I coriandoli sono dannosi per la natura, Legambiente: “Meglio le stelle filanti”


Durante il periodo di Carnevale il lancio dei coriandoli è una pratica irrinunciabile per grandi e piccoli, ma non molti sanno che oltre a quelli di carta, più biodegradabili, sono in vendita anche quelli di plastica. Abbiamo contattato il dottor Andrea Minutolo, responsabile scientifico di Legambiente, per farci spiegare qual è il loro impatto dopo averli dispersi nell'ambiente.
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Antartico più caldo della Spagna, scienziati preoccupati: “Mai visto niente del genere”


Dopo la temperatura "infernale" di 18,3° C rilevata il 6 febbraio dai sensori della stazione scientifica Base Esperanza, in Antartide è stato raggiunto un nuovo, preoccupante record: domenica 9, infatti, le colonnine di mercurio installate dai ricercatori brasiliani del progetto Terrantar hanno raggiunto i 20,75° C, primato assoluto per la Regione Antartica.
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Cambiamenti climatici, iceberg grande il doppio di Milano si è staccato da un ghiacciaio antartico


Il satellite Sentinel-1 del progetto Copernicus dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e della Commissione europea ha documentato il distacco di un enorme iceberg dal ghiaccio di Pine Island, quello che in Antartide si sta sciogliendo più rapidamente di tutti. La massa di ghiaccio ha una superficie pari a circa 350 chilometri quadrati, come l'isola di Malta o il doppio di Milano.
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Antartide, colonie di pinguini crollate fino al 77% in 50 anni: l’allarme di Greenpeace


Durante una spedizione condotta nell'Oceano Antartico, gli attivisti di Greenpeace e un gruppo di scienziati di due università americane hanno condotto un'indagine sulla salute delle colonie di pigoscelide antartico, una specie di pinguino. Dal monitoraggio è emerso che in soli 50 anni tutte le colonie hanno subito un drastico calo nel numero di esemplari; in alcuni casi le coppie riproduttive si sono ridotte del 77 percento.
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A febbraio fa caldo come in primavera: cosa sta succedendo


Lo scorso 3 febbraio, a Cumiana, in Piemonte, è stata toccata la temperatura record di 27,3°C, mentre in Sicilia e lungo la costa adriatica le temperature massime degli ultimi giorni hanno oscillato tra i 20 e i 25°C. Si tratta di un vero e proprio anticipo di primavera, causato da un'ondata d'aria ad alta pressione proveniente dal Nord Africa. Cosa sta succedendo e quali sono gli effetti.
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Mostruosa invasione di locuste in Africa: milioni di persone rischiano di morire di fame


Tra i 100 e i 200 miliardi di locuste del deserto stanno divorando le coltivazioni e la vegetazione dei Paesi del Corno d'Africa, già duramente colpiti da ondate di siccità e carestia. L'invasione degli insetti, intimamente connessa al riscaldamento globale catalizzato dai cambiamenti climatici, potrebbe portare a un'emergenza alimentare senza precedenti. Entro giugno il loro numero potrebbe crescere di 500 volte. È corsa contro il tempo dei governi e della FAO per arginare i famelici sciami.
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Antartide, temperatura record di 18,3°C: cosa sta succedendo e quali sono i rischi


Il riscaldamento globale innescato dai cambiamenti climatici rappresenta una delle principali minacce all'umanità, e dai poli del nostro pianeta continuano a giungere segnali allarmanti. L'ultimo in ordine cronologico è la temperatura record di 18,3°C registrata dalla Base Esperanza nella Penisola Antartica. Ecco cosa sta succedendo e quali sono i rischi.
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Australia, rischia di sparire anche l’ornitorinco: popolazioni sterminate da siccità e uomo


Un approfondito studio sullo stato di conservazione degli ornitorinchi suggerisce che questa iconica specie australiana sia fortemente minacciata, e che le popolazioni rischiano di crollare entro i prossimi decenni. Tra le principali minacce vi sono la devastante siccità, la distruzione dell'habitat naturale, la costruzione di dighe e la diffusione di predatori invasivi.
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Anche il coronavirus è colpa del riscaldamento globale?


