L’Ufficio parlamentare di bilancio taglia la crescita del Pil nel 2020

L'organismo stima un +0,2%, contro il +0,6% ipotizzato dal governo. Lento recupero della domanda interna. Scarso apporto dal commercio estero.

Dopo la brusca frenata di fine 2019, secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio la crescita dell’economia italiana «è destinata a restare modesta» anche nel 2020, con un Pil stimato a +0,2% (0,1% al netto della correzione per i giorni lavorativi) contro il +0,6% ipotizzato dal governo.

LENTO RECUPERO DELLA DOMANDA INTERNA

Nel primo trimestre dell’anno in corso, l’Upb prevede che il Pil non riuscirà a recuperare il netto calo del periodo precedente. L’attività economica, tuttavia, dovrebbe riprendere vigore nei trimestri successivi, sostenuta dal lento recupero della domanda interna. Mentre l’apporto del commercio estero viene giudicato molto modesto.

L’ULTIMO TRIMESTRE DEL 2019 CHIUSO CON UN -0,3%

Gli indicatori congiunturali più recenti, in altre parole, non sembrano indicare un mutamento di clima rispetto all’ultimo trimestre del 2019, chiuso con una contrazione dell’economia dello 0,3%. Scrive l’Upb: «Nel quarto trimestre la produzione industriale si è ridotta in misura molto marcata (-1,4% rispetto ai tre mesi precedenti), in modo simile a quanto accaduto in Germania. L‘incertezza di famiglie e imprese continua ad aggravarsi, soprattutto con riferimento alle componenti relative alle costruzioni e alla manifattura. Gli indicatori sintetici del ciclo economico sono coerenti nel segnalare una sostanziale stasi dell’attività produttiva».

NEL 2021 SI PREVEDE UN +0,7%

Per quanto riguarda il 2021, la previsione è di una crescita dello 0,7% (contro il +1% stimato dal governo). Ma la stima dell’Upb non include l’incremento delle imposte indirette previsto nelle clausole di salvaguardia, e non considera misure alternative di copertura finanziaria. Sotto tali ipotesi, l’anno prossimo il Pil aumenterebbe dello 0,7%. Ma in caso di attivazione delle clausole di salvaguardia, la crescita verrebbe intaccata tra uno e tre decimi di punto percentuale.

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Buon 2030, viaggio in un futuro di crescita e innovazione

Pil globale salito di oltre il 30%. Vita media allungata fino alle soglie dell'immortalità con l’upload cerebrale. Più potere d'acquisto e frenata demografica. Surriscaldamento globale sconfitto. Uno scenario razionale e senza ansie sulla fine del prossimo decennio.

Quando la mattina del primo gennaio la cara zia Clelia suonerà il campanello saprò che è giunto il nuovo anno, poco importerà che la sua sarà telepresenza, perché dopo aver fatto l’upload della sua mente in un droide si è liberata della decadenza del suo corpo fisico. Certo viene da chiedersi come saranno le tavolate di Natale fra qualche anno, con le famiglie che non smetteranno più di allargarsi, ma siamo praticamente nel 2030 ed è ora di adeguarci alle novità. Non si può continuare a vivere nel passato, come se fossimo ancora – che so io – nel 2020 e il presidente degli Stati Uniti fosse ancora Donald Trump (uh, e chi se lo ricordava più? Che tempi, quei tempi).

IL FUTURO CI APPARE SEMPRE PIENO DI INCERTEZZE

È sempre così: guardandosi indietro vediamo tutto come scontato, acquisito, chiaro, definito. Ma allora come ora il futuro appariva pieno di incertezze. Non sapevamo che cosa ci aspettava. Anche se col senno di poi sappiamo che qualche indizio era disponibile.

STIPENDI EROGATI IN TOKEN AZIENDALI

Per esempio nel 2019 molti avevano ormai capito che il Giappone era “estremo Occidente” nel senso che anticipava tendenze che avrebbero coinvolto poco a poco gli altri, ma nessuno aveva intuito che il modello retributivo della nipponica Disco Corporation sarebbe diventato lo standard con cui tutti oggi abbiamo familiarità: parte del salario erogata in token (monete digitali) aziendali, con cui si alimenta un mercato (efficiente) interno all’azienda, comprando la collaborazione di altri uffici, noleggiando le sale riunioni (usandole quindi solo quando servono).

QUASI IMMORTALI GRAZIE ALL’UPLOAD CEREBRALE

A pochi giorni dall’inizio del 2030 possiamo ormai dire che anche il decennio che abbiamo alle spalle è stato ancora una volta un decennio di crescita economica. Il Pil globale è cresciuto in questi ultimi 10 anni di oltre il 30%, la vita media si è allungata ancora e con l’upload cerebrale siamo ormai alle soglie dell’immortalità.

