Stefano De Martino: “Belén prende il sole sul balcone, ormai tutta Milano si affaccia per vederla”


Ride e scherza Stefano De Martino in quarantena e in collegamento con Mara Venier a Domenica In. Il ballerino ha improvvisato un assolo di tromba, rivelando che aveva iniziato a prendere lezioni private, e poi ha virato sulla moglie Belén Rodriguez, incalzato da zia Mara: "È di sopra, a prendere il sole in balcone. Ormai tutta Milano si affaccia per vederla in costume da bagno...”.
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Il primo detrito da eliminare dopo l’epidemia è il nordismo

Da anni la Lega ci perseguita con le maledizioni contro il Mezzogiorno. Le strutture sanitarie meridionali hanno finora retto e alcune sono state eccellenti: il respiratore e doppio, il triplo ingresso e il vaccino americano sono stati inventati da ex ragazzi del Mezzogiorno. Provateci ancora a denigrarli e vi meriterete un solenne vaffa.

Ho letto notizie dolorose su questo giornale, ma finché c’è, io scrivo. Nei miei sogni ad occhi aperti di questi giorni di quarantena mi sono immaginato che vi siano una decina, o anche più, di uomini e di donne molto laboriosi/e che stanno prendendo nota di quel che accade segnandosi dove c’è l’errore e dove, invece, si fatto bene.

Un elenco bipartisan che mette insieme il ministro buono e quello meno buono, il governatore che fa e quello che si lamenta, lo scienziato capace di spiegare e di dare un mano a gestire lo spirito pubblico e il vanesio litigioso.

Insomma, un elenco ragionato di quel che si è fatto per avere davanti a sé, ovvero per portarlo davanti alle autorità politiche, tutte, un dossier con gli errori inevitabili, quelli evitabili, i mezzi successi, i successi interi, le zone d’ombra della società e le aree di fulgore.

IN QUESTO PAESE UN MEDICO VALE MENO DI UN GIURISTA

Faccio un esempio. Si è capito che la sanità di fronte a epidemie non può essere gestita dalle Regioni, il comando deve essere unico e nazionale. Quindi ci vuole una legge forse di valore costituzionale che interpreti e modifichi quella attuale. Un altro esempio: chi amministra e non esercita i suoi poteri ma si limita a lamentarsi che altri non lo facciano, dopo il secondo cartellino giallo va fuori gioco e viene sostituito da un prefetto. Per fare l’esempio più clamoroso, in questi giorni abbiamo capito proprio tutti una cosa che sapevamo: il Paese è pieno di leggi e regolamenti inutili (lo è persino la fondazione in cui lavoro), con due conseguenze.

Fatevi dire da un cardiochirurgo universitario di 55 anni quanto prende e confrontatelo con gli stipendi di altre attività, giornalisti compresi

È urgente mandare in pensione i giuristi e affidare ai più bravi di loro un disboscamento sulle autorizzazioni in grado di non danneggiare l’economia. I magistrati antimafia facciano il loro dovere, protettissimi, ma non devono essere loro a decidere dove, cosa e con chi produrre. Né Gratteri, né Di Matteo, né Davigo sono De Gasperi, siamo molto al di sotto. Alcune categorie vanno ben pagate. Fatevi dire da un cardiochirurgo universitario, oggi in Covid, di 55 anni quanto prende e confrontatelo con gli stipendi di altre attività, giornalisti compresi.

IL SUD HA FINORA RETTO ALL’EPIDEMIA

Televisioni e giornali devono essere ovviamente liberi ma vanno assediati da programmi di cultura, cinema, teatro, musica perché quelli che ci sono hanno rotto i cabasisi perchè si inseguono uno con l’altro con gli stessi ospiti e con lo stesso tema epidemiologico. Ci sono reti che ormai fanno ridere per la concorrenza fra i conduttori e conduttrici. C’è una differenza fra Myrta Merlino e Lilli Gruber per giustificare tante ore di trasmissioni simili? Bisogna che questi omini e piccole donne annotino anche i diversi comportamenti degli italiani. Potrà servire come gigantesca operazione anti fake news. Da anni la Lega ci perseguita con Roma ladrona e le maledizioni contro il Sud. Le strutture sanitarie del Mezzogiorno hanno finora retto, facciamo le corna, alcune sono state eccellenti, i medici hanno avuto alcuni pivot, il respiratore e doppio e triplo ingresso e il vaccino americano, sono stati inventati da ex ragazzi meridionali. Provateci ancora a denigrare il Sud e vi meriterete un solenne vaffa perché, caro Nord, caro Feltri e compagnia di facinorosi, questa “peste” de te fabula narratur.

