Le cooperative in capo a Zoccola sono finite nel mirino della Procura locale

di Pina Ferro

Luca Caselli, Nino Savastano e Fiorenzo Zoccola, intorno a questi tre nomi ruota l’inchiesta sulle cooperative e gli appalti del Comune di Salerno. Il gip scrive parlando degli affidamenti alle cooperative “ …consentito di disvelare un più ampio fenomeno delittuoso che vede coinvolti, in un sistema di illeciti affidamenti, pubblici funzionari, e in primo luogo proprio Caselli Luca, e un “gruppo imprenditoriale” costituito da cooperative sociali di tipo B, facente capo a Zoccola Fiorenzo. Un sistema che ha radici lontane nel tempo e che trae linfa vitale dalla partecipazione di esponenti della politica locale che, di tale impianto, si avvantaggiano per scopi personali ed elettorali”. Attorno alle tre figure sopra menzionate e ad un gruppo imprenditoriale riferibile a Zoccola “operano altri pubblici funzionari ed esponenti politici i quali a vario titolo, con diverse responsabilità, hanno reso possibile il consolidarsi del monopolio in capo al gruppo imprenditoriale, con reciproci vantaggi”. Le cooperative finite nel mirino: La cooperativa sociale 3 SSS “Servizi Sociali Salernitani” è stata costituita ii 12.5.2004 a Salerno, assumendo il carattere di cooperativa sociale a responsabilità limitata; è stata poi iscritta all’Albo delle Cooperative. Dalle verifiche eseguite, dai consulenti del Pubblico ministero è emerso che dall’anno 2007 la cooperativa sociale non possedeva il requisito di cui all’articolo 4 della legge 381/91 con riferimento al rispetto della percentuale del 30% dei lavoratori svantaggiati (soci e non soci) rispetto alla forza lavoro complessiva;” tale affermazione è diretta conseguenza anche della mancata esibizione di idonea documentazione comprovante lo stato di “svantaggio” dei lavoratori dipendenti e la perduranza di tale status; la società non ha rispettato la condizione prevista dall’articolo 3 della legge 381/91 riferita alle ispezioni di vigilanza a cui avrebbe dovuto sottoporsi annualmente; dalla documentazione prodotta, infatti, risulta chiaramente che la società, nell’arco di 12 anni, è stata sottoposta a tre ispezioni; non avendo rispettato il requisito della presenza del rapporto del 30% tra i lavoratori svantaggiati e la forza lavoro complessiva, e tantomeno la condizione delle ispezioni annuali da parte degli organi di Vigilanza deputati, la cooperativa sociale 3 S.S.S. è da considerarsi cooperativa a mutualità non prevalente, con Ia conseguenza · della perdita dei benefici fiscali, contributivi e di convenzioni con Ia pubblica amministrazione eventualmente acquisiti; inoltre, considerato che la medesima si e costituita avendo come scopo l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, l’incapacità di raggiungere tale scope costituisce motivo di scioglimento per atto dell’Autorità (Vigilanza)”. Inoltre, l’esame della documentazione esibita dalla cooperativa sociale 3 S.S.S. Servizi Sociali Salernitani ha fatto emergere una serie di elementi che inducono a ritenere insussistente lo scopo mutualistico, anche con riferimento alla mutualità interna (rivolta a beneficio dei soci), con Ia conseguenza che l’impresa assume le caratteristiche proprie di una normale società lucrativa (s.r.l., s.n.c., s.p.a. ecc.) e, pertanto, la natura sostanziale non corrisponde alla natura formale; e stato verificato dai consulenti, infatti, che Ia cooperativa oggetto d’analisi non ha deliberato alcuna attribuzione ai soci di ristori pur in presenza di utili conseguiti nei diversi anni; ha corrisposto ai medesimi salari e stipendi identici a quelli di mercato.

