Bergamo, all’ospedale Papa Giovanni XXIII 13 bimbi nati da mamme con Covid-19: nessuno ha il virus


All'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, una delle strutture maggiormente sotto pressione per via dell'emergenza coronavirus, sono finora già 13 le mamme positive al Covid-19 che hanno dato alla luce un bimbo. E nessuno dei neonati è finora risultato contagiato dal virus: "L’ospedale è un posto sicuro per tutte le future mamme", ha detto la dottoressa Giovanna Mangili, direttrice del reparto di Patologia neonatale.
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Secondo uno studio a Bergamo i morti ufficiali di Covid-19 sono solo il 26,6% del numero reale


Tre ricercatori dell'Univesità di Bergamo hanno messo a punto un'analisi per tentare di risalire al numero esatto di vittime da coronavirus nella provincia lombarda tra le più colpite dalla pandemia: prendendo in esame i dati Istat, il tasso di mortalità del paese e anche i fattori contingenti come la mancanza di test ai non ospedalizzati si giunge alla conclusione che i dati ufficiali sui decessi Covid-19 potrebbero rappresentare solo il 26,6 per cento dei decessi reali.
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All’ospedale di Bergamo per la prima volta ci sono più dimessi che ricoveri per coronavirus


All'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo per la prima volta dall'inizio dell'emergenza nella giornata di ieri, giovedì 2 aprile, ci sono stati più pazienti dimessi che nuovi ricoveri per coronavirus. Un segnale positivo che conferma quelli colti dall'inizio della settimana in molti presidi della Lombardia, soprattutto nelle aree più colpite dal covid-19, dove si registra un calo degli accessi nei pronto soccorso. Ma i medici avvertono che non bisogna abbassare la guardia in questo momento.
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Bergamo, forno crematorio ancora in emergenza per il Covid-19: esercito trasporta 100 salme a Padova


Non si arrestano le tristi processioni di mezzi dell'Esercito carichi di salme da Bergamo: un altro centinaio di feretri di persone morte a causa del Coronavirus è partito alla volta di Padova, dove le salme verranno cremate. Il forno crematorio di Bergamo è ormai da settimane saturo a causa dell'elevato numero di decessi.
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Bergamo, è morto il dottor Marino Signori: cresce il numero dei medici deceduti per Covid-19


Aveva 61 anni Marino Signori, medico del lavoro dell'Asst Bergamo Est, morto all'ospedale di Lecco dove era ricoverato da diverso tempo a causa del coronavirus: residente a Nembro aveva due figlie. Straziante il ricordo dei colleghi che lo descrivono come un uomo gentile e generoso, sempre disponibile. Signori è il 67esimo medico morto dall'inizio della pandemia.
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Bergamo colpita duramente dal Coronavirus, ma troppa gente in giro. Il sindaco Gori: “Non va bene”


A Bergamo, una delle città più colpite dal coronavirus, oggi tante, troppe persone erano in giro per le strade. Il sindaco Giorgio Gori ha lanciato un duro appello: "Non va bene, perché non ci sono ancora le condizioni per allentare la presa o dire che il peggio è passato. Continuiamo a restare a casa, evitiamo di andare in giro senza motivo ed evitiamo di andare a fare la spesa tutti i giorni".
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L’ospedale da campo di Bergamo con 144 letti è pronto. Gli Alpini: “Realizzato un piccolo miracolo”


Otto giorni di duro lavoro per realizzare in tempi da record l'ospedale da campo di Bergamo per i pazienti affetti da Coronavirus. E oggi è finalmente pronto. Questo grazie agli sforzi degli Alpini e di tutti i volontari di Emergency. La struttura, realizzata presso la Fiera della città orobica, così come è avvenuto per il nosocomio allestito a Milano, verrà ora "consegnata" alla direzione dell'ospedale Papa Giovanni XIII di Bergamo.
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La strage del coronavirus in Lombardia, Istat: a Bergamo morti più 618%, triplicati a Cremona e Lodi


Nei primi 21 giorni del mese di marzo i decessi nelle province della Lombardia sono cresciuti in modo tragico, con incrementi da due a sei volte rispetto al dato dell'anno precedente. È la fotografia fornita dai dati Istat sulla mortalità nel periodo di massima espansione dell'epidemia di coronavirus. Nella Bergamasca l'aumento dei decessi è del 618,41%. Nella provincia di Brescia è del 288,63%. Nella Città metropolitana di Milano del 141,57%. Altissimo anche l'incremento nel Lodigiano, 346,67% in più, e nel Cremonese, più 384,62%.
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Passeggiate genitori-figli, il sindaco di Alzano Lombardo contro la circolare: “Qui restano vietate”