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Boris Johnson ricoverato per il coronavirus

Il premier, contagiato oltre una settimana fa, in ospedale per ulteriori accertamenti. Mentre la regina Elisabetta parla alla nazione.

Allarme nel Regno Unito per la salute di Boris Johnson, ricoverato la sera del 5 aprile in ospedale per ulteriori accertamenti a 10 giorni da una forma di contagio da coronavirus definita al principio «lieve», ma che non accenna a passare. Un aggravamento, preceduto da inquietudini rimbalzate sui media a proposito delle sue condizioni, che minaccia di privare il Regno temporaneamente del suo primo ministro proprio nel momento in cui un messaggio straordinario alla nazione della quasi 94enne regina Elisabetta, trasmesso in televisione dal castello di Windsor, aveva provato a incoraggiare i britannici a essere «forti» e dar prova di autodisciplina, innanzi tutto restando a casa, per prevalere nella battaglia contro il virus. Una battaglia che invece per il capo del governo di Sua Maestà, 55 anni, impegnato da due settimane a predicare la necessità di un severo lockdown dopo gli iniziali auspici di una strategia più soft e graduale, sembra farsi meno facile.

OLTRE 600 DECESSI IN UN GIORNO

Sullo sfondo di un Paese dove il numero dei morti è ormai vicino al record europeo di giornata con 621 decessi in più in 24 ore. «Su consiglio del suo medico, il primo ministro è entrato stasera in ospedale per sottoporsi a esami», ha annunciato una portavoce di Downing Street. Si tratta di «una misura precauzionale poiché egli continua ad avere sintomi persistenti da coronavirus 10 giorni dopo essere stato testato positivo», ha provato a rassicurare la portavoce, aggiungendo che Johnson «ringrazia il personale dell’Nhs (il servizio sanitario nazionale, ndr) per l’incredibile duro lavoro che sta svolgendo e sollecita la popolazione a continuare a seguire la raccomandazione del governo di stare in casa per proteggere l’Nhs e salvare vite» umane. Sono tuttavia rassicurazioni che non spengono le ansie, né i timori che il premier conservatore possa essere costretto a cedere il bastone del comando per impedimento – almeno per un po’, ma nel pieno dell’emergenza – al suo assai meno carismatico vice de facto, il ministro degli Esteri e Primo segretario di Stato, Dominic Raab.

IL MINISTRO HANCOCK SI È RIPRESO

Poche ore prima, era del resto stato il titolare della Sanità, Matt Hancock, a sua volta reduce da un contagio da Covid-19, risolto però con una settimana d’isolamento, ad ammettere che Johnson – chiuso dal 27 marzo in un alloggio adiacente al numero 11 di Downing Street – ha ancora «febbre (alta secondo i giornali, ndr) e tosse», pure precisando che è «in buono spirito» e «saldamente al timone» della nave governativa. Un timone che invece ora – dopo una serie di video diffusi fino al 4 aprile via Twitter in cui certamente non era apparso in forma – deve momentaneamente lasciare.

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Senza pubblico e senza applausi, la Tv scopre che il silenzio non è poi così male


Da Amici a Live - Non è la d'Urso, passando per Che Tempo Che Fa e i principali talk politici, su tutti diMartedì di Giovanni Floris. Costretta dall'emergenza Coronavirus agli studi vuoti, la Tv sta scoprendo che gli applausi e degli schiamazzi del pubblico, reputati indispensabili fino a qualche settimana fa, si può fare a meno. Certo, tutto tornerà quando sarà possibile, ma una boccata d'aria non fa mai ma.e.
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La Serie A si organizza per ripartire tra convocazioni e quarantena obbligatoria


