Santa Marina, il sindaco stampa moneta Al via i bandi per i buoni spesa

di Andrea Pellegrino

Il sindaco di Santa Marina stampa moneta: coniata e raffigurante le bellezze di Santa Marina e del Golfo di Policastro. E’ l’iniziativa di Giovanni Fortunato che ha realizzato tagli da 0,50, un euro, da cinque e da dieci euro, per l’acquisto di beni di prima necessità. Centomila euro la somma messa a disposizione dall’amministrazione comunale, di cui 29mila stanziata dalla protezione civile nell’ambito del riparto nazionale predisposto dal governo. Cinquemila euro andranno per gli alloggi del personale medico impegnato all’ospedale di Sapri in via di trasformazione in Covid Hospital. Da 100 a 400 euro le monete che saranno distribuite a quanti avranno diritto ai buoni spesa. I beneficiari potranno spendere all’interno del comune, poi a fine mese ogni commerciante presenterà il proprio conto al Comune. «I cittadini – spiega il sindaco Fortunato – lasceranno il buono al negozio e poi sarà cura nostra pagare l’esercente». In più, annuncia il sindaco: «E’ attivo il banco alimentare dove due volte a settimana, sempre alle persone che ne hanno diritto, distribuiamo pacchi». Gran parte dei comuni hanno già predisposto appositi bandi. E’ il caso di Pellezzano, Nocera Superiore, Pontecagnano Faiano, Campagna, Cava de’ Tirreni e Sassano. «Sono stati predisposti, presso il nostro Comune – spiega il sindaco di Pellezzano, Francesco Morra – i buoni spesa per il sostegno alimentare alle famiglie in difficoltà. I nostri concittadini potranno accedere all’erogazione di buoni spesa del valore di € 100,00 per nuclei familiari costituiti da una sola persona; € 200,00 per nuclei familiari costituiti da due persone; € 300,00 per tutti gli altri nuclei familiari. Seppur discutibile, come misura economica stabilita col trasferimento di fondi del Governo centrale, è comunque utile distribuire questi buoni per tutti coloro che si trovano in condizioni di necessità. Tuttavia, il nostro Ente, già attraverso proprie iniziative, col supporto della Protezione Civile S. Maria delle Grazie, sta predisponendo strumenti di sostegno alle famiglie per far fronte all’emergenza sanitaria, che si traduce anche in emergenza economica. Continueremo a stare al fianco dei nostri concittadini». A Vietri sul Mare l’amministrazione comunale del sindaco Giovanni De Simone sta predisponendo dei voucher per quanti ne hanno diritto. In precedenza erano stati stanziati anche dei fondi comunali da elargire alle famiglie in difficoltà. Fondi – annuncia il primo cittadino De Simone – che saranno incrementati nelle prossime settimane, oltre (naturalmente) ai 62mila euro ricevuti dallo Stato. A Salerno, invece, circolano falsi modelli. Questi moduli sono falsi ed inutili – spiega il sindaco Enzo Napoli – Il Comune di Salerno provvederà a segnalare alle Forze dell’Ordine ed alla Magistratura coloro che producono ed alimentano tali fake news generando confusione e smarrimento tra la popolazione in un momento drammatico che esige massima attenzione e rispetto. Quando i moduli veri ed autentici saranno disponibili ne sarà data ampia comunicazione alla cittadinanza. I moduli saranno disponibili sul sito ufficiale del Comune e presso i Segretariati Sociali». A Fisciano arrivano, invece, i buoni digitali da scaricare dal sito del comune. Si dovrà compiliare, spiega il sindaco Vincenzo Sessa, un apposito modulo, la cui domanda sarà poi verificata dal servizio anagrafe.

