Bagnoli, la camorra caccia i pregiudicati ‘nemici’ dal quartiere


Alcuni pregiudicati di Bagnoli, periferia ovest di Napoli, si sono nelle ultime ore trasferiti in altri quartieri. Uno spostamento su cui le forze dell'ordine stanno effettuando accertamenti: sarebbero stati "cacciati" dagli affiliati di un nuovo gruppo criminale, che per prendere il controllo del quartiere avrebbe allontanato quelli che erano legati ad altre cosche.
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Bagnoli, sequestrate le armi della camorra: trovati kalashnikov e mitraglietta


I poliziotti hanno scoperto uno dei nascondigli delle armi della camorra a Bagnoli, zona ovest di Napoli: in un appartamento erano custoditi due mitragliatori e numerosi proiettili. Nell'operazione sono state arrestate quattro persone. I fucili sarebbero stati del gruppo che sta cercando di prendere il controllo criminale del quartiere.
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Agguato di camorra davanti alla cornetteria, arrestato il killer: aveva 21 anni


I carabinieri hanno arrestato Enrico La Salvia, ritenuto affiliato al clan Sequino, per l'agguato davanti a una cornetteria del 6 novembre 2016, in cui fu ucciso Antonio Bottone e rimase ferito Daniele Pandolfi. Per gli inquirenti quel raid si colloca nello scontro con i rivali del clan Vastarella per il controllo degli affari illeciti nel Rione Sanità.
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Come le cosche mafiose sono ancora padrone in Lombardia

Nonostante indagini e arresti, le infiltrazioni proliferano. La 'ndrangheta del traffico di stupefacenti, il riciclaggio camorrista, le rapine della criminalità pugliese. Ma anche lo sfruttamento sessuale degli albanesi, la droga cinese e le violenze dei latinos. Così la regione rischia di sottovalutare il problema.

Era il 5 luglio 2019 quando il procuratore aggiunto di Milano, Alessandra Dolci, commentava: «Negli ultimi 10 anni, nonostante le indagini e gli arresti, non è cambiato nulla. Le cosche sono ancora padrone del territorio». Parole che portano alla mente territori sanguinari come il Gargano o l’Aspromonte. E invece no: siamo in Lombardia, dove non necessariamente occorre ricorrere alla lupara affinché le mafie dimostrino la loro egemonia.

TERRA DI APPRODO DELLE CRIMINALITÀ

Anzi, come si legge nell’ultima relazione della Direzione investigativa antimafia (Dia), «i sodalizi organizzati più evoluti prediligono ormai da tempo una strategia “di basso profilo” […] che si caratterizza per il forte mimetismo, risultando per questo ancor più pericolosa e soprattutto di difficile individuazione». La regione è ormai terra di approdo non solo per le criminalità nazionali, ma anche per quelle straniere: cinesi, balcaniche, nigeriane e sudamericane.

RISCHIO DI SOTTOVALUTAZIONE DEL PROBLEMA

Come ha spiegato Monica Forte, presidente della commissione antimafia in Lombardia e vicepresidente del coordinamento nazionale, «per molto tempo in regione si è sottovalutata la presenza mafiosa. E questo è un fatto gravissimo. Non so se si tratti di un errore consapevole, ma in ogni caso ha permesso alle mafie di muoversi liberamente». Il risultato è che oggi in Lombardia operano 25 locali di ‘ndrangheta, attivi soprattutto nella provincia di Milano.

DECISI A TAVOLINO I BUSINESS SU CUI PUNTARE

Quel che emerge è una rete asfissiante e quasi scientifica tra le famiglie per via di «una stretta connessione tra i locali presenti e la “casa madre” del crimine reggino, attraverso l’organo di coordinamento delle relazioni e delle attività illecite, giudiziariamente conosciuto come “la Lombardia”». Tutto deciso a tavolino, dunque. Esattamente come il business su cui puntare. A cominciare dal traffico internazionale di stupefacenti.

