Airo, la mascherina intelligente: Aiko industry ora punta su città di Salerno

di Erika Noschese

Da Treviso a Salerno per la produzione di mascherine e prodotti relativi alla sanificazione, grazie al sostegno della Salerno Trasporti che ha scelto di essere parte attiva di questo progetto. È la scommessa di Aiko Industry, nota azienda italiana guidata da Renato Cesaroni che, in questo periodo, ha lanciato Airo, la mascherina trasparente, respirante, economica e riciclabile, oltre che ultra tecnologica e unica al mondo per le sue caratteristiche. L’azienda Aiko Industry investe su Salerno e lancia la mascherina Airo. Di cosa si tratta, nello specifico? “Aiko Industry è una società che sta sviluppando una serie di prodotti, nel campo della sanificazione, in particolare è partita con una mascherina particolarmente tecnologica. All’interno di questo progetto industriale ci siamo imbattuti in un imprenditore, di fatti la Salerno Trasporti, che ha creduto in questo progetto e ha voluto partecipare, non solo dal punto di vista attivo come presenza all’interno della governance della società ma anche come investimento vero e proprio. Questo ci ha permesso di aggiornare nel modo migliore un asset che permettesse al progetto industriale di potersi sviluppare su tutto il territorio; non è un caso se abbiamo scelto di avere su Treviso la sede legale e la parte commerciale, attualmente in fase di sviluppo anche di questo paradigma e per quanto riguarda la produzione e lo sviluppo del prodotto su Salerno, proprio per questa grande sinergia che si è creata nel periodo della pandemia. Aiko Industry è un gruppo, sia pure come start up perché un anno fa circa questo tipo di mercato esisteva ma era ben diversa dall’attuale; stiamo completando il catalogo e attivando una serie di prodotti che permettono di completare il catalogo in maniera significativa, con prodotti tecnologici e all’avanguardia. L’idea è nata da un’esigenza oggettiva, in periodo di pandemia, visto che la domanda era di gran lunga maggiore rispetto all’offerta e abbiamo ripensato alla mascherina, non di utilizzare la solita mascherina usa e getta, con tutti i limiti del caso ma di fare un prodotto particolarmente stabile e performante: è un prodotto non usa e getta, con un grande impatto dal punto di vista ambientale; i filtri sono particolarmente tecnologici perché non sono di derivazione carbon fossile bensì naturali, ricavate da lane di pecora uniche al mondo; altre innovazioni sono la possibilità di vedere i lineamenti del volto, soprattutto per quanto riguarda persone che hanno la necessità di vedere il labiale per poter seguire il dialogo”. È una mascherina pensate per tutti. Oggi investire su questi prodotti è una scelta importante, quando ha pensato di lanciare questa mascherina? “Esattamente quando c’è stata l’esigenza di mercato ma non abbiamo mai pensato all’aspetto speculativo. Infatti, proprio per la complessità del prodotto noi possiamo dire di essere arrivati un po’ tardi rispetto all’isterismo della produzione di mascherine, con tutti i pro e i contro del caso. La nostra idea era quella di realizzare una maschera che potesse durare nel tempo, spostandosi sul mercato professionale e non a caso abbiamo ideato una linea di prodotti che vanno ad affiancarsi alla mascherina e che sono affini al mercato della sanificazione e che entreranno sul mercato nel giro di un mese”. Ci può già anticipare qualcosa circa questi prodotti? “La prima in assoluto è una lampada da un design molto accattivante, essendo una lampada da tavolo; ha delle caratteristiche uniche: si può collegare con un’app, per accenderla e spegnerla, controllare l’intensità della luce; ha due sensori, uno permette di rilevare la presenza vicino alla lampada per accenderla e spegnerla in automatico; l’altro avverte circa la funzione degli uvc, potenzialmente dannosi e questa lampada, in maniera intelligente, si attiva quando non c’è pericolo per sanificare la scrivania. È pensata per quell’operatività di tipo professionale come avvocati, commercialisti e così via. Con questa lampada si permette di avere una sterilizzazione di fatto totale dell’ambiente. Ci sono una serie di altre opzioni all’interno della lampada quale il caricabatteria wirless e con cavo; la lampada funziona anche da torcia ma, in più, si può attivare l’uvc per disinfettare luoghi specifici. È il primo prodotto che si affiancherà alla maschera; quest’ultima, di per sé, essendo molto tecnologica, ha una respirabilità che quasi non si avverte: la nostra ha registrato un parametro così basso; è più rigida, sembra più complessa da adoperare ma è solo questione di abitudine. Questa mascherina è predisposta per una serie di opzioni: una videocamera per registrazioni; un sensore che avverte circa la temperatura corporea; ampliare il suono della voce ma questo per utilizzo professionale”. È una scelta contro corrente, da imprenditore, investire in piena emergenza epidemiologica che va nella direzione di essere parte attiva in questa emergenza… “Assolutamente, ha detto bene perché una delle difficoltà psicologiche è stata proprio questa e questa idea, proprio perché assurda, ha possibilità di riuscire. Abbiamo già attivato e messo in produzione, a livello prototipale ancora, dei prodotti che vanno dal purificatore con capacità molto importanti che hanno cinque funzioni di purificazione, tramite filtri passivi; il plasma, con ioni, raggi uvc e fotocatalisi; permette una disinfezione di circa 60 metri quadri: dopo 10 minuti distrugge il 99.99% dei virus e, in laboratorio, è stato fatto il controllo sul covid. Questo permette di avere la ragionale certezza di diminuire drasticamente la probabilità di contagio. A questo ci sono altri oggetti: per disinfettare e asciugare spazzolini da denti e asciugarli; sterilizzatore e purificatore per ambienti estremi; disinfettare tutto ciò che sono pennelli per makeup e, ancora, un purificatore d’auto trasportabile con una serie di opzioni; purificatore trasportabile per la disinfezione tramite uvc. Ci sono poi una serie di accessori per la mascherina come la custodia per contenerla. Io ho sempre concepito l’industria come la testa e la coda, ovvero ricerca, sviluppo e commercializzazione dei prodotti: tutto ciò che è la parte produttiva ho sempre pensato fosse impossibile farlo in Italia per motivi ovvi di costo di manodopera e produzioni ma in questo caso stiamo pensando di poter applicare non solo la testa e la coda ma anche la parte finale del ciclo produttivo. A Salerno faremo l’assemblaggio finale di tutti i prodotti che usciranno nell’immediato e prossimo futuro, per motivi di percentuale di utilizzo e produzioni che permetterà di puntare sul made in Italy ma d’altra parte permette di poter controllare i processi produttivi e la qualità ma soprattutto la riservatezza circa i prodotti. Stiamo implementando questo modello industriale: siamo ancora in fase di assestamento della struttura, adesso il mio compito è allineare l’aspetto finanziario per poter sostenere i giusti investimenti che serviranno. Per ora, crediamo di aver centrato tutti gli obiettivi: i prodotti stanno rispondendo bene, con una tecnologia unica al mondo anche per evitare l’appannaggio della mascherina stessa. Siamo pronti per poter delineare questi nuovi asset e poi produrre e distribuire. Ci sarà un programma di assunzioni proprio sulla zona di Salerno, fondamentale in questo periodo storico: sarà personale di qualità, maestranze che si occuperanno della fascia bassa del ciclo produttivo ma servirà un po’ tutto per la ricerca, sviluppo e attivare il marketing commerciale per diventare un’azienda di un certo livello”.

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