L’andamento della Borsa italiana e lo spread del 20 settembre 2019

Ultima seduta settimanale per Piazza Affari che riparte dal +0,82%. Spread intorno a 138 punti. I mercati in diretta.

Ultima seduta settimanale per la Borsa italiana. Il 19 settembre Piazza Affari si è mostrata in forma con l’indice Ftse Mib che ha chiuso in aumento dello 0,82% a 22.128 punti. Stesso copione anche per gli altri listini europei: Londra e Francoforte hanno concluso la seduta in crescita dello 0,5%, mentre Parigi ha segnato un aumento finale dello 0,6%.

Tra i titoli principali di Milano il 18 hanno fatto molto bene in genere le banche: Ubi +4,5%, Bper +4,3%, Fineco +3% e Unicredit a+2,2%. Discreti acquisti su Mediobanca (+1,1%) ancora sull’onda delle analisi dopo l’ingresso di Del Vecchio nell’azionariato ma meglio ha fatto Generali, della quale piazzetta Cuccia è prima azionista, che ha concluso la seduta in aumento del 2,2%. Bene anche Tim (+2,2% a quota 0,52) e piatta Mediaset poco sotto il prezzo del diritto di recesso ma con Berenberg che a questi livelli ritiene l’operazione Mfe non a rischio. Deboli Amplifon, Tenaris e Ferragamo in calo di poco più di un punto percentuale.

SPREAD INTORNO A QUOTA 139 PUNTI

Lo spread tra Btp e Bund il 18 settembre ha chiuso stabile a 139 punti base, contro 138 della chiusura del giorno precedente. Il rendimento del titolo italiano a 10 anni è allo 0,88%.

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Le quotazioni di Borsa italiana e spread del 19 settembre 2019

Piazza Affari punta a mantenersi leader in Europa. Lo spread riparte da 138. I mercati in diretta.

La Borsa di Milano punta a mantenere il trend positivo dell’ultima seduta. Il 18 settembre Piazza Affari (+0,67%) è stata maglia rosa tra i listini europei Andamento positivo per le utility e le banche, mentre è scivolata Moncler (-7%), con i timori a causa delle proteste a Hong Kong.

LO SPREAD RIPARTE DA QUOTA 138

Lo spread tra Btp e Bund ha chiuso stabile a 138 punti base, con il tasso del decennale italiano allo 0,87%. In fondo al listino principale Prysmian (-2,9%) e Leonardo (-1,5%). Toniche Amplifon (+3,1%), Juventus (+2,3%), Nexi, Hera (+2,1%) ed Enel (+2%). Seduta positiva per Mediobanca (+0,7%), dopo il blitz di Leonardo Del Vecchio che, attraverso Delfin detiene una quota del 6,94% dell’istituto di piazzetta Cuccia. Meglio per la partecipata Generali (+1%) mentre è poco mossa Unicredit (+0,2%).

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Lo spread e la Borsa italiana del 18 settembre 2019

Piazza Affari si prepara all'apertura dopo una giornata in calo. Il differenziale Btp Bund in crescita a 139 punti base. I mercati in diretta.

La Borsa italiana si prepara all’apertura per la sessione del 18 settembre 2019 dopo che Piazza Affari ha terminato in calo dello 0,76% e fa peggio delle altre Borse europee alla vigilia della riunione della Fed dalla quale è atteso un taglio dei tassi di un quarto di punto.

La ripresa delle quotazioni del greggio, all’indomani delle tensioni legate al taglio della produzione dell’Arabia Saudita dopo gli attacchi agli impianti del Paese, non aiuta Saipem (-4,59% a 4,46 euro), maglia nera sul listino a seguito del taglio della raccomandazione a ‘neutral’ da ‘outperform’ da parte di Exane che ha abbassato il target price a 4,9 euro. Segno meno anche per Eni (-1,13%). Vendite più pesanti sui finanziari Fineco (-4,14%), Bpm (-3,94%) e Unicredit (-3,34%). Sul fronte opposto si riprende Atlantia (+1,57%).

LO SPREAD BTP BUND A 139 PUNTI BASE

Chiusura in rialzo per lo spread tra il Btp e il Bund. Il differenziale archivia la seduta a 139 punti base. Il tasso sul decennale del Tesoro si attesta allo 0,91%.

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Gli indici della Borsa italiana e lo spread del 17 settembre 2019

Piazza Affari prova a rialzare la testa dopo un inizio di settimana complicato. Il differenziale riparte da quota 132. La diretta dei mercati.

