Soget, disposta proroga per sei mesi

di Erika Noschese

Sarà il consiglio comunale, il prossimo 31 maggio, a decidere se affidare il servizio di riscossione coattiva ai privati ma, nel frattempo, l’amministrazione gioca d’anticipo e dispone la proroga tecnica dell’affidamento in concessione del servizio. Ad oggi, infatti, ad occuparsi della riscossione dei tributi è la Soget con cui l’amministrazione ha sottoscritto un contratto per la durata di cinque anni in scadenza il prossimo 28 maggio. La Giunta Comunale ha sottoposto al Consiglio Comunale l’affidamento in concessione, mediante espletamento di procedura di gara, del servizio de quo dando atto che, in ragione dei recenti interventi legislativi che hanno fortemente innovato il sistema di riscossione coattiva delle entrate degli enti locali mediante introduzione di istituti e procedure che richiedono sempre più competenze tecniche di elevata professionalità, l’Amministrazione Comunale non dispone di specifiche professionalità e di mezzi necessari per poter svolgere adeguatamente la riscossione coattiva delle proprie entrate. Nelle more della definizione delle procedure necessarie per l’individuazione del nuovo concessionario, risulta essenziale assicurare che l’erogazione del servizio non subisca soluzioni di continuità con conseguente grave nocumento economico all’Ente anche in ragione dei termini prescrizionali dei crediti da riscuotere. Va chiarito che la proroga è limitata al tempo strettamente necessario alla conclusione delle procedure necessarie per l’individuazione di un nuovo contraente. Il Comune ha stabilito la proroga del contratto in essere per sei mesi, dal 29 maggio 2022 e fino alla individuazione del nuovo concessionario. Solo alcuni mesi fa, il Comune ha deciso di affidarsi ai privati per la riscossione dei tributi, in virtù dei risultati ottenuti attraverso la Soger che ha permesso alle casse comunali di poter tirare un sospiro di sollievo nonostante le difficoltà economiche. La parola passa ora ai consiglieri comunali che dovranno approvare il provvedimento proposto dalla giunta.

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Ergastolo al soldato russo. Una sentenza cattiva e dannosa

di Michelangelo Russo

 

La condanna di ieri del giovanissimo sergente russo Vadim Shishimarin all’ergastolo per un crimine di guerra non fa onore alla giustizia ucraina, né porta acqua alla sua causa. E’ una sentenza inconcepibile per la mentalità italiana, e credo per buona parte delle giurisdizioni europee. Il tempo di guerra giustifica il coprifuoco, le aggravanti ai delitti comuni, le limitazioni di libertà. Ma nessun codice di un paese civile fa strazio delle regole elementari del processo per omicidio volontario. In tempo di pace o di guerra, i nostri codici prevedono precise aggravanti che portano all’ergastolo: la crudeltà, la premeditazione, i futili motivi. Ma sono previste anche le attenuanti: la giovane età del colpevole, il suo possibile errore di fatto sulla presenza di cause di giustificazione, le stesse attenuanti generiche, innegabili in un teatro di guerra. Apprendiamo, dalle prime notizie, che il tetro Tribunale di Kiev avrebbe riconosciuto, nell’azione di questo soldato ragazzino, la presenza aggravante della premeditazione. Al giurista italiano viene spontanea una domanda, allora: in uno scenario di combattimento in atto, e nello stato di alterazione psicologica per il terrore della cattura incombente, è configurabile l’aggravante della premeditazione dell’omicidio di un civile, visto comunque da un ragazzotto come un potenziale pericolo per la sua vita? Qualsiasi giuria italiana di Corte d’Assise, per quanto odioso fosse il crimine commesso, avrebbe bilanciato i pesi contrapposti di aggravanti e attenuanti, rilasciando una sentenza di gran lunga più mite. E non sono nemmeno convinto che la sentenza sarebbe stata di omicidio volontario. Molto più facile pensare ad una sentenza di colpevolezza non per dolo puro, ma per colpa effetto di errore colposo sulla presenza di cause di giustificazione. L’errore psicologico, dovuto alla tensione insopportabile dello scenario di guerra in atto, in quel momento e in quel posto. Insomma, una condanna per omicidio aggravato in queste condizioni richiede riflessioni, memorie, perizie, prove testimoniali, che richiedono tempo per una corretta assunzione agli atti processuali. Non è concepibile un ergastolo con un processo di pochi giorni. Non è un processo. E’ una vendetta! E’ un po’ il monito mandato a Putin e agli oligarchi su ciò che li aspetta a guerra finita. O meglio, è ciò che l’Ucraina da tempo chiede all’Occidente di fare appena possibile, tramite i tribunali internazionali. Per fortuna di tutti, e della civiltà democratica dell’Europa (e non solo) i crimini di guerra, e i crimini dei tiranni, ricevono un trattamento processuale affatto sommario ed esemplare, come è avvenuto per questa parodia di Corte d’Assise che Kiev ha inscenato a beneficio del morale delle sue truppe e del suo popolo (comunque stremato dall’assurda guerra di Mosca). L’ergastolo al sergente ragazzino ha un’altra spiegazione. E’ un monito ai combattenti russi ad osservare le regole del gioco sul campo di battaglia, altrimenti per loro ci sarà l’ergastolo senza sconti. Può anche essere questo un motivo spendibile. Ma solo nella disperazione di una sconfitta imminente e devastante. Una scelta dettata cioè dalla disperazione, ma non presentabile come un atto di giustizia.

