Amministrative/Guido Milanese: “Prima del nome è necessario calare progetto e programma per Salerno”

di Erika Noschese

Si riunirà nei prossimi giorni il tavolo provinciale del centrodestra per fare sintesi sul nome del candidato sindaco, tanto nella città capoluogo quanto nelle grandi città al voto. A fare il punto della situazione Guido Milanese, vice coordinatore regionale di Forza Italia: “È chiaro che sulla sintesi bisognerà calare un progetto ed un programma per la città di Salerno che io ritengo sia la cosa fondamentale, la più valida e sulla qual cosa il centrodestra è già pronto per creare un’alternativa di programma e di futuro per la nostra città”, ha infatti dichiarato. La scelta del candidato sindaco, a Salerno città e nei comuni della provincia chiamati al voto dipenderà soprattutto dalla città di Napoli, particolarmente importante dal punto di vista politico. Dunque, bisognerà attendere anche e soprattutto il tavolo regionale. Milanese, tra poco si riunirà il tavolo di coordinamento provinciale… “Sì, era stato rinviato a dopo Pasqua e nei prossimi giorni ricominciano gli incontri per poter discutere. I tempi ci sono, c’è tutta l’estate ma è chiaro che bisogna prepararsi per tempo; in questo momento c’è ancora una dialettica aperta, rispetto alla quale chiaramente si va incontro ad una sintesi”. La coalizione è ancora in alto mare, ci sono forse troppi nomi sul tavolo da valutare. Tra questi c’è anche quello dell’avvocato penalista Michele Sarno? “Allora, diciamo che in questo momento i nomi che sono sul tavolo sono tutti eccellenti, di primissimo ordine e su tutti si può fare sintesi, in qualche modo perché l’uno vale l’altro, sia come qualità e spessore umano e professionale, sia dal punto di vista politico. È chiaro che sulla sintesi bisognerà calare un progetto ed un programma per la città di Salerno che io ritengo sia la cosa fondamentale, la più valida e sulla qual cosa il centrodestra è già pronto per creare un’alternativa di programma e di futuro per la nostra città, stimolando quelli che sono i punti emergenti, deboli, quelli che non sono stati affrontati negli ultimi anni e che ritengo stanno a cuore, in modo particolare, al centrodestra. In questo momento, parlerei del rilancio dell’economia salernitana, dell’attenzione alle fasce deboli, del recupero di un minimo di dignità sull’urbanistica e sulle strade; sul controllo del territorio. Tutti elementi, questi, che sono venuti meno man mano e si sono sgretolati negli ultimi anni; su questo, il centrodestra è pronto per calare un progetto e un programma adeguato. Il nome che porterà avanti questo progetto, naturalmente, sarà un nome di sintesi ma devo dire che, in questo momento, non ci sono tanti nomi sul tavolo. Quei pochi che sono rimasti, perché si sono scremati nell’arco degli ultimi mesi ed ora andranno ad unirsi in una sintesi unica o, al massimo, in un dualismo che non vedo come elemento negativo perché anche l’ipotesi di una doppia candidatura: potrebbe essere una strategia per andare meglio al ballottaggio e a quel punto fare sintesi successivamente. Non c’è una spaccatura nel centrodestra, c’è chi sposa un candidato, chi un altro ma sul progetto e sul programma siamo profondamente uniti. Ci si augura di trovare la sintesi su un unico candidato, devo dire che sono al meglio rappresentativi quello che oggi sono sul tavolo; ognuno di loro è in grado di saper governare e portare a termine il programma e il progetto del centrodestra e su questo non c’è ombra di dubbio, nessuna spaccatura”. Secondo lei, Forza Italia potrebbe decidere di sostenere il candidato sindaco lanciato dalla Lega, Dante Santoro? “Il candidato esprime la sua valenza. Ritengo che oggi come oggi, è ancora prematuro parlare senza aver fatto un ulteriore incontro. Bisogna ritrovarsi e non è detto che sia tempo perso perché spesso serve a sedimentare certe situazioni. Io ritengo che alla fine sono tutti candidati che possono rappresentarci, come nel caso di Michele Salerno o Michele Tedesco. Nei prossimi giorni si scremerà ancora di più la rosa e la sintesi sarà sempre più vicina”. Quale dovrà essere, secondo lei, il punto centrale del programma elettorale? “Soprattutto in questo momento con la città che sta soffrendo, dal punto di vista economico, le categorie delle piccole imprese, dei commercianti, degli artigiani e la sofferenza fondamentale è legata alla mancanza di economia sul territorio. Il primo progetto è rilanciare un programma per lo sviluppo economico del territorio stesso, con attenzione in modo particolare alle categorie che hanno sofferto in modo particolare per questo nuovo lockdown”. A proposito di settori in crisi domani (oggi per chi legge ndr) ci sarà una protesta a Salerno, i ristoratori sono pronti a riaprire così come i commercianti. Cosa ne pensa? “Io ritengo che mai trasgredire la legge. La vicinanza è totale a questi lavoratori che hanno sofferto e stanno soffrendo, ho grande rispetto di loro perché hanno tutte le ragioni del mondo. Questo lockdown, soprattutto negli ultimi tempi, è stato molto particolare perché abbiamo visto gente in strada, muoversi liberamente, senza controlli. Alla fine, si è determinato un lockdown settoriale, una chiusura di settore di alcuni operatori del commercio e dell’economia salernitana che sono stati particolarmente penalizzati per cui io non vedo come sia possibile immaginare persone che si affollavano nei centri commerciali o in alcuni negozi o semplicemente per strada quando poi, nei ristoranti, ad esempio, con le dovute precauzioni ci sarebbero stati meno rischi. Queste categorie sono state quasi azzerate dal punto di vista economico, sono in sofferenza; ne soffrono intere famiglie, senza calcolare l’indotto. Capisco la protesta, la ribellione ma che sia contenuta nei limiti delle norme e delle leggi”. Ad Eboli è confermato il sostegno al candidato sindaco Damiano Cardiello o è ancora in forse? “E’ chiaro che Cardiello è un nome rappresentativo storico del centrodestra, oltre ad essere persona amica ma è chiaro che la discussione per trovare un nome anche nelle altre città passa anche per Salerno, città capoluogo. Ecco l’importanza del tavolo che determina non solo la scelta su Salerno ma anche perché, a caduta, sarà sulle altre città della provincia. Tutto questo passa anche per la decisione su Napoli, non dobbiamo dimenticare che la scelta su Napoli – che rappresenta sul piano politico nazionale una delle città più importanti e rappresentative – sarà determinante, per la tipologia di scelta, a caduta sulle altre città della regione, su Salerno. Sarà importante il tavolo provinciale ma lo sarà anche quello regionale perché Salerno dipenderà proprio dal tavolo regionale”.

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