Come sopravvivere alla quarantena secondo Antonio Razzi, auto-recluso modello

L'ex senatore non esce dalla sua casa di Pescara nemmeno per la spesa: «Sennò la gente mi ferma, ci va mia moglie». Cucina, si allena, sui social invita i giovani a non fare «fesserie». Con uno sguardo al passato: «Mi sento impotente. Quanto mi manca la politica estera». L'intervista.

Cucina, attività fisica rigorosamente in casa e social. Questa è la ricetta dell’ex senatore Antonio Razzi per sopravvivere alla quarantena da coronavirus.

TRA CORSETTE IN TERRAZZA E FORNELLI

Quando lo chiamo non è convinto di voler rilasciare l’intervista. Intanto perché non ama particolarmente i colloqui telefonici e soprattutto perché sta per fare una corsetta in terrazza e deve controllare i fornelli. «Ho già fatto allenamento con quella macchinetta che serve per la schiena e le braccia. E sto preparando uno spaghetto sciuè sciuè come dicono i napoletani», spiega dalla sua casa di Pescara dove vive praticamente recluso. «Sa, devo dare l’esempio agli altri cittadini».

Buongiorno 🌞 tutti a casa 🏠così salviamo l’Italia!

Posted by Antonio Razzi on Thursday, March 12, 2020

DOMANDA. Ma il governo non ha chiuso totalmente alle passeggiate e all’attività fisica all’aria aperta.
RISPOSTA. E ha sbagliato. Perché si possono incontrare altre persone.

Quindi non esce nemmeno a fare la spesa. Chi ci va?
Abbiamo il negozio a 20 metri da casa. Ci va mia moglie. Se esco io giustamente la gente mi chiede di fare una foto, due chiacchiere. E mica gli sposso dire: «Uè tieniti a due metri distanza».

Giusto, sarebbe antipatico. Se non esce non ha nemmeno bisogno di lavarsi continuamente le mani come consigliano gli esperti.
Lo faccio lo stesso un casino di volte al giorno, non si sa mai. Si stanno consumando le mani. Faccio uguale a come ha detto la Barbara D’Urso. Ci sto vari minuti. Con tanto sapone.

Sua moglie va a far la spesa e lei sta ai fornelli. Alla faccia del patriarcato. Sarà contenta la signora Razzi.
Qualche cosa fa anche lei, tipo il minestrone la sera. Ma a mezzogiorno ci sono io, così la faccio riposare. Cerco di inventarmi delle cucine diverse. Alla Razzi maniera, come dico io.

È pronto per Masterchef. Le piacerebbe?
Perché no? Io faccio di tutto. Cerco sempre di imparare. Anche se ho 72 anni.

Oggi ho preparato spaghetti 🍝 pomodoro fresco e basilico 🌿😋😋😋

Posted by Antonio Razzi on Tuesday, March 17, 2020

Mani pulite e mascherina sono il must in questa emergenza. Lei è riuscito a trovarle nella sua zona?
Sono esaurite ovunque. Qui la gente si mette la sciarpa in faccia o sono in giro senza. Stamattina ho visto addirittura un anziano. È molto pericoloso! Per fortuna a me me le ha date un amico. Gliele avevo chieste già alcuni mesi fa quando ancora in Italia non si parlava nemmeno di queste mascherine. Me ne voleva dare 10. Io gliene ho chieste solo due. Una per me e una per mia moglie.

Alcuni mesi fa? Aveva previsto che il virus sarebbe arrivato anche da noi?
Leggendo le notizie dalla Cina ho detto: «Fammele tenere che non si sa mai».

Quanto le ha pagate all’epoca?
Tre euro.

Tre? Ma sono quelle col filtro?
Certo. Le altre non proteggono bene.

Essere previdente le ha permesso di risparmiare.
Oggi i prezzi sono alle stelle. Tipo 20, 30, 50, 100 euro. C’è una speculazione che può tornare in faccia a chi la fa.

Come vive questa emergenza coronavirus?
Mi sembra un incubo. Sembra di vivere sulla luna. Non c’è in giro nessuno. Sembra una guerra senza bombe. Non si può fare niente. Tutti chiusi in casa. Spero finisca presto. Non vorrei ci abituassimo a vivere così. E non vorrei che qualcuno finisca per fare qualche fesseria.

Si sente impotente?
Ecco sì. Proprio quello. Almeno quando c’ho il nemico davanti, cerco di farlo fuori prima che lui faccia fuori me. Ma adesso non è possibile.

Da come ne parla, sembra che il coronavirus sia peggio di una guerra.
È così. Perché stiamo combattendo contro il niente, contro l’aria.

