L’Alto Adige accelera sulla Fase 2

A partire dal 9 maggio su le serrande a negozi, parrucchieri e bar. Restano chiuse scuole e università. Vietati gli spostamenti in altre regioni. Il governatore Kompatscher: «Roma non ci ha ascoltato per settimane».

Dopo la richiesta di anticipare l’apertura dei negozi al dettaglio l’11 maggio ufficializzata dal presidente della Liguria Giovanni Toti, documento approvato dalla Conferenza delle Regioni, l’Alto Adige preme sull’acceleratore.

Il Consiglio provinciale di Bolzano ha infatti approvato in seduta notturna con 28 sì, un no e sei astensioni la legge che accelera la Fase 2. Sabato potranno perciò aprire i negozi, mentre lunedì tocca a parrucchieri, bar, ristoranti e musei. «La crisi», ha detto il governatore Arno Kompatscher, «è stata una grande sfida per tante categorie, dalle famiglie alle imprese, e le prossime settimane saranno comunque difficili. La legge forse delude alcune aspettative, ma è stato giusto proseguire insieme su questa strada».

APPLICATA L’AUTONOMIA

La Provincia di Bolzano, ha aggiunto, «intende affrontare questa Fase 2 all’insegna dell’applicazione della nostra autonomia. Al centro mettiamo la sicurezza e il senso di comunità. Questa Fase 2 e la ripartenza possono avere luogo solo se tutti si attengono alle regole. Confidiamo pertanto nell’autodisciplina e nel senso di responsabilità dei cittadini». L’andamento dell’epidemia, che in Alto Adige ha portato ad avere un indice di contagio R0 al di sotto dell’1, è stata secondo il governatore la pre-condizione per arrivare a fissare le regole locali per la ripartenza. L’impatto di questa crisi, ha sottolineato Kompatscher, sarà nettamente superiore alla crisi finanziaria del 2008. È quindi necessario consentire nuovamente la ripartenza della vita sociale ed economica in una «modalità sicura». Quindi l’affondo: «Dopo che Roma per settimane non ha ascoltato le richieste per una differenziazione regionale delle misure, abbiamo deciso di intraprendere il nostro percorso legislativo autonomo».

RESTANO VIETATI GLI SPOSTAMENTI IN ALTRE REGIONI

Le misure approvate dal Consiglio provinciale di Bolzano riguardano ambiti in cui la Provincia ritiene di avere la competenza in virtù dello Statuto di autonomia, mentre per quanto riguarda gli spostamenti verso il resto del Paese, le lezioni scolastiche e universitarie, le manifestazioni sportive, valgono le normative nazionali. Con quattro articoli e in circa 50 pagine, la legge fissa modi e tempi della ripartenza. Gli spostamenti, all’interno del territorio provinciale e nel territorio trentino sono liberi, mentre quelli verso altre regioni sono consentiti per ragioni di lavoro, di salute, di assoluta urgenza e per tutti gli altri motivi previsti dalla normativa statale. Se Austria e Svizzera lo consentiranno, sarà possibile varcare i rispettivi confini.

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Cosa sappiamo sul vasto black out in Alto Adige

L'elettricità è saltata due volte, lasciando l'intera provincia senza luce. Accertamenti del gestore di rete Edyna, Diverse chiamate ai vigili del fuoco. Il guasto potrebbe essere stato causato dal forte vento.

Alto Adige senza luce. Due black out elettrici hanno colpito vaste zone della provincia intorno alle 11 dell’11 febbraio. Dopo un primo black out, durato 10 minuti, l’elettricità è tornata per breve tempo per poi saltare nuovamente. Il gestore di rete Edyna sta effettuando accertamenti per risalire alle cause. Numerose le chiamate ai vigili del fuoco.

FORTE VENTO CHE IMPERVERSA SULL’EUROPA CENTRALE

I tecnici della società di gestione della rete elettrica altoatesina si sono messi al lavoro per individuare le cause. Le chiamate di utenti senza energia elettrica, ha comunicato l’azienda, sono arrivate infatti da tutta la provincia. Non è da escludere che il guasto possa essere stato causato dal forte vento che da un paio di giorni imperversa in tutta l’Europa centrale, Alto Adige compreso.

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Auto contro pedoni in Valle Aurina, sei morti in Alto Adige

Un veicolo ha centrato un gruppo di turisti tedeschi nei pressi di Lutago. Nell'impatto ferite anche 11 persone, tre in modo grave. Fermato il guidatore trovato positivo all'alcol test.

È di 6 morti e 11 feriti il bilancio di un tragico incidente stradale avvenuto la scorsa notte a Lutago, in Valle Aurina in Alto Adige. Secondo le prime informazioni, verso le ore 1.15 un’auto ha centrato a grande velocità un gruppo di persone che si trovava sul bordo della strada. Le vittime sono giovani cittadini tedeschi. Dopo aver passato la serata in un locale, la comitiva si trovava accanto a un pullman turistico quando è stata centrata in pieno dell’automobile. Sei sono morti sul colpo, mentre 11 hanno riportato ferite. Tre sono in gravi condizioni. Tra loro una donna che è stata trasferita d’urgenza di notte con l’elicottero del Aiut Alpin alla clinica universitaria di Innsbruck, in Austria. L’automobilista, un uomo del posto di 28 anni, di Chienes, è stato fermato. Secondo le prime informazioni, avrebbe avuto un tasso alcolemico molto elevato.

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Dopo le polemiche torna la denominazione Alto Adige

La Giunta provinciale ha varato un provvedimento per modificare il testo della legge europea. Voto unanime di Svp e Lega.

Torna la denominazioneAlto Adige” e sparisce il termine “Provincia di Bolzano“: la Giunta provinciale bolzanina ha appena approvato un disegno di legge ad hoc per modificare la norma europea e ristabilire il testo principale. Il ddl arriverà in Consiglio provinciale nella sessione di fine novembre. Molto rumore per nulla? «Si è trattato di un’incongruenza a cui abbiamo voluto porre rimedio nel più breve tempo possibile», ha precisato il governatore Arno Kompatscher.

Il presidente della Provincia autonoma ha anche ribadito «che non si è mai voluta abolire la denominazione Alto Adige, che continuerà a essere utilizzata come riferimento geografico al territorio, così come si utilizza Suedtirol nella forma tedesca». Kompatscher, a questo punto, ha ricordato: «Quando ci si riferisce alle istituzioni, invece, è giusto parlare di Provincia di Bolzano in italiano e di Provinz Bozen in tedesco».

Il voto in Giunta provinciale, formata da Svp e Lega, è stato unanime. E Bolzano ha già informato Roma per evitare l’impugnazione della legge europea. Il caso Alto Adige aveva infatti scatenato una tempesta politica. «Se c’è una differenza io sono obbligato a impugnare e mi auguro che la Provincia abbia gli strumenti per correggere in corsa questo aspetto, perché non è ammissibile e non è tollerabile», aveva fatto sapere senza mezzi termini il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia.

«Esprimo soddisfazione per la retromarcia della Provincia di Bolzano sulla cancellazione del termine Alto Adige», ha commentato il deputato di Fratelli d’Italia Luca De Carlo. «Cosa sarebbe successo se noi di Fratelli d’Italia, e solamente noi, non ci fossimo opposti con convinzione e durezza, in aula e fuori, alla folle approvazione da parte della giunta provinciale del disegno di legge che aveva cancellato il termine Alto Adige?», ha aggiunto.

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