Col Coronavirus ricoverata in Medicina Caos ad Eboli, sanitari in quarantena

di Andrea Pellegrino

Con il coronavirus viene ricoverata nel reparto di medicina generale dell’ospedale di Eboli. Accade, in barba ad ogni protocollo sanitario (o comunque sottovalutandolo) sancito fin dall’avvio dell’emergenza, ad una signora di 72 anni di Pompei, dapprima sottoposta alle cure del Campolongo Hospital, poi a quelle del “Maria Santissima Addolorata”, dove, solo successivamente al ricovero – in un reparto non consono – è stato effettuato il tampone, risultato positivo. Insomma la donna era ammalata di coronavirus ma fino a qualche ora fa nessuno se ne era accorto. I primi sospetti la scorsa sera quando sono peggiorate le condizioni della donna, ricoverata al Campolongo Hospital per un intervento chirurgico all’anca. Da qui, nella serata di giovedì, il trasferimento, per una polmonite nosocomiale, in una ambulanza, all’ospedale di Eboli, con l’arrivo al pronto soccorso, bypassando la tenda appositamente installata per i casi sospetti. La successiva visita e la tac avrebbero accentuato i sospetti dei medici. Non tanto, però, da far trasferire la donna in un apposito reparto. Così fino al pomeriggio di ieri la 72enne è stata ricoverata nell’affollata medicina generale, nelle ore di visita, aperta al pubblico, parenti compresi. Ad insospettire ulteriormente i medici il racconto di un familiare che avrebbe svelato le condizioni influenzali di un figlio della 72enne ritornato recentemente dalla zona di Lodi. Da qui il tampone e il trasferimento della donna all’ospedale “Cotugno” di Napoli per le cure del caso. Una serie di errori che ora rischia di far degenerare ulteriormente la già complessa vicenda nel salernitano. Fin da ieri pomeriggio si cerca di ricostruire tutti i contatti della 72enne, a partire da medici ed infermieri delle varie strutture sanitarie, tutti, a quanto pare, sprovvisti delle protezioni previste in queste circostanze, dai guanti alle mascherine. Una lista numerose di persone che si allarga ai familiari, parenti e amici. Persone che dovrebbero essere sottoposte al test. Chiuso al pubblico il Campolongo Hospital e sospesi tutti gli ambulatori. Analogo provvedimento per la struttura ospedaliera di Eboli. Qui la situazione sarebbe più complessa, considerata anche l’importanza del nosocomio della piana del Sele. Alcuni reparti, tra cui medicina, è inibito al pubblico con medici ed infermieri messi in quarantena. Dovrebbero essere una ventina in tutto le persone della struttura sanitaria che hanno avuto contatti con la 72enne. Tra gli altri quattro medici, otto infermieri, un tecnico di radiologia. Svuotato già in serata il reparto di medicina per la sanificazione, alcuni pazienti sono stati trasferiti presso altri reparti. «Abbiamo attivato tutte le misure di sicurezza necessarie – ha detto il sindaco di Eboli, Massimo Cariello – sono stati già effettuati tamponi al personale che è entrato in contatto con la donna, sia all’ospedale di Campolongo che in quello di Eboli. Attediamo esiti nelle prossime ore».A difesa del personale sanitario, Pietro Antonacchio, segretario della Cisl Funzione pubblica di Salerno: « Qualunque misura messa in campo dalle direzioni strategiche di Asl e azienda universitaria ospedaliera è vana se la stessa cittadinanza sottovaluta i rischi e non mette in atto le misure preventive dalle stesse consigliata. In questo complesso momento non si riescono nemmeno a procurare i dispositivi necessari per mancanza di offerta sul mercato».

(ha collaborato Doriana D’Elia)

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