L’Italia già affrontò il problema della giustizia per i crimini di guerra, subito dopo la liberazione nel 1945. Ma a differenza di quanto avvenne in Germania con il processo di Norimberga, l’Italia processò e condannò all’ergastolo solo due ufficiali tedeschi, per gravissime stragi: Herbert Kappler, colonnello delle Fosse Ardeatine, e il maggiore Walter Reder. Per molti altri imputati di crimini di guerra, i nostri Tribunali adottarono un ampio riconoscimento delle attenuanti generiche, nonché la scriminante di aver obbedito ad ordini superiori. Una scienza giuridica antica come Roma conosceva la fragilità dell’essere umano nella condizione inumana della guerra. Se vorrà entrare in Europa, l’Ucraina dovrà dimenticare gli eccessi emotivi del senso di giustizia posseduto dal suo eroe nazionale, il cosacco Taras Bulba narrato da Gogol nel 1834.

Michelangelo Russo

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Di Tacchio e Avallone alla cerimonia di commemorazione per Enzo, Peppe, Ciro e Simone

SALERNO – Giornata del ricordo ieri per Salerno e la tifoseria granata. Presso il cimitero di Brignano Francesco Di Tacchio ed il team manager Salvatore Avallone hanno onorato la memoria di Enzo, Simone, Peppe e Ciro, i quattro angeli scomparsi nel rogo del treno Piacenza-Salerno il 24 maggio 1999. Presente alla cerimonia anche una delegazione della tifoseria granata e delle istituzioni cittadine (foto ussalernitana1919.it).

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La Salernitana riparte da Sabatini e Nicola: il ds rinnova, il tecnico… pure

