Tomiyasu, Dominguez e Barrow: la classe 1998 del Bologna che incanta la Serie A


Il Bologna non stupisce più, è una realtà della Serie A, e buona parte del merito va a Sinisa Mihajlovic e ai suoi "ragazzi terribili" che stanno facendo un ottimo lavoro da un'anno e mezzo a questa parte. La sorpresa maggiore è stata il giapponese Tomiyasu, ormai insostituibile; ma bisogna sottolineare il buon lavoro di recupero fatto con Barrow, arrivato a gennaio dall'Atalanta; e la lungimiranza nell'acquisto dell'argentino Nico Dominguez.
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Skorupski eroe a San Siro: respinge il rigore a Lautaro e lancia il Bologna alla vittoria sull’Inter


Łukasz Skorupski è uno dei protagonisti della vittoria del Bologna in casa dell'Inter con un doppio intervento provvidenziale su Lautaro Martinez e Gagliardini sul rigore sbagliato dall'argentino e nel finale su una conclusione ravvicinata di Alexis Sanchez. Secondo penalty respinto dal portiere polacco in questa stagione, il quinto da quando è in Italia.
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Inter-Bologna, la gaffe dell’arbitro Pairetto: fischia tre volte alla fine del primo tempo


L'arbitro di Bologna-Inter Luca Pairetto si è reso protagonista di una simpatica gaffe nel finale del primo tempo del match. Nel decretare la conclusione dei primi 45' il direttore di gara, figlio d'arte, ha fischiato per tre volte, come si fa invece in occasione della fine del match. Immediatamente accortosi dell'errore, si è lasciato andare ad una risata.
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Allenamenti Serie A, intervengono le regioni: 7 squadre possono ripartire (ma non tutte lo faranno)


Quattro regioni allentano le misure decise dal governo ed aprono alla possibilità di allenamenti individuali anche per le squadre di calcio. In Serie A potranno ripartire in sette, ma c'è chi attenderà il protocollo ufficiale prima di riprendere. Un primo passo verso il ritorno alla normalità, ma la strada verso gli allenamenti di gruppo è ancora lunga.
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Roberto Baggio ricorda Gazzoni Frascara: “Creò un grande Bologna. Gli sarò grato per sempre”


Roberto Baggio, che con il Bologna ha giocato nella stagione 1997-1998, ha ricordato e omaggiato Giuseppe Gazzoni Frascara, l'uomo che lo portò in rossoblu e che è morto all'età di 84 anni: "Buon viaggio presidente, nella luce tranquilla del riposo celeste. Il suo Bologna è stato un grande Bologna in una grande Bologna. Gli sarò sempre grato".
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“Uno dei pochi a denunciare”: Gazzoni Frascara è stato l’anti-Calciopoli


È morto Giuseppe Gazzoni Frascara presidente dell'ultimo "grande" Bologna, passato alla storia come uno dei principali accusatori dello scandalo Calciopoli. Un dossier per evidenziare il marcio del calcio italiano con il doping amministrativo di diversi club per posticipare i pagamenti di debiti verso l'erario e far quadrare i bilanci. Grazie a lui finirono sotto inchiesta anche le partite contro Juventus e Lazio.
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Muore a 84 anni Giuseppe Gazzoni Frascara

Imprenditore del marchio Idrolitina ed ex patron del Bologna Calcio, fu uno dei massimi accusatori di Moggi durante lo scandalo di Calciopoli.

È morto a 84 anni Giuseppe Gazzoni Frascara, imprenditore del marchio Idrolitina e ex presidente del Bologna Calcio che guidò dal 1993 al 2001, quando lasciò la presidenza, mantenendo la proprietà fino alla retrocessione del 2005.

Protagonista del ritorno in A del club rossoblù con due promozioni in due anni. Fu lui a portare a Bologna Roberto Baggio e Beppe Signori. Lo si ricorda anche come uno dei principali accusatori di Moggi durante lo scandalo Calciopoli. Malato da tempo, era tuttora presidente onorario del club.