UNA RETE DA VIBO VALENTIA AL SUDAMERICA

A riguardo tra i più attivi c’è l’efferata famiglia Mancuso di Limbadi (Vibo Valentia), che ha messo su una rete che parte da Colombia e Venezuela per arrivare in Italia, dopo aver attraversato il territorio iberico. Le statistiche, d’altronde, non mentono. Secondo quanto denunciato dalla Direzione centrale per i servizi antidroga, «nel 2018 in Lombardia è stato registrato il 16,02% delle operazioni antidroga svolte sul territorio nazionale, il 7,21 % delle sostanze sequestrate e il 14,05% delle persone segnalate all’Autorità giudiziaria».

LOMBARDIA UTILIZZATA COME “LAVATRICE”

Non si pensi, però, che mafia e camorra non siano presenti sul territorio lombardo. Soprattutto nel riciclaggio dei grandi introiti illegali provenienti spesso da Sicilia o Campania. In questo caso, dunque, la Lombardia viene utilizzata come “lavatrice” anche grazie ai rapporti illeciti con imprenditori e pubblica amministrazione. Né si disdegnano i cosiddetti crimini “pendolari”, fronte su cui la concorrenza con i pugliesi è molto forte. «Oltre che negli stupefacenti», si legge non a caso nella relazione della Dia, «i gruppi pugliesi sono attivi nel traffico di armi e nelle rapine ai danni di caveau, depositi e furgoni blindati».

MAFIA PUGLIESE SPECIALIZZATA IN ASSALTI E RAPINE

E qui non si scherza: la criminalità organizzata pugliese, infatti, «è da ritenersi tra le organizzazioni più specializzate, efficaci e pericolose a livello nazionale, con la messa a punto di tecniche operative paramilitari negli assalti a bancomat o a furgoni portavalori», spiega la Dda. È la cronaca d’altronde a dimostrarlo. Uno degli ultimi casi risale al 2016, quando a Bollate un commando composto da una decina di banditi armati e travestiti erano riusciti ad impossessarsi di numerosi plichi di preziosi, per un valore di circa 4 milioni di euro.

LA ROTTA OLANDESE DEL NARCOTRAFFICO

La Lombardia è terra di approdo anche per i gruppi stranieri. Diversi anche in questo caso gli ambiti di interesse, ma a spiccare è ancora una volta il narcotraffico. A differenza della ‘ndrangheta, però, in questo caso a essere prediletta (soprattutto dalla criminalità albanese e balcanica) è la rotta olandese: cocaina e hashish arriva in Italia con corrieri spesso italiani assoldati dagli albanesi, attraverso auto appositamente modificate per l’occultamento nelle officine di Rotterdam.

ROMENE SCHIAVIZZATE PER LA PROSTITUZIONE

Ma gli albanesi sono molto attivi anche nella tratta di esseri umani e nello sfruttamento sessuale. A giugno 2019 la Dda di Brescia ha sgominato un’organizzazione che a partire dal 2014, con la promessa di un posto di lavoro, ha trasferito in Italia dalla Romania (in particolare dalle zone rurali più povere) decine e decine di ragazze poi avviate alla prostituzione sulle strade della Bergamasca, «trattate come schiave, private di denaro, della libertà di movimento e della possibilità di poter rientrare nel Paese d’origine».

TRATTA DI MIGRANTI DALL’AFRICA

Stesso discorso per la mafia nigeriana, dominus per quanto riguarda la tratta di migranti provenienti dall’Africa. Con una differenza netta, in questo caso: molto spesso a tenere sotto scacco le giovani ragazze – spesso anche ricorrendo a strumenti di coercizione psicologici come i riti vodoo – sono le donne. Una delle ultime inchieste è stata Glory (dal nome di una delle arrestate, residente a Busto Arsizio): tra le vittime c’erano anche ragazze marchiate a vita con due lame da rasoio, per il giuramento assoluto all’obbedienza una volta arrivate in Italia.

