Grilli alla presidenza di Mediobanca, con vista su Trieste

L'ex ministro pare mettere d'accordo sia gli azionisti storici di Piazzetta Cuccia, e con loro l’ad Alberto Nagel, sia il neo socio Del Vecchio. E potrebbe aprire una fase nuova che consenta, senza guerre inutili, di sistemare anche i vertici di Generali, vero obiettivo del patron di Luxottica.

Sarà Vittorio Umberto Grilli il prossimo presidente di Mediobanca.

Insieme con la conferma che Renato Pagliaro lascerà la poltrona che è stata di Enrico Cuccia e Vincenzo Maranghinotizia anticipata da Lettera43.it all’inizio di dicembre dello scorso anno – arriva l’informazione che sarà l’ex viceministro e ministro del Tesoro (governo Monti), dal maggio 2014 in JPMorgan con l’incarico di presidente del Corporate & Investment Bank per l’area Europa, Medio Oriente e Africa, a succedergli.

Grilli, che è comunque in procinto di lasciare la banca d’affari statunitense all’interno della quale i suoi rapporti negli ultimi tempi si sono decisamente raffreddati, è una figura su cui sembrano convergere tanto gli azionisti storici di Mediobanca, e con loro l’amministratore delegato Alberto Nagel, quanto il neo socio Leonardo Del Vecchio, arrivato al 10% del capitale della banca di piazzetta Cuccia. 

SU GRILLI SEMBRANO CONVERGERE NAGEL E DEL VECCHIO

Milanese, 62 anni, studi ed esperienze internazionali ma anche una lunga presenza in via XX Settembre al ministero dell’Economia e delle Finanze, dove è stato prima a capo del dipartimento Privatizzazioni, poi Ragioniere Generale dello Stato e quindi direttore generale del Tesoro (da maggio 2005 fino a novembre 2011 con i ministri Domenico Siniscalco, Tommaso Padoa-Schioppa e Giulio Tremonti), Grilli potrebbe non solo mettere d’accordo Nagel e Del Vecchio sul suo nome, ma aprire una fase nuova che consenta, senza guerre inutili, di sistemare anche i vertici di Generali, il vero obiettivo del patron di Luxottica, che agisce d’intesa anche con Franco Caltagirone.

LA PARTITA PER I VERTICI DI GENERALI

Per ora i nomi per Trieste non sono ancora sul tavolo, anche perché il cda è stato rinnovato per tre anni nel maggio del 2019. Quindi molto dipenderà dall’equilibrio che Mediobanca e i privati riusciranno a trovare, a cui il destino degli attuali vertici, il presidente Gabriele Galateri (il suo è comunque l’ultimo mandato), e l’ad Philippe Donnet, è legato.

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Mediobanca, sarà Cimbri il cavaliere bianco di Nagel

L'argine costruito con Doris e in parte Bolloré in funzione anti-Del Vecchio non può reggere a lungo. E non sarebbe sufficiente in caso il patron di Luxottica ottenesse l'ok per arrivare al 20%. E così l'ad di Piazzetta Cuccia ha chiamato in suo soccorso il numero 1 di Unipol.

Si chiama Carlo Cimbri la carta segreta di Alberto Nagel nella guerra che lo vede contrapposto a Leonardo Del Vecchio per il controllo di Mediobanca e, suo tramite, di Generali. Complici gli errori che il patron di Luxottica sta commettendo nella gestione strategica dell’operazione, che gli stanno costando i tempi lunghi e la molta circospezione, per non dire diffidenza, con cui la Bce esamina la richiesta di poter superare la quota del 10% in Mediobanca, l’amministratore delegato della banca che fu di Enrico Cuccia sta organizzando la difesa e la controffensiva sapendo di avere del tempo davanti. Inizialmente Nagel ha cercato di serrare le fila degli attuali azionisti, trovando soprattutto in Ennio Doris il più disponibile. E anche Vincent Bollorè tutto sommato gli ha dato retta, avendo per ora venduto a Del Vecchio solo poche azioni. 

CIMBRI, CAVALIERE BIANCO IN AIUTO ALL’AD DI MEDIOBANCA

Ma Nagel ha capito che quell’argine non può reggere a lungo, e che comunque non sarebbe sufficiente se e quando l’uomo di Agordo dovesse ottenere luce verde per arrivare al 20%. Allora ha scorso la sua agendina alla voce “amici del cuore”, e ha subito capito che l’uomo di Unipol, ormai anche banchiere con Bper, sarebbe perfetto nella veste di cavaliere bianco gradito. Il rapporto tra i due è antico e solido, cementato dall’operazione Sai-Fondiaria e dalla vicenda giudiziaria, poi archiviata, relativa al famoso “papello” sottoscritto da Mediobanca con Salvatore Ligresti. A quanto è dato sapere, Cimbri avrebbe risposto «eccomi» alla chiamata dell’amico, anche se resta ancora non del tutto definita la modalità con cui Unipol-Bper potrebbe intervenire in soccorso di Nagel.

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