Morto Angelo Del Devero: addio a 92 anni al pittore che celebrò la Resistenza


È scomparso all'età di 92 anni il pittore ossolano d'azione Angelo Del Devero, il cui nome all'anagrafe era Angelo Bersani. L'artista, i cui funerali saranno celebrai alle 11 nella casa funeraria di Trontano, aveva celebrato con la sua pittura la Resistenza dei partigiani durante la Seconda guerra mondiale ed era stato vicino alle posizioni di Renato Guttuso.
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Gli Uffizi riaprono il 3 giugno: così il più importante museo italiano tornerà visitabile


L'appuntamento è per il 3 giugno, quando le Gallerie degli Uffizi di Firenze entreranno ufficialmente nella Fase 2, spalancando le porte ai visitatori, seguendo le linee guida del Governo. Oggi riapre il Giardino di Boboli, il 28 tocca a Palazzo Pitti. Il direttore Eike Schmidt: "Seguite alla lettere indicazioni del comitato tecnico-scientifico".
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Vienna Museum raccoglie i manufatti della pandemia: “Raccontiamo il virus ai nostri figli”


La "Corona Collection Project" del Museo della città di Vienna raccoglie gli oggetti di uso comune nella pandemia. Già 1800 le immagini catalogate dall'istituzione museale della capitale austriaca. L'idea in futuro è raccontare la pandemia alle giovani generazioni: "Continueremo a raccogliere oggetti finché il virus sarà tra noi".
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Perché non tutti i musei e le mostre riapriranno il 18 maggio


Nel piano del governo l'apertura di musei, siti archeologici e mostre è prevista per il 18 maggio. In attesa dell'ufficializzazione di linee guida sulle modalità di riapertura al pubblico e fruizione delle opere d'arte, ecco come si stanno preparando alcune istituzioni culturali italiane. Ma dal settore delle mostre arriva la denuncia sull'impossibilità di riaprire prima dell'autunno 2020.
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Giornata internazionale della Danza: balliamo per rendere il mondo un posto migliore


Quest'anno la Giornata internazionale della Danza, che si festeggia come al solito ogni 29 aprile, ricade nel pieno dell'epidemia di coronavirus e in una fase in cui tutta l'arte tersicorea è in crisi come le altre discipline dello spettacolo. Eppure oggi più che mai è il momento di celebrare la più potente delle arti dal vivo.
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25 aprile: la prima Festa della Liberazione in 75 anni che non festeggeremo in piazza


Per la prima volta in settantacinque anni non celebreremo la Festa della Liberazione in piazza o negli spazi pubblici. E i tradizionali omaggi del 25 aprile si spostano on line e sul web. A partire dalle testimonianze della Resistenza partigiana promossa dall'Istituzione Bologna Musei e dal Museo civico del Risorgimento.
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La cultura non è in crisi per il Coronavirus, ma per chi l’ha svenduta a turismo e privati


La crisi del settore culturale a causa del Coronavirus impone una riflessione su come è stato gestito il nostro patrimonio negli ultimi decenni. L'ossessione per i biglietti "staccati" e per il numero di turisti, accanto al ruolo invadente e opaco dei privati, ha trasformato il nostro patrimonio culturale in un prodotto da vendere. E adesso che di prodotti non se ne vendono, stiamo assistendo al fallimento di un intero settore.
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Banksy fa smart working e la moglie si arrabbia: “Odia quando lavoro a casa”


Il celebre street artist condivide su Instagram le immagini dei suoi ultimi stencil nel bagno di casa e commenta: "Mia moglie odia quando lavoro da casa". Il riferimento è alla quarantena in seguito alla diffusione del coronavirus a cui è costretto, come tutti. E le immagini fanno il giro del web, oltre a fornire diversi indizi sull'identità dell'anonimo writer.
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Pasqua 2020: il Gran virtual tour tra musei e parchi archeologici italiani


Un viaggio digitale tra musei, parchi archeologici e teatri italiani intitolato Gran virtual tour. Per Pasqua 2020 l'iniziativa del MiBact permette di ammirare virtualmente la grande arte italiana, dal Museo degli Uffizi di Firenze a quello dell'ebraismo di Ferrara, passando per le meraviglie del Parco archeologico di Pompei e tanto altro.
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Alla Pinacoteca di Brera i capolavori dell’arte in Gigapixel aprono nuovi scenari digitali


Grazie a immagini in altissima definizione (o Gigapixel) sul sito della Pinacoteca di Brera, a Milano, è possibile ammirare i dettagli delle straordinarie opere d'arte presenti nell'istituzione museale diretta da James Bradburne. L'ingrandimento dei dettagli fino a 40x apre nuovi scenari digitali per la fruizione dell'arte al tempo del Covid-19.
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Il 6 aprile 1520 moriva Raffaello Sanzio: le celebrazioni per i 500 anni del genio


