Carini, malore durante battuta di pesca subacquea: Giovanni muore davanti agli occhi del figlio


Un uomo di 65 anni, Giovanni Zampardi, è morto dopo essersi immerso in mare, per praticare, secondo una prima ricostruzione, una battuta di pesca subacquea nei pressi di Villagrazia di Carini, nel Palermitano. La vittima avrebbe accusato un malore che gli è risultato fatale. La tragedia davanti agli occhi del figlio, che ha soccorso il padre e lo ha trascinato a riva, ma non è riuscito a salvarlo.
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Torino, il patrigno abusò di lui e delle sue fidanzatine: ora deve pagare i suoi debiti


Un ragazzo di 25 anni sarà costretto a pagare i debiti, per un totale di circa 15mila euro per utenze mai pagate, del patrigno condannato a 14 anni di carcere per aver abusato di lui e di alcune sue amiche quando erano ancora minorenni. La decisione di Atc: "Comprendiamo la situazione di disagio, ma questa è la conclusione di una procedura stabilita per legge che la nostra Agenzia è tenuta ad applicare".
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Gianluca e Flavio uccisi da mix di droghe, l’avvocato del pusher: “Gli ha venduto solo metadone”


Proseguono le indagini sulla morte di Gianluca e Flavio, i due adolescenti di Terni trovati morti dai genitori la mattina del 7 luglio dopo aver trascorso insieme la serata precedente. Ad ucciderli forse un mix di droghe. Un pusher di 41 anni è stato fermato: "Ha ammesso di aver venduto loro solo metadone, è distrutto". Ma c'è il giallo della codeina. Domani prevista l'udienza di convalida del fermo.
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Coronavirus, bollettino 8 luglio: 242.149 casi in Italia, di cui 193.640 guariti e 34.914 morti


Il bollettino del Ministero della Salute sui contagi da Coronavirus in Italia di mercoledì 8 luglio 2020. Secondo l’ultimo bilancio aggiornato a oggi, il numero dei casi positivi al Covid-19 è salito a 242.149 (+193 rispetto a ieri), di cui 193.640 guariti (+825) e 34.914 morti (+ 15). La regione più colpita resta la Lombardia. Effettuati 50.445 tamponi nelle ultime 24 ore.
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Nuovo possibile focolaio Covid in Veneto: imprenditore positivo, in 50 sottoposti a tampone


Allerta in Veneto per un nuovo possibile focolaio di Coronavirus dopo che un imprenditore di Mira è risultato positivo una volta atterrato in Africa, dove si era recato per motivi di lavoro. Le autorità locali hanno riscontrato anomalie e il manager è stato sottoposto a tampone in aeroporto. A preoccupare, però, è una cena alla quale l'uomo ha partecipato una settimana prima della partenza a Riviera del Brenta con numerose altre persone: è così scattata l'indagine epidemiologica.
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Incidente Salzano, auto si scontrano e finiscono fuori strada: morta una donna


Incidente mortale a Salzano, in provincia di Venezia: due auto si sono scontrate in via 25 aprile per cause in via di accertamento e sono finite fuori strada. Una Smart, in particolare, è andata a impattare nel canale di scolo sotto il piano stradale. Una delle donne che viaggiava all'interno della vettura è morta, mentre un'altra è stata trasferita in ospedale. Illeso l'autista della seconda macchina.
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Qualità del mare di Salerno, prelievi Arpac a Torrione

Questa mattina un battello dell’Arpac si è soffermato nel tratto antistante il litorale cittadino di Torrione per effettuare i prelievi. In seguito all’ordinanza n. 50 dello scorso 22 maggio del Presidente della Giunta Regionale, che ha consentito la riapertura degli stabilimenti balneari e la fruizione delle spiagge libere, seppure nel rispetto di una serie di prescrizioni per il contenimento della pandemia di Covid-19, l’Agenzia ha immediatamente impegnato l’intera sua flotta navale. Prosegue, dunque, il calendario di rilevamento a tutela della salute dei bagnanti, nel quadro del decreto legislativo 116 del 2008 che impone, per determinare la balneabilità, di controllare i parametri microbiologici Escherichia coli ed Enterococchi intestinali, indicatori di contaminazione fecale.

