Il M5s vuole recuperare 5 miliardi dall’Imu alla Chiesa

Disegno di legge a firma di Lannutti, Toninelli e altri 74 senatori grillini pronto a essere tradotto in emendamento alla manovra. Monsignor Bregantini: «Solita minestra riscaldata».

Imu alla Chiesa, ci risiamo. Il Movimento 5 stelle punta a racimolare così risorse utili per la manovra. La misura, proposta da Elio Lannutti e firmata anche dall’ex ministro Danilo Toninelli, varrebbe 5 miliardi di euro. In particolare l’obiettivo è recuperare la vecchia Ici non versata tra il 2006 e il 2011 e far pagare l’Imu, l’imposta municipale propria, per quegli immobili sfruttati commercialmente ma che «eludono l’imposta». È una storia che ciclicamente si ripropone. Ci provò pure Mario Monti nel 2012, mentre l’Unione europea nel 2014 riaprì il caso degli sconti fiscali concessi parlando di «sistema di favore» capace di distorcere il mercato. Un meccanismo che, tra regolamenti poco chiari e condoni, ha evitato salassi alla Chiesa, che tra l’altro ora si trova in difficoltà economiche tanto da far parlare di «rischio default».

UNA SOMMA CHE EVITEREBBE ALTRI AUMENTI

Però 76 senatori grillini non sembrano essersi fatti intenerire e hanno depositato in Senato un disegno di legge che i parlamentari sono pronti a tradurre in un emendamento alla legge di bilancio. Lannutti, primo firmatario, ha spiegato che la somma «sarebbe sufficiente a evitare gli aumenti della cedolare secca, della tassa sulle transazioni immobiliari, dei bolli sugli atti giudiziari, del biodiesel e della plastic tax».

SENTENZA EUROPEA CHE PARLAVA DI AIUTI DI STATO IRREGOLARI

L’iniziativa prende spunto dalla sentenza della Corte di giustizia dell’Ue che aveva stabilito il recupero da parte dello Stato italiano dell’imposta non versata dalla Chiesa tra il 2006 e il 2011, in quanto «aiuto di Stato irregolare». Nel frattempo, secondo i grillini, l’intervenuta legge Monti del 2012 che esonera la Chiesa dal pagamento dell’imposta laddove non vengono svolte attività economiche, «presenta molte scappatoie» che consentono di evitare il pagamento dell’imposta anche dove si produce reddito.

UN «CERTIFICATORE ESTERNO» PER CONVALIDARE I BILANCI

Un nodo che per il M5s si potrebbe risolvere «facendo controllare i bilanci delle società o delle associazioni che li gestiscono da soggetti terzi, che se ne assumono la responsabilità». La norma, nel dettaglio, prevede che tutte le associazioni o società legate alla religione cattolica o congregazioni «il cui giro d’affari è pari o superiore ai 100 mila euro annui sono tenute a farsi convalidare i conti da un certificatore esterno» che in caso di bilancio non veritiero può essere «condannato a un periodo di detenzione dai tre ai cinque anni».

STIME ANCI: ICI NON VERSATA PER 800 MILIONI L’ANNO

Dalla relazione al ddl risulta inoltre che secondo delle stime dell’Anci, l’Associazione nazionale dei Comuni italiani, l’Ici (all’epoca era questo il nome dell’imposta) non versata tra il 2006 e il 2011 si aggira intorno ai 5 miliardi di euro, circa 800 milioni l’anno.

Questi immobili sono di sostegno a una pastorale che è al servizio della gente e quindi sarebbe un penalizzare chi apre le strade per iniziative di bene


Monsignor Giancarlo Bregantini

Dalla Santa sede non si sono scomposti. Monsignor Giancarlo Bregantini ha commentato così l’iniziativa politica all’Ansa: «È un tema che torna come una minestra riscaldata che non è più buona; è stato più volte ribadito di avere uno sguardo ampio che tenga conto che questi immobili sono di sostegno a una pastorale che è al servizio della gente e quindi sarebbe un penalizzare chi apre le strade per iniziative di bene». Il vescovo di Campobasso ha stigmatizzato invece il fatto che «la manovra non affronta le vere emergenze come la denatalità e il contrasto al gioco d’azzardo».

«SI VUOLE RASCHIARE IL FONDO DEL BARILE»

Far pagare l’Imu alla Chiesa per gli anni del passato invece «non credo possa dare questi notevoli guadagni. Mi sembra che si voglia raschiare il fondo del barile, penalizzando le opere sociali collegate ai beni della Chiesa, specialmente in questo momento di difficoltà sociale evidentissima», ha detto ancora Bregantini.

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