STUPEFACENTI CINESI E PUSHER FILIPPINI

Vista la grande comunità orientale in Lombardia, specie a Milano, attiva è anche la mafia cinese. Negli ultimi anni è cresciuta a dismisura l’importazione di shaboo, il principale stupefacente trattato da questa criminalità, rivenduto poi non solo all’interno della propria comunità, ma anche a italiani tramite una fitta rete di pusher filippini.

BANDE DI LATINOS VOTATE ALLA VIOLENZA

Ma non è tutto. Nell’area metropolitana sono molto attivi anche i pandillas, le bande di latinos composte prevalentemente da giovani di origine ecuadoregna e peruviana, con la sporadica presenza anche di italiani e nordafricani. In questo caso, spiega la Dda, la violenza non è solo uno strumento per il raggiungimento di uno scopo economico, ma un marchio di fabbrica.

COMMISSIONE AD HOC E FONDI PUBBLICI

Non tutto, però, è perduto. Già nella precedente legislatura, ha spiegato ancora la Forte, «la Regione Lombardia si è dotata di una commissione antimafia ad hoc» che ha goduto anche di corposi finanziamenti pubblici, «notevoli rispetto al panorama nazionale e con cui sono stati lanciati numerosi progetti». Uno di questi riguarda proprio la preoccupante presenza delle mafie straniere: «Già da due anni viene finanziato monitoraggio specifico. Ci siamo dati massimo nove mesi di tempo: questo lavoro ci porterà ad avanzare possibili interventi pratici che poi rivolgeremo alla Giunta regionale».

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Camorra e cemento, confisca da 100 milioni di euro a imprenditore dei Casalesi


Sono stati confiscati i beni sequestrati ad Alfonso Letizia, imprenditore del cemento e ritenuto riferimento della fazione Schiavone del cartello dei Casalesi: lo Stato ha definitivamente acquisito immobili, veicoli, aziende e rapporti finanziari per 100 milioni di euro. Secondo le indagini l'uomo era a disposizione del clan, ottenendo in cambio favori per le proprie aziende nel Casertano.
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Napoli, arrestati i nipoti del boss Rinaldi: prestiti usurari a imprenditore


I carabinieri hanno arrestato per usura ed estorsione quattro persone, ritenute affiliate al clan Rinaldi di San Giovanni a Teduccio. Sono accusate di avere imposto interessi usurari su un prestito a un imprenditore di Pollena Trocchia (Napoli). Tra loro ci sono i nipoti dell'attuale capoclan, Ciro Rinaldi, figli del fondatore del clan, Antonio Rinaldi.
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Strage di Pescopagano, la Dda blocca permessi premio al boss La Torre: pericolo di fuga


I carabinieri hanno notificato una nuova misura cautelare in carcere ad Augusto La Torre, ex boss del clan di Mondragone che porta il suo cognome: relativa alla condanna per la Strage di Pescopagano, è stata emessa per evitare che il camorrista, che sarebbe stato scarcerato tra due anni dopo 30 di reclusione, scappasse prima che la sentenza divenisse esecutiva.
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Agguato a Monterusciello, ferito alle gambe fratello del collaboratore di giustizia


Roberto Del Sole, 33 anni, pregiudicato, è stato ferito con un colpo d'arma da fuoco al polpaccio poco dopo le 12 di oggi, 11 febbraio, davanti alla sua abitazione, nella zona dei 600 alloggi di Monterusciello, frazione di Pozzuoli. L'uomo, scarcerato 5 mesi fa dopo aver scontato una pena per rapina ed estorsione, è il fratello del collaboratore di giustizia Napoleone Del Sole.
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Castellammare, sequestrata la Engy Service: l’impresa di fiori era del clan Cesarano


Carabinieri e Guardia di Finanza hanno sottoposto a sequestro preventivo la Engy Service, società di intermediazione attiva nel Mercato dei Fiori tra Castellammare di Stabia e Pompei: secondo le indagini era diretta dal clan Cesarano ed era stata imposta dalla camorra a commercianti e trasportatori, realizzando un monopolio illegale.
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Salvatore Barbaro fu vittima innocente di camorra, i familiari potranno essere risarciti


