Acqua non potabile, fake news L’ira del sindaco Monaco

di Erika Noschese

Una carica batterica microbiologica – riscontrata a seguito dei contolli periodici eseguiti sulle acque erogate dal Civico Acquedotto – ha generato il caos a Campagna. Nella serata di martedì, infatti, è stata diffusa una falsa ordinanza sindacale indicante la presenza di sostanze radioattive nelle risorse idriche comunali. «E’ stato mistificato un atto pubblico con copia-incolla del protocollo. E’ procurato allarme», ha dichiarato il sindaco Roberto Monaco che nella giornata di ieri ha provveduto a sporgere regolare denuncia presso le autorità competenti. Il primo cittadino ja inoltre lanciato un appello alla popolazione affinché aiutino l’amministrazione comunale a rintracciare l’autore «di questo gesto gravissivo», ha precisato Monaco. Intanto, è stata riscontrata nei campioni analizzati una carica batterica microbiologica che non genera manifestazioni cliniche di rilievo ed in via cautelativa. In attesa del ripristino dei valori predefiniti dalla normativa, è stata emessa l’ordinanza che vieta l’utilizzo temporaneo dell’acqua, per uso potabile e fino alla revoca dell’ordinanza in attesa del ripristino della situazione. Il Comune di Campagna, infatti, è in attesa dell’esito definitivo dopo i dovuti interventi per ripristinare l’acqua del civico acquedotto. A tentare di fare chiarezza in merito a quanto sta accadendo anche il leader dell’opposizione Andrea Lembo che, ieri mattina, ha visionato i documenti relativi alla contaminazione dell’acqua. Dalle analisi condotte dall’Arpac, emergono contaminazioni microbiologiche di batteri coliformi. «Come se ciò non bastasse, a turbarmi maggiormente è stata la scoperta del fatto che le analisi sono state fatte il 10 settembre e rese note all’amministrazione comunale il 16 settembre, ossia più di 15 giorni fa! Ci chiediamo (e chiederemo formalmente per iscritto): perché il Sindaco ha atteso più di 15 giorni per comunicare questo problema ai cittadini e adottare l’ordinanza di divieto d’uso dell’acqua erogata dal civico acquedotto per uso potabile? Perché si è consentito che i cittadini fossero esposti al pericolo dell’acqua contaminata per così tanto tempo, senza fornire nessuna informazione (pur avendola)? Chi risponde degli eventuali danni alla salute dei cittadini che questa tardiva decisione può avere causato, soprattutto ai soggetti più deboli (immunodepressi, anziani, bambini)? Andremo in fondo alla vicenda, con tutti i mezzi a disposizione, per chiarire alla città le responsabilità di tale gravissimo e, ad oggi, ingiustificato ritardo. Lo sappiano coloro che, anche stamattina, si affannavano a tacciarci di allarmismo nei messaggi privati inviati ai cittadini preoccupati. La salute pubblica non è un tema sul quale si può consentire incompetenza, negligenza e superficialità nell’adozione dei provvedimenti necessari. Come consiglieri di opposizione, saremo sempre vigili controllori dell’operato di chi amministra», ha dichiarato Lembo.   

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Acqua rossa, il caso in Procura: richiesto anche l’intervento del Noe

di Erika Noschese

Continua il mistero relativo all’acqua rossa nel canale della spiaggia di Santa Teresa. Dopo le numerose segnalazioni del consigliere d’opposizione Gianpaolo Lambiase e dei membri del gruppo facebook Figli delle Chiancarelle, la questione è finita, ormai da tempo, sulla scrivania del consigliere Antonio Cammarota, presidente della commissione Trasparenza. Ad oggi, infatti, resta ancora avvolta nel mistero la causa che porta il canale a tingersi di rosso. In attesa dell’ispezione complessiva programmata nel mese di novembre nella giornata di ieri, il presidente Cammarota ha invitato in commissione il presidente Michele Picardi della Salerno Sistemi e l’ingegnere Nappi per cercare di risalire alle cause che portano il torrente a tingersi di rosso, almeno una volta ogni 20 giorni. Picardi, dal canto suo, ha ribadito – in commissione trasparenza – di aver effettuato, dallo scorso luglio, almeno cinque interventi in loco ma l’ultimo espurgo sarebbe stato effettuato con scarsi risultati poiché si raggiungono solo determinati punti ragion per cui non è stata individuata l’origine in loco, nonostante sia ormai chiara la presenza di materiale ferroso, ipoteticamente proveniente da alcune attività presenti nella città capoluogo, nei pressi del punto “incriminato”. E proprio dalle attività che sversano ferro dovrebbero concentrarsi le “indagini” per tentare di fermare, definitivamente, lo sversamento illegale. Dopo l’intervento dei vigili urbani e i risultati prodotti sia dal laboratorio analisi per il Comune di Salerno sia dal laboratorio privato su richiesta del consigliere di Salerno di Tutti la commissione trasparenza solleciterà l’ingegnere Luca Caselli, direttore del settore Ambiente del Comune di Salerno a fornire tutti gli accertamenti per poi mandare gli atti in Procura in quanto ad oggi non è stata individuata né la causa né l’entità del problema. In commissione trasparenza viene dunque confermata l’ipotesi dello sversamento abusivo, come aveva ipotizzato già il consigliere Lambiase, legati ai cicli produttivi delle aziende. Ad occuparsi della questione anche Italia Nostra che avrebbe provveduto a chiedere l’intervento del Noe dopo numerosi episodi denunciati anche attraverso la pagina facebook de I figli delle Chiancarelle.

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