L'andamento dei dati del contagio e l'evoluzione dell'emergenza sanitaria determinerà se e quando sarà possibile riprendere il campionato. Il presidente della Figc, Gravina, ipotizza la seconda metà di maggio quale data da valutare per il ritorno all'attività sportiva. Così fosse, dopo Pasqua tutti i club dovrebbero richiamare i calciatori che hanno lasciato l'Italia. La Juve è la società col numero maggiore: ben 9 quelli che hanno lasciato il Paese.
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Anziani morti in case di riposo: Procura apre inchiesta su Pio Albergo Trivulzio di Milano


Il ministero della Salute sta pensando all'invio di ispettori all'interno del Pio Albergo Trivulzio di Milano, storica struttura per anziani di Milano, sulla quale è stata aperta anche una pratica interna per fare luce sui decessi avvenuti in queste settimane di emergenza coronavirus. Intanto è stato aperto un fascicolo in procura contro ignoti dopo la denuncia di alcuni parenti degli anziani deceduti.
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La possibile ricetta per limitare la recessione causata dal coronavirus

Da investimenti massicci nel sistema sanitario prevenire una possibile seconda ondata di contagi all'alleggerimento della pressione fiscale fino a forme di reddito universale. Senza dimenticare Mes, coronabond e helicopter money. Le vie d'uscita proposte da uno studio della London School of Economics.

Dopo l’emergenza sanitaria causata dalla pandemia Covid-19, i governi dovranno affrontare una nuova crisi economica. Il lockdown ha infatti causato perdite importanti nel Pil del Paesi e nell‘occupazione. E la recessione è dietro l’angolo.

Il 30 marzo la Commissione Ue ha pubblicato i dati sull’indicatore Esi, per misurare il sentimento economico a marzo. Il crollo è stato drastico, con un -8,9 punti per l’area euro, e un -8,2 per l’Ue a 27. Il passivo più pesante è avvenuto in Italia con un -17,6, seguita da Germania (-9,8), Francia (-4,9), Olanda (-4) e Spagna (-3,4). Ma in molti Stati il sondaggio è stato fatto prima del lockdown.

Due docenti della London Business School, Paolo Surico e Andrea Galeotti hanno provato a studiare alcune vie d’uscita.

PREVISTA UNA FLESSIONE DEI MERCATI EMERGENTI

L’istituto di rilevazione IGM all’inizio di marzo ha intervistato diversi economisti, europei e americani. Tutti concordano su un punto: la recessione è alle porte. Quello che cambia è la sensazione di quanto sarà grave. Il 48% degli economisti europei è molto pessimista, mentre il 44% degli americani si è mostrato più moderato, e il 31% ha detto di non essere sicuro possa arrivare un crollo verticale dell’epidemia. Tutti però hanno espresso dubbi sulla possibile flessione dei mercati emergenti.

IL RISCHIO DI UNA SPIRALE RECESSIVA

Il problema principale è che l’epidemia rischia, se non l’ha già fatto, di mettere in modo un meccanismo ciclico a spirale. Secondo i due docenti ci sono almeno cinque passaggi che rischiano di trascinare verso il basso l’economia dei Paesi colpiti:

  • Fase 1: L’interruzione di parte dell’offerta di beni e servizi e l’aumento delle vittime genera panico e profonda incertezza in famiglie e aziende.
  • Fase 2: Questa incertezza, unita all’impossibilità di consumare alcuni beni o servizi, portano inevitabilmente a un calo dei consumi e degli investimenti.
  • Fase 3: Il calo della domanda impatta sui conti delle aziende riducendo i flussi di cassa fino ad arrivare a situazioni di sofferenza estrema e fallimento.
  • Fase 4: Ondata di licenziamenti e fallimenti delle aziende causano un impennata della disoccupazione.
  • Fase 5: Il reddito da lavoro diminuisce arrivando a impattare sui prestiti che entrano in sofferenza facendo aumentare ancora le incertezze, indebolendo la domanda e facendo ripartire il ciclo recessivo.

LEGGI ANCHE: La Germania pensa alla fase 2: i tre scenari post coronavirus

Il fulcro di tutto è la distruzione del surplus economico faticosamente accumulato dopo la crisi del 2008. Una crisi molto diversa da quella attuale. All’epoca lo choc partì da un collasso del settore finanziario, mentre ora riguarda soprattutto il rapporto tra domanda e offerta. L’espansione dell’epidemia ha portato a un’interruzione delle catene di approvvigionamento globali e parallelamente la domanda si sta congelando per il progressivo blocco delle attività produttive. Domanda e offerta si trovano quindi a calare spinte dall’incertezza sull’andamento del contagio. Le famiglie saranno costrette a risparmiare nel timore di una perdita del lavoro e le imprese congeleranno gli investimenti per mancanza di liquidità. Si crea così un muro tra i due valori che porta a una progressiva distruzione del surplus economico.