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Comando Polizia Municipale, Rispoli: “Sede fatiscente”

Adeguamenti strutturali al comando della polizia municipale, i sindacati chiedono maggiori investimenti a Salerno. In una nota indirizzata al sindaco Enzo Napoli, gli esponenti di Csa, Cisl, Uil denunciano ancora una volta l’inadeguatezza della sede fatiscente in via dei Carrari.  In particolare, l’assenza di un luogo adatto ad ospitare i fermati (a volte in attesa del processo per direttissima) che obbliga gli agenti alla sorveglianza a vista. Un problema che si acuisce durante l’orario notturno, per via di ambienti non idonei e frequentati dall’utenza messa inconsapevolmente a rischio, specie in un periodo ancora caratterizzato dall’emergenza Covid. «In tutta Italia, comuni più piccoli investono continuamente sui propri corpi di polizia municipale attrezzandosi e mantenendosi al passo coi tempi, dotandosi anche di locali per il fotosegnalamento, mentre a Salerno siamo ancora costretti a rivolgerci, per tale operazione ad altre forze dell’ordine con notevole dispendio di tempo. Qualche giorno fa, la polizia municipale per opportuni provvedimenti di legge ha dovuto trattenere al comando una persona in una stanza di pochi metri quadrati senza avere contezza dello stato di salute del fermato e della sua possibile positività al Covid 19. Per essere mantenuto a distanza di sicurezza alla riapertura degli uffici, il fermato è stato trattenuto nel piazzale interno e sorvegliato da alcuni agenti. Chiediamo quindi, ancora una volta, onde scongiurare eventuali contagi che si intervenga immediatamente per trovare un locale idoneo (videosorvegliato) per gli arrestati e fermati, e per acquistare veicoli idonei con cella di sicurezza per la traduzione dei fermati». Il segretario provinciale della Csa, Angelo Rispoli, aggiunge: «Tanto tuonò che piovve. Già avevamo denunciato celle inadeguate all’interno del comando e auto senza divisori. Cosa aspettiamo adesso, il terzo tuono? Attendiamo che qualche agente possa essere contagiato? Invitiamo l’amministrazione comunale a fare presto».

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Artemisia Gentileschi, quattro secoli fa nasceva una vera femminista


Nell'Italia della Controriforma, la pittrice Artemisia Gentileschi è un unicum. Artista donna in un mondo di uomini, subisce uno stupro che darà vita a uno dei processi più celebri della Storia. Rifiuta il cognome del padre e dipinge corpi di donne sinuose e potenti, che destano scandalo in un Paese intriso di censura. Un'icona moderna, che ha subìto per secoli un ingiusto oblio.
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«Fateci lavorare», l’appello degli ambulanti

di Erika Noschese

«Lasciateci lavorare»: è questo l’appello lanciato dai venditori ambulanti della città di Salerno che, ieri mattina, hanno manifestato a Palazzo di Città. L’attività, ad oggi, risulta essere ancora bloccata, a causa dell’emergenza Coronavirus e ora i venditori, dotati di regolare licenza, chiedono di poter lavorare, anche per provare a recuperare quanto perso nella fase del lockdown. I venditori ambulanti vorrebbero avere la possibilità di vendere la loro merce sul lungomare cittadino, anche in vista della ripresa degli avvenimenti estivi: da sabato 11 luglio, infatti, ripartirà l’Arena del Mare, con una serie di eventi. Una scelta, quella compiuta dall’amministrazione comunale di Salerno per permettere al mondo degli artisti di provare a rimettersi in piedi dopo la profonda crisi post pandemia. Intanto, questa mattina gli ambulanti incontreranno Enzo Luciano, capostaff del sindaco Vincenzo Napoli per ascoltare le loro istanze e cercare una soluzione che possa andar bene a tutti. Del resto, non è la prima volta che i venditori ambulanti protestano a Palazzo di Città: già in passato, infatti, c’è stato uno scontro con le istituzioni a causa di un trasferimento che era stato ipotizzato dall’amministrazione comunale per “liberare” il lungomare dai venditori ambulanti, nonostante la loro presenza sia ormai un simbolo per la città di Salerno, una tradizione tramandata negli anni. E proprio lo spazio da utilizzare è stato al centro di una vicenda giudiziaria che ha visto coinvolto anche il tribunale amministrativo regionale, dopo il “no” dell’amministrazione comunale che, di fatto, aveva negato il sottopiazza della Concordia agli ambulanti.