Camillo Bertocchi, sindaco di Alzano Lombardo in provincia di Bergamo, non intende applicare la circolare del Viminale che autorizza le passeggiate genitori-figli. "Ad Alzano non si intende modificare nulla di ciò che è in vigore e la Polizia Locale sanzionerà chiunque violi le regole", ha detto il sindaco: la sua cittadina è una delle più colpite dal Coronavirus.
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In provincia di Bergamo 4500 morti per Coronavirus in un mese, più del doppio dei dati ufficiali


Nel mese di marzo i morti per Coronavirus nella provincia di Bergamo sarebbero stati circa 4500, più del doppio rispetto a quelli ufficiali, stimati in 2060. A dirlo un'analisi condotta dal quotidiano locale "L'Eco di Bergamo" dopo le denunce di diversi sindaci del territorio, da Giorgio Gori al primo cittadino di Nembro.
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Coronavirus, primi segnali positivi dagli ospedali lombardi: “Accessi ai pronto soccorso in calo”


Dagli ospedali lombardi che da settimane lottano per salvare migliaia di pazienti con il coronavirus arrivano i primi segnali incoraggianti. Nei pronto soccorso di Lodi, Cremona, Crema ma anche nei presidi di Bergamo e Brescia, negli ultimi giorni si è registrato un lieve calo degli accessi. Sono ancora molti i pazienti con covid-19 nei reparti, ma la pressione pare in riduzione. "Ma non cantiamo vittoria e soprattutto stiamo ancora a casa", avvertono i medici. Situazione diversa a Milano, ora la provincia con più casi in Italia, dove gli ingressi non scendono, ma sembrano essersi stabilizzati. "I numeri vanno valutati dopo più giorni, è presto per dare una valutazione, ma osserviamo una fase costante", ha spiegato a Fanpage.it un portavoce dell'ospedale Niguarda.
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A Bergamo “troppo malati lasciati a casa”, medici di base: “Almeno 100mila i contagi da coronavirus”


Casi sommersi e mancata assistenza sanitaria sul territorio: è questa la denuncia che arriva dai medici di base a Bergamo che parlano di numeri altissimi in città, quasi 100mila casi su 1 milione di abitanti. "I medici non riescono ad assistere i pazienti a casa spesso in condizioni gravi che non vanno in ospedale perché non c'è posto", spiega Mirko Tassinari, segretario dei medici di famiglia in provincia di Bergamo.
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Coronavirus, buoni spesa per famiglie in difficoltà: quanti soldi vanno ai comuni lombardi colpiti


La Protezione Civile ha comunicato la ripartizione nei comuni dei fondi stanziati dal governo per finanziar i buoni spesa da 300 euro una tantum alle famiglie bisognose. I voucher potranno essere utilizzati per l’acquisto di generi alimentari. Ecco come vengono distribuiti i soldi ai comuni capoluogo della Lombardia e alle città più colpite dall'epidemia di covid-19.
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Coronavirus, a Bergamo altre 170 bare devono essere trasferite per la cremazione


A Bergamo altre 170 bare di persone decedute dopo aver contratto il coronavirus devono essere trasferite altrove per la cremazione. Dopo le tragiche carovane di mezzi militari che nelle ultime settimane hanno accompagnato decine di salme fuori regione, restano troppi i decessi e i forni crematori locali non riescono a gestire il flusso. Il comandante provinciale dei carabinieri di Bergamo, Paolo Storoni, ha reso noto che sta organizzando i nuovi trasporti fuori Regione.
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Coronavirus, volontari costruiscono ospedale da campo a Bergamo: “Ci mettiamo sempre il cuore”


Sono oltre 300 i volontari che hanno lavorato senza sosta alla realizzazione dell'ospedale da campo a Bergamo per l'emergenza coronavirus. Provenienti dalla città e dalle valli hanno lavorato senza sosta per giorni: "Siamo tutti volontari, e lo facciamo perché siamo di Bergamo, per le persone decedute, bisogna sempre dare il cuore". L'ospedale realizzato dall'Associazione nazionale Alpini sarà gestito dai medici di Emergency.
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L’ufficio stampa dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo scrive a L43

Riceviamo e pubblichiamo dopo l'appello dei medici dell'azienda opedaliera pubblicato dal nostro giornale.