Il 6 aprile ricorre il cinquecentesimo anniversario della morte di Raffaello Sanzio. Se ne andò a soli 37 anni, dopo quindici giorni di febbre alta, ma le ipotesi sulla morte restano ancora un mistero: colpa degli "eccessi amorosi" di cui ci ha parlato il Vasari, con conseguente sifilide, o fu avvelenato come sostengono altri? Intanto la pandemia di Coronavirus ha bloccato tutte le celebrazioni previste.
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Ladri disoccupati e pesci mutanti a Venezia: Zibaldone della quarantena

Che fine avranno fatto i malviventi e gli scippatori con tutti chiusi in casa e nessuno per strada? E, ancora, quali creature stanno ripopolando le acque della Serenissima? Magari fossero boseghe e bisati, vorrebbe dire che non tutto è perduto. Pensieri e riflessioni di Paolo Lanaro.

Le ore si dilatano come gli anelli nelle acque di uno stagno. Prima pareva che non riuscissero a contenere gli impegni, le scadenze, gli appuntamenti, adesso non si sa come riempirle. Si dà un’occhiata all’orologio: possibile? Sono appena le quattro… il sole è ancora alto, la notte appare lontanissima.

Via con raffiche di sms, di mail, di telefonate. Nuova occhiata all’orologio: è passata solo un’ora. Si fa strada una parola temibile come il giudizio universale: noia. Anche in versioni più sofisticate: ennui, tedium, aburrimiento. Ci si aggrappa a precedenti illustri. Leopardi notoriamente si annoiava, l’avvocato Agnelli pure. Si è azzardato che Dio stesso si annoiasse prima di dar vita al teatrino del mondo.

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Utile invece secondo alcuni psicologi la noia dei bambini che viene interpretata come positiva premessa all’introspezione. Da ultimo Ungaretti con la sua «titubante ombra dei fili tranviari»…

GLI OMINI DI KEITH HARING, SPECCHIO DELLA NOSTRA SOCIETÀ

Mi capita sott’occhio un poster di Keith Haring con tutti quegli omini irradianti che strillano, danzano come scimmioni, fanno a pugni, percuotono cuori e sederi, vivono, muoiono. È una rappresentazione fumettistica della nostra civiltà, ma singolarmente profonda. Il mondo è così, pieno di omini agitati, folli, incongrui.

MEGLIO MEZZO LITRO DI AMUCHINA CHE DI CABERNET

Virus letale è un film di 16 anni fa con Dustin Hoffman, consigliato, dice la scheda, a tutti quelli che amano i filmoni di contagi, di virus e affini. E chi si prende ora la briga di guardarlo? È singolare come al mutare delle circostanze cambino, fino a rovesciarsi, i significati delle cose, oltre naturalmente alla scala dei valori. Adesso è molto meglio un film romantico di uno catastrofista. Meglio mezzo litro di Amuchina che mezzo litro di cabernet. Meglio una parafarmacia di un bar. E molto, ma molto meglio la castità che rapporti potenzialmente contagiosi.

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Un popolare poeta, con una forte propensione alla critica sociale, ha scritto su un settimanale: scende la Borsa, salgono le quotazioni dell’essenziale. Tenderei a essere d’accordo su ciò che è essenziale: la solidarietà, l’uguaglianza delle opportunità, la democrazia diffusa. Però, lo ammetto, ho bisogno della Borsa. Nel senso che ho investito in fondi il denaro che sono riuscito a risparmiare. E se i fondi, legati agli indici borsistici, vanno in malora, vanno in malora anche i miei risparmi e la possibilità, se fosse necessario, di dare una mano ai miei figli. A quel punto l’essenziale finisce per interessarmi un po’ meno, anche se è il fondamento di un paradigma culturale e antropologico che non si può ignorare. Meglio che l’indice Ftse Mib sia positivo. Anche per le prospettive più essenziali.

CHE FINE HANNO FATTO LADRI E SCIPPATORI?

A proposito di Leopardi, lo Zibaldone era sul serio un antidoto alla noia. L’affastellarsi di osservazioni, di pensieri, di giudizi, di ricordi, riempie un vuoto che in molti momenti sembra essere la scena mentale dominante. Il poeta di Recanati compie un impressionante esercizio di pensiero, di scrittura e di disciplina morale a cui la sua cultura spaventosa offre le strade da percorrere, tutte impervie, tutte sull’orlo dell’abisso.

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In epoca di quarantena ci domandiamo: dove sono finiti i ladri? Si tratta di una categoria fortemente danneggiata. Come fai a ripulire un appartamento se la gente è in casa? Dove puoi tentare uno scippo se in giro non c’è nessuno? Come fai a rapinare una banca con le strade vuote e la possibilità per la Polizia di operare inseguimenti a velocità da formula 1? Qualcuno pensa che purché la vita riprenda pienamente saremmo disposti a sopportare perfino una quota accettabile di delinquenza.