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Caldoro su Ruggi: «Era il caso di pensare ai posti letto no a realizzare un nuovo ospedale»

di Andrea Pellegrino

E’ stato il primo a richiedere l’arrivo di un commissario sul modello Bertolaso. Ed ora ribadisce il suo concetto. Stefano Caldoro, già presidente della Regione Campania ed attuale consigliere regionale d’opposizione spiega le sue proposte, non senza evidenziare difficoltà ed errori compiuti nell’ambito dell’emergenza Coronavirus. Quanto all’idea di nuovo “Ruggi” a Salerno, Caldoro rincara: «Non era e non è il momento di arricchire i soliti noti ma di dare risposte ai cittadini. Durante il mio mandato abbiamo immaginato e realizzato circa 800 posti in più nel sistema campano, bisognava seguire questa strada».

Presidente Caldoro partiamo dall’ultima lettera di De Luca, secondo lei andava resa pubblica – per quanto condivisibile – sulle mancate attrezzature?
«Abbiamo raccolto il grido d’allarme del Presidente. Lo abbiamo letto anche come un atto di debolezza rispetto alle difficoltà ed abbiamo invitato il Governo a nominare un commissario che possa affiancare la Regione. Quanto all’invio del materiale la Protezione civile ha già, in queste ore, ricordato gli interventi fatti per la Campania. E’ evidente che Roma deve fare di più ma la Regione deve rispondere con più serietà, non è il momento dello scaricabarile»

Accanto all’emergenza sanitaria, ci sono altre due emergenze: una di carattere economico, l’altra anche di carattere psicologico, se fosse stato ancora in carica lei come avrebbe affrontato tutto questo?

«Abbiamo, come centrodestra, già avanzato delle proposte per affrontare la crisi economica. La Regione deve eliminare le tasse regionali, Irap ed Irpef, riprogrammare i fondi europei e destinarli alla crisi. Serve una moratoria sui versamenti fiscali di competenza regionale per tutta la durata dell’emergenza con successiva rateizzazione ed ancora estendere la Cassa integrazione in deroga e preveda congrui ammortizzatori sociali in particolare per le piccole imprese. Si possono fare molte cose, tocca iniziare a lavorare seriamente»

Come intende la figura di un commissario?

«Ogni Regione fa i suoi provvedimenti, serve una azione più coordinata. Nei momenti di crisi va separata l’attività di indirizzo politico, che è della Giunta regionale, dalla operatività. Immagino un commissario che coordini gli interventi, che coinvolga i sindaci, che monitori le difficoltà strutturali della risposta sanitaria. Il modello è quello di Bertolaso o dello stesso Arcuri. In questo momento abbiamo due priorità: aumentare i tamponi ed i posti letto, in terapia intensiva e quelli ordinari. Va fatto subito»

Sanità: lei è stato uno dei primi a contestare la creazione di un nuovo ospedale a Salerno, forse se non ci fosse stata questa “distrazione” avremmo avuto un Ruggi d’Aragona più all’altezza della situazione?«Credo, e lo ripeto, che bisogna intervenire sulla offerta sanitaria. Salerno non ha bisogno di nuovi investimenti in mattone ma di più posti letto, attrezzature, assunzioni. Non era e non è il momento di arricchire i soliti noti ma di dare risposte ai cittadini. Durante il mio mandato abbiamo immaginato e realizzato circa 800 posti in più nel sistema campano, bisognava seguire questa strada».

Politicamente, non è il tempo delle polemiche, voi come gruppo d’opposizione avete teso la mano al governo regionale? Quale messaggio si sente di diffondere ai campani?
«E’ il momento della collaborazione ma è anche quello della serietà, della competenza e del lavoro concreto. Massima collaborazione con chi fa, nessuna sponda alle macchiette ed alla propaganda»

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«Da Procida», appaltati i lavori 122 posti letto per il Covid Hospital

di Andrea Pellegrino

 

