Ruby Ter, Chiara Danese: «Io minacciata da un collaboratore di Lele Mora»

La rivelazione di una delle test chiave durante una udienza del dibattimento contro Silvio Berlusconi. La concorrente di Miss Italia ha raccontato del bunga bunga: «Io ero destinata a Emilio Fede». E denunciato la violenza «fisica e psicologica».

Una nuova rivelazione sul processo Ruby Ter da una delle test chiave del procedimento contro l’ex premier Silvio Berlusconi. Chiara Danese, una delle ragazze che hanno partecipato alle cene di Arcore ha infatti rivelato ai cronisti: «In passato sono stata minacciata da persone che conoscevano quello che era successo, ho avuto tanta paura, le ho ricevute da personaggi che fanno parte di questo processo, mi dicevano ‘stai attenta, guardati le spalle». Danese è una delle testi ‘chiave’ del caso Ruby e sta deponendo nel processo ‘Ruby ter’ a carico di Berlusconi e altri. In aula ha parlato di “minacce” da un ex collaboratore di Lele Mora.

«VITTIMA DI VIOLENZA PSICOLOGICA E FISICA, ARCORE MI HA ROVINATO LA VITA»

Danese ha spiegato che in quella serata “ad Arcore” nel 2010 «ho visto e subito una violenza psicologica e fisica» e poi dopo «ho sofferto tanto, anche ora sono in cura e prendo dei farmaci». «Questa situazione mi ha rovinato la vita, sono stata vittima di bullismo, non potevo più uscire di casa dopo che il mio nome era finito su tutti i giornali, ho sofferto di depressione, di anoressia, e ancora oggi sono in cura, vivo in una realtà piccola e mi hanno affibbiato un’etichetta». E ancora: «Ho ricominciato a studiare per trovarmi un lavoro e la mia famiglia mi sta aiutando». Prima l’ex concorrente di Miss Italia aveva ricostruito come era finita ad Arcore nove anni fa, portata da Emilio Fede, che le aveva promesso che avrebbe fatto «la ‘meteorina’ a 5mila euro a settimana». Tra l’altro, ha detto, «a 18 anni purtroppo non conoscevo Berlusconi, ero un po’ ignorante, a me all’inizio Arcore sembrava solo un locale esclusivo di Milano».

«SIETE PRONTE PER IL BUNGA- BUNGA?»

Ha parlato delle “barzellette sconce” che l’allora premier avrebbe raccontato a cena e poi ancora della famosa “statuetta di Priapo” con la quale le altre ragazze «simulavano rapporti orali», con Berlusconi che poi diceva: «siete pronte per il bunga-bunga?». E ancora: «Lo baciavano in bocca, le ragazze lo chiamavano ‘papi’, lui mentre ci accompagnava ci toccava dietro, a me e ad Ambra, io avevo paura». Poi, la descrizione di ciò che accadde nella sala del ‘bunga-bunga’: «C’erano balletti erotici davanti al palo, per le altre ragazze sembrava la normalità, arrivò la Minetti, ballò attorno al palo e si spogliò tutta e poi si fece baciare i seni da Berlusconi». Dunque, Danese decise di chiedere a Fede di andare via«perché mi sentivo male, mi sentivo a disagio». E se ne andò assieme ad Ambra, mentre Fede «era infastidito».

«ERO DESTINATA A EMILIO FEDE»

In aula, rispondendo alle domande del procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e del pm Luca Gaglio, la 27enne ha raccontato che l’ex collaboratore di Mora, Daniele Salemi, dopo la serata ad Arcore, «voleva farmi prostituire, voleva farmi diventare una escort, mi minacciava anche». Sempre davanti ai giudici della settima penale (presidente del collegio Marco Tremolada), Danese sulla serata a villa San Martino del 2010, dalla quale se ne andò, ha aggiunto: «Io ero destinata a Emilio Fede e Ambra Battilana a Berlusconi, così avevo capito».

«DECIDI DI ANDARTENETE: NON LAVORERAI NELLO SPETTACOLO»

Il pm Gaglio ha mostrato alla giovane un album fotografico e lei ha riconosciuto tra le partecipanti alla serata Roberta Bonasia («lei mi disse di non dire ad altri ciò che avevo visto, che non mi dovevo azzardare»), le gemelle De Vivo e Marysthell Polanco. Danese ha parlato, come aveva già fatto in passato, di “toccamenti” tra Berlusconi e le altre ragazze, di «baci sui seni», e di ragazze che «toccavano le parti intime di Berlusconi, come per gioco» Minetti, poi, «si strusciava su Fede e Berlusconi» e le «altre ragazze ci provavano a coinvolgermi, a far spogliare me e Ambra». E quando decise di andarsene con Ambra, Fede «mi disse ‘decidi tu di andartene, ma sappi che non lavorerai nel mondo dello spettacolo’». Quando «uscì il primo articolo, chiamai Fede e lui mi rispose chiedendomi se volevo dei ‘soldini’ da lui, ossia da Berlusconi».

ANCHE L’AMICA DELLA MINETTI TESTIMONE DELL’ACCUSA

Ha parlato anche del “memoriale” che con Ambra depositò in Procura nell’aprile 2011, mentre il difensore di Berlusconi, l’avvocato Federico Cecconi, nel controesame, ancora in corso, sta provando ad evidenziare incongruenze nei racconti della testimone. Il 28 ottobre dovrebbe deporre anche Melania Tumini, ex amica di Nicole Minetti, e anche lei tra le testi principali dell’accusa.

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