Gentile direttore,

vista la lettera anonima da voi pubblicata, vi diffidiamo dal diffondere ulteriormente notizie non veritiere, non verificate,  che procurano allarme e che screditano dirigenti e responsabili dell’Unità che sta gestendo la pandemia. Non corrisponde alla realtà affermare che i medici «sono costretti a lavorare», né che queste voci anonime rappresentino
«i medici dell’ospedale di Bergamo», come se tutti i medici condividessero queste parole, che negano l’enorme sforzo in atto,  i protocolli attivati per evitare i contagi e le indicazioni al personale.

Vi invitiamo a un maggior senso di responsabilità prima di pubblicare notizie che non hanno alcun fondamento,  che sono dannose per la comunità e per la nostra immagine.

Pertanto riteniamo necessario, e vi invitiamo in tal senso, togliere dalla vostra pagina la lettera in questione e vi informiamo che comunque i nostri uffici legali stanno valutando azioni legali a tutela della nostra immagine e del nostro buon nome. I nostri uffici restano a disposizione, non in maniera anonima ma con nome e cognome, a fornire spiegazioni sul lavoro che stiamo svolgendo.

Vanna Toninelli
Giornalista

Responsabile Comunicazione e relazioni esterne

Gentile signora,
io ho parlato con i medici e naturalmente ho verificato prima di pubblicare. Lei non diffida nessuno, tanto meno noi, ma ha tutto il diritto di chiedere la pubblicazione del suo punto di vista e siamo disponibili a ospitare suoi interventi o quelli di altri medici. Cosa che volentieri facciamo. Non siamo in Cina, tanto meno in Corea del Nord, almeno per ora.

PM

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Coronavirus, i camion dell’esercito trasportano decine di bare da Bergamo nel Milanese


Il cimitero di Cinisello Balsamo, nel Milanese, ha accolto le salme provenienti dalla provincia di Bergamo, la più colpita dall'epidemia. I mezzi militari hanno trasportato una ventina di feretri. Nelle ultime settimane le immagini delle carovane di camion dell'esercito sono diventate purtroppo abituali nella Bergamasca, dove il numero di vittime del coronavirus è altissimo.
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Coronavirus, a Cinisello Balsamo morto barista di 34 anni: Federico lascia la compagna e un bimbo


Federico Castellin, gestore dello storico bar Zen di Cinisello Balsamo, è morto a 34 anni a causa delle complicazioni del covid-19. Lascia la compagna e un figlio piccolo. Lo ha annunciato il sindaco della città dell'hinterland di Milano, Giacomo Ghilardi: "Ricorderemo Federico, giovane ragazzo che ho conosciuto e che ha sempre dimostrato bontà, spirito di sacrificio e generosità". Cinisello è uno dei comuni più colpiti dal coronavirus nella cintura a nord del capoluogo. "Sono giornate in cui mi sono trovato a piangere tanti nostri concittadini. Ricorderemo tutti", ha aggiunto il primo cittadino.
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L’appello dei medici dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo

ESCLUSIVO. Pazienti non ancora negativizzati tornati alla comunità. Personale sanitario che, pur avendo dichiarato contatti con persone infette, è costretto a lavorare rischiando di diventare a sua volta veicolo di malattia. E la mancanza di una coordinazione competente ed efficace. Le parole di chi ogni giorno e senza risparmiarsi combatte contro l'epidemia.

Abbiamo ricevuto l’appello da un gruppo di medici dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo che denunciano le gravose condizioni in cui in questo momento di emergenza Covid-19 sono costretti a operare. Per ovvie questioni di riservatezza e per non esporli a possibili spiacevoli conseguenze la firma è collettiva.

Siamo medici dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, impegnati ogni giorno a sostenere il lavoro contro il coronavirus. Ci associamo ai colleghi che il 23 marzo 2020 hanno pubblicato sul New England Journal of Medicine l’articolo «At the Epicenter of the Covid-19 Pandemic and Humanitarian Crises in Italy: Changing Perspectives on Preparation and Mitigation» e alle dure parole di denuncia che il virologo professor Andrea Crisanti ha rivolto alla “classe dirigente del Paese Italia” – e in particolare a chi governa la Lombardia – in un’intervista al Corriere della Sera.

Comunichiamo alla popolazione che in questo momento siamo in affanno, in particolar modo per la gestione non pianificata della epidemia in atto. Non è certo una novità, purtroppo, nella gestione dell’Asst Pg23 di Bergamo. Da più di un mese noi e i nostri infermieri lavoriamo a contatto con questa malattia, ma non siamo tutelati in modo sufficiente. Continuiamo a rilevare situazioni gestionali non controllate e ad alta criticità che rendono il nostro lavoro un ciclo futile.