QUELLA DEI CONTAGI NON È L’UNICA CURVA DA ABBASSARE

Fin dai primi giorni dell’espansione del contagio, è comparso un famoso grafico ribattezzato “abbassa la curva“, un semplice confronto che mostra l’andamento dei contagi in due distinte situazioni, quella senza alcun tipo di misura restrittiva e quella con forme di quarantena. Lo scopo era mostrare come l’adozione di qualche forma di controllo dei movimenti delle persone potesse essere un utile strumento per evitare un collasso del sistema sanitario.

In modo analogo lo studio di Surico e Galeotti suggerisce degli spunti per evitare una forte recessione. Il primo presupposto è che nel breve periodo un abbattimento della curva dell’epidemia comporti un allungamento del periodo in cui l’economia è in sofferenza. Come abbiamo visto per i ricercatori “economia in sofferenza” significa un complesso intreccio tra vari fattori che vanno dai consumatori ai fornitori, passando per la salute dei lavoratori e le banche. In questo contesto si rende quindi necessario ridurre la curva della recessione, come si fa coi contagi. L’idea è quindi quella di varare misure macro economiche per abbassarla e rendere la contrazione meno pericolosa.

I 4 OBIETTIVI MACROECONOMICI

Per cercare di puntellare l’economia ci sono almeno quattro obiettivi da tenere ben presenti. Il primo riguarda le famiglie, garantendo che abbiano sempre denaro contante e proteggendole in caso di ritardo nel pagamento di affitti o mutui. Il secondo deve essere rivolto ai lavoratori e alla possibilità di continuare a ricevere uno stipendio o un assegno anche se ancora bloccati in quarantena o sospesi dal lavoro. Il terzo deve essere focalizzato sui provvedimenti per le imprese, con l’obiettivo di garantire un flusso di cassa continuo, almeno per pagare lavoratori e fornitori, proteggendo soprattutto le piccole e giovani imprese dal fallimento. Il quarto e ultimo punto è quello di un generale supporto al sistema finanziario in modo che il Covid-19 non si trasformi anche in una crisi finanziaria.

Il parcheggio dipendenti di uno stabilimento FCA in Illinois negli Usa.

I BAZOOKA PER CONTENERE LA RECESSIONE

A questo punto Surico e Galeotti hanno delineato le mosse che i governi dovrebbero fare per proteggere il sistema. In primo luogo investimenti massicci nel sistema sanitario per contenere i contagi. Poi una pesante revisione della pressione fiscale con agevolazioni, taglio delle tasse e incentivi cui vanno aggiunti anche forme di reddito universale per le famiglie e contributi in denaro alle imprese. Sul piano finanziario invece bisognerebbe agire con provvedimenti per la riduzione dei tassi di interesse e accelerazione di forme di Quantitative easing, che nelle ultime settimane hanno visto un allargamento con risultati altalenanti.

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LE PREVISIONI DI CALO DEL PIL

Una cosa è certa: qualsiasi leva si scelga di usare va fatto alla svelta e in modo massiccio, evidenziando la perdita prevista di Pil. Un rosso difficile da quantificare ma che sarò pesante. Secondo il Centro studi di Confindustria nei primi sei mesi del 2020 il Pil del nostro Paese crollerà del 10% circa. Se per maggio la fase acuta dovesse essere superata forse per fine anno la contrazione si dovrebbe attestare al 6%. Stando a una valutazione di Goldman Sachs «è probabile che il deficit pubblico raggiunga il 10% del Pil sia in Italia che in Spagna, il 7% in Francia, e violi chiaramente la regola tedesca del freno all’indebitamento». E per gli Usa lo scenario potrebbe essere ancora più nero. Sempre secondo la banca americana il Pil americano potrebbe contrarsi del 34% nel secondo trimestre dell’anno con un tasso di disoccupazione intorno al 15%. Stando all’analisi della London Business School, tenendo presente che durante la Grande recessione il calo del Pil è stato del 4,5%, senza alcun tipo di intervento da parte dei governi, i mesi di lockdown con l’aggiunta spirale negativa di domanda e offerta, possono arrivare a toccare il 15% del Pil.