La Borsa italiana si prepara all’apertura della seduta del 17 settembre 2019 dopo un inizio di settimana complicato. Il 16 settembre Piazza Affari ha perso lo 0,96%, in linea con gli altri listini europei. I mercati hanno risentito delle tensioni in corso in Medio Oriente e guardato alla situazione politica nel Regno Unito sul fronte della Brexit.

L’aumento del prezzo del petrolio ha spinto i titoli del comparto energetico ed a Piazza Affari si sono messi in mostra Tenaris e Saipem (+2,8%) ed Eni (+1,9%). A picco Atlantia (-7,8%), con il M5s che è tornato a parlare di revoca delle concessioni e l’ad Giovanni Castellucci che ha chiesto un cda straordinario per discutere del suo futuro. Seduta negativo per le banche. In rosso Unicredit e Intesa (-1,7%), Banco Bpm (-1,2%) e Ubi (-0,8%). Male anche Juventus (-3,3%) e Campari (-2,3%). Fuori dal listino principale si è messa in evidenza Sesa (+3,8%), dopo che gli analisti finanziari di Mediobanca hanno alzato il target price.

LO SPREAD BTP-BUND RIPARTE DA 132 PUNTI

Lo spread tra Btp e Bund tedesco riparte da 132 punti, con il rendimento del decennale italiano allo 0,838%.

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Le quotazioni di Borsa italiana e spread del 16 settembre 2019

Piazza Affari si prepara all'apertura in attesa di un possibile rialzo dei prezzi del petrolio dopo gli attacchi in Arabia Saudita. Il differenziale Btp Bund a 133 punti. I mercati in diretta.

La Borsa italiana si prepara all’apertura per la sessione del 16 settembre 2019 dopo una chiusura di settimana positiva per Piazza Affari, sostanzialmente in linea con le altre Borse europee: l’indice Ftse Mib ha chiuso in aumento dello 0,45% a 22.181 punti, l’Ftse All share in crescita dello 0,54% a quota 24.147. La tensione è alta sui mercati in vista di una possibile crescita del prezzo del petrolio, in seguito agli attacchi contro le raffinerie in Arabia Saudita.

Tra i principali di Milano, molto pesante Atlantia: il titolo, sotto pressione dall’avvio e anche ‘congelato’ in corso di seduta in asta di volatilità, ha perso l’8% finale a 22,18 euro dopo le misure cautelari dell’inchiesta bis sui report ‘ammorbiditi’ sulle condizioni dei viadotti gestiti dalla controllata Autostrade. Deboli anche Recordati (-3,2%) e Campari, che ha perso il 2,1%. Molto bene invece le banche, grazie soprattutto ai titoli di Stato italiani che hanno sofferto meno la tensione di giornata rispetto agli altri bond europei: Fineco ha concluso in aumento del 4,5%, Unicredit del 4,3%, Ubi del 3,1%, Intesa del 2,8%. In rialzo di oltre due punti percentuali anche Pirelli, mentre Tim ha segnato un aumento finale dell’1,3% a 0,52 euro.

LO SPREAD A 133 PUNTI BASE

Lo spread tra il Btp e il Bund ha chiuso la settimana in calo a 133 punti base. Il tasso sul decennale del Tesoro si attesta allo 0,87%.

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Lo spread e la Borsa italiana del 13 settembre 2019

Piazza Affari punta a conservare gli effetti positivi delle misura varate dalla Bce. Lo spread di nuovo sotto quota 140. I mercati in diretta.

La Borsa di Milano conta di prolungare il 13 settembre l’effetto positivo scatenato sui listini dalle misure varate dalla Banca centrale europea. Nella penultima seduta della settimana Piazza Affari ha chiuso in rialzo, col Ftse Mib che è salito dello 0,88% a 22.083 punti, sostenuto da Pirelli (+3,75%), Amplifon (+3,27%) e dalle utility Enel (+2,65%), Terna (+2,6%), Italgas (+1,93%) ed Hera (+1,88%).

I titoli bancari non hanno risentito del nuovo taglio ai tassi sui depositi beneficiando, viceversa, del calo dello spread.