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«Si sblocchino lavori per l’aeroporto»

«Si sblocchino i lavori per l’aeroporto Salerno-Costa d’Amalfi per dar vita ad uno degli investimenti infrastrutturali più importanti degli ultimi 30 anni». A lanciare un appello al ministro dei Trasporti il segretario della Filt Cgil della Campania e quello di Salerno, rispettivamente Amedeo D’Alessio e Gerardo Arpino. Nella giornata di ieri, infatti, si è tenuta la discussione sul cosiddetto Decreto Semplificazione e sulle opere da sbloccare. Ad oggi, infatti, i lavori per il completamento dello scalo salernitano risultano ancora bloccati: il Consiglio di Stato ha infatti rinviato al prossimo 24 settembre l’udienza di merito in ordine al ricorso presentato dalla Gesac, la società che gestisce lo scalo Costa d’Amalfi e alcuni residenti della zona in merito all’impatto ambientale, ragion per cui, almeno per i prossimi tre mesi, non potrà essere sbloccato l’iter amministrativo e burocratico necessario a far partire i lavori di ampliamento della pista. «Non possiamo non rivolgere un appello appello al Ministro dei Trasporti affinché, tra queste opere, si possa far rientrare anche l’Aeroporto di Salerno- Costa di Amalfi dando così vita ad uno degli investimenti infrastrutturali più imponenti e strategici degli ultimi 30 anni per lo sviluppo dell’economia del nostro territorio – hanno dichiarato D’Alessio e Arpino – Vogliamo ancora una volta ricordare a tutti che trattasi di un investimento con il quale si metteranno in moto, complessivamente, circa 400 milioni di euro tra finanziamenti pubblici e privati». Per la Filt Cgil, infatti, lo sblocco di questa infrastruttura «è assolutamente fondamentale per il futuro di Salerno e della Regione Campania – hanno aggiunto il segretario regionale e quello locale – I recenti dati sul lavoro diffusi dall’Istat destano molta preoccupazione, soprattutto nel Mezzogiorno». Anche per queste ragioni si rende necessario portare a compimento gli investimenti su infrastrutture strategiche come l’Aeroporto di Salerno – Costa d’Amalfi, «un’opera che sarà in grado di creare muova occupazione e nuova ricchezza per il territorio», hanno detto infine D’Alessio e Arpino.

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Cerimonia di commemorazione in via Velia, a 48 anni dalla morte di Carlo Falvella

Cerimonia di commemorazione, ieri mattina, in via Velia, a 48 anni dalla morte di Carlo Falvella. Presenti i vertici provinciali dei Fratelli d’Italia e quelli nazionali e regionali di Gioventù Nazionale. Alla commemorazione, Imma Vietri, Gherardo Marenghi e Gennaro Esposito, oltre che il Presidente nazionale di Gioventù Nazionale Fabio Roscani ed il Vice Presidente Francesco Di Giuseppe. Ancora i dirigenti di Gioventù Nazionale, Domenico Masullo, Alfonso Pepe, Italo Cirielli e Roberta Salerno (responsabile regionale del Movimento Gioventù Nazionale). «Credo che la politica sia un luogo di confronto e non di scontro violento – spiega Imma Vietri – Carlo, figlio d’Italia, si è visto negare il futuro a causa delle sue idee. Non è tollerabile ciò: la violenza, deve essere condannata al di là del colore politico».