Col passare dei giorni aumentano costantemente sia il numero di contagiati che quello delle vittime provocati dal nuovo coronavirus emerso in Cina, 2019-nCoV. Ad oggi non si conosce ancora il "serbatoio" dal quale il virus ha compiuto il salto il di specie, ma fattori come il riscaldamento globale e la distruzione dell'habitat naturale potrebbero avergli reso la "vita" più facile. Ecco perché.
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Orologio dell’Apocalisse: mancano solo 100 secondi alla fine del mondo. Mai così vicini


Le lancette dell'Orologio dell'Apocalisse si sono pericolosamente avvicinate alla mezzanotte, l'ora X che coincide con la fine del mondo causata dalle nostre stesse mani. Gli scienziati e gli esperti di geopolitica del Bulletin of the Atomic Scientists hanno infatti spostato in avanti le lancette di 20 secondi rispetto al 2019, e ora mancano solo 100 secondi all'apocalisse.
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Gli Pfas alterano la coagulazione del sangue

Una ricerca italiana ha scoperto che queste sostanze inquinanti predispongono a un aumento del rischio cardiovascolare.

Individuato il legame tra inquinamento da Pfas, le sostanze chimiche che possono essere presenti in vernici, farmaci e presidi medici, e malattie cardiovascolari.

Una ricerca italiana ha scoperto che questi inquinanti possono attivare le piastrine, rendendole più suscettibili alla coagulazione e predisponendo a un aumento del rischio cardiovascolare.

La ricerca è dell’università di Padova sotto la guida di Carlo Foresta, ordinario di endocrinologia, con i gruppi di Luca De Toni e Andrea Di Nisio.

La ricerca, pubblicata sull’International Journal of Molecular Sciences, nasce dalle osservazioni riportate sia in studi internazionali che dal Servizio Epidemiologico Regionale del Veneto che indicano un aumento del rischio cardiovascolare associato all’inquinamento da Pfas, i composti perfluorurati che vengono utilizzati per rendere resistenti ai grassi e all’acqua molti prodotti, dai tessuti ai rivestimenti per contenitori di alimenti. In particolare, i ricercatori hanno mostrato che una di queste sostanze, lo Pfoa (acido perfluoroottanoico), il principale inquinante ambientale nel territorio veneto, “sarebbe in grado di attivare le piastrine, rendendole più suscettibili alla coagulazione, anche in condizioni normali, predisponendo a un aumento del rischio cardiovascolare”, spiega Foresta. Il risultato è stato ottenuto prima in vitro e poi confermato, in collaborazione con Paolo Simioni dell’università di Padova, grazie ai test su 78 persone con diversi livelli di esposizione a Pfas. I test “hanno confermato dei segnali di aumentata attivazione piastrinica con conseguente incremento della propensione all’aggregazione delle stesse”, rileva Foresta. “Questi dati – aggiunge – potrebbero spiegare l’osservazione epidemiologica tra Pfas e patologie cardiovascolari, soprattutto se sussistono altri fattori di rischio noti per queste patologie, come diabete, obesità, fumo e alcol”.

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Obiettivo Terra, il contest fotografico che mostra le meraviglie d’Italia: come partecipare


Obiettivo Terra 2020, torna il contest fotografico che premia lo scatto che meglio racconta e rappresenta le meraviglie delle Aree protette del nostro Paese e che celebra la 50esima Giornata Mondiale della Terra. Vediamo insieme come e quando partecipare. Il vincitore riceverà 1.000 euro ed è prevista anche la Menzione Speciale 'Fanpage.it'.
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Cambiamenti climatici, nel 2019 temperatura record degli oceani: masi così alta


Un team di ricerca internazionale composto da scienziati americani e cinesi ha determinato che nel 2019 gli oceani hanno raggiunto la temperatura più elevata mai registrata, con un aumento di 0,075° centigradi rispetto alla media di riferimento. Si tratta di un innalzamento significativo per una massa d'acqua immensa, che ha bisogno di enormi quantità di calore anche per una variazione minima. E il riscaldamento continua ad accelerare, con effetti potenzialmente catastrofici.
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Neve in Arabia Saudita e alberi fioriti in Europa in pieno inverno: cosa sta succedendo


Da circa una settimana la zona nordoccidentale dell'Arabia Saudita è stata investita da una forte ondata di gelo, che ha imbiancato città e deserti. Il fenomeno, seppur insolito, non è rarissimo e dunque del tutto normale. Più anomali gli alberi da frutto e le rose che stanno sbocciando in alcuni Paesi europei, a causa di un inverno particolarmente mite.
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Nuovo record per le emissioni di gas serra

Nessun rallentamento nell'ultimo bollettino pubblicato dall'Organizzazione meteorologica mondiale. Ancora in crescita i livelli di anidride carbonica.