Il tribunale civile di Napoli ha riconosciuto il diritto di Giovanna Scudo a ottenere l'indennizzo previsto dallo Stato per le vittime innocenti di mafia; la donna è la madre di Salvatore Barbaro, ucciso dalla camorra in un agguato nel 2009 per uno scambio di persona. Lo status era stato rifiutato due volte dal ministero dell'Interno.
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Miano, arrestati gli eredi del clan Lo Russo: per il pizzo minacce ad hoc in base alle vittime


Alle prime luci di questa mattina, i carabinieri hanno arrestato 32 persone del cosiddetto gruppo "abbasc Miano", sodalizio camorristico emergente, composto da nuove leve ed eredi del clan Lo Russo. Dalle indagini è emerso che il gruppo utilizzava minacce ad hoc, per imporre le proprie richieste, a seconda delle vittime.
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Castellammare di Stabia, nuova ordinanza per Rapicano per l’omicidio di Pietro Scelzo


I carabinieri hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere per Pasquale Rapicano, già detenuto, ritenuto affiliato al clan D'Alessandro di Castellammare di Stabia: è accusato dell'omicidio di Pietro Scelzo, ucciso nel 2006 durante la faida che portò alla scissione del clan e alla nascita del gruppo Omobono-Scarpa.
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Miano, arrestati gli eredi del clan Lo Russo: 24 in manette


I carabinieri e la Dia di Napoli stanno eseguendo in queste ore 24 misure cautelari nei confronti di esponenti del gruppo di "Miano di sotto", "Abbasce Miano", il nuovo clan emergente dell'area nord di Napoli e formato da nuove leve e vecchi affiliati allo storico clan di camorra dei Lo Russo; avrebbe preso il controllo dopo la disgregazione dei Capitoni.
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San Cipriano, picchiano la barista per non pagare le birre, condannati i nipoti del boss


Il tribunale di Napoli Nord ha condannato, con pena sospesa e mantenendo gli arresti domiciliari, i gemelli Alessio e Vincenzo De Falco, nipoti del boss dei Casalesi Enzo De Falco, ucciso in un agguato nel 1991. Ad agosto scorso avevano aggredito una barista per non pagare le birre che avevano consumato in un bar di San Cipriano d'Aversa (Caserta).
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Spacciatori a stipendio, la banda pagava le ‘mesate’ agli affiliati: anche 1.200 euro


Alcuni dei componenti della banda di spacciatori smantellata dai carabinieri della Compagnia di Marano (Napoli) ricevevano una quota fissa dall'organizzazione, uno stipendio mensile. Altri, invece, venivano pagati a cottimo. Emerge dall'ordinanza che ha portato ai 24 arresti della banda di pusher collegata al clan Orlando di Marano.
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La droga di Marano rubata in Sardegna, il pusher: ‘Ti uccidiamo il bambino’


I carabinieri hanno ricostruito l'episodio di un furto di droga, rubata a un complice dell'organizzazione smantellata e collegata al clan Orlando di Marano. Il ragazzo sospettato del furto viene minacciato da uno degli arrestati: "Hai fatto un patto con la morte, stiamo partendo da Napoli. Cominciamo dal bambino più piccolino".
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Marano, blitz contro il clan Orlando, smantellata banda di spacciatori: 24 arresti


I carabinieri hanno arrestato 24 persone, considerate parte di una banda collegata al clan Orlando e che gestiva il traffico di droga nella provincia di Napoli con ramificazioni fino al basso Lazio e in Sardegna. Quattro dei destinatari del provvedimento sono accusati di essere affiliati direttamente al clan: gestivano stipendi e controllo del territorio.
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Miano, una pianta per ricordare Attilio Romanò nella scuola a lui intitolata


Delle piantine cresceranno nelle aiuole dell'istituto Attilio Romanò di Miano (Napoli), posizionate dagli studenti nel corso della manifestazione dedicata al giovane imprenditore napoletano, vittima innocente di camorra, a cui è intitolata anche la scuola. L'evento si è tenuto oggi, 4 febbraio, alla presenza del sindaco De Magistris e dei familiari di Romanò.
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Camorra, Bagnoli il nuovo fronte dello scontro tra Mazzarella e Alleanza di Secondigliano


