Il prefetto di Napoli Valentini: “La camorra ha approfittato del coronavirus: più vittime di usura”


Il periodo del lockdown ha bloccato quasi tutte le attività commerciali e imprenditoriali, ma ha lasciato spazio alla camorra, che ha sfruttato gli ingenti capitali a disposizione per investire sull'usura. A Fanpage.it il prefetto di Napoli, Marco Valentini, ha spiegato come le forze dell'ordine stanno monitorando la situazione e quali sono gli interventi di contrasto.
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Bambino comprato e regalato a un affiliato, assolto il boss Ciro Rinaldi


Il boss Ciro Rinaldi è stato assolto dall'accusa di avere comprato per 10mila euro un bambino rumeno e di averlo regalato a un affiliato al suo clan per aumentare il consenso nel gruppo criminale. Per la sentenza i suoi avvocati si sono rifatti a quella con rito abbreviato con cui erano stati condannati l'affiliato, la moglie e la madre naturale del bambino e per cui era stata esclusa l'aggravante camorristica.
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Chi è il boss Michele Senese, “il pazzo” che da Afragola ha conquistato Roma


Michele Senese, detto il pazzo, nasce nel 1957 ad Afragola (Napoli). Uomo di fiducia del boss Angelo Moccia, a soli 22 anni viene inviato a Roma per conto della Nuova Famiglia. E lì crea un impero criminale fondato sul traffico di droga, riuscendo ad evitare (quasi sempre) il carcere grazie a perizie spesso messe in dubbio: soffrirebbe di epilessia e di schizofrenia.
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L’intervista di Enzo Biagi a Raffaele Cutolo nel 1986


"La camorra è disoccupazione. La vera mafia, la vera camorra, stanno a Roma. La camorra è una scelta di vita, un partito, un ideale". Rispose così Raffaele Cutolo, il capo della Nuova Camorra Organizzata, a Enzo Biagi, in una storica intervista che andò in onda il 25 marzo 1986 nella trasmissione "Spot - Uomini, Storie e Avventure", oggi riproposta nella puntata di “Rai3 per Enzo Biagi”.
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Scioglimento dell’Asl Napoli 1, M5s a Lamorgese: “Subito la decisione, rimandare è un danno”


Ondata di reazioni sulla questione dello scioglimento dell'Asl Napoli 1 per infiltrazioni camorristiche, il Viminale resta cauto ma parte il pressing delle forze politiche sul ministro dell'Interno Lamorgese per decidere in fretta. Nove parlamentari del Movimento 5 Stelle chiedono al Ministro di ripristinare in fretta la legalità. Il senatore Presutto: "Se c'è un dato oggettivo di infiltrazioni camorristiche non capiamo perché continuare ad aspettare".
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Infiltrazioni di camorra all’Asl Na1, Ruotolo interroga Lamorgese: “Dica cosa ha deciso”


Il senatore Sandro Ruotolo, insieme ad altre colleghe, interroga il Ministro dell'Interno Lamorgese : "L'iter per lo scioglimento è concluso, ci dica cosa ha deciso". L'urgenza della decisione, secondo i parlamentari, è necessaria per impedire infiltrazioni camorristiche nella gestione degli appalti durante l'emergenza Covid 19. Intanto il direttore generale Ciro Verdoliva potrebbe essere spostato di ruolo prima dell'arrivo della decisione del Viminale.
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Paolo Siani: “Il welfare della camorra funziona meglio di quello dello Stato”


I killer di Giancarlo Siani, giornalista napoletano ucciso dalla camorra il 23 settembre del 1985, venivano ancora pagati dal clan a 35 anni dall'omicidio. Paolo Siani, fratello del giornalista, in un video su Instagram ha commentato duramente la notizia, asserendo che il welfare della camorra funzioni meglio di quello dello Stato e come questa tendenza vada invertita.
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Uccidere un giornalista, pagare per 35 anni i suoi killer. Ma Giancarlo Siani resta. Loro no


Dal giorno in cui l'hanno ucciso e fino a oggi, i killer di Giancarlo Siani sono stati regolarmente stipendiati dalla camorra, hanno avuto la pensione da assassini dal più grande sistema di welfare della Campania. La camorra ha pagato, ha pagato migliaia di migliaia d'euro. Ma la storia che è rimasta è quella di Giancarlo, giornalista 'overamente'.
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Torna in carcere Belgiorno, killer degli Scissionisti: era stato scarcerato per Covid