Eppure dalle sue pagine social non traspare questo senso di impotenza.
Faccio dirette per divertire e intrattenere. Dialogo con molti giovani e gli raccomando di stare a casa. Niente ragazze.

Infatti una delle condanne di questa quarantena per chi non convive è l’astinenza dal sesso.
Niente, niente. Neanche i baci si possono dare. Mi raccomando, amico caro. Dopo il 3 aprile potete dare anche 24 mila baci come dice la canzone.

Già il 3 aprile saremo liberi?
Io me lo auguro, ma non credo. Perché non è ancora stata imposta una chiusura a tutte le attività non necessarie. Ma, si sa, le vie del Signore sono infinite. Quindi speriamo che il Signore ci dà una mano e ci aiuta.

Quindi il governo non ha fatto abbastanza?
Adesso si sono svegliati. Ma hanno dormito per due settimane. Tanti capocci della politica prima erano più interessati a farsi le foto con i cinesi. Ma ci vuole ancora più severità. Bisognerebbe vietare le passeggiate e chiudere le fabbriche che non producono robe da mangiare o farmaci. In giro dovrebbero esserci solo i camionisti che devono rifornire i supermercati.

Le manca la politica?
Tantissimo. Soprattutto quella estera. Gli incontri internazionali dove ero conosciutissimo. Riuscivo a dialogare con tutti i grandi capi del mondo. Anche con quelli che la gente considera dittatori. Io ci riuscivo a parlare tranquillamente. Avrei voluto farlo per altri cinque anni. Per far del bene al popolo italiano. Che è amato in tutto il mondo.

Non si direbbe dagli sfottò che ci sono arrivati per il coronavirus.
Ma quelli sono stati i francesi. Con cui siamo cugini. Ma scusi l’espressione. Quelli non sono cugini. Sono patriottici e ci vogliono fottere.

A proposito di patriottismo, ha postato un video con la bandiera italiana e la scritta «C’è la faremo». Una licenza poetica?
Io ho sempre detto: «Chissà se avessi studiato bene l’italiano dove mi trovavo». Io conosco quattro lingue, ma la letteratura italiana non la conosco. Mi sono messo lì al cellulare a scrivere «Ce la faremo» e lui mi ha messo in automatico l’apostrofo e l’accento. Non è che l’ho fatto apposta!

Insieme ce la faremo!

Posted by Antonio Razzi on Saturday, March 14, 2020

Colpa del telefono.
Quello che importa, e che ho scritto anche nei commenti, è il messaggio. E il messaggio è che dobbiamo essere patriottici proprio adesso. Non solo ai Mondiali di calcio.

Lei ha vissuto per anni in Svizzera. Come giudica le misure che hanno approvato contro il coronavirus?
Hanno preso subito la palla al volo. Hanno chiuso subito il parlamento e i tutti i negozi. Fino quasi a fine aprile. Lo so perché mio figlio lavora a Lucerna. La Svizzera è la Svizzera. Quando c’è da fare qualcosa la fanno in quattro e quattr’otto.

Non si capisce bene cosa stia succedendo invece in Corea del Nord. Un Paese che lei conosce bene.
Ho sentito l’ambasciatore. Da loro non ce n’è nemmeno uno di coronavirus. Hanno subito bloccato le entrate agli stranieri, quindi si sono salvati. Ci sono tanti cinesi che vanno in vacanza lì. Non li hanno più voluti. E poi loro preferiscono il turismo italiano. Perché siamo più educati e meno sporcaccioni rispetto ad altri. Pensi che ci dovevo andare il 15 aprile per la festa che organizzano per celebrare la nascita di Kim Il-sung (il nonno di Kim Jong-un, ndr). Però è tutto rimandato. Peccato, ci sarei andato volentieri. Mia moglie è contenta, così facciamo Pasquetta.

Se in Corea del Nord il problema è stato affrontato di petto, ci sono però Paesi in cui non è stato così. Pensiamo all’America di Donald Trump e al Regno Unito di Boris Johnson.
Da Trump non me l’aspettavo, però si sta rifacendo. Da Johnson sì. Lui è un tipo “Canta che ti passa”.

Prego?
Io non ho niente contro lui, ma non so come gli inglesi l’abbiano votato. Se è diventato lui primo ministro, potevo diventarlo pure io.

Il coronavirus ci cambierà?
Secondo me sì. Non ci sarà più tanto consumismo come prima. Andremo più lenti e usciremo più raramente. Perlomeno per un po’ di anni. Perché questa è una mazzata enorme.

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