Banca poco trasparente, condannata a restituire gli interessi al cliente

di Pina Ferro

Banca poco trasparente nei confronti del proprio cliente. Con questa motivazione il giudice della Corte di Appello, Mattia Caputo, di Salerno ha dichiarato nullo un contratto di finanziamento. L’istituto di credito è stato anche condannato a rimborsare al cliente tutti gli interessi pagati sino al momento dell’emissione della sentenza (5 febbraio 2020). Il giudice del Tribunale di Salerno, ha in maniera categorica stabilito che le norme sulla trasparenza parlano chiaro quando stabiliscono che le banche e le finanziarie devono dire ai clienti le cose come stanno, ovvero devono spiegare in maniera chiara e trasparente quale sarà il tasso effettivo globale che verrà pagato per quel finanziamento, considerando tutti i costi e le spese. Nel dettaglio, se la banca comunica che il tasso d’interesse è pari ad 1 e poi, invece, il cliente paga 3 , il finanziamento è parzialmente nullo e la conseguenza – secondo la legge – è la nullità del tasso convenzionale applicando i soli interessi minimi Bot più favorevoli al cliente della banca. La sentenza di appello ha accolto in toto le ragioni del cliente assistito dagli avvocati Mario Manzo e Rosita Magazzeno, del foro di Salerno, consulenti dell’Associazione Antiraket –Antiusura presieduta da Luigi Frezzato, i quali hanno vinto la battaglia giudiziaria sia in primo che secondo grado. Il cliente si era rivolto all’associazione Antiraket – Antiusura di Salerno per verificare se la banca avesse applicato nel proprio finanziamento gli interessi nella giusta misura. Gli avvocati Manzo e Magazzeno, dopo aver predisposto una perizia econometrica, hanno appurato che la Finanziaria aveva applicato un diverso e superiore tasso in danno del cliente e pertanto hanno consigliano di agire in giudizio per ottenere il rimborso degli interessi pagati fino a quel momento . Giudizio che ha visto vittorioso il proprio assistito innanzi al giudice di pace, il quale ha condannato l’Istituto finanziario al rimborso integrale degli interessi. La sentenza è stata appellata dall’istituto di credito. Anche i giudici di secondo grado hanno accolto le ragioni degli avvocati e confermato la sentenza resa dal giudice di pace. Ebbene nella quasi totalità dei casi gli Istituti finanziari non indicano “esattamente” il tasso effettivo globale fatto pagare dall’ignaro correntista – mutuatario . «Ora grazie alla sentenza resa da giudice Mattia Caputo, tutti i consumatori avranno il diritto di pretendere dal proprio Istituto Finanziario il rimborso degli interessi perché applicati in eccesso rispetto a quanto dichiarato nel contratto. – Hanno sottolineato i legali – Il motivo principale perché la banca indica nella quasi totalità dei finanziamenti un tasso effettivo annuo inferiore a quello dichiarato nel contratto è perché non include tutti i costi collegati che vengono posti a carico del cliente quali soprattutto le spese di assicurazione , inducendo il consumatore ignaro a sottoscrivere quel finanziamento perché conveniente rispetto ad altro concorrente , violando così anche le regole della libera concorrenza , il tutto a discapito dei consumatori . Questa vittoria ed il principio enunciato dal Tribunale di Salerno – applicabile a tutti i finanziamenti a partire da € 10.000 ad € 800.000,00 – la dedichiamo a tutti coloro che hanno diritto al rimborso degli interessi perchè hanno stipulato un mutuo e/o semplice finanziamento – cessione del quinto dello stipendio».

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