Centoventidue posti letto di cui 14 nel reparto di terapia intensiva e sub intensiva. Così il nuovo Covid Hospital che trasformerà l’attuale “Da Procida” di Salerno. L’azienda universitaria ospedaliera “Ruggi d’Aragona” ha recepito il piano predisposto dalla Regione Campania ed ha avviato le procedure per la trasformazione del plesso ospedaliero di Salerno città. Sessanta giorni il termine previsto per la fine dei lavori. Un milione e 700mila euro circa lo stanziamento per l’adegua- mento del presidio ospedaliero. Oltre le strutture saranno rifatti gli impianti dei tre piani dell’ospedale. Il primo (quello dedicato alla degenza) potrebbe essere operativo e pienamente funzionante entro i prossimi 15 giorni. Più lunghi i tempi per attrezzare i reparti di tera- pia intensiva e subintensiva. Quattro le ditte che si sono rese immediata- mente disponibili: la Cytec di Pozzuoli, la Gioma srl di Quarto, la Gramma srl di Ercolano e la Clv Costruzioni di Castellammare di Stabia. Ognuno di loro si occuperà di un re- parto. Tra gli altri plessi individuati dalla Regione Campania c’è quello di Scafati. Stanziati 600mila euro circa per incrementare 70 posti letto di cui 4 di terapia intensiva. Al vaglio c’è anche la possibilità di atti- vare ulteriori 8 posti di rianimazione presso il “Mauro Scarlato”, plesso di Scafati, gestito dall’Azienda Sanitaria di Salerno. L’Asl intanto ha ac- quistato anche 10 ventilatori polmonari da destinare al presidio ospedaliero di Vallo della Lucania e a quello di Sarno. Rispettivamente 4 ventilatori arriveranno al plesso a sud di Salerno, sei, invece, a quello a nord della provincia salernitana. Inoltre previsti nuovi arredi per la struttura di Sarno, tra cui 7 letti elettrici per la degenza e due carrelli per emergenza e medicazioni. Infine istituiti 21 presidi di unità speciale di continuità assistenziale, tra cui due nel solo comune di Salerno.

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Emergenza Covid19, l’agenzia funebre La Precisa D’Avino lancia raccolta fondi per il Ruggi

Aiutiamo a sconfiggere il Covid19. E’ questo l’appello lanciato da La Precisa d’Avino, agenzia funebre che, nei giorni scorsi, ha lanciato una raccolta fondi per sostenere l’azienda ospedaliera universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. “In questo momento di emergenza che sta colpendo il nostro Paese tutti possiamo fare qualcosa”, hanno dichiarato i titolari dell’impresa funebre La Precisa D’Avino che ha deciso di aiutare l’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona di Salerno con una raccolta fondi destinata all’acquisto di attrezzature mediche e protezioni per il personale sanitario. I soldi saranno devoluti tempestivamente alla struttura.

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«Non lasciate la zona rossa, bisogna tutelare i nostri cari a rischio»

