I controlli edilizi dei carabinieri non graditi a Fausto Vecchio

di Andrea Pellegrino 

«Invece di fare i controlli edilizi pensate alla sicurezza». L’attacco è diretto ed arriva dal presidente del Consiglio comunale di Eboli Fausto Vecchio durante una accesa seduta consiliare. Vecchio fa nomi e cognomi e punta dritto al comandante della compagnia dei carabinieri di Eboli, reo – a suo dire – di aver predisposto, in sinergia con la polizia municipale, dei controlli sul territorio. Uno dei quali, a quanto pare, nei pressi dell’abitazione proprio del presidente del Consiglio comunale. Controlli edilizi su cui sono stati accesi i riflettori da qualche settimana ma non graditi al presidente dell’Assise che avrebbe elencato in aula altre priorità legate alla sicurezza, tema, tra l’altro, sollevato dall’opposizione che ne ha chiesto una seduta ad hoc. Sul caso, oltre la protesta dell’opposizione e tra tutti di Damiano Cardiello, “vittima” di un ulteriore episodio spiacevole avvenuto sempre a Palazzo di Città, è intervenuto anche Edmondo Cirielli che porterà la vicenda all’attenzione del ministro dell’Interno. Incalza il commissario cittadino dei Fratelli d’Italia, Donato Gallotta: «Come sostenuto dall’onorevole Cirielli siamo di fronte ad una polemica molto grave contro le Istituzioni che compiono quotidianamente il loro dovere. Siamo di fronte ad accuse che, quando partono da altre Istituzioni, rischiano sembrare intimidazioni e si auspica che il sindaco Massimo Cariello prenda immediatamente le opportune distanze da quanto è accaduto nell’ultima seduta di consiglio comunale». Dura e nuova protesta, invece, da parte del consigliere comunale di Forza Italia, Damiano Cardiello che annuncia: « Non parteciperò più ai consigli comunali. Segnali preoccupanti che rendono impossibile lo svolgimento dell’attività di consigliere comunale». «Durante il mio intervento – racconta il consigliere – sul tema “manutenzione triennio 2016/2018” sono stato aggredito verbalmente da un dipendente comunale, indagato per corruzione per vicende legate proprio alla funzione. Grazie alla presenza degli agenti della Polizia Municipale, il dibattito ha avuto regolare corso. Nel finale il dipendente, non nuovo a tali gesti nei confronti di consiglieri comunali di minoranza ha continuato ad adottare sguardi poco rassicuranti». «Ho inviato – prosegue Cardiello – comunicazione al Prefetto e al Ministero dell’Interno, avente ad oggetto la conseguente indisponibilità a presenziare nei prossimi consigli comunali al fine di salvaguardare non solo l’immagine di consigliere comunale ma anche la propria incolumità» .

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L’ira di Napoli: D’Alessio, Stasi, Naddeo e Gallo ora fuori dalla maggioranza

di Andrea Pellegrino

Stavolta le conseguenze politiche non sono mancate. Il voto ribelle dei quattro consiglieri comunali ha fatto infuriare il sindaco Napoli e alcuni colleghi di maggioranza. Sul patibolo (politico) ci sono Antonio D’Alessio, Corrado Naddeo, Leonardo Gallo e Pietro Stasi, tutti responsabili della bocciatura alla modifica statutaria che aboliva la figura del difensore civico. Un vertice di maggioranza al termine della seduta consiliare che ha chiuso le porte proprio ai quattro consiglieri comunali. La linea è quella dell’esclusione e non solo, a quanto pare, per l’ultima votazione. D’altronde da tempo ormai i quattro appartenenti a gruppi politici differenti non nascondono insofferenza nei confronti dell’amministrazione comunale. Solo durante la scorsa seduta giunsero da D’Alessio, Naddeo e Gallo diverse accuse a gran parte dell’impianto amministrativo e gestionale dell’era Napoli. Ieri mattina lo strappo definitivo con il voto sfavorevole alla modifica dello statuto comunale che di fatto ha messo ko la maggioranza.

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Difensore civico al Comune, la maggioranza si spacca: no all’abrogazione

di Erika Noschese

E’ ancora una volta la figura del difensore civico a spaccare la maggioranza guidata dal sindaco Vincenzo Napoli. Tra i punti all’ordine del giorno del consiglio comunale tenutosi ieri, infatti, le modifiche allo statuto comunale che, di fatto, prevedeva l’abrogazione della figura del difensore civico. «Non è più obbligatorio e noi preferiamo abrogare la figura del difensore civico», ha infatti dichiarato il sindaco Napoli, scatenando l’ira della “sua” maggioranza. Per il consigliere Ermanno Guerra però, il difensore civico altro non farebbe che appesantirebbe i “lavori” oltre a portare un aggravio di costi. «Negli ultimi anni c’è stata una ventata di partecipazione», ha poi aggiunto il presidente della commissione Statuto e regolamento. Per il presidente della commissione Trasparenza si parla di uno statuto che risale ormai a 27 anni fa ma, soprattutto, «non si può abrogare uno statuto mai stilato». Immediata la replica del consigliere Cammarota anche in merito alla questione relativa “ai soldi”: «Basta prenderne uno a titolo gratuito – ha detto il consigliere d’opposizione – Ecco io farei il difensore civico senza prendere soldi». Si tratta, secondo Cammarota, di una figura importante che favorisce il controllo, senza contare che alle amministrazioni comunali è concesso delegare un difensore civico provinciale o regionale. «I veri giudici saranno i cittadini – ha attaccato Dante Santoro – Il difensore civico è una figura essenziale e non è ammissibile che un mese fa è stato commissariato l’organo mentre oggi lo volete abrogare». Standing ovation per il consigliere di maggioranza Antonio D’Alessio che, al termine del suo discorso, è stato applaudito dai presenti, tra cui una delegazione del Meet Up amici di Beppe Grillo Salerno che ha contrastato il sindaco Napoli alla richiesta di abrogare la figura del difensore civico. «Lo statuto non serve a quest’amministrazione ma anche a chi viene dopo», ha infatti dichiarato D’Alessio che ha trovato consenso anche nelle parole del consigliere Gallo, contrario al l’abolizione della figura: «Dopo 10 dire alla città di Salerno che abroghiamo il difensore civico non è positivo. E’ uno strumento che tutela i cittadini». Favorevole alle dichiarazioni del sindaco Napoli il capogruppo del Psi Massimiliano Natella secondo cui in questo momento è necessario che l’amministrazione dia risposte concrete ai cittadini: «Il Comune ha tutti gli strumenti necessari alla partecipazione popolare», ha detto Natella, annunciando così che avrebbe votato parere favorevole all’abrogazione, così come gli altri due socialisti Paolo Ottobrino e Veronica Mondany. Contrario anche Pietro Stasi secondo cui la figura del difensore civico avrebbe evitato tanti “grattacapi” all’amministrazione come la vicenda che riguarda Eduardo Bruscaglin, ancora in causa con il Comune di Salerno. Duro con il primo cittadino anche il consigliere di maggioranza Naddeo: «Gli strumenti democratici non sono mai eccessivi e non si può derubricare la figura del difensore civico. Ci interroghiamo sui costi della democrazia?», si chiede Naddeo. Vota a favore dell’abrogazione – ma per l’ultima volta – il consigliere di maggioranza Di Carlo: «Il difensore civico dei cittadini sono io, siamo noi», ha dichiarato provocatoriamente. Dunque, con 20 voti contrari – tra cui quello di Stasi, Gallo, D’Alessio e Naddeo – il consiglio comunale boccia la mozione per l’abrogazione della figura del difensore civico.

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