Società Cooperativa Sociale II Leccio

La cooperativa sociale II Leccio è stata costituita il 13.9.2000 a Salerno, come una cooperativa di lavoro, non prevedendo, nel suo oggetto sociale, alcun riferimento alle finalità proprie delle cooperative sociali (di tipo A o B), solo il 30.3.2005 la società ha modificato l’oggetto sociale introducendo lo scopo tipico delle cooperative sociali di tipo B, stabilendo che “La società si propone senza fini speculativi o di lucro, di offrire ai soci opportunità di lavoro e continuità di occupazione lavorativa e pertanto essa si regge sul principia della mutualità con l’esclusione di ogni finalità lucrativa e di perseguire /’interesse generate della comunità alla promozione uma.~a e a/l’integrazione sociale dei cittadini, in attività di produzione e lavoro nelle quali realizzare I’integrazione lavorativa di persone socialmente svantaggiate, così come previsto dalla legge 381191 sub B” . Dalle verifiche della documentazione esibita dalia cooperativa sociale II Leccio ha fatto emergere una serie di elementi che inducono a ritenere insussistente lo scopo mutualistico.

Società Cooperativa Sociale Alba Nova

La Cooperativa Alba Nova è stata costituita il 6.1.1997 a Salerno, per atto del notaio Andrea Reale, e sin da subito ha assunto il carattere di cooperativa sociale Anche per questa cooperativa non è stato riscontrato lo scopo mutaualistico della stessa.

Società Cooperativa Sociale Terza Dimensione.

La Società Cooperativa Sociale Terza Dimensione è stata costituita il 4.9.2001 a Potenza, per atto del notaio Francesco Bianchini, e sin da subito ha assunto il carattere di cooperativa sociale. L’esame della documentazione esibita dalla Cooperativa Sociale Terza Dimensione ha fatto emergere una serie di elementi che inducono a ritenere insussistente lo scopo mutualistico, anche con riferimento alla mutualità interna (rivolta a beneficia dei soci), con !a conseguenza che 1’impresa assume le caratteristiche proprie di una normale società lucrativa.

Società Cooperativa Sociale Le Ali

La Società Cooperativa Le Ali è stata costituita il 20.2.2003 a Napoli, per atto del notaio Francesco Dente, e sin da subito ha assunto il carattere di cooperativa sociale; e stata poi iscritta all’Albo delle Cooperative . Anche per questa cooperativa non sono stati rispettati parametri previsti dalla norma in materia così come non sono stati rispettati dalla Società Cooperativa Sociale Lavoro Vero costituita il 4.6.2001 a Salerno; la Società Cooperativa Sociale Socofasa costituita il 13.11.2006 ; la Società Cooperativa Sociale Eolo costituita il 29.6.1994 a Salerno; la Società Cooperativa Sociale Gea costituita il 25.9.1989 a Maiori; La Società Cooperativa Sociale San Matteo costituita 1’8.11.2006 a Salerno.

Cooperativa e politici, stretta relazione con assunzioni

La stretta relazione tra cooperative, assunzioni presso le stesse pubblici funzionari ed esponenti politici vengono fuori da alcune conversazioni telefoniche che fanno emergere anche il rapporto tra Savastano e Zoccola. Il 25 marzo del 2020 Davide Minelli chiama Vittorio è dice: “mi ha chiamato Ciaparrone, io tengo a Matteo Palumbo che è volontario, l’altro giorno lui mi ha chiesto perchè stavamo lavorando sotto casa sua è mi chiese chi era.. mò mi ha chiamato è mi ha detto ma voi avete fatto un assunzione è non mi avete detto niente,..ho detto è che nè sò, perchè ve lo debbo dire, lui ha detto io sono Direttore esecutore dei lavori, è devo sapere quando sono queste cose..”

Vittorio Zoccola: “digli Ugo ha detto Vittorio non ci rompere il cazzo…”

Davide Minelli: mò vuole il contratto di lavoro…l’affidamento del giudice, ho detto ve le mando via e-mail..”

Vittorio Zoccola: “digli che questo è il cugino di Savastano non rompere il cazzo..”

Davide: “glielo dissi già..l’altro giorno.., lui ha detto avete fatto queste cose è non mi avete detto niente”.

Vittorio: ma che gli devi dire ma che sono cazzi suoi,..”