di Erika Noschese

Una bozza di decreto che, per inspiegabili ragioni, viene resa nota e la fuga da quella che – poche ore dopo – sarebbe divenuta zona rossa a tutti gli effetti. Una domenica da incubo, quella di ieri, per le forze dell’ordine e i volontari della protezione civile di Salerno che hanno lavorato per ore, alla stazione di Salerno per controllare tutte le persone che sono letteralmente scappate dal nord per rientrare al sud. Ma tra centinaia di persone hanno scelto di far ritorno nel loro paese d’origine ci sono persone che, per senso di responsabilità, hanno scelto di rispettare gli obblighi imposti dal governo nazionale e di restare, senza la possibilità di far ritorno a casa almeno fino al prossimo 3 aprile. Tra questi c’è il salernitano Giuseppe Valitutto (nel riquadro a sinistra), 30enne di Palomonte che, per lavoro, vive – seppur momentaneamente – in un paesino in provincia di Lodi. Giuseppe, subito dopo aver appreso della fuga dal nord al sud, attraverso i suoi canali social ha voluto lanciare un appello: «Abbiate a cuore la salute dei vostri cari, non scappate dalla zona rossa», ha infatti dichiarato il giovane salernitano che avrebbe potuto fare come molti giovani della sua età, lasciare tutto e tornare a casa, dopo il primo allarme lanciato ma non lo ha fatto, ha scelto di tutelarsi e tutelare le persone a lui più care. «Sono senza coscienza – ha dichiarato senza mezzi termini Giuseppe – E’ da incoscienti, in questa fase delicata, lasciare il nord per catapultarsi giù, in quei paesini che anni fa hanno scelto di lasciare per fare fortuna altrove». Da qui poi l’attacco al governo: «E’ inammissibile lasciar filtrare la bozza del decreto, scatenando il panico – ha aggiunto – E’ come avvertire un ladro di non presentarsi a casa perché ci sono le persone dentro». Parole dure, quelle pronunciate da Valitutto: «il popolo italiano è senza coscienza soprattutto verso i propri cari: potrebbero esserci persone affette da patologie così come gli anziani che sono la fascia debole, più soggette al virus e noi abbiamo il sacrosanto dovere di tutelarli». La paura di restare bloccati nella zona rossa ha spinto centinaia di persone a tornare a casa ma, dice Giuseppe Valitutto, «se mai dovesse accadere qualcosa? A questo dovevate pensarci prima». Ma Giuseppe non è l’unico ad aver scelto di restare al nord. Anche Angela Plaitano (nel riquadro a desrtra), biologa nutrizionista, originaria di San Mango Piemonte ha deciso di non far ritorno a casa, almeno fino al prossimo 3 aprile. La Plaitano, infatti, lavora in azienda biomedica di forniture farmaceutiche ed è addetta alla qualità: «Sono di Sesto San Giovanni. Non ho avuto la tentazione di scendere. Dobbiamo continuare a garantire le prestazioni lavorative. Da domani lavorerò in smart working. Mi complimento con i giovani, studenti e lavoratori, che hanno deciso di restare. Non possiamo paralizzare economia già in crisi». «In questo momento di emergenza, il compito di noi influencer deve essere quello di raccomandare il rispetto delle regole stabilite dalle autorità competenti. Personalmente, sto vivendo giorni di grande difficoltà economica ma, come ho detto sin dall’inizio tramite l’hashtag #ioresto, dobbiamo restare uniti. Da qui l’idea di una landing page che sarà lanciata proprio domani dal titolo “Operazione felicità”. Saranno disponibili diversi contenuti (lezioni di yoga, tutorial, challange, giochi…) per intrattenere e creare interazione digitale tra coloro che sono “bloccati” a casa. Tante piccole attività per portare un sorriso e far sentire meno soli gli studenti e i lavoratori lontani da casa», ha invece dichiarato il salernitano Stefano Maiolica, tra le altre cose ideatore del format “Un terrone a Milano”, una sorta di contenitore in cui racconta le vicissitudini dei fuorisede al Nord e del progetto “Attraversatam” che ha permesso ai fuorisede di far ritorno a casa.

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Alfano I, «Contagio positivo di saperi»

di Giovanna Naddeo

Didattica all’aperto ispirata alla lezione degli antichi filosofi greci, a contatto con la natura e pur sempre nel cuore della città. E’ l’esperienza scolastica di alcune classi sperimentali del liceo Alfano I. Sotto la guida dei professori Gilda Ricci e Ugo Conciglio, gli studenti escono dalle aule per leggere e apprendere la filosofia negli spazi verdi del Parco Mercatello, spazi antistanti l’edificio scolastico. «L’attivazione di questo percorso didattico è precedente all’emergenza Coronavirus – spiega la professoressa Ricci. – Non ci siamo inventati nulla di nuovo. Diversi studi internazionali dimostrano come l’apprendimento all’aperto assicuri risultati migliori. L’outdoor education è una metologia molto utilizzata all’estero come Finlandia, Germania, Inghilterra. Purtroppo la scuola italiana è estremamente antropizzata. Da qui la nostra idea: nelle belle giornate, tenere le lezioni di filosofia all’aria aperta, emulando la lezione degli antichi». E in questi giorni di sospensione delle attività didattiche in aula, l’iniziativa dell’Alfano I rappresenta una valida e innovativa alternativa. «Il Governo non ha precluso le attività all’aperto – continua Ricci. – Questa mattina terremo lezioni di filosofia ed epica, insieme ai docenti di lettere. Un autentico contagio positivo di saperi, in cui i nostri studenti tornano a dialogare, confrontarsi, guardarsi negli occhi tra loro, passeggiare sotto i portici come i peripatetici, magari prendendo appunti su quaderni e supporti cartacei». E aggiunge: «Piattaforme digitiali? Non le trovo empatiche. Certo, oggi avremo con noi una studentessa convalescente in videochiamata. Ben venga l’utilizzo della tecnologia ma in maniera intelligente e consapevole».