Bagnoli potrebbe diventare presto il nuovo fronte dello scontro tra i Mazzarella e l'Alleanza di Secondigliano. Nelle ultime settimane si registra il tentativo di ascesa di un gruppo criminale che avrebbe l'appoggio del cartello della periferia nord, e che starebbe tentando di assoggettare tutti gli altri; ma nella zona flegrea sono forti anche gli interessi dei Mazzarella.
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23 i clan camorristi tra Salerno e Provincia

di Pina Ferro

Sarebbero 23 i clan camorristici operanti sul territorio della provincia di Salerno con un numero complessivo di appartenenti che sia attesta intorno alle 660 unità. Il dato viene fuori dagli elenchi ufficiali del Ministero dell’Interno il quale sottolinea che in ogni caso il numero dei clan camorristici realmente attivi sono in numero di gran lunga inferiore ai 213 censiti. Negli ultimi decenni sul territorio sono stati registrati profondi mutamenti negli assetti delle organizzazioni camorristiche con conseguente ricambio generazionale dei quadri criminali che di fatto soppiantato le originarie e storiche organizzazioni criminali della Nco (Nuova camorra organizzata) operante negli anni 80 e la Nuova famiglia operante negli anni 90. Nelle varie aree del territorio salernitano sono state costituiti molteplici gruppi criminali tra di loro indipendenti, dediti principalmente al traffico di sostanze stupefacenti, ma anche ad attività tipiche dei sodalizi di tipo mafioso quali estorsioni, rapina, usura e detenzione di armi i quali annoverano tra le loro fila non solo personaggi già noti alle forze dell’ordine ma anche nuove leve. Gli attuali sodalizi criminali pongono in atto forme organizzative meno strutturate rispetto ai vecchi clan, con il diffondersi di atteggiamenti sempre più spegiudicati, tesi a prediligere l’immediato guadagno piuttosto che il sistematico condizionamento del territorio. L’instabilità degli equilibri comporta peraltro repentini ricambi nei ruoli apicali o di responsabilità all’interno delle consorterie, con soggetti giovani che mirano ad affermare la loro lidership in aree limitate di territorio ovvero in particolari attività illecite. Nella fascia costiera a sud di Salerno e fino ad Agropoli) vi è una criminalità organizzata di matrice etnica (soggetti provenienti dai Paesi dell’Est Europa e dall’Africa) dediti soprattutto allo sfruttamento della prostituzione, alla quale avviano le proprie connazionali. Altro fenomeno particolarmente rilevante risulta essere lo sfruttamento della manodopera agricola di cittadini est europei e ed africani. Fenomeno particolarmente presente nell’entroterra della Piana del Sele. Si tratta del cosiddetto caporalato.

Consiglia

Gli studenti di Secondigliano ricordano Gianluca Cimminiello, vittima innocente di camorra


Il prossimo 3 febbraio, a 10 anni dall'omicidio di Gianluca Cimminiello, un evento in memoria del giovane tatuatore ucciso dalla camorra si terrà nel plesso Piantedosi della scuola Sauro Errico Pascoli di Secondigliano. L'iniziativa, organizzata dalla famiglia e da Libera, vuole ricordare il ragazzo attraverso le sue passioni: la boxe e l'arte.
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Brusciano, sparatoria in strada tra clan di camorra, 3 arresti nei clan Palermo e Rega


I carabinieri hanno arrestato tre persone per la sparatoria avvenuta il 14 aprile 2019 in strada a Brusciano (Napoli). Si era trattato di un agguato contro un pregiudicato affiliato al clan Rega, rimasto ferito; gli avrebbero sparato due uomini del clan Palermo e un suo sodale avrebbe risposto al fuoco. I due gruppi sono in lotta dal 2017 per il controllo sulla droga.
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