Davide: “ma che dobbiamo dire a lui quello che facciamo”

Vittorio: “ma solo a voi capitano certe cose,..io da stamattina stò combattendo con lui con Il Sindaco è con Luca Caselli, per le proroghe..”

Davide: Mò ci mando la copia del contratto e l’affidamento del Giudice”.

Consiglia

Luca Caselli e Nino Savastano finiscono ai domiciliari: illeciti per appalti a coop

di Pina Ferro

La città di Salerno ieri mattina si è svegliata con un terremoto politico e giudiziario. Associazione a delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti e corruzione elettorale. Sono i reati di cui è accusato Giovanni Savastano, detto Nino, consigliere regionale del movimento Campania Libera, nei confronti del quale è stata eseguita una misura cautelare applicativa della custodia domiciliare. Degli stessi reati dovrà rispondere Fiorenzo Zoccola, meglio conosciuto come Vittorio, presidente di una cooperativa sociale e gestore di fatto di diverse altre cooperative che avevano in gestione la manutenzione ordinaria e conservativa del patrimonio del Comune di Salerno. Nei suoi confronti è stata eseguita una misura applicativa della custodia in carcere. Ad eseguire le ordinanze, alle prime luci di ieri, sono stati gli agenti della squadra mobile della Questura di Salerno, su disposizione del Gip (giudice indagini Preliminari) del tribunale di Salerno, Geraldina Romaniello che ha accolto le richieste formulate dalla locale Procura. Nell’ambito dell’indagine, Luca Caselli, dirigente del settore ambiente del Comune, è finito ai domiciliari ed è accusato di associazione a delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti inerenti l’aggiudicazione di appalti. Stesse accuse mosse nei confronti di imprenditori di fatto, titolari delle cooperative aggiudicatarie degli appalti, per i quali è stato disposto il divieto di dimora nel Comune di Salerno. Nino Savastano, consigliere regionale della Campania eletto nel 2020 ed esponente del movimento Campania Libera, è stato consigliere comunale, poi assessore (sempre a Salerno) nelle giunte dell’allora sindaco Vincenzo De Luca e del primo cittadino rieletto Vincenzo Napoli, quindi consigliere provinciale. Oggi in Consiglio regionale fa parte del gruppo consiliare di maggioranza Campania Libera. Il Gip Romaniello ha disposto la custodia cautelare in carcere per Fiorenzo Zoccola; gli arresti domiciliari per Nino Savastano e Luca Caselli entrambi residenti a Salerno.

Divieto di dimora

Divieto di dimora nel comune di Salerno per gli imprenditori Davide Francese, Dario Renato Citro, Vincenzo Landi, Minelli Davide, Maria Grazia Mosca, Patrizio Stompanato di Giffoni Sei Casali; e Lucia Giorgia.

Gli indagati

Sono indagati a piede libero: il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, l’ex presidente di Salerno Pulita Antonio Ferraro, Mauro Meo, Marcello Ciotta, Ciro Mandola, Marcello Senatore, Ugo Ciaparrone, Daniele Gargiulo, Pasquale Soglia, Giuseppe Romeo, Rosaria Sbozza, Luciano Nautili, Giuseppe Trezza, Honeylet Zoccola, Giovanna Catanzaro, Pio Zoccola ed Emanuele Zoccola. Dall’attività investigativa espletata è emerso che la gestione degli affidamenti per la manutenzione del patrimonio comunale e delle relative proroghe da parte del Comune di Salerno in favore di cooperative sociali di tipo B sia caratterizzata da rilevanti profili di illiceita penale, con gravi ricadute in termini di gestione del denaro pubb!ico, violazioni del principia di libera concorrenza tra operatori economici e possibili inquinamenti nelle consultazioni elettorali. “Accurate investigazioni – scrive il Gip Romaniello – hanno disvelato che sin dal 2002 l’attribuzione di servizi in favore di enti caratterizzati da scopi mutualistici era irregolare (per l’assenza di requisiti in capo alle cooperative, necessari per l’assegnazione dei servizi da parte del Comune di Salerno), grazie alla complicità di funzionari pubblici, che hanno agito non per il buon andamento della pubblica arnministrazione, bensi per tornaconti personali o comunque di parte”.

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