassello per dare la svolta alle politiche economiche, sociali ed ambientali sul territorio battipagliese. Un atto trasversalmente definito concreto dalle classe politica cittadina che apre le porte verso un miglioramento della qualità della vita nella città. «E’ una svolta – trionfa la sindaca – adesso altri Comuni che vivono le nostre condizioni sicuramente seguiranno il nostro esempio». Nel corso della ricca di appuntamenti giornata di ieri la sindaca ha nuovamente chiesto al presidente della commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra, di essere ascoltata relativamente alla crisi ambientale in atto. Mentre a fronte di una convocazione ufficiale giunta nella stessa mattinata il prossimo 26 settembre, il ministro Sergio Costa incontrerà la sindaca presso il ministero dell’Ambiente. Con una situazione ambientale sull’orlo della degenerazione l’intento è quello di evitare una seconda “Terra dei fuochi” e quindi di come d’accordo con la Regione Da lunedì partiranno controlli a tappeto su tutti i siti di raccolta e lavorazione di rifiuti, sia urbani che speciali, sull’adeguamento alle linee guida in materia di antincendio. Non solo regolamentazione ma anche implementare la rete di sicurezza e videosorveglianza attraverso un sistema centrale di controllo permanente, potenziando così il monitoraggio sulla qualità dell’aria. Sarà istituito un presidio della società regionale Sma Campania con un servizio di pattugliamento sul territorio con smartworking, cooperazione con l’Esercito italiano, forze dell’ordine e Vigili del fuoco. Dopo gli ultimi accadimenti dunque pugno duro anche contro coloro che non rispettano le prescrizioni regionali e il codice dell’ambiente per i quali verranno disposte immediatamente le revoche delle autorizzazioni ambientali e del nulla osta dell’Asi. Pronta una task force tra Polizia locale, Vigili del fuoco e Arpac per verificare il rispetto e la rispondenza allo stato di fatto delle autorizzazioni edilizie, ambientali e per il monitoraggio delle polveri sottili e del trattamento delle acque. «Bisogna avere il coraggio di chiuderle le aziende se non funzionano correttamente», ammonisce la Francese.

Codacons: «Ci vuole l’Esercito»

«A cosa sono servite le scuole chiuse? A manifestare a salvaguardia della nostra salute non a rimanere a dormire a casa». Dura la contestazione social delle associazioni ambientaliste a fronte di una afflueza scarsa davanti i cancelli dello Stir dove ieri mattina sono giunti in ogni caso i camion della nettezza urbana. Scontentezza generale dunque quella dei cittadini che per un atto ufficiale oltre il “comunicato stampa” firmato ieri mattina – così è stato definito – non intendono aspettare oltre la giornata di lunedì. Vista la gravità dei roghi, della presenza di trenta industrie che lavorano i rifiuti il Codacons Campania è intervenuto in qualità di voce inascoltata: « Fin da subito, il Codacons si è rivolto al prefetto di Salerno, invitandolo, già a partire dall’otto agosto, a indire il presidio dei siti di stoccaggio da parte dell’Esercito, in modo da evitare nuovi incendi. Ci duole ammettere che la nostra richiesta è rimasta inascoltata – dice l’avvocato Matteo Marchetti vice segretario nazionale del Codacons – ma, a fronte degli inarrestabili eventi che stanno mettendo in pericolo la nostra salute, non possiamo che rinnovare l’urgenza dell’invito al fine di arginare e successivamente, risolvere la rischiosa situazione creatasi. Inoltre, continuiamo a ribadire che non pensiamo possa trattarsi di pura coincidenza ed è, dunque, necessario vigilare i siti a rischio incendio con la massima all’erta». Dopo la chiusura generale delle scuole ieri mattina, questa mattina è ritornato tutto regolare nonostante l’incendio sempre nell’area industriale cittadina che però non ha fatto registrare particolari danni se non alla vegetazione anche se ormai alla minima colonna di fumo che si alza la tensione tra i cittadini esasperati s’innalza con essa. Diverse le attività chiuse in città e girotondi di bimbi davanti lo Stir: «Vogliamo crescere qui».