LO SPREAD DI NUOVO SOTTO I 140 PUNTI BASE

Il differenziale tra il Btp e il Bund ha chiuso in netto calo sotto i 140 punti base, tornando sui livelli di inizio maggio 2018. Il tasso sul decennale del Tesoro si è attestato allo 0,86%. Unicredit è salita del 2,08%, Banco Bpm del 2%, davanti a Ubi (+1,56%) e Bper (+1,53%). Positiva Tim (+0,92%), con il presidente Fulvio Conti che sta valutando l’addio al board. In calo Unipol (-1,64%), che ha risentito delle voci di malumori tra gli azionisti nei confronti del vertice del gruppo assicurativo, male Atlantia (-1,51%), alle prese con la definizione della cordata per Alitalia e in attesa di vedere come il nuovo governo si muoverà sulla concessione.

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Le quotazioni di Borsa italiana e spread del 12 settembre 2019

Piazza Affari attende le decisioni della Bce puntando a restare sopra la parità. Lo spread riparte da quota 153. I mercati in diretta.

Andamento senza grossi scossoni per la Borsa di Milano che, il 12 settembre, attende, così come gli altri listini europei, di conoscere le decisioni della Banca centrale europea. Nella seduta precedente Piazza Affari si è mantenuta sopra la parità (Ftse Mib +0,1% a 21.891 punti).

Buoni spunti su Stm (+3,99) in scia alla presentazione dei nuovi modelli di iPhone con Apple che è il principale cliente del gruppo. Bene poi Prysmian (+3%), Recordati (+2,59%), Buzzi e Nexi (entrambi +2,32%). Tim ha segnato un +1,09% mentre JpMorgan ha alzato a ‘overweight’ il giudizio sulle azioni ordinarie e di risparmio e con il target price a 0,69 euro, scommettendo su una rivalutazione del titolo. Poco mossa Mediaset (-0,36%) con il titolo a 2,77 euro, il prezzo che viene riconosciuto agli azionisti in caso di recesso dalla fusione con la controllata spagnola e dalla conseguente nascita della holding olandese Mfe.

LO SPREAD RIPARTE DA QUOTA 153

Lo spread in calo a 153 punti base non aiuta le banche sotto pressione con Banco Bpm che lascia sul terreno il 2,34%, Fineco il 2,25%, Ubi l’1,97%, Unicredit l’1,25%.

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Gli indici della Borsa italiana e lo spread dell’11 settembre 2019

C’è attesa per vedere se la Borsa italiana tenterà il rimbalzo del primo giorno del governo Conte bis nella pienezza..

C’è attesa per vedere se la Borsa italiana tenterà il rimbalzo del primo giorno del governo Conte bis nella pienezza dei suoi poteri dopo aver ottenuto il via libera anche del Senato. Il 10 l’indice Ftse Mib ha chiuso a -0,55% a quota 21.869 punti, in controtendenza rispetto alle principali piazze europee che avevano chiuso in rialzo: Londra (+0,43%), Francoforte (+0,38%) e Parigi (+0,04%).

A piazza Piazza Affari ha sofferto di più Ferrari che ha perso quasi 6 punti percentuali (-5,98%) all’indomani della presentazione dei nuovi modelli e con prese di beneficio sul titolo che era ai massimi. Fca ha ceduto l’-1,23% mentre il Ceo di Renault spiega di non avere in corso trattative. Male anche Nexi (-4,24%), Amplifon (-4,11% dopo il taglio ad hold da Jefferies), Fineco (-3,65%), Diasorin (-3,16%). In netto rialzo Unipol (+2,33%) e UnipolSai (+1,55%). Bene Saipem (+1,4%) ed Eni (+1,29%). Acquisti su Ubi (+1,39%) Bper (+1,13%) e Intesa (+1,05%). Fari puntati su Mediaset dopo le voci, anticipate da Lettera43, sulla possibile vendita.

SPREAD SOTTO PRESSIONE INTORNO A 157 PUNTI

Lo spread Btp-Bund riparte dai 157 punti base del 10 settembre quando il rendimento del Btp decennale è tornato sopra l’1% a 1,017%, spinto dalle voci di una richiesta di aumento di flessibilità in vista della manovra, che farebbe salire il deficit/Pil previsto per il 2020.

I MERCATI IN TEMPO REALE

3.27 – APERTURA NORSA TOKYO IN RIALZO

La Borsa di Tokyo apre la seduta in positivo sostenuta dalla progressiva svalutazione dello yen, con gli acquisti che si concentrano sui titoli che più dipendono dalla sostenibilità dell’export, in primo luogo il comparto auto. L’indice Nikkei avanza dello 0,36% e si assesta ai massimi in 6 settimane, a quota 21.468,97, aggiungendo 76 punti. Sui mercati valutari la divisa giapponese è trattata a 107,50 sul dollaro, e a un livello di 118,80 sull’euro.

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