di Marco De Martino

SALERNO – La Salernitana 2022/2023 inizia a prendere forma e ricomincia dai due uomini artefici del miracolo sportivo appena realizzato: Walter Sabatini e Davide Nicola. Il direttore sportivo granata ha incassato la fiducia del presidente Danilo Iervolino, ottenendo il rinnovo dell’accordo in scadenza alla fine del mese prossimo. Dopo aver virtualmente prolungato con il club granata, Sabatini si è incontrato con Davide Nicola per sottoporgli il piano di rafforzamento della squadra ed, ovviamente, per rinnovargli a sua volta la fiducia. Il tecnico ha dato piena disponibilità a Sabatini dopo aver valutato ed apprezzato la strategia di mercato e dunque sarà, anche nella prossima stagione, seduto sulla panchina della Salernitana. Per formalizzare il tutto ci sarà un incontro con il numero uno Iervolino: solo in quel momento verrà messo nero su bianco, ma non è che una semplice formalità. RITIRO IN AUSTRIA Nicola e Sabatini si sono subito messi al lavoro per gettare le basi per il primo atto ufficiale della stagione, ovvero il ritiro precampionato. Si partirà i primi di luglio ed ad ospitare la Salernitana sarà il Tirolo, in Austria. Due le località nei pressi di Innsbruck attenzionate da direttore sportivo ed allenatore: Seefeld, dove due stagioni or sono svolse il romitaggio estivo il Benevento, e Neustift, casa per tanti anni del Genoa. In queste ore si stanno valutando le strutture presenti ed a breve verrà fatta una scelta. PRONTA LA LISTA DELLA SPESA Ovviamente di pari passo con l’organizzazione del ritiro viaggia anche la compilazione della lista dei confermati e dei possibili obiettivi di mercato. Nicola vuole trattenere i pilastri su cui ha costruito la squadra che ha conquistato la salvezza, ovvero i vari Sepe, Radovanovic, Fazio, Mazzocchi, Lassana Coulibaly, Bohinen, Djuric e soprattutto Ederson. Il brasiliano è inseguito da tanti clubs ma Iervolino, su indicazione del tecnico, potrebbe decidere di trattenerlo. Con Djuric invece si sta discutendo del rinnovo, con il bosniaco che nelle prossime ore dovrebbe dare una risposta a Sabatini. Tutti gli altri sono blindati da contratti pluriennali ed a meno di offerte irrinunciabili o volontà di lasciare Salerno, rimarranno in granata. Per quanto riguarda i possibili acquisti, la Salernitana vuole intervenire in ogni reparto ed in particolar modo in difesa, acquistando un centrale di esperienza, almeno un paio di esterni di centrocampo e soprattutto almeno tre punte, viste le partenze dei vari Verdi, Bonazzoli e Mousset. Potrebbero stringersi delle alleanze con il Napoli e con il Milan. Con i campioni d’Italia si potrebbe parlare di Caldara e di Pobega, di rientro rispettivamente da Venezia e da Torino. Piace Cambiaso del Genoa. Per il reparto offensivo si sta parlando con Cavani, ma non è l’unico nome sul taccuino di Sabatini. Quasi certa, infine, la permanenza a Salerno di Franck Ribery.

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Fondazione Teseo: Stefano Amodio: “Corso di laurea triennale, per i giovani opportunità”