LA PESTE DI LONDRA SECONDO DEFOE

Si è molto parlato di Manzoni, di Camus, di Saramago. Quasi nessuno si è ricordato di Daniel Defoe (quello di Robinson Crusoe), autore del formidabile Diario dell’anno della peste, in cui, fingendosi un sellaio, racconta le scene di delirio e disperazione che gli si presentano agli occhi girando per le vie di una Londra seicentesca, sconvolta dalla pestilenza. Vengono registrate e raccontate le restrizioni, i rimedi fasulli, le fughe, gli atti di generosità, le lugubri apparizioni dei monatti. Il Bill of Mortality, che fu redatto alla fine, dice che i morti furono 68.596. Un quinto della popolazione londinese. Per la stragrande maggioranza poveri, come sempre.

LE OFFERTE DEI CENTRI DI ESTETICA

«Non farti trovare impreparata! Non correre il rischio di finire in lista d’attesa quando terminerà l’emergenza coronavirus!». Che roba è? Niente, si tratta di centri di estetica che invitano a prenotare già da adesso massaggi e maquillage. Sconti.

VIROLOGI SUPER STAR

Ci sono i Burioniani. I Gallisti. I Pregliaschini. Ognuno ha il suo virologo preferito. Questi medici, pieni di conoscenze e di valore, hanno sostituito i Salvini, i Renzi, i Di Maio e non può che essere un bene. Su tutti si erge però la titanica figura di Vittorio Sgarbi che è critico d’arte, politico, opinionista e anche farmacologo. In tivù ha attaccato violentemente il professor Pregliasco accusandolo di non curare in modo adeguato i malati. Poi è passato a tessere le lodi dell’Avigan, un farmaco antivirale adoperato dai giapponesi. La Fujifilm che lo produce ha fatto sapere che al momento non esistono evidenze scientifiche sulla sua efficacia contro il Covid-19. In ogni caso l’Agenzia italiana del farmaco ha annunciato che sarà immediatamente sperimentato. Capovolgiamo la situazione. E se un virologo si mettesse a deridere Carracci, Guido Reni, Giovanni Bellini, grandi maestri della pittura italiana cari a Sgarbi? Lui che direbbe?

IL PROBLEMA MAL POSTO DELLA COMORBILITÀ

Il problema delle comorbilità nei decessi da Covid-19 mi sembra posto male. Uno muore di coronavirus, bè, aveva altre patologie. Era diabetico, cardiopatico, iperteso, afflitto da danni epatici e renali e altre cose ancora. D’accordo, le malattie pregresse hanno accelerato il decesso. Ma senza il virus, quell’uomo sarebbe vivo. L’argomento vorrebbe essere rassicurante, ma è oggettivamente debole. Se io con un’automobile con una ruota sgonfia, i freni malridotti, il carburatore sporco, la frizione che slitta, l’olio ai minimi, riesco ad arrivare comunque al luogo che volevo raggiungere, potrò dirmi fortunato. Ma se qualcuno mi danneggia le candele non ci arrivo proprio. La questione è semplice: l’auto si è fermata per i guasti che la affliggevano o perché sono state manomesse le candele?

MAGARI TORNASSERO DAVVERO I PESCI A VENEZIA

Il mio amico Rumiz dice che a Venezia sono tornati i pesci. Wishful thinking? Ho paura di sì. Se anche fosse, dura poco. E poi, ammetto, temo che i pesci veneziani siano orrende creature mutanti, come nel film Frankenfish. Magari boseghe e bisati nuotassero nelle acque della Serenissima, com’era in un tempo lontano! Vorrebbe dire che si può ripristinare un equilibrio, che non tutto è perduto, che una città può perfino tornare a essere una città invece che un bazar sordido e volgare.

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A fronte del moltiplicarsi dei ricoveri in ospedale per Covid-19 sono drasticamente calati i ricoveri per altre malattie, salvo le urgenze. Ma c’è da sottolineare soprattutto lo svuotamento delle aree di Pronto Soccorso, che molto spesso parevano un suq mediorientale. Meglio, così il personale può dedicarsi con più agio ai casi più seri. Tuttavia c’è da riflettere. Possibile che gli infarti, le ischemie, le coliche, i traumi di vario tipo, siano in così netto calo? C’è qualcosa di poco chiaro: o le persone rinunciano ad andare in ospedale per paura del contagio o prima ci andavano anche per motivi fasulli.

Leggo il mio oroscopo settimanale. Tra i consigli vari: fate due passi nel verde. Allora faccio un paio di giri attorno al ficus che ho in salotto.

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