Giosuè Belgiorno, ritenuto luogotenente del clan Amato-Pagano e condannato a 20 anni per l'omicidio di Antonino D'Andò, è tornato in carcere. Stava scontando la condanna ai domiciliari per l'emergenza Covid-19, era stato scarcerato a metà aprile. Dovrà scontare quasi due anni di reclusione per associazione camorristica; successivamente sarà sottoposto alla libertà vigilata.
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Infiltrazioni della camorra all’Asl Napoli 1: al Viminale la decisione sullo scioglimento


Concluso l'iter della commissione d'accesso sulle infiltrazioni camorristiche nell'ospedale San Giovanni Bosco di Napoli che dipende dall'Asl Napoli 1 Centro, la relazione è sulla scrivania del Ministro dell'Interno Luciana Lamorgese che dovrà decidere in merito allo scioglimento della struttura e la nomina di un commissario straordinario. La vicenda nasce dall'inchiesta della Procura di Napoli sul cartello camorristico dell'Alleanza di Secondigliano che usava l'ospedale come "sede sociale"
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Rione Traiano, auto modificate come i narcos per nascondere la droga, preso corriere del clan


La Polizia ha scoperto nel Rione Traiano, a Napoli, un complesso sistema di trasporto della droga: in un'automobile modificata, era in un nascondiglio che si attivava con chiavi, codici e calamite. Arrestato un 42enne, ritenuto vicino al clan Sorianiello, gruppo criminale che controlla gran parte del narcotraffico in zona.
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Messaggi, video, pochi controlli: su Tik Tok sempre più video illegali di detenuti


TikTok, la piattaforma social che si basa sulla condivisione dei video, sta spopolando anche tra i giovani criminali: si è rivelata lo strumento più adatto tra quelli dei social network per veicolare messaggi, sfruttando l'impossibilità di ricerca per parole pronunciate e l'assenza di controlli stringenti delle forze dell'ordine.
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Agguato al genero dei boss Misso, arrestati 4 affiliati al clan Torino


Tre persone, ritenute legate al clan Torino, sono state arrestate per l'omicidio di Vincenzo Prestigiacomo, cognato dei boss Misso, ucciso in via Porta San Gennaro, durante la Faida della Sanità, nel centro di Napoli. L'omicidio risale al 30 ottobre 2006, con le indagini della Squadra Mobile sono arrivati i riscontri alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia.
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Il 17 maggio del 1993 Maurizio Estate veniva ucciso dalla camorra: aveva 23 anni


Il 17 maggio del 1993 Maurizio Estate ha 23 anni. Alcuni malviventi arrivano all'autolavaggio di famiglia, in vico Vetriera a Chiaia, e tentano di rubare l'orologio di un cliente: il 17enne li mette in fuga, ma purtroppo guarda in faccia uno dei rapinatori. Poco dopo, sicari armati tornano nell'autolavaggio e sparano al petto di Maurizio, che cade a terra, morto.
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Arrestato il boss Patrizio Bosti, era stato scarcerato pochi giorni fa


Il boss Patrizio Bosti, ritenuto ai vertici del cartello camorristico dell'Alleanza di Secondigliano, è stato arrestato dalla Squadra Mobile di Napoli: deve scontare altri 6 anni e 8 mesi di detenzione. Era stato scarcerato pochi giorni fa per uno sconto di pena ed era stato risarcito con circa 2700 euro per trattamento inumano durante la detenzione.
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Libero Patrizio Bosti: il boss di camorra scarcerato in anticipo e con risarcimento


Patrizio Bosti, storico boss del Rione Amicizia di Napoli e ritenuto ai vertici dell'Alleanza di Secondigliano, è tornato in libertà: fondamentale il riconoscimento del trattamento "inumano e degradante" durante la detenzione, che ha portato alla scarcerazione anticipata di quasi tre anni e a un risarcimento di circa 2.600 euro.
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Acerra, droga e violenza sessuale su minorenne, blitz contro il clan dei Marcianisielli


I carabinieri hanno arrestato sei persone ad Acerra (Napoli), collegate al clan dei Marcianisielli: sono accusate di aver gestito piazze di spaccio nel centro storico della cittadina, spostando e vendendo grossi quantitativi di cocaina, hashish e marijuana. Il capo, figlio del boss, è accusato anche di violenza sessuale nei confronti di una ragazza che all'epoca aveva 15 anni.
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Cutolo resta in carcere, l’avvocato: ‘Arricchirà schiera di gente che muore in prigione’