Le reazioni al risultato della Francese

Ugo Tozzi, ex vicesindaco di Battipaglia e portavoce provinciale di Fratelli d’Italia: «Siamo profondamente amareggiati. Ciò che la sindaca ha ottenuto è ben altra cosa rispetto a quello che ha richiesto». Con queste parole l’ex vicesindaco di Battipaglia Ugo Tozzi ha contestato l’accordo siglato ieri mattina tra il primo cittadino Cecilia Francese e l’ente provinciale.L’accordo, che impedisce la costruzione di nuovi insediamenti operanti nel settore del trattamento dei rifiuti, non pone limitazioni all’attività di quelli già esistenti. «La sindaca doveva chiedere un accordo serio Ma tutto ciò non è sufficiente. La sindaca ha sbandierato un successo che in realtà non può definirsi tale»

Dante Santoro, consigliere comunale di Salerno e consigliere provinciale per DeMa: «Avevamo anticipato il rischio che Battipaglia ed il salernitano diventassero l’immondezzaio della Regione per rimediare agli sfasci del governatore». «Sarò con i cittadini – annuncia Santoro, già promotore dell’iniziativa “Provincia il tuor” – battipagliesi in questi giorni per presidiare le zone sensibili e fare da megafono per le loro istanze. Spero finisca l’era delle chiacchiere e le istituzioni decidano di lasciare in pace questa terra già troppo martoriata in materia di rifiuti per l’inettitudine del governo regionale e provinciale», conclude il consigliere che si dimostra essere uno dei più attivi sul territorio provinciale.

Nicola Acunzo, battipagliese, deputato della Repubblica per la XVIII legislatura con il Movimento 5 Stelle: «Andremo a fondo sul terribile incendio, verificando oltretutto se l’impianto in questione fosse o meno all’interno della lista dei siti sensibili della Prefettura. Si tratta di una battaglia che va combattuta insieme, per questo ci auguriamo che gli amministratori siano al nostro fianco nei tavoli di lavoro con l’obiettivo comune di arginare questi drammatici fenomeni». «ci batteremo per avere in tempi brevi delle soluzioni efficaci, attraverso l’immediata costituzione di una cabina di regia in cui saranno coinvolti comitati, associazioni e istituzioni a qualsiasi livello», conclude l’onorevole.

Antonio Sagarese, consigliere comunale di Battipaglia e consigliere provinciale in quota Campania Libera Nonostante non sia organico alla maggioranza consiliare, Sagarese ha mostrato invece approvazione per l’accordo siglato con Palazzo Sant’Agostino. «È stato fatto un passo importante oggi in provincia – ha dichiarato Sagarese – Personalmente credo che quest’accordo vada integrato con la revoca delle licenze esistenti per le imprese del settore che pur godendo delle stesse non sono attive, cosa che può rappresentare un importante passo in avanti nel fronteggiamento della problematica». Un parere positivo che dovrebbe combaciare con l’azione amministrativa futura stando alle dichiarazioni della sindaca Francese.

Romano: «No al secondo impanto di compostaggio»

«In questi giorni abbiamo assistito alla solita sceneggiata “istituzionale”. A chiacchiere tutte le “istituzioni” sono vicine ai cittadini di Battipaglia. Tutti pronti a “sfilare” sul palcoscenico del dramma ambientale e civile che sta vivendo la città e l’intera Piana del Sele. In sostanza, nessuna decisione seria per riprendere il controllo del territorio e nessuna azione concreta per limitare quello che è stato definito “fattore di pressione” riferendosi alla concentrazione di impianti di trattamento dei rifiuti e siti di stoccaggio operativo sul territorio. Due azioni immediate chiediamo alle “istituzioni”: il blocco immediato dello stoccaggio di altri rifiuti presso lo Stir per fronteggiare l’emergenza causata dalla chiusura del termovalorizzatore di Acerra e che vanno ad aggiungersi alle oltre 16.000 tonnellate già stoccate nell’impianto. In secondo luogo la cancellazione dell’impianto di compostaggio (un altro a poche centinaia di metri da quelli di Eboli) che è stato già appaltato dalla Regione e che dovrà essere realizzato proprio dentro lo Stir. Dimostrassero con questi fatti la vicinanza ai cittadini. Altro che chiacchiere, riunioni inutili e passerelle»

 

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