«È scomparso questa mattina all’età di 84 anni Giuseppe Gazzoni Frascara, nostro presidente Onorario, alla guida del Club dal giugno 1993 al settembre 2005», ha scritto poi la società in una nota sul proprio sito ufficiale, ricordando l’epopea e i personaggi che hanno accompagnato la vita sportiva di Gazzoni, da Baggio a Signori, da Andersson a Cruz, fino agli allenatori Ulivieri e Mazzone.

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Il Comune di Medicina in isolamento totale per proteggere Bologna

Il centro di 16 mila abitanti diventa zona rossa: nessuno entra o esce. Negli ultimi giorni boom di casi di una forma particolarmente aggressiva di coronavirus. Il sindaco: «Dobbiamo evitare che si diffonda nel capoluogo».

Il Comune di Medicina e la frazione di Ganzanigo, nel Bolognese, diventano da oggi una “zona rossa” nella “zona rossa” per contenere il coronavirus: lo annuncia il sindaco Matteo Montanari su Facebook. Da oggi e fino al 3 aprile aumentano le restrizioni in base a un’ordinanza della Regione Emilia-Romagna che dispone il divieto di allontanamento e di accesso per queste zone. «Dobbiamo evitare altri contagi dentro Medicina», ha detto il sindaco, ed evitare un «contagio verso la Città metropolitana di Bologna».

L’estrema criticità della situazione di Medicina è nei numeri inviati in Regione dall’Azienda Usl di Imola e dall’ordinario di Malattie infettive dell’Università di Bologna in una nota di due giorni fa. A Medicina e Ganzanigo, comunica la Regione Emilia-Romagna, «erano presenti 54 casi accertati di Coronavirus, 8 decessi, 22 ricoveri ospedalieri (5 dei quali in terapia intensiva in condizioni critiche) e 24 casi in isolamento fiduciario domiciliare, oltre a 102 soggetti posti in isolamento fiduciario domiciliare a seguito di contatti stretti di casi accertati». Nella nota si sottolinea poi come il fenotipo di malattia riscontrato nei pazienti sia contraddistinto «oltre che da una grave e rapida progressione, anche da un’elevata diffusibilità correlata all’alto burden microbico». Questo significa che il ceppo di virus che si è diffuso a Medicina è particolarmente aggressivo.

«È uno degli atti più sofferti che io abbia assunto da presidente della Regione ma le informazioni e le indicazioni che ho raccolto dai tecnici non mi hanno permesso altra scelta», ha detto Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia-Romagna. «Una scelta coraggiosa e necessaria che abbiamo condiviso e riguarda e tutela tutto il milione di abitanti della città metropolitana di Bologna», ha detto il sindaco di Bologna, Virginio Merola.

Medicina ha poco più di 16 mila abitanti ed era già tra i “sorvegliati speciali” in regione per l’epidemia del coronavirus: nelle scorse settimane era emerso un ‘focolaio’ in una bocciofila del paese frequentata da anziani. Un caso rimarcato anche dal commissario straordinario per l’emergenza della Regione, Sergio Venturi, che aveva segnalato 19 contagiati in un solo giorno tra gli avventori proprio della bocciofila, poi chiusa.

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Coronavirus, il preparatore atletico del Bologna: “Mihajlovic? Abbiamo dovuto cacciarlo”


Il preparatore atletico del Bologna ha fatto il punto sulle condizioni di salute di Sinisa Mihajlovic, rivelando un retroscena: "Il mister è sempre un guerriero, abbiamo dovuto insistere noi per mandarlo via, lo abbiamo cacciato. Lui è a Roma, è tranquillo e sta rispettando le direttive mediche. E' importante che non venga contagiato dal Covid-19 per ovvi motivi"
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La battaglia per intitolare la stazione di Bologna al “Due Agosto”

Il sindaco e l'Associazione delle vittime della bomba del 1980 sono in trattativa con Ferrovie per integrare la dicitura "Bologna Centrale" con la data della strage.