di Erika Noschese

In provincia di Salerno nasce il corso di laurea in Mediazione Linguistica. Con sede a San Cipriano Picentino, grazie alla collaborazione della fondazione Teseo, guidata dal presidente Stefano Amodio, ha attivato il suo primo corso di studio proprio nel periodo dell’emergenza covid. Un corso di studio che offre tanti sbocchi professionali, particolarmente ricercati dagli studenti. Nell’attuale intreccio dei linguaggi e delle relazioni, in un contesto sociale basato sulla comunicazione e la grande convergenza delle relazioni interpersonali, la Summer School Alta Formazione della SSML Salerno in Mediazione Linguistica, Export Manager e Made in Italy. (Italian Fashion e Food Design), si propone come percorso mirato di formazione indirizzato a tutte le tipologie del settore made in Italy nello specifico per la moda: couture, designer, diffusion, bridge nelle differenti varianti di classico, aggiornato, avant-garde e all’interno di ogni sezione quali novelty, commercial, basic, connesse ai nuovi comportamenti, alle relative tematiche e ai nuovi mindstyle. La Summer School ha come obiettivo di formare professionisti e perfezionare i docenti delle scuole primarie e secondarie nel settore del Made in Italy, con particolare riferimento al Fashion Design, al Food Design e al Fashion Management Stylist , che sappiano operare nelle aree che spaziano dal progetto, che a partire dal disegno passa alla definizione dei colori, dei tessuti, o altri materiali, alla prima valutazione dei costi, al modello, alla definizione delle finiture , sino al marketing del fashion e a specializzare gli iscritti nei settori di maggior interesse legati agli ambiti dei professionisti Moda e ai Fashion Stylist manager della: Economia e Strategia Aziendale della Moda, Brand e Design della Moda, Management, Eventi e PR o Web Marketing. L’obiettivo è offrire una preparazione pressoché completa, al tempo stesso elastica e multidisciplinare, ai propri studenti, per delinearne, alla fine del loro percorso formativo, un profilo di affidabile competenza e qualità compatibile con l’intera gamma ddelle professioni proprie del Made in Italy nel settore Moda e dell’Italian Food and Fashion Stylist Manager. Il Corso è altresì strutturato su moduli di carattere teorico e teorico-pratico elaborati in quattro sezioni : la prima, di 24 ore è dedicata allo studio delle lingue applicate alla mediazione linguistica nel campo imprenditoriale e dell’export management Lingua Inglese applicata all’Export Management e Lingua Spagnola applicata all’Export Management; la seconda sezione di ore 10 è incentrata sullo studio delle materie economiche e giuridiche sempre nel campo dell’export management del made in italy quali, Diritto d’autore dei marchi della moda e Diritto internazionale commerciale, delocalizzazione delle aziende nei contesti internazionali; la terza sezione di ore 34 è dedicata allo studio di materie proprie delle aree sociali e psicologiche quali la Psicologia del Marketing e della Pubblicità; la Sociologia della Moda, la quarta, di 24 ore, è incentrata sull’apprendimento della parte teorico-pratica. Questa seconda sezione avrà come obiettivo lo sviluppo delle competenze e delle conoscenze culturali legate al contesto professionale Moda e Food ma con un taglio applicativo con visite effettuate presso le aziende locali della provincia di Salerno. Presidente Amodio, open day in programma venerdì per presentare il corso di laurea in Mediazione Linguistica, una nuova opportunità per i giovani… “Assolutamente sì, abbiamo aperto lo scorso anno quando siamo stati riconosciuti come Ssml, ovvero scuola superiore per mediatori linguistici il 6 agosto 2021 e siamo finiti nella Gazzetta ufficiale il 17 gennaio 2022. Abbiamo attivato proprio quest’anno il primo ano, con il covid e questo ci ha anche un po’ penalizzati ma speriamo di far conoscere questa nuova realtà, tanto a Salerno città quanto in provincia, con questo corso di laurea triennale e altre attività formative: quest’estate, oltre all’accademia del 2022/2023 è prevista anche una summer school di mediazione linguistica, export manager che partirà il 20 luglio e terminerà il 2 agosto. Si terrà in provincia di Salerno”. Una nuova realtà, una laurea triennale in un settore ancora oggi poco conosciuto.. “Siamo la prima Ssml in provincia di Salerno; abbiamo un percorso di studi complementare a quelli esistenti all’Università di Salerno e da questo punto di vista questa laurea offre tante possibilità: a Milano, ad esempio, lo scorso anno questo tipo di corso di laurea ha dovuto chiudere le iscrizioni per il numero eccessivo di richieste di iscrizioni. Rappresenta un’opportunità per i tanti studenti; il nostro corpo docente è composto per il 30% da professori ordinari, associati e ricercatori provenienti da Roma Sapienza, Roma III, Torvergata, molti docenti sono dell’Università degli Studi di Salerno, Federico II e Orientale di Napoli. Da questo punto di vista, possiamo offrire una qualità molto alta”. Quali sono gli sbocchi lavorativi e a quale fetta di studenti è rivolto questo corso? “Gli sbocchi lavorativi sono soprattutto nel campo dell’interpretariato, lavorare sia con le aziende sia nelle istituzioni come il Parlamento Europeo, le Camere di Commercio stranieri. Offre sbocchi a livello internazionale: pensiamo al fatto che loro escono come madrelingua a livello di conoscenza linguistica. Le lingue obbligatorie sono due su tutto il triennio, ovvero inglese e spagnolo mentre dal secondo anno gli studenti scelgono il tedesco e il rumeno; abbiamo puntato sulle lingue dell’Europa orientale dando la possibilità di scegliere tra rumeno, bulgaro e ungherese. È rivolto ai ragazzi che, in possesso del diploma di scuola media superiore, provengono da studi linguistici, liceo classico e scientifico che vogliono imparare e approfondire le lingue”. Quanti studenti accoglie oggi il corso di studio? “Altra caratteristica della Ssml è a numero chiuso e varia in base alla sede; le lezioni sono frontali, in presenza e non telematici e ci tengo a chiarirlo. Il numero chiuso è di sessanta studenti per triennio, ovvero venti per anno. Ciò favorisce rapporto studente-docente molto elevato, possono essere seguiti in maniera accurata e hanno la possibilità di studiare e approfondire”. Venerdì tavola rotonda con l’ex ministro dell’Istruzione e nomi illustri… “Ci sarà questo open day in cui verranno trattate tematiche relative all’insegnamento, ai cambiamenti con il covid; ci sarà Federico Conte, segretario commissione giustizia camera dei deputati; Mario Morcellini, presidente del consiglio scientifico della fondazione Roma Sapienza e direttore alta scuola di comunicazione e tecnologie digitali Unitelma Sapienza università di Roma; Romano Bellissima, dirigente sindacale UIL; Aurelian-Virgil Balutà, professore di economia della Spiru Haret University di Bucarest; Attilio Bombardieri, segretario generale Uil Rua; Alessandra Moretti, eurodeputata e membro della commissione ambiente, salute e sicurezza Envi. Moderatore Antonio Derinaldis, Responsabile dipartimento rapporti università telematiche e digitalizzazione della conoscenza Uil Rua. Interverranno inoltre Claudio Procaccia, Direttore del Dipartimento Beni e Attività Culturali della Comunità Ebraica di Roma, Monika Peltz, director of studies Ssml Pisa su “Il futuro delle SSML nel panorama universitario attuale e nel tempo che verrà” ed Ettore Acerra, direttore generale ufficio scolastico regionale della Campania. Prevista la presenza di Valeria Fedeli che parlerà di Parità di genere. Si parlerà di come affrontare i temi della formazione e una seconda parte sulla funzione e il ruolo delle scuole superiori dei mediatori linguistici in Italia e all’estero. Le tematiche trattate saranno tantissime e con tantissimi ospiti illustri. Non mancheranno le occasioni per poter approfondire e discutere circa le nuove prospettive per il comparto dell’alta formazione”.

