Nozze forzate per Silvia Romano, gli inquirenti smentiscono

Secondo Il Giornale, la cooperante rapita in Kenya a novembre 2018 sarebbe stata costretta al matrimonio e alla conversione all'Islam. Ma i magistrati di Roma non ne hanno evidenza.

Non c’è alcuna evidenza investigativa sulla presunta islamizzazione forzata di Silvia Romano, la cooperante italiana rapita in Kenya il 20 novembre 2018. Lo riferisce SkyTg24 citando fonti giudiziarie a Roma. La sorte di Silvia è tornata d’attualità a causa di un servizio esclusivo del 30 settembre 2019 in prima pagina su Il Giornale, che sostiene che la 24enne, dopo il rapimento, sarebbe stata costretta all’islamizzazione e al matrimonio in Somalia con un uomo legato all’organizzazione che la terrebbe in ostaggio. L’articolo cita fonti dei servizi segreti italiani.

SILVIA SAREBBE ANCORA IN SOMALIA

I magistrati della Procura di Roma, che indagano sul caso in collaborazione con le autorità keniote, ritengono che Silvia Romano sia stata trasferita in Somalia dopo il sequestro. Viene anche dato per certo che si tratti di un rapimento su commissione e che i mezzi di cui erano dotati i sequestratori – un gruppo composto da otto persone – sono stati giudicati da chi indaga «sproporzionati» rispetto al livello medio delle bande criminali keniote. L’ultimo elemento che gli inquirenti del Kenya hanno dato per certo era che Silvia fosse ancora in vita il giorno di Natale del 2018.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it

Attacco contro un convoglio militare italiano a Mogadiscio

Una bomba artigianale è esplosa al passaggio di mezzi della Difesa fuori dalla green zone nella capitale somala.

Un ordigno esplosivo artigianale è esploso al passaggio di un convoglio di mezzi militari italiani a Mogadiscio. Lo riferiscono i media locali, precisando che il convoglio si trovava sulla strada Jaale-Siyaad e aveva appena lasciato la green zone per dirigersi verso il ministero della Difesa somalo. Fonti della Difesa italiana confermano la presenza di mezzi italiani sul luogo dell’attacco, ma nessuna conseguenza al momento si registra per il personale italiano. L’attacco ha coinvolto due mezzi che rientravano da un’addestramento.

L’ATTACCO ALLA BASE DEI DRONI USA

Gli Shabaab somali hanno lanciato un altro attacco contro una base militare statunitense utilizzata come punto di partenza per gli attacchi condotti dai droni. L’attacco è avvenuto contro la base militare all’aeroporto di Ballidoogle, circa 100 km a Nord Ovest di Mogadiscio. «Dopo aver sfondato il perimetro difensivo, i nostri combattenti hanno fatto irruzione nella base e gli scontri a fuoco con i crociati sono ancora in corso», recita il comunicato di rivendicazione degli shabaab somali.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it