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Sede della polizia municipale non è idonea per le attività

Carenze strutturali nella sede della polizia municipale di via dei Carrari. E’ quanto denuncia il segretario generale della Fp Cgil di Salerno Antonio Capezzuto che ha provveduto – insieme alla Rsu – ad avvertire il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli in merito alla situazione di disagio che vivono gli uomini della municipale. L’ultimo episodio, nella notte tra domenica e lunedì quando gli agenti, nel corso dei controlli in città, hanno eseguito il fermo giudiziario di un cittadino. Portato nella sede della Polizia Locale, l’uomo è stato trattenuto negli uffici, aperti anche al pubblico, per tutta la notte e la giornata successiva, in una struttura assolutamente non idonea. «Quanto accaduto non può più ripetersi– scrive nella nota indirizzata a Palazzo di Città la Rsu aziendale – occorrono protocolli sanitari ed i necessari interventi strutturali idonei a questo tipo di attività, sempre più frequente tra le funzioni di Polizia Locale oltre alla dotazione di autovetture di servizio che consentano il trasporto delle persone fermate». Quella della carenza strutturale all’interno della sede di via dei Carrari è una polemica che va avanti ormai da diversi anni: già lo scorso anno, infatti, i sindacati hanno denunciato la caduta di calcinacci dal soffitto della struttura. Già in quell’occasione, infatti, i sindacati scrissero al sindaco Vincenzo Napoli anche per chiedere di trovare una soluzione immediata per tutelare gli stessi operatori della municipale. Di fatti, non si tratta di un caso isolato, da anni i sindacati ripetono che la sede è inadeguata per il lavoro degli agenti. Una serie di problematiche che, alla fine dei conti, sembrano finite nel dimenticatoio come il processo di digitalizzazione previsto per i documenti, le camere di sicurezza ed altri strumenti di autodifesa che restano sempre obsoleti. Ad oggi, la soluzione più concreta sembra essere quella di un trasferimento della sede ma l’ultima parola spetta all’amministrazione comunale di Salerno che, almeno fino ad ora, poco o nulla avrebbe fatto per proteggere l’incolumità della polizia municipale.

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Fonderie Pisano: Tutto rinviato al prossimo 22 ottobre, il Codacons parte civile

Nulla da fare per le fonderie Pisano. Quella che doveva essere l’ultima udienza per i proprietari dello stabilimento di via dei Greci che dovranno rispondere, a vario titolo, di reati ambientali è stata rinviata al prossimo 22 ottobre. Una battaglia giudiziaria che va avanti dal 2015 con le prime denunce anche nei confronti dell’Arpac di Salerno per il mancato controllo sull’impatto ambientale dello storico opificio. Il giudice Zambrano, nel corso dell’udienza tenutasi ieri mattina, ha acquisito le copnclusioni presentate dalla Procura e firmate dall’Arpac, dove si racchiudono tutti gli illeciti ambientali che sarebbero stati commessi negli utlimi cinque anni. Il giudice ha dato la possibilità agli avvocati di poter replicare, con ulteriori memorie, entro e non oltre sette giorni dalla prossima data fissata per il 22 ottobre. A costituirsi parte civile, con altre 50 persone, il Codacons Salerno, rappresentato dal vice presidente nazionale, l’avvocato Matteo Marchetti. «Il processo è stato rinviato al prossimo 22 ottobre, ora si spera che effettivamente da quella data possa attendersi solo il dispositivo», ha dichiarato l’avvocato Marchetti. «Solo ieri, infatti, si registravano fumi e polveri provenienti dalle Fonderie Pisano ampiamente documentate e filmate per cui il Codacons presenterà alla Procura della Repubblica un’altra denuncia nel più breve tempo possibile», ha poi aggiunto il presidente del Codacons Salerno.

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