GLI STORICI PIANIFICHERANNO IL DOMANI

Non mi sono ancora abituato all’idea che potrò dialogare coi miei trisnipoti e trasmettere loro le mie esperienze in forma diretta, e non credo che socialmente abbiamo ancora compreso le implicazioni di tutto questo. Per esempio, dico io, diventerà ovvio che il lavoro degli storici non sarà conoscere il passato, come archivisti, ma attraverso lo studio della Storia governare il presente e pianificare il futuro.

ASSISTENZA SANITARIA MIGLIORATA ANCORA

A proposito di futuro, sembrerà che le cose stiano peggiorando o almeno che stiano per peggiorare, come sempre ci accade: siamo una specie plasmata dall’evoluzione a prestare estrema attenzione ai pericoli (il patrimonio genetico dei più disattenti non è giunto fin qui… Reagire in modo eccessivo ai falsi allarmi di attacchi nemici è stata a lungo la cosa giusta da fare per sopravvivere), ma per quanto i nostri cervelli siano più attratti dai problemi, i fatti ci dicono che il genere umano continua a progredire e a migliorare le sue condizioni. L’assistenza sanitaria è migliorata ancora, grazie ad altre stupefacenti scoperte mediche, e la crescente attenzione per l’alimentazione ha portato la mortalità infantile globale a nuovi minimi storici.

UN DECENNIO DI REGULATION SUI NOSTRI DATI

Ma il decennio che abbiamo alle spalle è stato anche il decennio della regulation. Ricordate nel 2020, prima dello split di Facebook, come una manciata di grandi player si spartivano l’intero mercato dei dati e spadroneggiavano nel mercato pubblicitario. Il Gdpr, per regolare e proteggerci dall’uso improprio dei dati, c’era solo in Europa. Incredibile, a pensarci, sembra ieri.

I RECORD LI FANNO GLI ATLETI AUMENTATI

Peraltro il 2020 era l’anno in cui molti aspettavano la cosiddetta “recessione Godot”, quella che non arrivava mai e che impiegò ancora un po’ a manifestarsi, ma è stato anche l’anno delle Olimpiadi di Tokyo, le ultime a registrare tutti quei record. Oggi i record si registrano tutti alle Paralimpiadi con gli straordinari “atleti aumentati”, ma chi ci pensava dieci anni fa?

BUONE NOTIZIE DALLA DINAMICA DEMOGRAFICA

Nel frattempo la dinamica demografica mondiale sembra dare buone notizie sia per l’umanità sia le altre specie del Pianeta. Il calo della crescita della popolazione sta avendo certamente degli impatti economici rilevanti (per consumi e sistemi pensionistici innanzitutto), ma quantomeno ci aiuta a vivere in maggior equilibrio con il resto dell’ecosistema della Terra. Secondo le statistiche preparate dalla Banca mondiale, la crescita della popolazione ha raggiunto un picco di circa il 2% annuo alla fine degli Anni 60. Nel 2020 era circa l’1%, oggi è al di sotto di 0,9% ed è probabile che continuerà a scendere verso lo zero.

EFFETTO RICCHEZZA CHE DURERÀ A LUNGO

Quindi da una parte abbiamo ancora molti anni davanti a noi dove la demografia continuerà a sostenere la crescita economica. Inoltre, siccome i gruppi di popolazione più numerosi e in più rapida crescita stanno ancora recuperando il ritardo rispetto agli standard di vita del mondo sviluppato, la crescita del potere d’acquisto della popolazione mondiale continua (e continuerà) a crescere più velocemente dell’espansione demografica. Un “effetto ricchezza” che garantisce ancora sostegno alla crescita economica e ai rendimenti degli investimenti per i prossimi decenni.

SALVATO ANCHE LO STRATO DI OZONO

Insomma, il futuro è pieno di prospettive luminose, ma lo percepiamo come oscuro, e probabilmente sarà sempre così, è una deformazione insita nel nostro essere, ed è anche utile: se non ci preoccupassimo del futuro, non ci attrezzeremmo per evitarne i rischi. Il futuro sarà migliore, ma solo se crediamo che non lo sarà. Per esempio: saremmo riusciti a fermare l’impoverimento dello strato di ozono senza tutte quelle storie di paura di un’imminente catastrofe ambientale?

NUOVE TECNICHE DI SMALTIMENTO DELLA CO²

Con che spirito dobbiamo quindi guardare al futuro? Pensiamo al decennio che abbiamo alle spalle: tra il 2020 e oggi abbiamo rilanciato le missioni su Marte, e ci stiamo avvicinando a realizzare il primo viaggio umano interplanetario. Abbiamo affrontato sempre più coesi le sfide della sostenibilità e del cambiamento climatico (e ancora molto resta da fare, anche se le recenti innovazioni della genetica applicata alla botanica ci hanno permesso di realizzare nuovi strumenti di smaltimento della CO²). Abbiamo visto arrivare i taxi volanti, le super car elettriche e la medicina personalizzata, riuscendo nel frattempo a regolamentare i giganti della tecnologia, imponendo loro una tassazione più equa e meno facile da eludere.

