Medici pubblici ufficiali? «Contenti, ma non basta»

di Adriano Rescigno

Che venga immediatamente riconosciuto lo status di pubblico ufficiale ai medici in servizio. Questa la vittoria di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati che approva l’ordine del giorno presentato dal partito di Giorgia Meloni ieri mattina. Uno status che potrebbe scoraggiare dunque le solite aggressioni che perpetuano nei pronto soccorso, ma secondo i medici salernitani non basta uno status per fermare l’esasperazione dell’utenza. Ad intervenire sull’ordine del giorno approvato, dal Ruggi d’Aragona, sono Giancarlo Accarino, direttore dell’unità operativa complessa di chirurgia vascolare ed endovascolare e direttore del dipartimento di area critica cardio – toraco – vascolare ed il direttore del pronto soccorso, obi e medicina d’urgenza, Antonio Petrocelli. Il parere è univoco: «Non sarà uno status, una nomina, od un ruolo a cambiare il sistema, bisogna intervenire a monte, sull’esasperazione dell’utenza». «Tutti ritengono di prima urgenza il proprio problema – dice Giancarlo Accarino – quindi bisogna agira prima sull’educazione di chi si presenta al pronto soccorso e poi sul ridurre le difficoltà organizzative e logistiche in cui versano tutti gli ospedali». «Il problema non è riconoscere ai medici lo status di pubblico ufficiale – Accarino – ma bensì non far aspettare tempi biblici ai pazienti ed alle famiglie. Poi ci sono i delinquenti che vengono in ospedale ed al primo “bisogna attendere” sfasciano tutto. In questo caso, è giusto che chi aggredisce un medico, aggredisce un pubblico ufficiale e vada incontro ad una pena più severa». «Come risolvere il problema delle attese infinite? Maggiori filtri – conclude Accarino – tra l’ospedale, medici curanti e strutture intermedie che possano recepire quella marea di codici bianchi e verdi che si riversa al pronto soccorso. Il punto, per concludere, è che anche chi ha un banale mal di denti, arriva al pronto soccorso perchè è sicuro di non pagare, di aspettare il proprio turno dal medico di base, di pagare la ricetta e di non dover premurarsi di trovare chi sappia fargli una siringa. L’ospedale non è la terra di nessuno che deve garantire tutto». «Nei fatti, cosa cambia? – si domanda il direttore del pronto soccorso del Ruggi, Petrocelli – Il problema va risolto a monte. C’è una conflittualità sul come le persone ormai vedonno il medico, una vittima del sistema che deve fornire risposte immediate a tutto». «Le persone che entrano al pronto soccorso – continua – si dividono in due categorie: il delinquente che si pone fuori dal sistema e minacciando ed aggredendo crede di avere ragione e di essere servito, ed allora lì conta essere pubblici ufficiali per una pena severa; gli esasperati. e’ lì che bisogna intervenire recuperando il rapporto alla base tra medico e paziente. Poter dedicare più tempo ad un paziente è fondamentale per creare quel rapporto di fiducia. Troppe emergenze e pochi uomini, è un girone dantesco tra i pazienti che stazionano e quelli che arrivano ed i familiari che perdono le staffe, anche giustamente, perchè attendono risposte. Bisogna cambiare il sistema, ed il sistema di approccio, non dare ruoli. I ruolo vengono dopo».

Antonio Iannone (FdI): «In Campania, nella sanità c’è la restaurazione dello scandalo permanente»

Soddisfatto a metà anche il senatore di Fratelli d’Italia e già presidente della Provincia, Antonio Iannone che commenta l’ordine del giorno approvato alla Camera. «E’ una questione che va avanti da troppo tempo. Le aggressioni al personale medico degli ospedali sono una consuetudine da spezzare ed inconcepibile». «Noi – continua Iannone – capiamo il clima di esasperazione ovviamente non generato dagli operatori sanitari che ogni giorno scendono letteralmente in trincea tra mille difficoltà; la colpa è imputabile solamente ad una amministrazione regionale che in tema di sanità ha fallito sull’intera linea». Duro il commento di Iannone che poi chiosa: «La nostra è una battaglia di civiltà, ma c’è da prendere atto che in Campania, sul tema c’è la restaurazione dello scandalo permanente». Probabilmente non basterà lo status per fermare le criticità ma almeno si spera che l’intervento di FdI possa assicurare maggiore serenità ai medici.

Carmela Rescigno: «Da medico è una conquista ma abbiamo solo arginato la violenza»

«Da medico è una grande conquista, da cittadina, quanto succede negli ospedali campani lo reputo comprensibile, non giustificabile, ma comprensibile». A parlare così, Carmela Rescigno, responsabile nazionale del dipartimento sanità di Fratelli d’Italia e medico, nel reparto di chirurgia d’urgenza al Santa Maria dell’Olmo di Cava de’ Tirreni. «In Campania – dice la responsabile nazionale – dove il diritto alla salute viene negato, la reazione al front office dell’utenza nei confronti del personale è sanitario è comprensibile. Siamo, medici, operatori ed utenza, in un contesto infuocato, quindi da medico dico che l’ordine del giorno approvato alla Camera dei Deputati è una grande conquista che va quantomeno a tutelare la figura dei medici troppo spesso vittime di aggressioni, dall’altro, so perfettamente che questa non è la soluzione. La soluzione – chiosa la Rescigno – è lavorare ad un sistema che funzioni, che tuteli prestazioni e salute del cittadino, poi possiamo approvare tutti gli ordini del giorno che vogliamo ma il problema va risolto alla radice». «Per il momento abbiamo solo cercato di arginare le violenze», chiosa.

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