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Vaiolo delle Scimmie, il dottor Tozzi: Non pericoloso come il Covid

Di Andrea Orza

“Per adesso bisogna trattate l’argomento con moderazione, senza creare allarmismi”, rassicura il dottor Bruno Tozzi luminare dell’infettivologia riferendosi al Vaiolo delle Scimmie su cui si è discusso negli ultimi giorni. Tra Europa e USA fino a ieri sono stati registrati 76 casi. In Italia, se ne contano 3 confinati all’Istituto Spallanzani di Roma. Tra gli infetti, un reduce da un evento mondano alle Canarie e gli altri due correlati al caso zero. Ma in cosa consiste questa malattia misteriosa?

Come rassicurare i civili in stato di allerta?

“Intanto bisogna inquadrare cose sia il Vaiolo delle Scimmie. Si tratta di una infezione sostenuta dalla specie Monkeypox virus associato alla specie animale. Questa forma virale era già nota nel 1958 e appartiene al genere degli Orthopoxvirus e nello specifico di una zoonosi silvestre. Preoccupa principalmente gli animali ma accidentalmente colpisce l’uomo quando viene a trovarsi in prossimità di aree popolate da animali selvaggi. Allo stato attuale non c’è rischio di mortalità e rientra ancora nelle malattie lievi. In questa situazione si definiscono malattie autolimitanti, nel senso che il sistema immunitario produce i suoi anticorpi selettivi e specifici e in circa due settimane si guarisce spontaneamente. Esistono anche degli antivirali ma in linea di massima si segue la via naturale.”

Quali differenze dal Covid-19?

“Non ci troviamo di fronte ad un pericolo così com’è stata la variante Covid-19 di Wuhan. All’epoca bastava anche solo trovarsi nei pressi dell’infetto; in questo caso invece, è necessario un contatto molto stretto. Mentre per il Coronavirus erano implicate delle piccole goccioline, per il Vaiolo delle Scimmie le gocce sono di grandi dimensioni ed è più difficile che raggiungano in profondità le vie respiratorie. Sono state tracciate due sottofamiglie del Vaiolo delle Scimmie che determinano un virus diverso tra l’Africa Occidentale e Congo con un tasso di contagio di rispettivamente dell’1% e del 10%.”

 

Ieri il Covid-19 oggi il Vaiolo delle Scimmie. Come mai questa coincidenza cronologica?

 

“In verità, se negli ultimi tempi si sono manifestate queste “malattie animali” è perché l’essere umano occupa habitat popolati da specie selvatiche, un esempio potrebbe essere anche chi ha l’hobby della caccia così come chi partecipa ai festival immersi nella natura incontaminata. Penso alle grandi epidemie della storia e realizzo che è sempre stato così, ma oggi abbiamo la possibilità di studiare a fondo e con la strumentazione adeguata questi ospiti tanto temuti. Per adesso, ci riferiamo al Vaiolo delle Scimmie come ad una malattia mite rispetto al vaiolo umano. Inoltre, presenta tutte le caratteristiche tipiche dei sintomi influenzali.”