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Coronavirus, si chiude tutto Manifestazioni sospese in città

di Erika Noschese

L’emergenza coronavirus che sta colpendo il territorio salernitano sta letteralmente mettendo in ginocchio tutta la provincia. Dopo la chiusura di scuole e università tutti i comuni del salernitano stanno correndo ai ripari per attenersi alle disposizioni del presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte. L’amministrazione comunale di Salerno, a tal proposito, ha disposto la sospensione della Fiera del Crocifisso, il cui primo appuntamento era previsto per la giornata di oggi. Sospese anche le attività del Teatro Municipale Giuseppe Verdi e della Sala Pasolini di Salerno. Di fatti, in ottemperanza al decreto del Presidente del consiglio dei Ministri del 4 marzo 2020 che prevede la sospensione di “manifestazioni, eventi e spettacoli di qualsiasi natura, ivi inclusi quelli cinematografici e teatrali, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato, che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro”, non potendo garantire la completa fruibilità degli spettacoli proposti secondo le disposizioni del suddetto decreto, il Teatro Pubblico Campano comunica la sospensione degli spettacoli programmati al Teatro Municipale Giuseppe Verdi e alla Sala Pasolini di Salerno fino al 3 aprile ma, dicono, “siamo già al lavoro per riprogrammare gli spettacoli delle stagioni teatrali che sono stati sospesi per effetto del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri e sarà nostra cura fornire informazioni dettagliate, tramite i nostri canali ufficiali, delle nuove, eventuali date di recupero”. Il teatro Annabella Schiavone, seguendo il decreto emesso dal Governo, resterà chiuso fino al prossimo 3 aprile. Per tanto gli spettacoli di Marino Cogliani, in programmazione il giorno 8 marzo, e quello di Sebastiano Somma, in programmazione il 21 marzo saranno recuperati nei mesi di aprile e maggio 2020. A chiedere il rinvio dei concorsi regionali è il Questore della Camera dei Deputati Edmondo Cirielli (FdI): «De Luca mette in pericolo la salute dei cittadini campani e non solo. Il Governo intervenga sui concorsi che la Regione continua a svolgere nonostante i contagi del Coronavirus, anche nei nostri territori, aumentino di giorno in giorno», ha infatti dichiarato Cirielli secondo cui «è sconcertante che siano state chiuse le scuole, bloccati eventi ed altre iniziative analoghe, mentre si persegue nel far finta di nulla rispetto ai concorsi regionali. Il governatore si sta dimostrando, ancora una volta, cinico ed irresponsabile». Da qui la preoccupazione delle sigle sindacali (Fp Cgil, Cils Fp e Uil Fpl) che avevano chiesto, tra l’altro, una rapida adozione di tutte le misure preventive e necessarie anche nell’ambito degli uffici regionali, sollecitando la costituzione di un tavolo di monitoraggio per verificare sia l’attuazione delle misure precauzionali sia la possibile previsione di interventi mirati per gli uffici aperti al pubblico e quindi maggiormente esposti. «De Luca la smetta con il clientelismo politico e tuteli la salute dei dipendenti regionali e degli iscritti ai concorsi che, tra l’altro, sono drasticamente diminuiti proprio a causa della paura del Coronavirus. E, di conseguenza, le prove preselettive tuttora in corso rischiano di essere la sua ennesima presa in giro. Per fortuna, presto, lo manderemo a casa e con il centrodestra alla guida della Regione Campania questi comportamenti sconsiderati saranno solo un brutto ricordo», ha aggiunto Cirielli.

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