Perché il servizio del Tg3 Leonardo non c’entra col Covid-19

Un video del 2015 torna ad alimentare la fake news del coronavirus creato in laboratorio. Anche Salvini e Meloni la cavalcano. Ma le prove scientifiche sono chiare: il Sars-Cov-2 ha origine naturale.

In simultanea, un video ha inondato il 25 marzo migliaia e migliaia di chat in Italia. Si tratta di un servizio della trasmissione del Tg3 Leonardo del 16 novembre 2015, che inizia con poche, inquietanti parole: «Scienziati cinesi creano un super virus polmonare». Il video è rimbalzato sui social e su Whatsapp per il fatto che sembra preannunciare – in anticipo di cinque anni – la genesi di quel Covid-19 che oggi sta mettendo in ginocchio mezzo mondo. «È un esperimento certo ma preoccupa tanti scienziati», si sente nel servizio, «un gruppo di ricercatori cinesi innesta una proteina presa dai pipistrelli sul virus della Sars, la polmonite acuta, ricavato da topi. E ne esce un super virus che potrebbe colpire l’uomo». Tale è stata l’eco generata dal video che sia il premier Giuseppe Conte, sia la virologa Ilaria Capua sono dovuti intervenire per ribadire una volta di più che no, il Covid-19 non è nato in laboratorio.

Rispondendo a una domanda al termine della sua audizione in parlamento, Conte ha escluso che il virus possa avere origine sintetica: «Non ho visto il servizio, ma ho referenze che non è così». A stretto giro, Capua ha argomentato: «Il Covid-19 è un virus che deriva dal serbatoio selvatico. Non sappiamo ancora quante specie animali abbia colpito prima di arrivare all’uomo. Vorrei dire ai complottisti che il codice a barre, la sequenza, di quel virus di cui si parla nel Tgr Leonardo, è parte integrante della pubblicazione». Un’altra autorevole voce in ambito scientifico che fa eco alla virologa italiana è quella della rivista Nature, che ha pubblicato le conclusioni di un gruppo internazionale di ricerca guidato dal californiano Scripps Research Institute: il Covid-19, è la sentenza, è nato in natura e non in laboratorio attraverso la manipolazione di coronavirus simili a quello della Sars.

L’INCIAMPO DI SALVINI E MELONI

Sulla questione è intervenuto anche il giornalista torinese Battista Gardoncini, che all’epoca del servizio era curatore di Leonardo: «Lo studio cinese non c’entra nulla con la situazione che stiamo vivendo oggi. Che il Covid derivi da una zoonosi è stato chiaro fin dal primo momento, e importanti studi genetici lo stanno dimostrando. Siamo tutti nei guai. La faciloneria non aiuta nessuno». Un messaggio rivolto indirettamente anche a quella parte della politica italiana che subito è scattata nel tentativo di cavalcare il complottismo e mettere in difficoltà il governo. «Incredibile!», ha scritto Matteo Salvini postando il video su Facebook. «Da Tgr Leonardo del 16.11.2015 servizio su un super virus polmonare creato dai cinesi con pipistrelli e topi, pericolosissimo per l’uomo (con annesse preoccupazioni)». Dalla Lega è partita poco dopo un’interrogazione urgente a Conte. Anche la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni s’è accodata: «Vogliamo la verità. La Cina ha mentito sul virus».

🔴‼INCREDIBILE!!!‼🔴Da Tgr Leonardo (Rai Tre) del 16.11.2015 servizio su un supervirus polmonare Coronavirus creato dai cinesi con pipistrelli e topi, pericolosissimo per l'uomo (con annesse preoccupazioni).Dalla Lega interrogazione urgente al presidente del Consiglio e al Ministro degli Esteri.

Posted by Lega – Salvini Premier on Wednesday, March 25, 2020

Peccato però che la tesi secondo cui il nuovo coronavirus è un prodotto sintetico sia stata una delle prime fake news a emergere insieme all’epidemia. E una delle prime a essere smentite. Nessuna delle ricerche condotte sul Covid-19 ha trovato evidenze su un’origine sintetica del virus. Gli esperti hanno in particolare confrontato il gene per una proteina chiave nel processo infettivo, una proteina dell’involucro esterno del virus (chiamata spike, da punta o spina) che gli serve per attaccarsi, entrare e infettare le cellule umane. Questa e altre «caratteristiche del virus, la sequenza genetica di RBD e la spina dorsale del virus – hanno concluso gli autori dello Scripps Research Institute – ci portano a scartare l’ipotesi della manipolazione di laboratorio come possibile origine del Covid-19».

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