RISORSE ANCHE PER LA POSSIBILE SECONDA ONDATA DELL’EPIDEMIA

Secondo lo studio di Surico e Galeotti per fronteggiare questa situazione l’iniezione di risorse nell’ambito sanitario deve essere ora concentrata non soltanto durante l’emergenza, ma soprattutto per contenere i prossimi picchi dell’epidemia, primo fra tutti quello che potrebbe presentarsi nell’autunno del 2020. Dopo le spese sanitarie andrebbe privilegiato il flusso di pagamenti diretti a famiglie e imprese. Qui la parola “diretti” non è usata a sproposito. Concentrare le misure su incentivi, tagli fiscali, prestiti d’emergenza o a condizioni agevolate, scrivono i due ricercatori, «sembrano insufficienti per prevenire un crollo della domanda aggregata».

Un supermercato quasi completamente vuoto nel cuore di Bruxelles.

L’attività dei governi non deve esaurirsi però nell’erogazione di forme di sostegno, ma deve agire in modo coordinato su interventi fiscali e monetari così da moltiplicare l’impatto economico delle misure. È chiaro che per finanziare tutto questo è necessario fare leva sul debito. Ora se per Paesi come Regno Unito e Usa è più semplice per via di una esposizione limitata e una certa credibilità storica, non si può dire lo stesso dell’Italia. Ma i dubbi valgono anche per il resto d’Europa. A livello comunitario, qualunque, le ricette sono almeno tre e vanno dall’utilizzo del Meccanismo europeo di stabilità alla possibile emissione di coronabond passando per forme di helicopter money. In ogni caso, concludono Surico e Galeotti, tutte le opzioni dovranno avere il sostegno della Bce con forme di monetizzazione del debito pubblico, una mossa mai vista prima.

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A Sapri mascherina obbligatoria al supermarket e spesa per alfabeto dopo il medico positivo


“Nessun caso positivo al Coronavirus a Sapri. Ma da oggi obbligo di mascherina nei supermercati e spesa in ordine alfabetico”. Lo annuncia il sindaco di Sapri Antonio Gentile, che rassicura i cittadini sulle conseguenze del primo caso di positività che sta facendo discutere il Golfo di Policastro. Si tratta di un ginecologo di 58 anni, residente a Fortino, nel Comune di Vibonati, ma che in pratica insiste sul territorio del Comune di Sapri, che sarebbe stato positivo da 2 settimane, ma la notizia sarebbe stata ufficializzata solo venerdì scorso.
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A chi spetta la cassa integrazione ordinaria (CIGO Coronavirus)


Il Decreto Cura Italia, Decreto Legge n. 18/2020, ha esteso la cassa integrazione ordinaria per causale Covid-19 (CIGO Coronavirus) a tutti i lavoratori dipendenti assunti entro il 23 febbraio, compreso apprendisti, escluso dirigenti e lavoratori a domicilio, ma non ha modificato l'elenco delle imprese beneficiarie previsto dall'art. 10 del Decreto Legislativo n. 148 del 2015. Pertanto, la CIGO Coronavirus spetta alle imprese industriali già destinatarie della cassa integrazione ordinaria. Ai lavoratori delle altre imprese spetta l'assegno ordinario FIS o la CIG in deroga. Vediamo nel dettaglio.
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La sfida social di Cristiano Ronaldo ai follower: 142 addominali in 45 secondi


Cristiano Ronaldo ha lanciato la sua sfida personale agli otre 21 milioni di follower via Instagram: la 'Living Room Cup', un modo come un altro per trascorrere in modo diverso il periodo di isolamento. Una 'challenge' che lo ha visto primo protagonista, in un video in cui ha fatto 142 addominali in meno di 1 minuto. In attesa dei filmati dei suoi fan.
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Dopo il ricovero di Boris Johnson, in isolamento anche la compagna incinta Carrie Symonds