Raffaele Cutolo resterà nel carcere di Parma, dove è detenuto al 41 bis: l’istanza di sospensione di esecuzione della pena con applicazione della detenzione domiciliare, presentata dal suo avvocato per motivi di salute, è stata rigettata dal magistrato di Sorveglianza di Reggio Emilia. Dura la reazione dell'avvocato Aufiero: "Rispetto il provvedimento come sempre, ma Cutolo andrà ad arricchire la folta schiera di gente che muore in carcere. Questo è un dato di fatto».
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Si riprendono l’azienda di famiglia sequestrata al clan: nei guai i fratelli del boss Zagaria


La Guardia di Finanza ha operato un sequestro preventivo dell'azienda bufalina nelle disponibilità di Antonio e Carmine Zagaria, fratelli di Michele, boss del clan dei Casalesi. Nonostante l'azienda fosse da tempo stata sequestrata per gli affari illeciti del clan, la famiglia Zagaria se ne era di fatto illecitamente appropriata di nuovo.
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San Giovanni a Teduccio, agguato fallito con sparatoria nel palazzo, presi due dei Formicola


I carabinieri hanno arrestato due giovani per l'agguato avvenuto a San Giovanni a Teduccio, zona est di Napoli, nel giorno dell'Epifania 2020: secondo la ricostruzione avevano aspettato la vittima sotto casa e l'avevano inseguita per quattro piani, continuando a sparare senza però colpirla. Dopo quella sparatoria non ci fu nessuna segnalazione alle forze dell'ordine.
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Droni, perquisizioni e blitz a Napoli. Non trovano assembramenti ma camorra e spaccio


Dai Quartieri Spagnoli alla Pignasecca, dalla stazione Centrale alla zona Orientale: poliziotti, carabinieri e finanzieri trovano più spacciatori che assembramenti. La pandemia di Covid-19 ci ha messi tutti sullo stesso piano, inermi davanti al rischio del virus. Detto ciò, non è l'unica cosa da cui ci dobbiamo guardare. Ed è incredibile che gli sceriffi da salotto (o da social) non se ne siano resi conto.
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Dal carcere si può uscire anche per fine pena e per malattia. Fatevene una ragione


Dal carcere si esce sempre, a meno che il fine pena non sia fissato nell’anno 9999. Tra le altre cose si può uscire per aver scontato la pena, ma anche per malattia incompatibile col regime carcerario. Tempo un paio di anni torneranno in libertà, per fine pena, tutti i gregari di camorra arrestati all’indomani delle stragi del 2008. Sembra ieri, quando si credeva di aver sconfitto la mafia casalese con il carcere. È evidente che non era così.
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È morto Valerio Taglione, coordinatore del Comitato Don Peppe Diana, trincea dell’anti-camorra


Valerio Taglione, coordinatore del comitato anti-camorra Don Peppe Diana in provincia di Caserta, è morto questa mattina. Lo ha annunciato la stessa associazione: "Ogni battaglia per il bene e per gli ultimi era anche la sua. Ha amato la Vita fino all'ultimo momento", fanno sapere dall'organizzazione, che lo scorso 25 aprile ha festeggiato il suo 14esimo anniversario.
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A Napoli la camorra comincia la Fase 2: tre sparatorie in un giorno


Anche la camorra ha cominciato la sua Fase 2: in poco più di mezza giornata tre sparatorie, tra Napoli e provincia: una stesa ai Quartieri Spagnoli, un ferimento a San Giovanni a Teduccio, l'agguato al genero del boss Gionta a Torre Annunziata. Sono i segnali che anche gli affari illegali stanno ripartendo, non appena si è concluso il lockdown.
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Agguato al genero del boss Gionta, familiari sfasciano il Pronto Soccorso di Boscotrecase


I familiari di Giuseppe Carpentieri hanno devastato l'ingresso dell'ospedale di Boscotrecase quando i sanitari hanno detto che lì non avrebbe potuto essere curato in quanto la struttura era stata interamente convertita per la cura dei pazienti Covid-19. L'uomo, genero del boss Valentino Gionta, è stato ferito a colpi di pistola a Torre Annunziata mentre era sul terrazzo di casa.
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