 

 

 

Non ritardano le fake news. In tal proposito da quali commenti vuole mettere in guardia?

 

“Un appunto che vorrei proporre dopo aver constatato quanto riferito sui giornali, anche piuttosto accreditati è di non stigmatizzare l’omosessualità come canale preferenziale del contagio. È stato erroneamente lanciato un allarme alla “categoria” e ribadisco non è il caso sbolognare false informazioni. Non si può e non si deve colpevolizzare a priori una categoria solo per le tragiche morti che hanno coinvolto la comunità gay ai tempi dell’AIDS.”

 

È consigliabile prepararsi ad un nuovo programma vaccinale?

“Al momento non occorre essendo una malattia autolimitante. Esiste però il vaccino e si chiama “Imvanex”. Si tratta di una forma viva attenuata del virus Vaccinia Ankara e consiste nelle solite due dosi sottocutanee somministrate a distanza di quattro settimane e sopra i 18 anni. È un vaccino che presenta scarsi effetti collaterali e viene somministrato a categorie selezionate in alcuni ambiti professionali a contatto con la natura. Sarebbe superfluo vaccinarsi. In ultimo, dei casi presenti tra Europa e Usa molti di questi non provengono da regioni endemiche delle malattie ma è più possibile che il contagio avvenga altrove com’è capitato al maxi-evento tenutosi alle Canarie. L’augurio sarà quello di arrestare subito i piccoli focolai e consentire il tracciamento immediato dei contagiati da parte delle strutture di riferimento.”

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Si presentano i tre candidati sindaco di Rinascimento Partenopeo nel Cilento

Profili imprenditoriali e manageriali al servizio di piccole comunità allo scopo di favorire i processi di crescita anche nel solco dell’arrivo dei fondi Pnrr. Rinascimento Partenopeo, il movimento politico fondato dall’avvocato Riccardo Guarino, scende in campo alle amministrative 2022 giocando un ruolo da protagonista. Il gruppo ha lanciato tre candidati sindaco in altrettante realtà del Cilento: a Magliano Vetere corre Anna Ferrentino; Guido Guida punta a guidare l’amministrazione di Prignano Cilento; a Rutino, invece, si batterà Leonardo Lasala. Ad appoggiarli sono liste tutte ‘made in Rinascimento’. «La politica è servizio e noi vogliamo mettere a disposizione di piccole realtà le nostre competenze», spiega l’avvocato Guarino. «Vogliamo portare una ventata di novità in queste realtà dove molto spesso la guida dell’amministrazione comunale è portata avanti sempre dalle stesse persone per generazioni – aggiunge Guarino – E con la novità portiamo delle capacità che vogliamo mettere a servizio di comunità che sono piccole ma hanno molto da offrire. Siamo un Think Tank di professionisti il cui unico scopo è lavorare per dare spunti e impulsi nuovi ai territori sfruttando le loro peculiarità». Sulla scelta dei candidati sindaco, il presidente di Rinascimento Partenopeo osserva: «Abbiamo candidato a sindaco persone che sono molto legate, per ragioni diverse, ai territori di riferimento delle candidature pur non vivendovi: c’è chi ha radici in questi territori, chi invece ci ha vissuto. Tutti i nostri candidati sono accomunati dalla pervicace volontà di impiegare la propria professionalità per aiutare questi comuni a rilanciarsi sfruttando le grandi opportunità per il Sud destinate a palesarsi grazie ai fondi del Pnrr». Chiaro l’obiettivo che Rinascimento Partenopeo intende centrare: «Ambiente, turismo e opportunità di lavoro saranno le tre direttrici della nostra azione di governo. L’obiettivo è far sì che questi piccoli centri, oltre a conservare il loro fascino, non si spopolino ma anzi possano vivere della loro bellezza creando ricchezza».