Abbiamo notizia di pazienti positivi che sono stati rilasciati nella comunità senza negativizzazione del tampone e che sono giunti negli ambulatori per visita, non tutelati. La diffusione incontrollata dell’epidemia di coronavirus, all’interno della nostra struttura rende l’ospedale una fonte virale ad alta energia propagativa. La FNOMCeO aggiorna costantemente l’elenco dei medici che stanno morendo nel corso di questa epidemia. Lo stesso vale per il prezioso gruppo dei nostri infermieri. Questo genera una situazione di sospetto reciproco e di paura.

Grazie al fatto che i nostri giovani medici si sono offerti volontari per l’assistenza diretta dei malati Covid-19, i medici i più anziani, che sono a maggior a rischio di malattia, vengono protetti. Nell’ambito del nosocomio, molteplici e pericolose situazioni di aggregazione sono ancora evidenti a un osservatore attento. Sappiamo di medici e infermieri che hanno avuto contatti diretti e non protetti con familiari positivi che, nonostante abbiano denunciato il sospetto di contagio al servizio competente in sede ospedaliera, non sono stati intervistati e visitati, ma invitati a proseguire il servizio con la sola protezione della mascherina, quando disponibile. Un chirurgo vascolare, 48 anni, padre di 4 figli, versa in condizioni gravissime in rianimazione e così altri dipendenti del nostro ospedale. Le persone muoiono e i medici e gli infermieri che devono curarle divengono veicolo di malattia, si ammalano e muoiono a loro volta. Notizie analoghe ci giungono anche dall’ospedale Bolognini di Seriate.

Denunciamo, insomma, la mancanza di una coordinazione competente ed efficace, senza la quale non è possibile risolvere in tempi accettabili e con un numero di morti limitato questa violenta epidemia. Riteniamo indispensabile il monitoraggio della malattia all’interno dell’ospedale tramite tutti i mezzi possibili, senza risparmio di risorse, da subito. Comunque garantiamo che continueremo a lavorare, anche più intensamente di prima, perché questo è il nostro impegno.

I medici dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo

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Coronavirus, a Bergamo i medici volontari della task force. Boccia: “Ce la faremo tutti insieme”


Sono arrivati a Bergamo i primi medici della task force coordinata dalla protezione civile, inviati per dare aiuto agli ospedali più in difficoltà per l'alto numero di pazienti covid-19. Saranno in tutto 300 i professionisti messi a disposizione. "Bergamo e la Lombardia sono una ferita terribile per tutti noi", ha affermato il ministro Francesco Boccia in un'intervista all'Eco di Bergamo, "nessuna Regione può farcela da sola".
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Padre, madre e zia morti per Coronavirus: “Ma all’ospedale di Alzano nessun controllo”


Francesco Zambonelli, 55enne di Villa Di Serio, ha raccontato di aver fatto visita alla madre, ricoverata all'ospedale di Alzano Lombardo, assieme al padre e alla zia. Poco dopo il decesso della donna, avvenuto per sintomi riconducibili al Covid tra il 21 e il 22 febbraio, si sono scoperti i primi casi ufficiali di contagio. Eppure nessuno dall'ospedale né dall'Ats avrebbe informato i famigliari della donna, né avrebbe imposto loro la quarantena. E anche il padre e la zia del 55enne si sono ammalati e sono morti a causa del coronavirus.
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“Mio padre è morto per Coronavirus e non so dove sia il corpo”: nasce gruppo Facebook di denuncia


Luca Fusco, commercialista 58enne di Bergamo, ha perso il papà a causa del Coronavirus e non sa ancora dove sia stata portata la sua salma. Ha deciso di creare un gruppo su Facebook "Noi denunceremo - dovranno pagare", per raccogliere testimonianze e storie di chi sta vivendo la sua stessa situazione: "Questo gruppo nasce per un bisogno di giustizia e di verità per dare pace ai nostri morti che non hanno potuto avere nemmeno una degna sepoltura a seguito della pandemia di Coronavirus. Quando tutto sarà finito, chi ha sbagliato e girato la testa dall'altra parte dovrà pagare".
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Coronavirus, a Bergamo tre volte i morti stimati: i contagiati potrebbero essere più di 10mila


A Bergamo i morti per coronavirus sarebbero tre volte di più rispetto al bilancio ufficiale e di conseguenza i contagiati in città, considerando una letalità della malattia del 3,4 per cento, potrebbero essere in realtà almeno 10mila, undici volte di più rispetto al dato confermato dalle autorità. La stima sul numero di decessi è stata fatta dal primo cittadino Giorgio Gori: "I decessi ufficialmente dovuti a Covid19 nel periodo sono 136. Ce ne sono 212 in più", ha denunciato. Se la letalità del virus fosse più bassa come affermano alcuni studiosi, ha aggiunto Gori, quasi un terzo della popolazione potrebbe essere positivo.
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Bergamo, i russi a fianco degli alpini per combattere il Covid-19

Una delegazione di 104 persone tra medici, infermieri e addetti alla sanificazione è pronta per lavorare nell'ospedale da campo dell'Associazione. La struttura è in costruzione per curare i malati di coronavirus.

