La lettera dei Benetton per chiarire il loro rapporto con Autostrade

La famiglia ha chiesto maggiore rispetto nei suoi confronti. Ma anche chiarezza nel dare le notizie: «Non abbiamo mai gestito Auto strade. Siamo solo azionisti al 30% di Atlantia». Poi una stoccata alla politica: «Questi attacchi sono assurdi».

Rispetto e serietà. Queste le parole usate dalla famiglia Benetton in una lettera inviata ad alcuni quotidiani nazionali. «Trovo necessario fare chiarezza su un grande equivoco: nessun componente della famiglia Benetton ha mai gestito Autostrade. La famiglia Benetton è azionista al 30% di Atlantia che a sua volta controlla Autostrade», si legge nella lettera a firma di Luciano Benetton. Un chiarimento che è anche una risposta agli attacchi politici arrivati, soprattutto dal M5s, dopo il crollo del Ponte Morandi e la manutenzione dei tratti autostradali gestiti da Autostrade per l’Italia. «Non cerco giustificazioni ma questi attacchi sono assurdi. Credo anche che chi ha sbagliato deve pagare ma è inaccettabile la campagna scatenata contro la nostra famiglia», ha aggiunto il patron della famiglia veneta.

LE MOTIVAZIONI DELLA FAMIGLIA BENETTON

Luciano Benetton ha avuto modo anche di chiarire le notizie degli ultimi giorni in cui si parlava di falsi report legati all’agibilità di alcuni viadotti in realtà a rischio cedimento. «Le notizie su omessi controlli, su sensori guasti non rinnovati o falsi report, ci colpiscono e sorprendono in modo grave, allo stesso modo in cui colpiscono e sorprendono l’opinione pubblica. Ci sentiamo feriti come cittadini, come imprenditori e come azionisti. Come famiglia Benetton ci riteniamo parte lesa». Parole queste che non nasconde il mea culpa per quanto è accaduto a Genova quel 14 agosto del 2018. «Di sicuro ci assumiamo la responsabilità di aver contribuito ad avallare la definizione di un management che si è dimostrato non idoneo, un management che ha avuto pieni poteri e la totale fiducia degli azionisti e di mio fratello Gilberto che, per come era abituato a lavorare, di sicuro ha posto la sicurezza e la reputazione dell’azienda davanti a qualunque altro obiettivo. Sognava che saremmo stati i migliori nelle infrastrutture», si legge ancora.

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S&P ha tagliato il rating di Atlantia per i rischi connessi alle concessioni

L'agenzia americana ha rivisto le stime per la holding dei Benetton portandola da BBB a BBB- con un outlook negativo. A pesare anche le possibile cause legali.

S&P ha tagliato il rating di Atlantia da ‘BBB’ a ‘BBB-‘, l’ultimo gradino dell’investment grade, assegnando alla holding dei Benetton un outlook negativo. Secondo S&P, si legge in una nota, la società è più esposta ad azioni regolatorie e legali negative, inclusa la rinegoziazione della concessione autostradale, che il governo italiano ha messo ai primi posti della sua agenda. L’outlook negativo riflette il timore che le indagini penali in corso potrebbero indebolire ulteriormente il merito di credito di Atlantia.

RESTA DIFFICILE LA REVOCA PER I COSTI

S&P continua però a considerare improbabile una revoca della concessione di Autostrade per l’Italia. «Ancora non prendiamo in considerazione una revoca della concessione», si legge nella nota con cui l’agenzia statunitense ha tagliato il rating, «a causa dell’impatto finanziario ed economico avverso che tale azione potrebbe avere» sullo Stato «in base ai termini del contratto» di concessione.

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