Le cose da sapere sulla Giornata internazionale per la prevenzione dello sfruttamento dell’ambiente in situazioni di guerra

Il 6 novembre è la Giornata internazionale delle Nazioni Unite per la prevenzione dello sfruttamento dell’ambiente in situazioni di guerra e conflitto armato.

Tra le vittime della guerra non ci sono soltanto i soldati e i civili ma anche le risorse naturali e gli ecosistemi. Per questo, nel 2001, l’Assemblea Generale dell’Onu ha istituito la “Giornata internazionale delle Nazioni Unite per la prevenzione dello sfruttamento dell’ambiente in situazioni di guerra e conflitto armato”, celebrata ogni anno il 6 novembre. Una cerimonia che ha come obiettivo la sensibilizzazione della società sugli effetti dannosi della guerra sull’ambiente.

I CONFLITTI CONNESSI ALLO SFRUTTAMENTO DELLE RISORSE

Il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) ha detto che il 40% di tutti i conflitti interni globali è strettamente connesso allo sfruttamento delle risorse naturali: tra i beni contesi non ci sono soltanto quelli ad alto valore economico, come i diamanti, l’oro o il petrolio, ma anche quelli necessari alla sopravvivenza, come l’acqua o i terreni fertili.

L’IMPORTANZA DELL’AMBIENTE PER MANTENERE LA PACE

Secondo l’Onu non può esserci pace duratura se le risorse naturali e gli ecosistemi vengono distrutti. In pratica, quando nell’arco di un conflitto si radono al suolo i campi da coltivazione e si avvelenano i pozzi pur di contrastare il nemico, contemporaneamente si impedisce alla popolazione di provvedere al proprio sostentamento. E se queste condizioni sopravvivono alla guerra, è molto probabile che diventino in futuro la causa di nuovi conflitti. Per questo motivo le Nazioni Unite considerano l’ambiente una variabile importantissima sia nella prevenzione dei conflitti, sia nel mantenimento e nel consolidamento della pace.  

I DANNI DELLA GUERRA DEL VIETNAM E QUELLA DEL GOLFO

Ci sono molti esempi di guerre che hanno provocato terribili devastazioni ai territori sui quali sono state combattute. Una di queste è sicuramente quella del Vietnam, dove le forze armate americane hanno sparso ingenti quantità di defolianti per ripulire alcuni settori della giungla dalla vegetazione. L’Agente arancio, la sostanza chimica più utilizzata, ha cancellato nell’arco del conflitto migliaia di ettari tra foreste e campi coltivati. Un altro caso noto è quello della prima guerra del Golfo, durante la quale c’è stata la più grande fuoriuscita di petrolio della storia, con effetti a lungo termine sia sulla fauna sia sull’ambiente circostante.

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Ambiente, così la traversata di Greta sta cambiando le vacanze

L'impresa atlantica dell'attivista svedese fa tendenza. Sempre più ragazzi snobbano l'aereo per abbattere le emissioni di CO2 preferendo il treno e il bus. Boom di richieste in Italia anche per i campi scuola di Legambiente.

Dopo due settimane di traversata atlantica Greta Thunberg è arrivata a New York per il summit sul clima dell’Onu del 23 settembre. Ha raggiunto gli Stati Uniti con una barca a emissioni zero, per non unirsi a chi inquina i cieli con i voli aerei.

Come sempre da quando il venerdì ha smesso di andare a scuola per attirare l’attenzione sul riscaldamento globale e sulle responsabilità dell’uomo, la baby attivista lascia dietro di sé una scia di polemiche. Contrapposta alla scia di entusiasmi del popolo dei suoi sostenitori, soprattutto tra i giovani. La si accusa di essere integralista, di non avere mezze misure ma è con questi modi tranchant che la 16enne svedese ha innescato un movimento globale che la imita, cambiando le abitudini.

Greta traversata ambiente aereo Italia
I Fridays for future Italia protestano contro i roghi dell’Amazzonia. GETTY.

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IN VACANZA MA SENZA AEREO

Con i Fridays for future, soprattutto nel Nord Europa ma anche in Italia, tanti ragazzi evitano l’aereo per spostarsi nel continente. Quest’estate, finita la scuola, hanno trascorso le vacanze ai raduni e alle manifestazioni sul clima in Svizzera, Germania e in altri Paesi. O impegnati nei campi e in altri progetti ambientali. I primi dati sui mesi delle ferie confermano le impressioni sulla tendenza che nel Nord Europa contagia ormai genitori e nonni. La Frankfurter Allgemeine Zeitung ha scritto di biglietti interrail «venduti come mai» in Germania, anche «tra adulti e anziani» che, anziché i voli low cost, hanno scelto mezzi più ecologici e un po’ più costosi per attraversare l’Europa. Il settimanale Die Zeit ha aperto un dibattito tra generazioni – anche di ambientalisti – su viaggiare in aereo o meno, quanto spesso e anche per lunghe distanze. Suggerendo modi per fare le vacanze alla maniera di Greta.