È arrivata da Mosca la notte tra il 25 e il 26 marzo e si prepara ad essere operativa in breve tempo nell’ospedale da campo dell’Associazione nazionale degli Alpini in fase di allestimento alla Fiera di Bergamo la delegazione russa venuta in Italia per dare una mano in una delle zone più colpite dall’emergenza coronavirus. Composta da 104 persone, tra medici – sono 32 – , infermieri e addetti alla sanificazione, la squadra, prima di essere operativa, dovrebbe lavorare al fianco del personale dell’ospedale Papa Giovanni XXIII, per conoscere i protocolli di cura e di intervento da applicare nella nuova struttura.

TUTTO PRONTO PER I PRIMI D’APRILE

«I lavori per realizzarla intanto proseguono senza sosta», ha spiegato l’assessore alla Protezione Civile Pietro Foroni. Il nuovo ospedale da campo dovrebbe essere pronto entro i primi d’aprile e sarà fondamentale per alleggerire la pressione nelle strutture del territorio messe in ginocchio dall’alto numero dei contagi. Un numero che secondo la Federazione dei medici di famiglia (Fimmg) di Bergamo è pari a 70 mila, un dato molto più alto di quello ufficiale. E proprio a Bergamo è stato registrato un altro lutto nel mondo dei camici bianchi con la perdita di Flavio Roncoli, medico pensionato.

IL VICEPRESIDENTE DELLA LOMBARDIA: «È UNA BATTAGLIA DI TUTTO IL PIANETA»

«Ringrazio a nome di Regione Lombardia il governo russo per questi aiuti. Si tratta di un supporto importante e concreto per combattere questo nemico invisibile che può essere sconfitto solo se restiamo tutti uniti. Non è la battaglia di un territorio, ma di tutto il pianeta», ha aggiunto il vicepresidente lombardo Fabrizio Sala.

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Bergamo, bandiera italiana a mezz’asta e minuto di silenzio per omaggiare le vittime del Coronavirus


La bandiera italiana a mezz'asta in tutti i comuni della Bergamasca in segno di lutto per le vittime del Coronavirus. Questa la proposta del presidente della Provincia di Bergamo Gianfranco Gafforelli recapitata a tutti i sindaci dei paesi che rientrano nel territorio provinciale della città orobica per il prossimo 31 marzo. Inoltre, lo stesso giorno, il sindaco di Bergamo Giorgio Gori osserverà un minuto di silenzio indossando la fascia tricolore davanti al municipio in rappresentanza di tutta la cittadinanza.
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Coronavirus, presidente Ordine medici Bergamo: “Altri 4 morti, se ne sta andando una generazione”


Guido Marinoni, presidente dell'Ordine dei medici di Bergamo, intervistato da Fanpage.it sottolinea la gravità dei casi di Coronavirus "sommersi" in provincia di Bergamo: "Gli ammalati sono oltre 70mila, almeno 4000 sono a casa con polmonite". Il problema principale per i medici di base resta la mancanza di protezioni: "Ma ci siamo dimenticati della sanità pubblica, della medicina di famiglia, dell'ospedale". Nella Bergamasca la situazione "è ormai deteriorata": 500 anziani sono morti in un mese nelle Rsa, altri 4 medici sono deceduti oggi. "Un'intera generazione di medici delle più varie specializzazioni se ne sta andando".
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Coronavirus, il dramma di Elena: “Mio padre e il nonno morti in casa, non so dove siano le salme”


Ha perso nella stessa giornata il padre Claudio e il nonno Elia, morti a 70 e 93 anni a Stezzano, nella Bergamasca, entrambi per Coronavirus. Ma Elena, 43enne di Cerro Maggiore in provincia di Milano, non ha potuto dare loro l'ultimo saluto. E adesso al dolore della donna si aggiunge l'angoscia di tutta la famiglia: non sanno ancora infatti dove siano le salme dei loro cari.
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