Ad aggiungersi alle preoccupazioni di Boris Johnson, ricoverato in ospedale dopo essere risultato positivo al coronavirus e aver appurato che i sintomi, inclusa la febbre alta, non accennano a passare, c'è la compagna Carrie Symonds, attualmente incinta. La donna ha dichiarato su Twitter di aver avuto i classici sintomi del Covid- 19 per una settimana ma di non aver ritenuto necessario fare il test, essendosi sentita, nei giorni, sempre meglio ed essendo, attualmente, in via di guarigione.
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Napoli, “Troppo cibo al banco alimentare della Mostra, chiamateci”. Ma è una fake news


“Alla Mostra d’Oltremare raccolto troppo cibo. Non sanno a chi darlo. Se conoscete famiglie bisognose, chiamateci”. Sui social e sulle chat online circola da ieri sera questo messaggio. Ma è una fake news. Alla Mostra dove il Comune ha allestito il banco alimentare per il Coronavirus, non c'è alcuna eccedenza di cibo, assicura il Municipio. La stessa associazione citata nel messaggio smentisce. Mentre il numero di telefono indicato apparterrebbe a una cooperativa di Marano.
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Nettuno, il sindaco incita a sfidare i divieti contro l’arrivo dei migranti: destra in piazza


Consiglieri e assessori della maggioranza di centrodestra che sostiene il sindaco Alessandro Coppola manifestano contro l'arrivo di cinquanta migranti trasferiti da Roma al comune costiero e invitano i cittadini a scendere in piazza. Violate le regole della quarantena nonostante a Nettuno ci siano cinquanta casi di cittadini contagiati dal coronavirus e la città rischia di diventare zona rossa.
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Gli sciacalli del farmaco

Medicine vendute e pubblicizzate online senza autorizzazione e a prezzi esorbitanti. Ma anche vere e proprie truffe denunciate dall'Interpol e dall'Antitrust italiana. La pandemia da Covid-19 ha allargato la piaga della contraffazione, un mercato che vale oltre 4 mld di dollari. Il punto.

Farmaci spacciati come «unico rimedio al coronavirus» e rivenduti online a prezzi molto superiori a quelli di mercato.

Mascherine contraffatte di scarsissima qualità. Gel igienizzanti che all’atto pratico sono acqua.

In tempi di emergenza planetaria, c’è chi non si fa scrupoli nel fare affari d’oro con falsi e truffe. Lo dice chiaramente l’Ema, l’Agenzia europea per il farmaco: al momento non esistono medicinali autorizzati per curare il Covid-19. Non bisogna, dunque, acquistare medicinali che vantano effetti curativi o preventivi della malattia da siti web non autorizzati, riconoscibili dall’assenza del logo che serve a confermare che si tratta di una farmacia online registrata.

L’OPERAZIONE PANGEA ONLINE DELL’INTERPOL

La conferma è arrivata dall’Interpol che, tra il 3 e il 10 marzo, ha condotto una vasta operazione, denominata Pangea online, coinvolgendo forze di dogana e di polizia di 90 Paesi. Rispetto a un’operazione simile del 2019, sono cresciuti del 18% gli antivirali sequestrati e più che raddoppiati quelli di clorochina. A questi si aggiungono oltre 37 mila mascherine contraffatte. L’azione dell’Interpol ha interessato anche la pubblicità online: sono stati individuate oltre 2 mila pubblicità di prodotti legati a Covid-19, come “corona spray”, “coronaviruses medicines” o simili. Si trovavano su oltre 5 mila siti, pagine Facebook, negozi online che sono stati individuati e chiusi.

VENDITA DI ANTIVIRALI IN RETE: OSCURATI DUE SITI

Un fenomeno monitorato anche dall’Antitrust italiana che proprio il 31 marzo ha avviato due procedimenti istruttori e ha disposto l’oscuramento dei siti web Farmaciamaschile.it e Farmacia-generica.it che vendevano in rete medicinali senza essere autorizzati. In particolare, il farmaco Kaletra, antivirale per il trattamento delle infezioni da Hiv, vendibile su prescrizione medica, veniva reclamizzato come prodotto dalla comprovata efficacia contro il coronavirus e offerto al prezzo di circa 384 euro per la confezione piccola e 659 euro per la quella grande. L’Autorità ha ravvisato «l’offensività della vendita dei medicinali in quanto capace di indurre i consumatori a rivolgersi per il relativo acquisto a soggetti non autorizzati, sul convincimento di asseriti ma indimostrati effetti curativi come terapia anti-Covid-19».

