Gli asessuali e la lotta per il riconoscimento dei diritti

Non provano attrazione fisica. E stanno bene. Sono l'1% della popolazione mondiale. Il quarto orientamento dopo etero, omo e bi-. S'innamorano anche loro: platonicamente. Tanto che Tinder ha aggiunto un'opzione apposita. Viaggio nella categoria che ancora cerca di essere socialmente accettata.

misticiasceti. In uno dei tanti gruppi della Rete la preoccupazione più forte è il possibile contagio dal coronavirus partito dalla Cina. È l’ultimo topic d’attualità. Nello schema da Anni 90 che regola lo scambio di messaggi si parla di viaggi saltati e di precauzioni come in qualsiasi sala d’attesa. Peccato che qui la room sia quella dedicata agli asessuali, donne e uomini che non provano attrazione sessuale. E stanno bene. Tanto da voler condurre una vita normale. Con dei diritti attorno a un’identità non ancora socialmente riconosciuta.

IL SIMBOLO: TRIANGOLO BIANCO SU SFONDO VIOLA

La piattaforma è quella di Aven (la comunità degli asessuali italiani), costola dell’associazione internazionale che detta l’acronimo Asexual Visibility and Education Network. Sfondo viola con triangolo bianco che sfuma verso il grigio, qui si legge la definizione: «Un assessuale è una persona che non ha esperienza di attrazione sessuale». L’obiettivo è lottare per avere un’aperta discussione sul tema, sia tra i diretti interessati, sia tra i sessuali. Il tutto grazie a un movimento nato ormai più di 20 anni fa.

QUESTIONE SOLLEVATA PER LA PRIMA VOLTA NEL 1997

Era il 1997 quando la scrittrice irlandese Zoe O’Reilly sollevò per prima la questione con un articolo. Il titolo resta emblematico: My life is an amoeba. Con semplicità e ironia rivendica spazi di esistenza e riconoscimento per un gruppo di minoranza: «Vogliamo un nastro colorato, una festa nazionale, coupon per i fast food».

SI NASCE O SI DIVENTA? È LA CONSAPEVOLEZZA CHE ARRIVA DOPO

Francesco, Mario, Marta: hanno nomi e storie comuni. Molti hanno scoperto solo da giovani adulti di essere asessuali. O meglio ne hanno avuto la consapevolezza. I racconti – anche social – hanno spesso punti in comune. L’adolescenza, la scoperta del corpo e l’esperienza del sesso etero o gay – pur in assenza di desiderio e senza attrazione. Come le altre attività, ma di quelle noiose.

LE RELAZIONI: SI VIVONO COMUNQUE AMORE E INNAMORAMENTO

D’un tratto, dopo i 30 anni (ma anche 40 e 50) hanno capito il perché di quel disagio nella relazione – e da lì la liberazione. O i problemi. Perché le persone asessuali vivono comunque con trasporto l’amore e l’innamoramento, seppur in modo platonico.

STORIE FINITE PER INCOMPRENSIONI FISICHE

«Per me ci sono cose molto più importanti e molto più intense che possono legare due esseri umani», esordisce un’utente. «Non voglio definirmi, non mi interessa catalogarmi. Sono solo una donna libera di essere se stessa in tutto e per tutto!! Che sollievo!». La gran parte ha delle relazioni alle spalle, spesso terminate a volte proprio per un’incomprensione fisica con il partner.

DA TEMPO CERCAVANO UNA DEFINIZIONE

«Da tempo cercavo una definizione che un minimo rappresentasse quel che mi sento», scrive un’altra donna con un nickname, «e forse finalmente mi sto chiarendo le idee, venendo a conoscenza del fatto che esistono altre persone non interessate al sesso, o quantomeno che non ne fanno una primaria questione di vita». In realtà sotto l’etichetta di asessuali si nascondono poi altre sotto categorie, ma soprattutto una costante e comune fluidità.

QUANTI SONO: L’1% DELLA POPOLAZIONE MONDIALE

La stima mondiale più accreditata da esponenti accademici è che gli asessuali costituiscano l’1% della popolazione globale. Il riconoscimento da parte della comunità scientifica è del 1994. Da allora lAmerican Psychiatric Association prevede la rimozione dal manuale diagnostico dei disturbi mentali. L’assessualità – scientificamente – è infatti ben diversa dall’assenza di desiderio patologico che si riscontra in persone depresse o con traumi pregressi. Una posizione che, anche se recente, ha segnato la svolta verso lo status di quarto orientamento sessuale (dopo etero, omo e bi-), su cui concorda ormai la comunità scientifica internazionale.

LE DATING APP SI AGGIORNANO: TINDER PARLA ANCHE A LORO

Se asessuale è bello, il coming out è è una boccata d’aria (anche se di difficile comprensione per i conoscenti) ed è il primo passo verso una nuova vita. Non da soli, però. Per chi non ha già trovato la propria anima gemella (o magari non si trova l’accordo sulla vita intima) c’è più attenzione e nuovi strumenti. Basta pensare che anche la generalista Tinder, nota app per incontri abbia aggiunto l’opzione asessuale. Una scelta arrivata solo nel 2019 per via delle numerose richieste. E un sondaggio tra gli utenti. Dove il mercato chiama… l’app si evolve.

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