Biden spazza l’anti ambientalismo di Trump: gli USA tornano nell’accordo sul clima


Il neo presidente degli Stati Uniti Joe Biden, nel suo primo giorno alla Casa Bianca, ha riportato il proprio Paese nell'accordo di Parigi sul clima, dopo la clamorosa uscita annunciata da Trump nel 2017. L'obiettivo della nuova amministrazione è raggiungere le emissioni zero entro il 2050, ma sarà un percorso irto di ostacoli, che richiederà interventi rivoluzionari nel settore energetico e sulle infrastrutture.
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L’anno della pandemia è stato anche il più caldo di sempre: 2020 da dimenticare


Gli scienziati del Copernicus Climate Change Service (C3S) hanno comunicato che il 2020 è stato l'anno più caldo di sempre, facendo registrare la medesima temperatura media del 2016 (durante il quale ci fu tuttavia il fenomeno El Nino). In Europa è stato l'anno più caldo in assoluto. Le anomalie più estreme nelle temperature sono state rilevate nell'Artico e in particolar modo in Siberia, che è stata squassata da incendi devastanti. Continuano ad accumularsi enormi quantità di CO2 in atmosfera.
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Nei prossimi decenni la tua città rischia di sprofondare


Analizzando i dati di numerosi studi dedicati al fenomeno della subsidenza, l'abbassamento del terreno provocato principalmente dall'esaurimento delle falde acquifere, un team di ricerca internazionale ha determinato che circa l'8 percento della superficie terrestre (12 milioni di chilometri quadrati) rischia di sprofondare nei prossimi decenni. Saranno interessate ben 1,2 miliardi di persone, il 19 percento della popolazione mondiale.
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Lo smog non aiuta la diffusione del coronavirus nell’aria


Calcolando la concentrazione di particelle virali del coronavirus SARS-CoV-2 nell'aria in base al numero di positivi in due città del Nord Italia, Milano e Bergamo, un team di ricerca del CNR e dell'ARPA ha determinato che il particolato atmosferico non aiuta il patogeno a diffondersi nell'aria. L'impatto dello smog nella trasmissione aerea sarebbe dunque trascurabile all'aperto, dove non ci sono assembramenti.
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Ondate di calore, pandemie e città sommerse: i cambiamenti climatici minacciano il nostro futuro


Decine di scienziati provenienti da tutto il mondo hanno stilato il nuovo rapporto "The Lancet Countdown", dedicato all'impatto dei cambiamenti climatici sulla nostra salute. Se non riusciremo a contenere l'aumento delle temperature medie rispetto all'epoca preindustriale, come previsto dall'Accordi di Parigi sul Clima del 2015, andremo incontro a una vera e propria catastrofe per l'umanità, i cui primi effetti hanno già iniziato a manifestarsi.
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Gli altri disastri naturali del 2020 che il coronavirus ci ha fatto dimenticare


Incendi, terremoti, uragani, alluvioni, sciami di locuste ed eruzioni sono sono alcuni dei disastri naturali più catastrofici che si sono verificati nel corso del 2020, passati in sordina a causa della pandemia di COVID-19. Nella maggior parte dei casi sono stati alimentati dai cambiamenti climatici, a loro volta innescati dalle attività umane che continuano a inquinare e depredare il pianeta.
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L’iceberg più grande del mondo diretto verso isola-paradiso per pinguini e foche: rischio disastro


L'isola della Georgia del Sud nell'Atlantico meridionale è nel mirino del più grande iceberg al mondo, il "mostruoso" A68a lungo 150 chilometri e largo 50. Nello scenario peggiore la gigantesca massa ghiacciata distruggerà il fondale marino durante il suo percorso e si arresterà contro l'isola, alterando gravemente gli equilibri dell'ecosistema. Milioni di pinguini e foche avranno difficoltà enormi a raggiungere il cibo e potrebbero morire di stenti tutti i piccoli delle generazioni appena nate.
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Le cose prodotte dall’uomo hanno superato la massa di tutti gli esseri viventi sulla Terra


Le strade, i palazzi, le auto e tutti gli altri oggetti che ha costruito la nostra specie hanno superato (o stanno per superare) in peso la biomassa della Terra, cioè l'insieme di tutti gli organismi viventi che la popolano. Secondo uno studio israeliano i materiali di origine antropica hanno raggiunto le 1,1 teratonnellate della biomassa proprio nel 2020.
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Lo smog aumenta la mortalità per COVID-19: +11% con basse concentrazioni di polveri sottili


Revisionando i dati di un precedente studio pubblicato in aprile, un team di ricerca dell'autorevole Scuola di Salute Pubblica “TH Chan” dell'Università di Harvard ha determinato che nelle aree più inquinate si muore di più per COVID-19, l'infezione causata dal coronavirus SARS-CoV-2. Nello specifico, il tasso di mortalità aumenta dell'11% con appena un microgrammo in più per metro cubo d'aria di polveri sottili PM 2.5.
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Lo smog aumenta la mortalità per COVID-19: +11% con basse concentrazioni di polveri sottili


