In Germania lo stop al carbone inizia già nel 2020

Il piano di Berlino per decarbonificazione il Paese dovrebbe partire fin da subito con la chiusura delle centrali più vecchie. Pronti indennizzi miliardari. Ma resta il nodo delle miniere.

Prenderà il via subito il piano di decarbonificazione della Germania, approvato da Bund e Lander. Un primo blocco di centrali energetiche a carbone – le più vecchie – sarà chiuso già a partire dal 2020, secondo quanto annunciato dalla ministra dell’Ambiente Svenja Schulze. Il ministro delle finanze, Olaf Scholz, ha annunciato inoltre un piano miliardario di risarcimento per i gestori colpiti: per quelli dell’ovest sono previsti 2,6 miliardi di euro, per quelli delle centrali dell’est, 1,7 miliardi.

COSA PREVEDE L’ACCORDO TRA BERLINO E GLI STATI FEDERALI

L’ultimo capitolo burocratico si era chiuso il 15 gennaio con l’accordo trovato tra governo, le imprese del carbone e i principali Lander coinvolti nell’attività mineraria. Entro il 2038 in Germania dovranno essere chiuse tutte le centrali che producono energia elettrica dal carbone, secondo un piano stabilito circa un anno fa per proteggere l’ambiente. I Lander interessati dal provesso sono: Nord Reno-Westfalia, Sassonia-Anhalt, Brandeburgo e Sassonia. Si tratta di uno stanziamento totale da 40 miliardi, per la riconversione economica e il sostegno per la perdita dei posti di lavoro.

RESTA IL NODO DELLE MINIERE

Per le centrali elettriche a carbone, le gare d’appalto saranno inizialmente indette in modo che gli operatori possano chiedere la chiusura in cambio di una compensazione. Per le miniere di lignite la situazione è più complicata, soprattutto dove è coinvolta l’estrazione mineraria a cielo aperto. Sono in corso da mesi le trattative tra il governo federale e le aziende e si parla di indennizzi miliardari. Un portavoce del ministro dell’Economia, Peter Altmaier oggi ha detto che le posizioni si sono «avvicinate».

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