Nuovo, preoccupante record dei livelli di gas serra. Lo ha comunicato l’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm) nel bollettino pubblicato il 25 novembre. Questa tendenza a lungo termine, dicono gli esperti, si traduce in «impatti sempre più gravi dei cambiamenti climatici, con temperature in aumento, condizioni meteo più estreme, stress idrico, innalzamento del livello del mare e perturbazione degli ecosistemi marini e terrestri». Inoltre, «non vi è alcun segno di rallentamento, per non parlare di un calo», ha detto il segretario generale dell’Omm, Petteri Taalas.

ANCORA IN CRESCITA I LIVELLI DI ANIDRIDE CARBONICA

Il bollettino dei gas serra dell’Omm ha dimostrato che le concentrazioni medie globali di anidride carbonica (Co2) hanno raggiunto 407,8 parti per milione nel 2018, rispetto a 405,5 parti per milione (ppm) nel 2017. L’aumento di Co2 dal 2017 al 2018 è stato molto vicino a quello osservato dal 2016 al 2017 e appena sopra la media nell’ultimo decennio. I livelli globali di Co2, che resta in atmosfera per secoli e negli oceani ancora più a lungo, hanno attraversato il benchmark simbolico e significativo di 400 parti per milione nel 2015. Anche le concentrazioni di metano e protossido di azoto sono aumentate in misura maggiore rispetto allo scorso decennio, secondo le osservazioni della rete Global Atmosphere Watch che comprende stazioni nell’Artico remoto, aree montane e isole tropicali.

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Quali sono i cibi che hanno il maggior impatto ambientale

Nutrirsi ha un costo. Che ricade anche sull'ecosistema. Dall'avocado alle mandorle, un elenco degli alimenti che hanno forti ripercussioni sull'equilibrio del nostro pianeta.

Deforestazione, lavoro minorile, inquinamento, spreco d’acqua. Conoscere i retroscena della produzione alimentare ha riempito di dubbi la nostra tavola. Le numerose informazioni su come vengono allevati gli animali o sull’impatto che hanno certi nostri vizi alimentari ha reso ogni boccone un po’ più controverso. E visto che separare la realtà dalle fake news non è sempre immediato, il Guardian ha stilato un elenco dei prodotti più “problematici” che oggi il mercato propone.

LO SPRECO D’ACQUA PER L’AVOCADO SICILIANO

Il Messico è il principale esportatore di avocado al mondo. Ma il consumo del frutto che va tanto di moda causa ogni anno la perdita di 700 ettari di foresta. Per rispondere alla crescente domanda gli agricoltori piantano sempre più alberi, sacrificando lo spazio dei pini secolari. Il surriscaldamento climatico, tuttavia, sta allargando le possibilità di acquistare il frutto tropicale a chilometro zero. L’aumento delle temperature ha, infatti, trasformato il Sud d’Italia in un habitat ideale per la produzione di avocado. In Sicilia esistono 100 ettari in cui è coltivato il frutto esotico. L’aspetto controverso? Per coltivare anche solo due o tre frutti sono richiesti oltre 272 litri di acqua.

LE EMISSIONI LEGATE AL CONSUMO DI CARNE

Lasciando da parte il tema etico sollevato dall’uccisione di animali, la discussione sul consumo della carne bovina ruota anche attorno ai gas serra. Secondo l’Organizzazione delle Nazioni unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao), i bovini (allevati sia per la carne che per il latte) sono la specie animale maggiormente responsabile per le emissioni. Secondo i dati forniti dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) l’inquinamento prodotto dagli allevamenti intensivi in Italia è passato dal 10,2% (nel 2000) al 15,1% (nel 2016), diventando così la seconda fonte di inquinamento totale da polveri.

