«Da Procida», appaltati i lavori 122 posti letto per il Covid Hospital

di Andrea Pellegrino

 

Centoventidue posti letto di cui 14 nel reparto di terapia intensiva e sub intensiva. Così il nuovo Covid Hospital che trasformerà l’attuale “Da Procida” di Salerno. L’azienda universitaria ospedaliera “Ruggi d’Aragona” ha recepito il piano predisposto dalla Regione Campania ed ha avviato le procedure per la trasformazione del plesso ospedaliero di Salerno città. Sessanta giorni il termine previsto per la fine dei lavori. Un milione e 700mila euro circa lo stanziamento per l’adegua- mento del presidio ospedaliero. Oltre le strutture saranno rifatti gli impianti dei tre piani dell’ospedale. Il primo (quello dedicato alla degenza) potrebbe essere operativo e pienamente funzionante entro i prossimi 15 giorni. Più lunghi i tempi per attrezzare i reparti di tera- pia intensiva e subintensiva. Quattro le ditte che si sono rese immediata- mente disponibili: la Cytec di Pozzuoli, la Gioma srl di Quarto, la Gramma srl di Ercolano e la Clv Costruzioni di Castellammare di Stabia. Ognuno di loro si occuperà di un re- parto. Tra gli altri plessi individuati dalla Regione Campania c’è quello di Scafati. Stanziati 600mila euro circa per incrementare 70 posti letto di cui 4 di terapia intensiva. Al vaglio c’è anche la possibilità di atti- vare ulteriori 8 posti di rianimazione presso il “Mauro Scarlato”, plesso di Scafati, gestito dall’Azienda Sanitaria di Salerno. L’Asl intanto ha ac- quistato anche 10 ventilatori polmonari da destinare al presidio ospedaliero di Vallo della Lucania e a quello di Sarno. Rispettivamente 4 ventilatori arriveranno al plesso a sud di Salerno, sei, invece, a quello a nord della provincia salernitana. Inoltre previsti nuovi arredi per la struttura di Sarno, tra cui 7 letti elettrici per la degenza e due carrelli per emergenza e medicazioni. Infine istituiti 21 presidi di unità speciale di continuità assistenziale, tra cui due nel solo comune di Salerno.

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Il Nas torna al «Ruggi d’Aragona»: mancano ancora mascherine e protezioni Si pensa al «Da Procida» come centro d’emergenza: in 2 mesi la terapia intensiva

di Andrea Pellegrino

Nuova visita del Nas dei carabinieri all’ospedale “Ruggi d’Aragona” di Salerno, nell’ambito dei controlli scattati all’indomani dell’emergenza coronavirus. Restano le criticità, già evidenziate durante i precedenti sopralluoghi del 24 e 28 febbraio. I reparti interessati, sono ancora una volta, malattie infettive, pneumologia e otorinolaringoiatria. Qui mancano anche i dispositivi di protezione individuale, a partire dalle mascherine, per il personale sanitario. Inoltre, così come riscontrato qualche settimana fa, manca ancora una stanza per eventuali isolamento di persone infette dal virus. Intanto si prepara all’emergenza anche l’ospedale “Da Procida” che rientra nella rete dell’azienda universitaria ospedaliera “Ruggi d’Aragona”. Nelle ultime ore un sopralluogo del direttore generale e un successivo vertice interno, hanno definito le prossime linee guida, soprattutto se la situazione dovesse degenerare nel salernitano. Qui, nell’ex sanatorio – oggi struttura praticamente inutilizzata – pare che nell’immediato si trasferiscono gli eventuali pazienti affetti da coronavirus che non necessitano di terapia intensiva o di rianimazione nel mentre si valuta di attrezzare l’ospedale anche di questi reparti. Almeno per quanto riguarda la terapia intensiva si stima, secondo prima indiscrezioni, che potrebbe essere allestito un reparto in due mesi. Limitazioni anche al Comune di Salerno, con le nuove disposizioni del primo cittadino Enzo Napoli. Accessi controllati a Palazzo di Città e limitazioni nell’utilizzo degli ascensori. Al Comune potranno accedere, infatti, solo persone con appuntamento.

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