Intervista ai “Casa Surace”: «La nostra comicità ai tempi della quarantena»

di Giovanna Naddeo

Non sarà la seconda pandemia del secolo a fermare le gags dei ragazzi di “Casa Surace”, baldi giovani campani che “escono video” (come recita il sito internet) da oltre cinque anni attivi sul web con l’eterno racconto del campanilismo tra nord e sud Italia.

Il Coronavirus ha toccato anche loro, spaccando il gruppo tra Napoli e Sala Consilina, uno dei cinque comuni in stretta quarantena (insieme a Polla, Atena Lucana, Caggiano e, da ieri, Auletta), così come disposto dall’ordinanza regionale dello scorso 15 marzo. Ma la macchina del divertimento non può fermarsi, a maggior ragione in queste giornate dal ritmo più lento, dove si sperimentano ricette e si naviga alla ricerca di nuovi contenuti e nuovi video.

Daniele Pugliese e Alessio Strazzullo, volti storici del team, avvertono una grande responsabilità: quella di un dover mixare positività e leggerezza, allegria e consapevolezza, mentre lì fuori medici e infermieri sono in prima linea nella notte al «nemico invisibile».

Anche i “Casa Surace” in quarantena forzata, divisi tra Napoli e Sala Consilina.

Daniele: «C’è voluto del tempo ma adesso tutti hanno capito che con il Coronavirus non si scherza. Qui nel Vallo di Diano la gente ha molta paura, ragion per cui si sta attendendo con gran scrupolo alle indicazioni delle autorità. Dal canto nostro, stiamo portando avanti una linea comunicativa sui nostri canali social che promuova il rispetto delle regole».

Alessio: «È difficile fornire un quadro unitario della situazione napoletana. Io abito in zona centro storico, nei pressi dell’Arenella, e non sono stato spettatore di assembramenti o di corsa ai supermercati. I cittadini hanno compreso l’importanza del rispetto delle misure restrittive introdotte per contenere il proliferare del virus».

Come si lavora a uno sketch in modalità smart working?

Daniele: «Utilizziamo i canali di videoconferenze come Skype, scambiandoci idee per contenuti e format. In questo momento avvertiamo una grande responsabilità nel dover comunicare elementi positivi, in cui tutti possano rispecchiarsi in questi giorni di quarantena domiciliare. Una comunicazione divertente sì, ma anche consapevole e corretta»

Alessio: «Ci sentiamo come una grande famiglia separata. Ogni momento è buono per riunirci, chiamarci, scambiare messaggi, condividere idee improvvise. Siamo distanti, ma non per questo meno vicini».

Tutti a casa, ed ecco che la gente ha riscoperto il piacere di cucinare. Una sorta di rivincita per voi, da sempre amanti della buona tavola.

Daniele: «Direi proprio di sì. In passato siamo stati criticati per l’ampio spazio dedicato al cibo. Ora, ecco la corsa al fai da te. Io stesso mi lanciato nello sperimentare la ricetta del “criscito”. Speriamo venga bene!

Alessio: «Finalmente si ha più tempo da trascorrere in famiglia, finalmente ci si può dedicare a rafforzare il rapporto tra genitori e figli, sperimentando nuove ricette in cucina, mangiando a tavola tutti insieme».

Come è cambiata la comunicazione in piena pandemia e qual è il ruolo attualmente occupato dai social network?

Daniele: «Un ruolo fondamentale, direi. Grazie ai social è possibile comunicare con il mondo esterno. Penso a chi abita da solo, lontano dai propri affetti: ecco che i social rappresentano un valido strumento di informazione, intrattenimento».

Alessio: «Per noi uno stimolo a fare in più, a fare meglio, sempre con il sorriso. Grazie ai social abbiamo l’illusione di combattere tutti insieme contro questo nemico invisibile che, in un modo o nell’altro, ha sconvolto la nostra quotidianità. Ma torneremo in strada, torneremo al lavoro, torneremo a ridere, più forti di prima. Non ci sconfortiamo, in questi momenti, in tutto il mondo, siamo un’unica famiglia».

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