L’IMPATTO DELL’OLIO DI PALMA E DELLA FRUTTA SECCA

Le grandi piantagioni di olio di palma hanno trovato posto a discapito di ampie regioni in Indonesia (maggiore produttore di olio di palma) e in Malesia. Queste aree del mondo sono state coinvolte in pesanti operazioni di disboscamento. Per mantenere il mercato sono state rase al suolo migliaia di chilometri di foresta tropicale, anche attraverso dei roghi, che hanno liberato nell’atmosfera diversi gas serra. Anche le mandorle e la frutta secca hanno un pesante impatto ambientale, per via di tutta l’acqua che la loro coltivazione richiede. Una mandorla per maturare richiede più di tre litri di acqua, una noce 19 litri .

GIAGUARO E ARMADILLO MESSI IN PERICOLO DALLA SOIA

L’impennata che ha coinvolto la soia destinata all’alimentazione animale è una delle cause della scomparsa di significative porzioni di foreste, savane e praterie, tra cui l’Amazzonia, il Cerrado, la foresta Atlantica, la foresta Chaco e Chiquitano che caratterizzano gran parte del territorio di Brasile, Argentina, Bolivia e Paraguay e le praterie del nord America. La soia è uno dei vegetali più coltivati al mondo, anche se la sua produzione sta mettendo a repentaglio l’esistenza di specie come il giaguaro, il formichiere gigante, l’armadillo e l’ara macao.

IL POLPO MINACCIATO DALLA PESCA INTENSIVA

La popolazione globale di polpo è minacciata dalla pesca intensiva. Il Marocco è stato uno dei più grossi produttori di polpo al mondo, con quasi 100 mila tonnellate annue nel 2000, più del doppio della quantità pescata dal secondo Paese nella classifica, il Giappone (in Italia ogni anno se ne pescano 3 mila tonnellate). Ma, a prescindere dalla quantità, la scoperta dell’elevata sensibilità del polpo mette il popolo di consumatori davanti a un dilemma etico: il polpo rappresenta infatti un modello di invertebrato complesso, sensibile e dotato della capacità di risolvere problemi.

LE FORESTE DELLA COSTA D’AVORIO IN PERICOLO PER IL CIOCCOLATO

Più del 70% del cacao mondiale viene prodotto in Costa d’Avorio e in Ghana. La pianta arriva dalla foresta pluviale che, nella Costa d’Avorio è caratterizzata da una scomparsa più rapida rispetto a qualsiasi altro Paese africano. Sul suo territorio, infatti, si è ridotta di oltre l’80% negli ultimi 60 anni. Ma di questo passo, la crescente domanda di cioccolato potrebbe portare alla totale scomparsa della foresta.

LE MANGROVIE A RISCHIO A CAUSA DEI GAMBERI

I gamberi di grandi dimensioni – tigre e reale – sono allevati nelle acque calde dei Paesi come la Thailandia, lo Sri Lanka e il Madagascar, dove la produzione è spesso fortemente coinvolta nella distruzione delle paludi di mangrovie. Secondo la Fondazione per la giustizia smbientale, il 38% circa del disboscamento globale di queste piante è collegato alla crescita delle aziende per l’allevamento dei gamberi.

LA PRODUZIONE DI LATTE A RISCHIO PER GLI OGM

L’Italia ha una posizione di rilievo nel settore caseario europeo, rappresenta il maggior produttore di formaggi a denominazione di origine protetta. Ogni anno, nel Paese, si producono 11 milioni di tonnellate di latte vaccino, 500 mila tonnellate di latte di pecora, oltre 200 mila di latte di bufala e 60 mila di latte caprino. Ma, anche se queste cifre sono alte, il consumo sta calando. Una diminuzione che va rintracciata soprattutto nel calo della natalità. Ma anche nella diffusione di fake news sul cosiddetto “oro bianco“. Una delle più radicate è che nel latte ci siano sostanze inquinanti. Ma tutte le fasi di produzione sono sottoposte a controllo. L’uso di ormoni, inoltre, è vietato in Italia e in tutta Europa. La qualità del latte dipende molto dalla derivazione: diventa poco sicura per l’organismo se arriva da un allevamento intensivo e se gli animali vengono nutriti con Ogm.

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E ora Greta Thunberg viaggerebbe pure nel tempo

Una fotografia del 1898 ritrae una ragazzina molto simile alla 16enne svedese. Lo scatto ha generato teorie cospirazioniste sull'attivista. Che, in realtà, arriverebbe dal passato.