I FARMACI UTILIZZATI SUI PAZIENTI COVID-19

Se da un lato non esiste, per ora, un vero farmaco per la cura del Covid-19, altri stanno mostrando una relativa efficacia. In Cina, in Italia e altri Paesi alcuni pazienti vengono trattati per breve tempo con la combinazione lopinavir/ritonavir, antivirali inibitori delle proteasi (enzima che spezza le lunghe molecole di proteine) utilizzati a lungo nella terapia dell’Aids. Un’altra possibilità che si sta rivelando interessante è rappresentata da remdesivir, farmaco non ancora in commercio, quindi somministrabile solo in via compassionevole, sviluppato come farmaco anti Ebola

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In diversi ospedali italiani i medici stanno iniziando a usare il tocilizumab, farmaco biologico che blocca gli effetti dell’interleuchina-6 nei pazienti con artrite reumatoide. L’interleuchina-6, una proteina prodotta dal sistema immunitario, è parte della cosiddetta “tempesta citochinica” che si verifica nei casi più gravi dell’infezione. Il tocilizumab è, almeno teoricamente, in grado di bloccarne l’eccesso, aiutando così il paziente a uscire dalla fase più critica. Al momento è il farmaco che ha avuto maggiori risultati sui pazienti. «Sui farmaci antivirali, come Avigan, il farmaco tanto discusso proveniente dal Giappone, abbiamo pochi dati, mentre le molecole che agiscono sui sintomi, tocilizumab e siltuximab, stanno dando buoni risultati», spiega Filippo Drago, docente di Farmacologia e direttore dell’Unità di farmacologia clinica al Policlinico di Catania. «Ridurre la compromissione funzionale del polmone è un obiettivo prioritario e spesso decisivo».

RISULTATI INCORAGGIANTI PER IL PLAQUENIL

Un vecchio farmaco anti malaria, il Plaquenil, potrebbe dare nuove speranze nella battaglia al coronavirus. I test effettuati al laboratorio di virologia del San Raffaele di Milano sul farmaco, in uso da quasi 70 anni, stanno dando risultati incoraggianti. Lo ha annunciato il virologo Roberto Burioni. «Il farmaco fu valutato nel 2005 come molto efficace per inibire la replicazione del coronavirus della Sars. La cosa passò nel dimenticatoio. Ora si è provato a usarlo clinicamente e a sperimentarlo. Ci sono diversi studi in atto, lo abbiamo fatto anche noi al San Raffaele. Quando è saltato fuori questo nuovo virus, cugino di quello della Sars, molti hanno pensato di utilizzare il Plaquenil per curare questa infezione. L’efficacia di questa terapia, è bene dirlo, non è ancora chiara e non sono neanche chiari i meccanismi attraverso i quali il Plaquenil infastidisce la replicazione virale».

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Didier Raoult, virologo francese e direttore dell’Istituto Mediterraneo per le infezioni di Marsiglia, conferma l’uso del Plaquenil anche in Francia in un’intervista a Les Echos, il principale giornale economico finanziario francese. «La clorochina, associata all’assunzione di antibiotici mirati contro la polmonite batterica, come l’azitromicina, ha totalmente guarito i pazienti entro una settimana, mentre il 90% dei malati che non hanno assunto i farmaci sono sempre positivi», ha dichiarato. Sarà anche per questo motivo, che si inizia a registrare una corsa per accaparrarsi farmaci a base di idrossiclorochina. «Abbiamo molte segnalazioni che ci sia una tendenza all’autoprescrizione che riteniamo pericolosa», ha dichiarato Guido Giustetto, presidente dell’Ordine dei medici di Torino, in un’intervista a La Repubblica. Nello stesso articolo, Federfarma conferma che nelle farmacie idrossiclorochina 200 (Plaquenil) si trova con il contagocce: «Le vendite sono cresciute di circa il 20%, ma senza prescrizione i farmacisti non la vendono».