UNO SFORZO: ALLONTANARE ANSIE E DUBBI

Avremo davanti, come sempre abbiamo avuto, alti e bassi. Oggi il 2020 lo guardiamo con occhio nostalgico, sta nel passato e quindi è privo di incertezze o incognite, mentre il 2030 che abbiamo davanti è fonte di ansie e dubbi. Dobbiamo ricordarcene ogni volta che guardiamo al futuro, cercando di fare uno sforzo. Lo sforzo di essere razionali e non concedere troppo spazio ai meccanismi insiti nel nostro cervello. Buon 2030 a tutti.

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Bankitalia approva la lotta al contante contro l’evasione

L'incentivo ai pagamenti elettronici potrebbe funzionare. E anche la stima del Pil 2020 allo 0,6% è condivisibile. L'audizione del direttore generale Signorini al Senato.

Bankitalia ha approvato le mosse dei giallorossi. A partire dalla lotta al contante. Che potrebbe ridurre l’evasione fiscale, anche se il governo non ha messo nero su bianco alcuna emersione di base imponibile con l’incentivo ai pagamenti elettronici. L’endorsement è arrivato dal vice direttore generale della Banca d’Italia Luigi Federico Signorini, durante un’audizione sulla legge di bilancio a Palazzo Madama: «È plausibile che nel medio periodo l’incentivo possa contribuire a ridurre la propensione a evadere, funzionerà bene se si riuscirà ad attuarlo in modo semplice e chiaro».

PROSPETTIVE DI CRESCITA CONDIVISIBILI

Bankitalia ha anche avallato la stima di crescita dell’economia italiana dello 0,6% contenuta nella manovra, considerata «condivisibile e in linea con le nostre valutazioni più recenti».

PER L’IVA PROBLEMA DI COPERTURE ALTERNATIVE

Poi Signorini ha parlato delle clausole di salvaguardia residue che nel 2021 e 2022 restano a un livello «significativo» al netto degli effetti della manovra, pari a un punto percentuale di Pil e 1,3 punti rispettivamente per i due anni. Se venissero abolite senza compensazioni «il peggioramento strutturale dei conti sarebbe considerevole» e dunque «si riproporrà l’esigenza di reperire coperture alternative».

TASSI SUI MUTUI SCESI SOTTO IL 2%

Capitolo tassi sui mutui, nella pubblicazione di Bankitalia “Banche e moneta” si legge che sono scesi a settembre abbondantemente sotto il 2%. I tassi di interesse sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, comprensivi delle spese accessorie si sono collocati all’1,82% contro il 2,08% di agosto.

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La paura della tecnologia genera mostri

L'innovazione mette a rischio i posti di lavoro? Fosche previsioni che non tengono conto né della realtà né della storia. La nostalgia del passato è un vizio che ci spinge a cercare uomini forti e vendicatori sociali. Ma è solo un'illusione, come quelle che costoro cavalcano.

Uno dei maestri del pensiero liberale, David Hume, soleva ricordare l’importanza della razionalità e del mettere in discussione le proprie idee, conoscendo bene i limiti del pensiero umano: «Tutti gli uomini generalmente tendono a concepire gli altri esseri come simili a loro stessi, e a trasferire in ogni oggetto le qualità più familiari, più intimamente presenti alla loro coscienza». Proiettiamo il nostro microcosmo all’esterno e dipingiamo tutto con i nostri piccoli o grandi pregiudizi.

SE LA TECNOLOGIA È UNA MINACCIA PER I POSTI DI LAVORO

Lo si vede chiaramente quando si parla dell’impatto dello sviluppo tecnologico sul mercato del lavoro. C’è un timore ampiamente condiviso che la disponibilità di macchinari sempre più sofisticati e di software sempre più intelligenti costituisca una minaccia per i posti di lavoro destinati agli esseri umani, e molti corroborano questa visione con i dati di disoccupazione elevata che abbiamo in Italia.

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Si tratta di una trasferimento di qualità a noi familiari sul sistema generale, ma la realtà dei fatti – almeno per il momento – racconta un’altra storia: l’economia più avanzata del Pianeta, quella statunitense, sta vivendo un periodo di disoccupazione talmente bassa che tassi come quello corrente non si vedevano da oltre 50 anni.