La stazione di Bologna potrebbe essere presto intitolata alla memoria della strage del 2 agosto 1980, che costò la vita a 85 persone e ne ferì 200. Un auspicio già espresso la scorsa estate dal sindaco Virginio Merola e rilanciato dal presidente dell’Associazione delle vittime, Paolo Bolognesi, in un’intervista alla rivista ‘Resistenza e nuove resistenze’ dell’Anpi di Bologna: «Sarebbe un modo per divulgare sempre di più la memoria di quel tragico giorno di 40 anni fa». Proprio in vista del prossimo 2 agosto, inoltre, il Comune ha già fatto sapere di aver invitato sul palco delle commemorazioni il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Bolognesi ha confermato che «il Comune sta operando per arrivare all’intitolazione» e sottolineato l’importanza che «chiunque acquisti un biglietto da e per Bologna si trovi stampato, in mano o sul telefono, la dicitura ‘Bologna 2 agosto‘».

IL NUOVO NOME: BOLOGNA CENTRALE 2 AGOSTO

Il dialogo tra l’amministrazione e Ferrovie va avanti da mesi anche se va precisato che lo scalo non cambierebbe il proprio nome originale (che resterebbe ‘Bologna Centrale‘), ma aggiungerebbe alla normale dicitura il richiamo alla data della strage. Al momento non ci sono certezze che questo possa avvenire entro il prossimo 2 agosto, ma la scelta sarebbe, comunque, molto significativa nell’anno del quarantennale della bomba, che richiamerà celebrazioni e ricordi ancora più profondi del solito. «Ci sono tutte le premesse per un 2 agosto molto intenso e con grandi speranze per il prossimo futuro», è la previsione di Bolognesi, che guarda con favore anche alla possibile presenza di Mattarella: «Il sindaco lo ha già invitato, sarebbe molto gradita a tutti i familiari».

LA NUOVA INCHIESTA SUI MANDANTI

Sullo sfondo, inoltre, c’è anche la nuova inchiesta della Procura generale di Bologna sui mandanti della bomba, che si è chiusa nei giorni scorsi con quattro avvisi di fine indagine, tra cui l’ex Avanguardia Nazionale Paolo Bellini, che avrebbe agito in concorso – tra gli altri – con il capo della P2, Licio Gelli. «Ci auguriamo che si possa fare completamente luce sui retroscena della strage, sui mandanti, sugli ispiratori politici e su tutti coloro che hanno operato per eseguirla», è l’auspicio di Bolognesi.

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Le conclusioni della nuova inchiesta sulla strage di Bologna

Per la procura Bellini, ex militante di Avanguardia Nazionale, sarebbe l'esecutore materiale. Mentre Gelli, Ortolani, D'Amato e Tedeschi (tutti deceduti) sono ritenuti i mandanti.

La procura generale di Bologna ha chiuso la nuova inchiesta sulla strage del 2 agosto 1980, che provocò 85 morti e 200 feriti. I magistrati Alberto Candi, Umberto Palma e Nicola Proto accusano Paolo Bellini, ex militante Avanguardia Nazionale, di essere l’esecutore materiale dell’attentato terroristico, assieme ai già condannati Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, appartenenti ai Nuclei Armati Rivoluzionari.

Bellini avrebbe agito in concorso con Licio Gelli, Umberto Ortolani, Federico Umberto D’Amato e Mario Tedeschi, ritenuti i mandanti della carneficina e ormai deceduti. Ci sono poi altri tre indagati: Quintino Spella e Piergiorgio Segatel per depistaggio, mentre Domenico Catracchia deve rispondere di false informazioni al pm.

Gelli e Ortolani sono indicati quali mandanti-finanziatori, D’Amato come mandante-organizzatore, Tedeschi come organizzatore per aver aiutato D’Amato nella gestione mediatica della strage, preparatoria e successiva, e nelle attività di depistaggio.

L’ultima sentenza sulla strage di Bologna, risalente al 1995, ha decretato la condanna di Fioravanti e Mambro come esecutori materiali. I due si sono sempre dichiarati innocenti, pur avendo ammesso decine di altri omicidi e rivendicato altri delitti. Nel 2017, inoltre, è stato rinviato a giudizio un altro ex Nar, Gilberto Cavallini, con l’accusa di concorso in strage: sarebbe stato lui a fornire documenti falsi a Mambro e Fioravanti.

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