Dopo la versione «Greta finanziata da Soros» e quella «Greta bambina manovrata dai potenti» è arrivato l’ultimo complotto che vede protagonista l’attivista ecologista impegnata a scuotere le coscienze ambientaliste a suon di Fridays For Future. È quella di «Greta viaggiatrice nel tempo».

Alla base della teoria cospirazionista su Greta Thunberg, secondo il Daily Mail, è una fotografia sbucata dagli archivi dell’University of Washington Libraries in cui è immortalata una bambina di 121 anni fa intenta a lavorare in una miniera d’oro, nello Yukon, in Canada. Gli occhietti vispi e due lunghe trecce a fare da contorno hanno subito rimandato al volto che da mesi è divenuto il simbolo della lotta a difesa del Pianeta. Un viso che, a settembre 2019, è arrivato fino al summit sul clima di New York. E che, si scopre ora, potrebbe addirittura appartenere a un’altra epoca.

SUI SOCIAL C’È CHI LANCIA LA TEORIA DI GRETA GIUNTA DAL PASSATO

«Questa foto non può che convincervi. Greta Thunberg viaggia nel tempo!», ha commentato qualche utente su Twitter, postando l’immagine in bianco e nero dove la sosia dell’attivista svedese appare in un campo, in compagnia di altri due ragazzini. E ancora. «Greta è arrivata dal passato fino a noi per salvarci». Tra il serio e il faceto, la teoria cospirazionista sta rimbalzando sui social, tratteggiando un’attivista svedese addirittura in grado di riavvolgere il nastro del tempo. Per curare l’emergenza climatica del caso (e del secolo).

L’ATTIVISTA IN VIAGGIO VERSO IL VERTICE SUL CLIMA DI MADRID

Sono in tanti gli animi rimasti affascinati dalla fotografia, scattata da Eric A. Hegg. Ma, per il momento, ancora nessuna replica da parte dell’attivista svedese. Per qualcuno, chissà, potrebbe essere troppo impegnata a fare le valigie per cavalcare i secoli e raggiungere la prossima crisi climatica. Più verosimilmente, però, Greta è diretta a Madrid, dove spera di prendere parte alla Cop25, la conferenza delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici del 2019 che si tiene nella capitale spagnola dal 2 al 13 dicembre. Sta attraversando l’Atlantico insieme con due YouTuber australiani Riley Whitelum e Alayna Carausu, che le hanno dato uno strappo a bordo del loro catamarano di nome Le Vagabonde. A emissioni zero, ça va sans dire.

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Le cose da sapere sulla Giornata internazionale per la prevenzione dello sfruttamento dell’ambiente in situazioni di guerra

Il 6 novembre è la Giornata internazionale delle Nazioni Unite per la prevenzione dello sfruttamento dell’ambiente in situazioni di guerra e conflitto armato.

Tra le vittime della guerra non ci sono soltanto i soldati e i civili ma anche le risorse naturali e gli ecosistemi. Per questo, nel 2001, l’Assemblea Generale dell’Onu ha istituito la “Giornata internazionale delle Nazioni Unite per la prevenzione dello sfruttamento dell’ambiente in situazioni di guerra e conflitto armato”, celebrata ogni anno il 6 novembre. Una cerimonia che ha come obiettivo la sensibilizzazione della società sugli effetti dannosi della guerra sull’ambiente.

I CONFLITTI CONNESSI ALLO SFRUTTAMENTO DELLE RISORSE

Il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) ha detto che il 40% di tutti i conflitti interni globali è strettamente connesso allo sfruttamento delle risorse naturali: tra i beni contesi non ci sono soltanto quelli ad alto valore economico, come i diamanti, l’oro o il petrolio, ma anche quelli necessari alla sopravvivenza, come l’acqua o i terreni fertili.

L’IMPORTANZA DELL’AMBIENTE PER MANTENERE LA PACE

Secondo l’Onu non può esserci pace duratura se le risorse naturali e gli ecosistemi vengono distrutti. In pratica, quando nell’arco di un conflitto si radono al suolo i campi da coltivazione e si avvelenano i pozzi pur di contrastare il nemico, contemporaneamente si impedisce alla popolazione di provvedere al proprio sostentamento. E se queste condizioni sopravvivono alla guerra, è molto probabile che diventino in futuro la causa di nuovi conflitti. Per questo motivo le Nazioni Unite considerano l’ambiente una variabile importantissima sia nella prevenzione dei conflitti, sia nel mantenimento e nel consolidamento della pace.  

