Cronologia della Festa di San Matteo

Dall’ Alzata del Panno alla Solenne Processione

Di AMBRA DE CLEMENTE

I festeggiamenti patronali, iniziano per i fedeli salernitani, il 21 agosto, con “l’alzata del panno”, un quadro su tela raffigurante S. Matteo sullo sfondo del porto con sotto la scritta: “Salerno è mia: io la difendo”, in ricordo dell’ attacco del 1544, quando, secondo la tradizione, il Santo Patrono salvò Salerno dalla distruzione costringendo alla fuga i pirati Saraceni capeggiati da Ariadeno “Barbarossa”. In segno di riconoscenza lo stemma della città venne impreziosito con la figura di San Matteo che con la mano sinistra regge il Vangelo e con la destra benedice. L’anniversario veniva ricordato ogni anno con la “Festa del Barbarossa” durante la quale si portava in processione una teca con alcune reliquie del Santo, e dopo il 19 agosto 1691, fu portato in processione il suo busto argenteo, donato dalla popolazione alla Cattedrale in ringraziamento per averla salvata dal terremoto del 1688. Da allora in poi i Salernitani si impegnarono a condurre in processione ogni anno, con gran solennità, per tutta la città, la statua del Santo Patrono. Anche in occasione della peste, che si diffuse a Salerno nel 1656, San Matteo soccorse la sua fedele popolazione, quando il 20 settembre, alla vigilia della festa in suo onore, un vento caldo spostò un denso banco di nubi nere sulla città, e nel momento in cui i salernitani invocarono il nome del loro Santo Protettore una pioggia provvidenziale li bagnò allontanando il terribile flagello. Da allora, sino agli inizi di settembre gli appuntamenti religiosi si susseguono incessanti, con la visita del santo in tutte le parrocchie della città e quest’anno con lo staggio a palazzo di Città, qualche giorno prima della solenne processione. Il 21 settembre, giorno più importante e più atteso dai salernitani, si svolge la festa vera e propria in onore di S. Matteo, con il solenne processionale che attraversa il centro storico, percorre Corso Vittorio Emanuele, scende per Via Velia, per poi sfilare lungo Via Roma fino alla chiesa dell’Annunziata, e rientrare infine, su Via Mercanti, fino al Duomo. Aprono la processione le tre statue d’argento dei Santi Martiri Salernitani, Anthes, Gaio e Fortunato, simpaticamente definiti dal popolo come le “tre sorelle” di S. Matteo, per i loro volti dai lineamenti dolci ed i capelli lunghi. I tre giovani Santi, che vegliano sulla città insieme all’Evangelista, furono condannati a morte durante una delle persecuzioni ordinate dall’imperatore Diocleziano, poiché Fortunato aveva pubblicamente rifiutato di adorare Priapo anche a nome di Gaio e Anthes. Le spoglie dei Santi Martiri sono custodite nell’abside centrale della Cripta del Duomo, dove è conservata anche la colonna di marmo sulla quale furono decapitati. Segue poi la preziosissima statua, risalente al 1742, di Gregorio VII, papa morto a Salerno nel 1085 durante il suo esilio, di cui si conservano le reliquie, in un’urna di onice sull’altare destro del Duomo. Più indietro, sorretta dalla “paranza” composta dai facchini del mercato sfila la statua più pesante, il busto ligneo di S. Giuseppe, al tempo della Scuola Medica Salernitana, protettore della corporazione salernitana degli artifices. Infine, la magnifica statua d’argento di S. Matteo scortata da un drappello di finanzieri, riccamente adornata di fiori, trasportata dai lavoratori del porto e dai pescivendoli, che di generazione in generazione, si tramandano questo privilegio. A S. Matteo è dedicata la Cripta del Duomo, al centro della quale si erge il doppio altare centrale dominato dalla particolare statua dell’Apostolo Evangelista che è bifronte, caratteristica questa, che permette ai fedeli di ammirare il volto del Santo da entrambi i lati. I punti salienti della processione sono rappresentati dalle soste della statua dell’Apostolo, lungo il percorso e dalle benedizioni che il Vescovo distribuisce. La prima benedizione è rivolta alla sede della Guardia di Finanza, di cui S. Matteo è Patrono nazionale, essendo stato gabelliere prima della conversione. All’altezza del palazzo della Provincia, la statua viene fatta ruotare verso il mare per una particolare benedizione a coloro che dal mare traggono il loro sostentamento: da sempre i pescatori considerano S. Matteo il loro protettore come può evincersi dalle splendide tre triglie d’argento che il Santo reca in mano come ex voto. Il ritorno per Via Mercanti culmina con la corsa finale verso il Duomo. In questo caratteristico momento i portatori esprimono la gioia con cui, nonostante la fatica del cammino, portano in trionfo la statua del loro Patrono, che addirittura fanno ruotare più volte in cima alle scale della cattedrale per benedire e salutare i numerosi fedeli accorsi in questo giorno di solenni festeggiamenti.

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