LE PREVISIONI DEVONO FARE I CONTI CON IL DATO DI REALTÀ

Lo sviluppo delle tecnologie, in particolare della potenza di calcolo e la mole sempre più imponente di dati archiviati e messi a disposizione delle “reti neurali” ha in effetti le potenzialità per gettare un’ombra sul futuro del mercato del lavoro, ma queste fosche previsioni, ancorché lecite, al momento dovrebbero fare i conti con il dato di realtà: il contributo dell’evoluzione tecnologica al mondo del lavoro, a oggi, è un contributo netto positivo. Molto positivo. Sia da una prospettiva storica con le rivoluzioni industriali, sia nella prospettiva breve dell’impennata recente di digitalizzazione, lo sviluppo tecnologico ha aumentato la produttività, il valore aggiunto, la capacità di soddisfare i clienti, lo sviluppo software degli ultimi anni e l’espansione di internet hanno permesso alle aziende di allargare la loro base di clienti, non di licenziare migliaia di lavoratori.

La crescita economica ha reso obsolete, orribili e impensabili cose che un tempo erano normali come la schiavitù e la guerra

QUELLA CORRELAZIONE VIRTUOSA TRA EFFICIENZA ED ETICA

Finora, almeno, ha continuato a funzionare la correlazione virtuosa fra efficienza ed etica che si è instaurata con il doux commerce dopo la fine del mercantilismo: le economie che sceglievano di comportarsi nel modo migliore erano anche sulla via per ottenere il massimo sviluppo, contemporaneamente la crescita economica ha reso obsolete, orribili e impensabili cose che un tempo erano normali come la schiavitù, la guerra o, andando più indietro, i sacrifici umani.

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Il commercio globale e le economie di mercato si fondano sulla fiducia reciproca tra gli attori, un incentivo alla trasparenza, e alla resa dei conti hanno portato la pacificazione in Occidente, per quanto la generazione di Woodstock definisse il sistema capitalista come portatore di morte e guerre. Il successo del sistema liberale nella Guerra Fredda è strettamente legato al maggior rispetto delle libertà individuali che l’Occidente ha offerto rispetto al blocco sovietico, se vogliamo vedere un aspetto macro. Se invece vogliamo scendere nel dettaglio, guardando aspetti micro, ciò che determina il successo di una azienda è il suo orientamento al cliente. Sono cose che diamo per scontate ma non così banali.

IL FUTURO SI È SEMPRE RIVELATO MIGLIORE DEI PRECEDENTI PRESENTI

Ora la tecnologia potrebbe minacciare di mettere tutto ciò in discussione.
Se la sorveglianza e la repressione del pensiero indipendente nel sistema sovietico non erano efficienti, oggi sistemi informatici e big data potrebbero trasformarsi in uno strumento di straordinaria potenza per i regimi autocratici, rendendoli più efficienti nella competizione rispetto ai Paesi democratici. Uno scenario completamente nuovo, estraneo a quella correlazione tra etica ed efficienza in cui siamo cresciuti.

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Il futuro è gravido di incognite, alcune delle quali spaventose, ma non dobbiamo proiettare le nostre paure come ombre sul futuro, semmai ricordarci quanta differenza positiva il presente abbia rispetto al passato e dunque quanto, nonostante le mille paure, il futuro si sia rivelato migliore di tutti i precedenti presenti.

IL VIZIO DI AMMIRARE IL PASSATO SPINGE A CERCARE L’UOMO FORTE

Il rischio è di finire in un altro vizio ben delineato da Hume: «Il gusto di biasimare il presente e di ammirare il passato è profondamente radicato nella natura umana e influenza anche le persone dotate della maggior intelligenza e della più vasta cultura». Un gusto che ci spinge a cercare uomini forti che sappiano “ripristinare” la giustizia come dei vendicatori sociali, dei supereroi. Sono fuochi fatui, illusioni. Come quelle che questi uomini propongono e cavalcano. Quando le guerre mondiali misero definitivamente fine al colonialismo, in Africa si diffuse l’ideale dell’autarchia, l’indipendenza dall’economia globale alla ricerca di una agricoltura e un’industria autosufficienti. Sovranità era la parola chiave. La ricetta si rivelò una condanna alla miseria.

Sarebbe paradossale temendo un futuro di tecnologie capaci di facilitare l’autoritarismo, rifugiarci in ricette che per essere applicate prevedono uno Stato autoritario

Se oggi la retorica sulla sovranità è tanto in voga, evidentemente si cavalca la memoria corta di un Paese che l’autarchia l’ha sperimentata nel ventennio fascista, scoprendo che garantirne l’applicazione richiedeva uno stato di polizia repressivo delle libertà individuali. Sarebbe paradossale quindi, temendo un futuro di tecnologie capaci di facilitare l’autoritarismo, rifugiarci in ricette che per essere applicate prevedono uno Stato autoritario. Sono incidenti che capitano a chi si preoccupa del futuro nel modo sbagliato. E dipingerlo a tinte fosche, c’è la storia a dimostrarlo, finora è sempre stato il modo sbagliato.

*dietro questo nom de plume si nasconde un manager finanziario.

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