Magliano Vetere, candidato sindaco Anna Ferrentino Quarantaquattro anni, Anna Ferrentino è un libero professionista e docente di Scienze Umane. Si occupa prevalentemente delle Arti e di comunicazione Politica e Istituzionale. Nata a Sarno, Anna Ferrentino ha vissuto a Bracigliano, una comunità montana della provincia di Salerno. Dopo il diploma al “Robert Kennedy” di Salerno, si è trasferita a Roma per studiare e seguire le sue vocazioni professionali. Qui, oltre al DAMS, ha conseguito la Laurea Magistrale in Informazione, Editoria e Giornalismo presso l’Università degli Studi di RomaTre, ha approfondito gli studi di Giornalismo all’estero e si è specializzata in campo socio-pedagogico e comunicativo. «Credo che Magliano Vetere possa diventare ancora di più una meta particolare, un borgo attrattivo per un turismo sostenibile, un luogo di cultura e un crocevia per i giovani, gli studiosi e i turisti alla ricerca di posti incontaminati dove ritrovare quel senso di armonia e tradizione che solo le piccole comunità sanno offrire. L’obiettivo della nostra squadra è far risaltare la storia, l’identità e cultura di questa bellissima realtà. E io per la comunità di Magliano vorrei rappresentare un’altra scelta possibile per la rinascita del territorio».

Rutino, candidato sindaco Leonardo Lasala Classe 1974, giornalista pubblicista ed esperto studioso in materia economica ed imprenditoriale, si occupa di tutto quanto attiene lo sviluppo locale. Docente a contratto presso l’Università eCampus per il Master in Business Administration per gli insegnamenti di Change Management e Risorse Umane, vice Presidente Vicario di Confartigianato Imprese Napoli, Lasala ha partecipato a numerose iniziative civiche ed imprenditoriali aventi ad oggetto il tema dello sviluppo delle comunità terzritoriali. E’ socio fondatore di Rinascimento Partenopeo da aprile 2022 ricopre la carica di Segretario.

Prignano Cilento, candidato sindaco Guido Guida Nato a Santa Maria di Castellammare, Guido Guida è un noto imprenditore nel settore della ristorazione. Opera a Napoli e anche a Santa Maria di Castellammare. Sulle ragioni della candidatura spiega: «Voglio portare il mio modus metropolitano di gestire la res pubblica anche all’interno di un territorio che oggi conosco perché frequento la zona in molti periodi dell’anno, ma che domani potrebbe diventare casa mia».

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Emergenza acqua, cabina di regia in Prefettura

di Monica De Santis

Cabina di regia nella Prefettura di Salerno per monitorare l’emergenza idrica che da ieri ed ancora per oggi e domani sta interessando tanti comuni in provincia di Salerno e parte della città capoluogo… “E’ un intervento importante che si doveva fare già da diverso tempo – ha spiegato il Prefetto Russo – è stato programmato per questo periodo. Abbiamo fatto diversi incontri con i sindaci dei comuni interessati e con le aziende che forniscono l’acqua. Ed è stato realizzato un piano in collaborazione con la Regione e con la partecipazione essenziale dei vigili del fuoco”. Un piano come ha spiegato il Prefetto di Salerno, che prevede un’articolazione sul territorio per far fronte a quelle che possono essere eventuali richieste o necessità, considerando che è un panorama articolato “Perchè in alcune zone l’acqua manca totalmente, in altre zone a singhiozzo, in altre zone di meno”, spiega ancora il Prefetto, precisando che il piano predisposto prevede per quanto riguarda le installazioni sensibili come gli ospedali, le case di cura o altri centri che hanno una sensisbilità dal punto di vista sanitario, un intervento dei vigili del fuoco che con tre autobotti forniranno l’acqua dove è necessario. Per quanto riguarda invece i comuni interessati mettendo insieme otto autobotti fornite dalla Regione Campania e dalla Protezione Civile, più altre dieci fornite dai comuni interessati, che si sono organizzati insieme alle società che forniscono l’acqua, si è stabilito di affidare ad ogni autobotte un determinato comune. Per quelli più grandi le autobotti saranno almeno due. L’acqua che queste forniranno non è potabile, ma utile per gli scarichi dei bagni e per altre faccende domestiche.

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“Dalla Francese solo manifesti di buone intenzioni”

di Luca Capacchione

Il rapporto tra maggioranza e opposizione nella città di Battipaglia non è mai stato dei migliori. Grandi le critiche che il locale segretario del Partito Democratico Anna Raviele ha rivolto nei confronti dell’Amministrazione Francese, accusata di essere poco pragmatica su temi urgenti quali ambiente e politiche sociali.

A sei mesi e poco più dall’insediamento della Francese 2, da opposizione qual è il vostro parere e quali sono gli atti che meno avete apprezzato?