FARMACI CONTRAFFATTI, MERCATO DA 4 MILIARDI DI DOLLARI

La piaga dei farmaci contraffatti si è allargata a seguito della pandemia da coronavirus, ma non è certo una novità. Nonostante le continue raccomandazioni, il loro mercato mondiale vale almeno 4,4 miliardi di dollari. A dirlo è una recente relazione congiunta pubblicata da Euipo, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, e l’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Il dato si riferisce al 2018 ed è comunque sottostimato: tiene conto degli scambi internazionali, ma non dei medicinali contraffatti prodotti e consumati entro in confini nazionali. Secondo l’analisi sui sequestri doganali nel periodo 2014-2018, gli antibiotici, i farmaci definiti “lifestyle”, ovvero quelli che hanno lo scopo di migliorare la qualità della vita, il più famoso è il Viagra, e gli antidolorifici contraffatti sono quelli intercettati più frequentemente. Ma nella rete dei controlli finiscono anche anestetici locali, farmaci antitumorali, antidiabetici, antimalarici terapie per il trattamento dell’Hiv e di malattie cardiache. Lo studio riassume anche alcune conseguenze più gravi. Innanzitutto, i danni alla salute delle persone. Un esempio: dalle stime emerge che ogni anno tra i 72 mila e i 169 mila bambini possono morire di polmonite dopo aver assunto farmaci contraffatti.

I GOVERNI UE HANNO PERSO 1,7 MILIARDI DI EURO

Poi le mancate vendite e i danni alla reputazione dei legittimi produttori: quasi il 38% di tutti i medicinali contraffatti sequestrati viola i diritti di proprietà intellettuale delle imprese Usa. Ma altri Paesi Ocse sono gravemente colpiti, in particolare Svizzera, Germania e Francia. Infine, i costi e le perdite di gettito per governi ed economie. Secondo una stima, il costo a carico dei governi dell’Ue per il mancato gettito derivante dai medicinali contraffatti si aggira intorno a 1,7 miliardi di euro. Cina, Hong Kong, Singapore e India sono le principali economie di provenienza dei medicinali contraffatti. E se Cina e India sono i principali produttori di farmaci contraffatti, gli Emirati Arabi Uniti, Singapore e Hong Kong fungono da economie di transito. Fra gli altri nodi di transito, lo studio segnala Yemen e Iran. Da queste località i destinatari principali sono tre continenti: l’Africa, l’Europa e gli Stati Uniti. La battaglia anti contraffazione non si ferma mai.

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Morta per una polmonite Shirley Douglas, madre dell’attore Kiefer Sutherland: “Non era Covid-19”


Si è spenta a 86 anni l'attrice e attivista canadese Shirley Sutherland, madre del noto attore di cinema e serie Tv. Il decesso è sopraggiunto in seguito a complicazione di una polmonite che, lo ha spiegato Sutherland stesso in un comunicato, non aveva a che fare con il Coronavirus: "Combatteva da tempo con la sua salute e noi della famiglia sapevano che il momento sarebbe arrivato".
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Burioni parla degli animali contagiati da Coronavirus: “Possono essere vantaggio per vaccini”


Il virologo Roberto Burioni spiega che il contagio degli animali potrebbe essere un elemento positivo per la sperimentazione dei vaccini contro il Coronavirus: "Nel pieno rispetto degli animali e senza farli soffrire, il fatto che possano contrarre la malattia in forma molto lieve ci potrà dare un notevole vantaggio nella sperimentazione dei vaccini".
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Serie A, Gravina: “Il 17 maggio pronti a ripartire. Giocare fino a ottobre? Un’ipotesi”


Il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, è tornato a parlare della ripartenza del calcio italiano: 'Un'idea di fondo è il 17 maggio come data per riprendere a giocare. Ma non possiamo deciderlo noi, lo diranno le Istituzioni. Noi ci faremo trovare pronti. Anche giocare fino a settembre-ottobre pur di concludere questa stagione"
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Da oggi 3 milioni di mascherine gratis in Lombardia, farmacisti: “Da noi non sono ancora arrivate”


Saranno distribuite da oggi le tre milioni e trecentomila mascherine che la regione Lombardia ha messo a disposizione dei cittadini dopo l'obbligo di uscire con naso e bocca protetti voluto dal presidente Fontana. Di queste 300mila saranno consegnate alle farmacie che però denunciano: "Ad oggi non abbiamo ricevuto nulla e non le avremo prima di settimana prossima"
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