Revisionando i dati di un precedente studio pubblicato in aprile, un team di ricerca dell'autorevole Scuola di Salute Pubblica “TH Chan” dell'Università di Harvard ha determinato che nelle aree più inquinate si muore di più per COVID-19, l'infezione causata dal coronavirus SARS-CoV-2. Nello specifico, il tasso di mortalità aumenta dell'11% con appena un microgrammo in più per metro cubo d'aria di polveri sottili PM 2.5.
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Il ghiaccio marino artico alla fine di ottobre non si è ancora formato: è la prima volta


Nel Mare di Laptev, innanzi alla costa siberiana, il ghiaccio marino artico non ha ancora iniziato a formarsi. È la prima volta nella storia che viene documentato un simile fenomeno, che potrebbe avere conseguenze drammatiche per gli equilibri ecologici. La ragione del mancato congelamento risiede nell'ondata di calore estrema che ha colpito l'area del circolo polare artico nei mesi scorsi.
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Più della metà delle specie protette italiane in cattivo stato di conservazione: l’appello del WWF


Nel nuovo rapporto del WWF "La biodiversità in Italia: status e minacce" viene tratteggiato uno scenario a tinte fosche sulla salute di flora, fauna e habitat nel nostro Paese. Molte specie protette si trovano in uno stato di conservazione definito sfavorevole, inadeguato e persino cattivo, a causa della costante pressione delle attività antropiche.
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La Grande Barriera Corallina ha perso metà dei suoi coralli ed è solo colpa nostra


Analizzando i dati delle comunità di coralli della Grande Barriera Corallina australiana, un team di ricerca dell'ARC Center of Excellence for Coral Reef Studies (CoralCoE) dell'Università James Cook ha determinato che in 30 anni c'è stata una riduzione dei coralli del 50 percento. Il crollo demografico ha colpito praticamente tutte le specie, di varie dimensioni e a diverse profondità. La causa sono i cambiamenti climatici che hanno innalzato la temperatura dell'acqua, a sua volta responsabile del fenomeno dello 'sbiancamento'.
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Il disastro ambientale in Russia forse causato da deposito con oltre 100 tonnellate di pesticidi


Le cause del disastro ambientale nella penisola della Kamchatka che ha causato la morte di moltissimi animali non sono ancora chiare, ma si comincia a pensare che sia coinvolto un deposito di pesticidi con oltre 100 tonnellate di sostanze chimiche interrate. Ispettori hanno trovato danni alle coperture e filo spinato tagliato, non si esclude dunque l'azione dolosa.
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Il buco nell’ozono è diventato più grande della Russia: picco di 24 milioni di km2 a inizio ottobre


L'Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) ha annunciato che il buco nell'ozono negli scorsi giorni ha raggiunto un'estensione di ben 24 milioni di chilometri quadrati, un'area più grande della Russia. Il fenomeno è legato all'azione del vortice polare, che ha favorito le reazioni dei composti chimici prodotti dall'uomo in grado di degradare l'ozonosfera.
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Disastro ambientale in Russia, spiagge piene di animali morti: in mare misteriosa schiuma gialla


È corsa contro il tempo in Russia per capire l'origine di un misterioso disastro ambientale, che sta causando la morte di moltissimi animali marini. Si stima che sia stato sterminato il 95 percento di quelli che vivevano lungo alcune coste della Kamchatka. In mare è stata avvistata una misteriosa schiuma gialla, ma secondo alcuni esperti non sarebbe stata provocata da un incidente petrolifero.
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I pigmenti dei fiori stanno cambiando a causa del riscaldamento globale e del buco dell’ozono


Analizzando campioni di fiori raccolti tra il 1941 e il 2017, un team di ricerca americano guidato da botanici dell'Università Clemson ha determinato che nei petali si sta modificando radicalmente la disposizione dei pigmenti deputati all'assorbimento dei raggi UV. In media, infatti, sono aumentati del 2 percento ogni anno nel corso di 80 anni. Per gli studiosi è una risposta ai cambiamenti climatici e al buco dell'ozono, che in futuro potrebbe condannare all'estinzione alcune piante.
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Abbiamo 7 anni per proteggerci dall’apocalisse climatica: il “Climate Clock” comparso a New York


Grazie all'iniziativa dei due attivisti ambientalisti Gan Golan e Andrew Boyd, in occasione della Climate Week l'orologio "The Passage" del palazzo Metronome a sud della Union Square di New York è stato trasformato nel "Climate Clock", un countdown che indica quanto tempo abbiamo per evitare che la crisi climatica diventi irreversibile.
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Lo scioglimento dei ghiacciai in Antartide è irreversibile, anche rispettando l’accordo sul clima


Un team di ricerca internazionale guidato da scienziati tedeschi del Potsdam Institute for Climate Impact Research (PIK) ha dimostrato che pur rispettando l'Accordo di Parigi sul clima, nel quale fu stabilito di contenere l'aumento delle temperature medie entro 2° C, si innescherà uno scioglimento tale da far aumentare il livello del mare di 2,5 metri. Il ghiaccio perduto ora è perduto per sempre, a meno che non si torni a temperature preindustriali.
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