Il boss Graviano ha detto di aver incontrato Berlusconi tre volte

L'ex affiliato di Cosa nostra, deponendo nel processo "'ndrangheta stragista" ha dichiarato di aver incontrato l'ex premier almeno tre volte a Milano quando era latitante.

«Ho incontrato tre volte a Milano Silvio Berlusconi mentre ero latitane». Le parole, pensantissime, arrivano dal boss di Cosa nostra Giuseppe Graviano, già condannato all’ergastolo, deponendo in videoconferenza nel processo “‘ndrangheta stragista“, in cui è imputato, in corso di svolgimento a Reggio Calabria. Graviano sta rispondendo alle domande del procuratore aggiunto di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo. Secondo quanto scrive Repubblica, Graviano ha raccontato che il primo incontro sarebbe avvenuto nel 83, all’hotel Quark, con affari poi continuati fino al 93. «Nel dicembre di quell’anno», ha detto ancora il boss, «c’è stata una nuova riunione a Milano, io ero latitante dall’84. Ci siamo incontrati con Berlusconi, con lui c’erano altre persone che non mi sono state presentate. Berlusconi sapeva che ero latitante».

GLI AFFARI E LE CENE A MILANO 3

Graviano, ha scritto ancora il quotidiano, ha raccontato che il volume degli affari tra le famiglie era imponente e che gli interessi immobiliari in gioco riguardavano anche Milano 3: «lì», ha spiegato il boss, «Berlusconi aveva regalato a mio cugino un appartamento, abbiamo fatto anche una cena» e in uno di questi incontri il capo di Forza Italia avrebbe raccontato di volersi lanciare in politica.

GHEDINI: «NOTIZIA PRIVA DI FONDAMENTO»

Prontamente è arrivata la risposta di Niccolò Ghedini, legale di Berlusconi: «Le dichiarazioni rese da Giuseppe Graviano sono totalmente e platealmente destituite di ogni fondamento, sconnesse dalla realtà nonché palesemente diffamatorie», ha attaccato, «Si osservi», ha aggiunto, «che Graviano nega ogni sua responsabilità pur a fronte di molteplici sentenze passate in giudicato che lo hanno condannato a plurimi ergastoli per gravissimi delitti». «Dopo 26 anni ininterrotti di carcerazione», prosegue Ghedini, «improvvisamente il signor Graviano rende dichiarazioni chiaramente finalizzate ad ottenere benefici processuali o carcerari inventando incontri, cifre ed episodi inverosimili ed inveritieri. Si comprende, fra l’altro, perfettamente l’astio profondo nei confronti del Presidente Berlusconi per tutte le leggi promulgate dai suoi governi proprio contro la mafia. Ovviamente saranno esperite tutte le azioni del caso avanti l’autorità giudiziaria».

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