L’audizione di Conte al Copasir sul Russiagate

Il premier è atteso alle 15. Deve riferire sugli incontri da lui promossi fra i nostri servizi segreti e il ministro della Giustizia americano William Barr.

Il premier Giuseppe Conte è atteso alle 15 al Copasir per riferire sul Russiagate e sugli incontri fra i vertici dei nostri servizi segreti, che rispondono alla presidenza del Consiglio, e il ministro della Giustizia americano William Barr. Gli incontri sono avvenuti a Ferragosto e il 27 settembre.

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SALVINI CHIEDE «VERITÀ»

«Mi aspetto la verità, non ero a quelle riunioni. Se fosse dipeso da me non le avrei mai organizzate. La parte politica usualmente non incontra i servizi segreti, ognuno fa il suo mestiere. Conte spiegherà che cosa ha fatto e perché l’ha fatto», ha detto il leader della Lega Matteo Salvini. Proprio la Lega, che presiede il Copasir con il senatore Raffaele Volpi, intende mettere il premier alle strette.

IL M5S DIFENDE CONTE

In difesa di Conte è intervenuto su Facebook il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano, del M5s: «Salvini si aspetta la verità da Conte. Che, infatti, andrà a riferire. E lui, invece, cosa ha fatto? Perché è scappato dal parlamento sulla vicenda russa nonostante le continue richieste di riferire?».

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I cinque punti che Conte deve chiarire al Copasir sul Russiagate

Alle 15 di mercoledì 23 ottobre il premier riferirà al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. La Lega si prepara a metterlo in difficoltà.

«Dopo il Copasir sarò più libero di parlare». Alle 15 di mercoledì 23 ottobre il premier Giuseppe Conte riferirà al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica sul cosiddetto Russiagate. Il Comitato – organo bicamerale composto da cinque deputati e cinque senatori, presieduto dal leghista Raffaele Volpi – intende chiarire almeno cinque punti. Ecco quali sono.

1) Perché il premier ha deciso di mobilitare i servizi segreti a Ferragosto, nel bel mezzo della crisi di governo, per assecondare le ricerche del ministro della Giustizia americano William Barr su Joseph Mifsud, considerato dall’amministrazione Trump un agente provocatore al servizio dell’Occidente?

2) Perché il premier ha allertato Gennaro Vecchione, capo del Dis, senza consultare il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede o altri componenti dell’esecutivo?

3) Perché il premier ha autorizzato l’incontro che si è svolto a Roma il 27 settembre tra Barr, Vecchione e i direttori dei Servizi interni ed esterni, cioè il prefetto Mario Parente e il generale Luciano Carta?

4) Al G7 di Biarritz oppure in altre circostanze, mentre in Italia nasceva il governo Conte 2, il presidente americano Donald Trump ha parlato con il premier del Russigate?

5) Perché la presidenza del Consiglio non ha smentito le ricostruzioni giornalistiche secondo cui il Quirinale sarebbe stato al corrente della missione in Italia di Barr?

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Il dem Enrico Borghi è il nuovo membro del Copasir

Carriera politica iniziata con l'Ulivo e proseguita nel Pd, prima vicino a Letta e poi a sostegno di Renzi. Oggi il deputato è nella corrente di Guerini e Lotti e va a completare la rosa dei componenti del comitato per la sicurezza della Repubblica.

Il Partito democratico, a quanto si apprende, ha designato il deputato Enrico Borghi come nuovo componente del Copasir, al posto di Lorenzo Guerini che si è dimesso dopo essere diventato ministro della Difesa. Con l’arrivo di Borghi il Comitato per la sicurezza della Repubblica ha di nuovo tutti i suoi componenti (cinque deputati e cinque senatori) e deve procedere alla nomina del nuovo presidente in sostituzione dello stesso Guerini. La guida della commissione bicamerale spetta all’opposizione.

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