Da gennaio circa 6.500 studenti italiani hanno partecipato alle attività didattiche e di monitoraggio del nuovo programma di cittadinanza attiva Volontari per natura

Legambiente

L’ECOTASSA DI MACRON

A muoversi al suo passo sono stati per primi i Paesi nordici, scossi nel 2018 da una catena di incendi per temperature record: in Svezia e in Norvegia presto il tam tam dei Fridays for future ha raggiunto la politica e il mondo dei vip. Alcuni personaggi pubblici e famosi hanno smesso di prendere l’aereo, anche per lavoro. Come pensano di fare dei politici locali in Svizzera e i Verdi in ascesa in Germania – tacciati di doppia morale per il loro volare troppo. In Francia il governo ha piazzato una ecotassa sui biglietti aerei nazionali (esclusi dalla Corsica e per le lunghe percorrenze) nella Finanziaria del 2020. E anche l’Italia non è lontana da trend europeo.

L’IMPEGNO DEI BABY AMBIENTALISTI

Da gennaio 2019, sull’onda delle discussioni nelle scuole e nelle università per gli scioperi del venerdì, Legambiente ha contato «oltre 2400 studenti che hanno partecipato agli infoday nelle scuole e circa 6.500 alle attività didattiche. Cioè anche di monitoraggio nei territori» per il nuovo progetto di cittadinanza attiva Volontari per natura, spiegano dall’associazione a Lettera43.it. Tra questi ragazzi c’è Domenico Placanica, 19enne calabrese all’ultimo anno di liceo, che ha segnalato gli abusi alle miniere di Roccella Jonica e, superata la maturità, ha contribuito alla campagna Spiagge pulite. Anche grazie ai Fridays for future, ci racconta di essere diventato «molto attivo sui social, per sensibilizzare i coetanei sui rischi per l’ambiente». A Palermo Emanuele Genduso, 24enne studente universitario di Botanica, in questi mesi ha cercato di «aumentare la percezione tra le famiglie della natura che è presente anche in città». Con la divulgazione scientifica nelle giornate informative di Legambiente e girando alcuni documentari.

Greta traversata ambiente aereo Italia
Greta all’arrivo in treno al World Economic Forum del 2019 di Davos, in Svizzera. GETTY.

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I FRIDAYS FOR FUTURE ITALIA

Aumentando la consapevolezza sui danni ambientali, questi giovani attivisti puntano a far ridurre le emissioni CO2 e altre cattive pratiche. Nelle loro interviste per iscriversi ai campi di volontariato di Legambiente, «pieni questa estate anche nelle liste di attesa», diversi minorenni hanno confessato di essere stati «spinti a questa esperienza dalle azioni di Greta Thunberg». A Torino si è creato un nucleo molto attivo dei Fridays for future Italia che sta protestando contro il presidente brasiliano Jair Bolsonaro per i roghi in Amazzonia. E che dalla primavera, con gruppi di adolescenti e 20enni da tutta Italia (alle dimostrazioni a Milano erano in migliaia), manifesta con il movimento internazionale a Bruxelles, in Germania, al raduno in Svizzera di questo agosto e ovunque ci si possa spostare in treno o in autobus.

Sull’ambiente nel Nord Europa i ragazzi stanno facendo scuola ai genitori

Beate Lenzbauer, Sts

IMPARARE LE LINGUE ALL’ESTERO MA NO FLY

Tra i 18enni in Italia – prima per candidature tra i Paesi dell’Ue – fa anche grande presa il programma di biglietti gratuiti interrailDiscover Eu, lanciato dal 2018 e rinnovato anche questa estate per festeggiare attraverso l’Europa l’anno della maggiore età. Per intercettare questo mood, anche dal nostro Paese l’organizzazione svedese di scambi culturali e soggiorni studio Sts organizzerà, dal prossimo anno, vacanze di lingua a Brighton no fly prenotabili, è l’anticipazione, «già da ottobre per giugno-luglio 2020». I teenager che lo vorranno potranno spostarsi in treno verso la località inglese, dal Nord e anche dal Sud Europa, facendo tappa a Parigi. «Un modo di viaggiare slow che rimanda alle ferie del primo 900», commenta la responsabile per l’Italia Beate Lenzbauer. «Ed è nuovamente richiesto nel Nord Europa. Dove sull’ambiente i ragazzi stanno facendo scuola ai genitori».

L’AGENDA DI GRETA NEGLI USA

In Svezia questo tipo di ferie le chiamano Tågsemester (vacanze in treno) e la campagna virale contro l’aereo – 10 volte più inquinante di CO2 dei mezzi su rotaia nelle rilevazioni scientifiche di EcoPassengerFlygskam (paura di volare). Intanto da Oltreoceano Greta, che nel suo anno sabbatico viaggerà in difesa dell’ambiente solo con mezzi ecologici, dal 20 al 27 settembre lancerà il terzo sciopero globale per il clima. Poi altre mobilitazioni negli Usa, in Canada, Messico. Fino alla Conferenza Onu sul clima (Cop 25) dal 2 al 13 dicembre a Santiago del Cile.

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