Possiamo dare un non classificato di fiducia. L’amministrazione per ora è fallimentare, ma diamo un non classificato solo perché siamo praticamente all’inizio. Non c’è un atto che sia stato concreto. Basti pensare alle semplici ammissioni a bandi fatte passare per miracolo, quando poi ci sono mancanze notevoli. Basti pensare ai PICS, che per ritardi e inadempienze non vengono presentati i relativi progetti. Stesso ragionamento vale per il PNRR. Tutti i comuni d’Italia stanno ottenendo finanziamenti a pioggia e qui si festeggiano le partecipazioni ai bandi. Sui temi concreti, quali politiche sociali e transizione ecologica, non si sta facendo nulla.

Di transizione ecologica ha parlato l’assessore Chiera, presentando ai cittadini una nuova campagna per la raccolta rifiuti. Quali conclusioni ha tratto il PD?

Questa presentazione della presunta raccolta è stata fatta in un evento dedicato alle scuole, mancano però tutti i processi amministrativi. L’assessore ha anche affermato che sussistono grandi problemi sia sulla raccolta che nella gestione di ALBA: dovrebbe – oltre a fare il solito grido di dolore – dirci cosa intende fare e quali sono le proposte concrete presentate da presentare sui tavoli della macchina amministrativa. Hanno fatto l’ennesimo manifesto di buone intenzioni, ma la città rimane più buia, più sporca e più insicura.

In tema di politiche sociali quali sono le ricette del Partito Democratico per risolvere i problemi rilevati durante gli ultimi consigli comunali?

Per le politiche sociali in primis è necessario organizzare l’Azienda speciale per farle funzionare. Siamo usciti dal Piano di Zona con Pontecagnano e oggi non riusciamo nemmeno ad accettare le fatture delle cooperative che lavorano sul territorio. Quest’ultime se non vedono riconosciute dall’ente le proprie fatture, non possono finanziare le proprie attività attraverso la cessione del credito e questo è dovuto soprattutto a mancanze di tipo amministrativo, non tanto di stampo politico. Quello che deve fare la politica è dare l’impulso necessario affinché i dirigenti e i dipendenti mettano in atto ogni misura per ottenere l’ordinario. Nessuno chiede nulla di eccezionale. Il comune è allo sbando, senza una guida. La nostra sindaca è in prima linea ad inaugurazioni ed eventi, ma quando si tratta di difendere il nostro territorio nelle sedi competenti non c’è mai.

Sappiamo bene che i rapporti della sindaca con Piero De Luca non siano di grande simpatia, ma quando si è trattato di considerare il ruolo istituzionale pare non si sia mai tirata indietro. Quali sono le sensazioni interne ai dem?

A prescindere dalla collocazione e dal colore politico, chi ha l’onere e l’onore di rappresentare un territorio importante come quello di Battipaglia deve necessariamente aprirsi ad ogni tipo di rapporto istituzionale. La sindaca, come fa con il Ministro del Sud Carfagna, potrebbe e dovrebbe rapportarsi con la Regione e con la Provincia. Purtroppo, riduce spesso il dialogo istituzionale a questioni politiche e quasi di risentimento personale nei confronti di qualcuno. D’altronde questo fa capire quale sia la capacità di agire amministrativa di chi governa la città.

Alle ultime elezioni il PD si è presentato alla guida di una grande coalizione. Dopo mesi di opposizione, l’assetto è rimasto lo stesso o alcuni pezzi si sono staccati?

Abbiamo messo insieme una importante coalizione, fatta di tante anime, che si è presentata bene agli occhi degli elettori. Il gruppo che abbiamo creato è rimasto tuttora compatto, senza che nessuno abbia indietreggiato sui temi e sul concreto. Tutte le forze di opposizione dialogano su tutti i temi e penso che ciò sia importante. Non abbiamo costruito una coalizione solo per l’appuntamento elettorale e lo stiamo facendo. È la stessa città che ce lo chiede.

Anche con Civicamente di Mirra?

Con Civicamente abbiamo un buon dialogo e ci confrontiamo spesso. Su alcuni temi ci sono punti divisivi, ma il confronto con loro è leale e continuo. Lavoriamo insieme per gli interessi di Battipaglia, affinché la città possa svilupparsi e crescere.

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