Il “nuovo” Conte a Bruxelles con un occhio alla manovra

Primo viaggio in Ue da premier giallorosso. Forte della nomina di Gentiloni e dell'esclusione di Salvini dal governo, chiederà più flessibilità sui conti. Il punto.

È il debutto di Giuseppe Conte a Bruxelles nella sua nuova veste giallorossa, tirata a lucido dopo i voti di fiducia alla Camera e al Senato. L’11 settembre il premier del neonato esecutivo M5s-Pd viaggia nella capitale europea per incontrare la nuova presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, il presidente designato del Consiglio europeo, Charles Michel, e i presidenti uscenti della Commissione e del Consiglio, Jean-Claude Juncker e Donald Tusk.

CONTE CAMBIA POSTURA (E A ROMA ARRIVA SUBITO MACRON)

È un Conte forte della legittimazione appena ottenuta dal parlamento, ma anche della fresca nomina del primo italiano a commissario per gli Affari economici, Paolo Gentiloni. Soprattutto, è un Conte che – come già ha fatto in Italia – si appresta anche in Europa a cambiare toni e postura. In soffitta l’isolazionismo di marca salviniana, ora è il tempo del dialogo volto a riportare l’Italia nelle stanze europee che contano (come dimostra anche la visita di Emmanuel Macron a Roma appena messa in agenda). E, in questo senso, la nomina di Gentiloni è un primo segnale importante. Nomina che Conte ha salutato definendola «un presidio per il Paese, non solo per questa maggioranza ma anche per chi verrà dopo di noi».

LO “SCALPO” DI SALVINI IN SEGNO DI RICONCILIAZIONE

Il nuovo Conte europeo arriva a Bruxelles con in mano lo “scalpo” di quel Matteo Salvini tanto inviso ai vertici dell’Unione, metaforicamente da esibire in segno di riconciliazione. Anche per evitare che il vento euroscettico possa tornare a soffiare sulle urne, Conte cercherà di ottenere maggiore flessibilità sui conti pubblici. Un margine di deficit più ampio rispetto a quello programmato. La manovra di bilancio è alle porte e, negli auspici del premier e del suo ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, ben inserito nei meccanismi comunitari, l’Ue dovrebbe fare ora un passettino verso Roma, dopo che Roma l’ha fatto verso l’Ue. C’è da sterilizzare l’aumento dell’Iva. Da abbassare il cuneo fiscale. Servono più risorse di quelle a disposizione. Il viaggio a Bruxelles del nuovo Conte europeo servirà soprattutto a gettare le basi per una trattativa che è solo agli inizi.

Leggi tutte le notizie di Lettera43 su Google News oppure sul nostro sito Lettera43.it