I DANNI DELLA GUERRA DEL VIETNAM E QUELLA DEL GOLFO

Ci sono molti esempi di guerre che hanno provocato terribili devastazioni ai territori sui quali sono state combattute. Una di queste è sicuramente quella del Vietnam, dove le forze armate americane hanno sparso ingenti quantità di defolianti per ripulire alcuni settori della giungla dalla vegetazione. L’Agente arancio, la sostanza chimica più utilizzata, ha cancellato nell’arco del conflitto migliaia di ettari tra foreste e campi coltivati. Un altro caso noto è quello della prima guerra del Golfo, durante la quale c’è stata la più grande fuoriuscita di petrolio della storia, con effetti a lungo termine sia sulla fauna sia sull’ambiente circostante.

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Ambiente, così la traversata di Greta sta cambiando le vacanze

L'impresa atlantica dell'attivista svedese fa tendenza. Sempre più ragazzi snobbano l'aereo per abbattere le emissioni di CO2 preferendo il treno e il bus. Boom di richieste in Italia anche per i campi scuola di Legambiente.

Dopo due settimane di traversata atlantica Greta Thunberg è arrivata a New York per il summit sul clima dell’Onu del 23 settembre. Ha raggiunto gli Stati Uniti con una barca a emissioni zero, per non unirsi a chi inquina i cieli con i voli aerei.

Come sempre da quando il venerdì ha smesso di andare a scuola per attirare l’attenzione sul riscaldamento globale e sulle responsabilità dell’uomo, la baby attivista lascia dietro di sé una scia di polemiche. Contrapposta alla scia di entusiasmi del popolo dei suoi sostenitori, soprattutto tra i giovani. La si accusa di essere integralista, di non avere mezze misure ma è con questi modi tranchant che la 16enne svedese ha innescato un movimento globale che la imita, cambiando le abitudini.

Greta traversata ambiente aereo Italia
I Fridays for future Italia protestano contro i roghi dell’Amazzonia. GETTY.

LEGGI ANCHE: Non solo Greta Thunberg: chi sono gli altri baby ambientalisti

IN VACANZA MA SENZA AEREO

Con i Fridays for future, soprattutto nel Nord Europa ma anche in Italia, tanti ragazzi evitano l’aereo per spostarsi nel continente. Quest’estate, finita la scuola, hanno trascorso le vacanze ai raduni e alle manifestazioni sul clima in Svizzera, Germania e in altri Paesi. O impegnati nei campi e in altri progetti ambientali. I primi dati sui mesi delle ferie confermano le impressioni sulla tendenza che nel Nord Europa contagia ormai genitori e nonni. La Frankfurter Allgemeine Zeitung ha scritto di biglietti interrail «venduti come mai» in Germania, anche «tra adulti e anziani» che, anziché i voli low cost, hanno scelto mezzi più ecologici e un po’ più costosi per attraversare l’Europa. Il settimanale Die Zeit ha aperto un dibattito tra generazioni – anche di ambientalisti – su viaggiare in aereo o meno, quanto spesso e anche per lunghe distanze. Suggerendo modi per fare le vacanze alla maniera di Greta.

Da gennaio circa 6.500 studenti italiani hanno partecipato alle attività didattiche e di monitoraggio del nuovo programma di cittadinanza attiva Volontari per natura

Legambiente

L’ECOTASSA DI MACRON

A muoversi al suo passo sono stati per primi i Paesi nordici, scossi nel 2018 da una catena di incendi per temperature record: in Svezia e in Norvegia presto il tam tam dei Fridays for future ha raggiunto la politica e il mondo dei vip. Alcuni personaggi pubblici e famosi hanno smesso di prendere l’aereo, anche per lavoro. Come pensano di fare dei politici locali in Svizzera e i Verdi in ascesa in Germania – tacciati di doppia morale per il loro volare troppo. In Francia il governo ha piazzato una ecotassa sui biglietti aerei nazionali (esclusi dalla Corsica e per le lunghe percorrenze) nella Finanziaria del 2020. E anche l’Italia non è lontana da trend europeo.

L’IMPEGNO DEI BABY AMBIENTALISTI

Da gennaio 2019, sull’onda delle discussioni nelle scuole e nelle università per gli scioperi del venerdì, Legambiente ha contato «oltre 2400 studenti che hanno partecipato agli infoday nelle scuole e circa 6.500 alle attività didattiche. Cioè anche di monitoraggio nei territori» per il nuovo progetto di cittadinanza attiva Volontari per natura, spiegano dall’associazione a Lettera43.it. Tra questi ragazzi c’è Domenico Placanica, 19enne calabrese all’ultimo anno di liceo, che ha segnalato gli abusi alle miniere di Roccella Jonica e, superata la maturità, ha contribuito alla campagna Spiagge pulite. Anche grazie ai Fridays for future, ci racconta di essere diventato «molto attivo sui social, per sensibilizzare i coetanei sui rischi per l’ambiente». A Palermo Emanuele Genduso, 24enne studente universitario di Botanica, in questi mesi ha cercato di «aumentare la percezione tra le famiglie della natura che è presente anche in città». Con la divulgazione scientifica nelle giornate informative di Legambiente e girando alcuni documentari.

Greta traversata ambiente aereo Italia
Greta all’arrivo in treno al World Economic Forum del 2019 di Davos, in Svizzera. GETTY.

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I FRIDAYS FOR FUTURE ITALIA

Aumentando la consapevolezza sui danni ambientali, questi giovani attivisti puntano a far ridurre le emissioni CO2 e altre cattive pratiche. Nelle loro interviste per iscriversi ai campi di volontariato di Legambiente, «pieni questa estate anche nelle liste di attesa», diversi minorenni hanno confessato di essere stati «spinti a questa esperienza dalle azioni di Greta Thunberg». A Torino si è creato un nucleo molto attivo dei Fridays for future Italia che sta protestando contro il presidente brasiliano Jair Bolsonaro per i roghi in Amazzonia. E che dalla primavera, con gruppi di adolescenti e 20enni da tutta Italia (alle dimostrazioni a Milano erano in migliaia), manifesta con il movimento internazionale a Bruxelles, in Germania, al raduno in Svizzera di questo agosto e ovunque ci si possa spostare in treno o in autobus.

Sull’ambiente nel Nord Europa i ragazzi stanno facendo scuola ai genitori

Beate Lenzbauer, Sts

IMPARARE LE LINGUE ALL’ESTERO MA NO FLY

Tra i 18enni in Italia – prima per candidature tra i Paesi dell’Ue – fa anche grande presa il programma di biglietti gratuiti interrailDiscover Eu, lanciato dal 2018 e rinnovato anche questa estate per festeggiare attraverso l’Europa l’anno della maggiore età. Per intercettare questo mood, anche dal nostro Paese l’organizzazione svedese di scambi culturali e soggiorni studio Sts organizzerà, dal prossimo anno, vacanze di lingua a Brighton no fly prenotabili, è l’anticipazione, «già da ottobre per giugno-luglio 2020». I teenager che lo vorranno potranno spostarsi in treno verso la località inglese, dal Nord e anche dal Sud Europa, facendo tappa a Parigi. «Un modo di viaggiare slow che rimanda alle ferie del primo 900», commenta la responsabile per l’Italia Beate Lenzbauer. «Ed è nuovamente richiesto nel Nord Europa. Dove sull’ambiente i ragazzi stanno facendo scuola ai genitori».

L’AGENDA DI GRETA NEGLI USA

In Svezia questo tipo di ferie le chiamano Tågsemester (vacanze in treno) e la campagna virale contro l’aereo – 10 volte più inquinante di CO2 dei mezzi su rotaia nelle rilevazioni scientifiche di EcoPassengerFlygskam (paura di volare). Intanto da Oltreoceano Greta, che nel suo anno sabbatico viaggerà in difesa dell’ambiente solo con mezzi ecologici, dal 20 al 27 settembre lancerà il terzo sciopero globale per il clima. Poi altre mobilitazioni negli Usa, in Canada, Messico. Fino alla Conferenza Onu sul clima (Cop 25) dal 2 al 13 dicembre a Santiago del Cile.

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