L’Anm stroncala bozza della riforma del processo penale

Per i magistrati è «irricevibile» l'idea di sanzioni disciplinari per chi sfora i tempi previsti per la durata dei processi.

L’idea di sanzioni disciplinari che colpiscano i magistrati che sforano i tempi previsti per la durata dei processi «è irricevibile da ogni punto di vista”. Così il presidente dell’Anm, Luca Poniz, sulle ipotesi contenute nella bozza di riforma del processo penale del ministro Bonafede. «È una valutazione demagogica che dà l’idea di una predeterminazione dei tempi, come se il mancato rispetto dipendesse solo dai magistrati, come una sorta di negligenza staccata da valutazioni fattuali».

«BRUTALE L’IDEA DI STABILIRE TEMPI RIGIDI»

È «brutale», poi, per l’Anm, l’idea di stabilire tempi rigidi per la durata dei processi: nel testo della riforma del processo penale «c’è una sorta di messa in mora» e «significa essere del tutto sganciati dalla realtà. I tempi del processo non dipendono dal singolo magistrato ma dallo scrupolo con cui vengono accertati i fatti».

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Disabili e app per incontri: istruzioni per l’uso

Il corteggiamento 2.0 permette di tenere nascosta la propria condizione, almeno all'inizio. Eppure così facendo ci si autocondanna al pregiudizio. Qualche dritta per i "normaloidi"? Fateci domande, non comportatevi in modo strano al primo appuntamento. E, soprattutto, dateci una chance. Ma questo vale per tutti.

Cari lettori con disabilità, recentemente ho letto un articolo di Josh Galassi, editorialista con disabilità motoria, intitolato «5 dritte per parlare con le persone disabili sulle app di incontri (È più facile di ciò che pensate)».

Josh usa o ha usato i social per conoscere i propri partner o, per lo meno, il suo attuale compagno.

LE APP DI INCONTRI SONO DAVVERO UNA MANNA DAL CIELO?

Scrive che per molte persone con disabilità social app e social network possono essere una «manna dal cielo» perché «ci danno la possibilità di parlare con persone che potrebbero altrimenti non degnarci di uno sguardo (a meno che ovviamente non ci stiano fissando ma, in questi casi, solitamente la ragione per cui lo fanno è ben diversa da quella per cui desidereremmo essere guardati)». «È duro ma vero», sentenzia.

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Ovviamente i suoi consigli sono rivolti ai normaloidi. I primi due sono: «Non aspettatevi che vi riveliamo subito di essere persone con disabilità» e «Non sparite come fantasmi subito dopo che l’altro vi ha detto di essere disabile». Lui stesso ammette di non rivelare solitamente subito la propria “identità disabile” perché desidera che gli altri guardino lui come persona prima che la sua disabilità. Tra l’altro racconta che, dopo aver rivelato a un ragazzo di essere disabile, lui è sparito.

NASCONDERSI SIGNIFICA CEDERE AL PREGIUDIZIO

È vero, spesso la disabilità è una condizione che viene connotata negativamente ma sono anche convinta che quando scegliamo di nasconderla, seppur nella fase iniziale della conoscenza, forse è perché in fondo in fondo a questa teoria un poco crediamo anche noi. Comprensibile, d’altronde il pregiudizio che ci connota come sfigati ha lavorato per millenni e continua a produrre i suoi frutti. Ma possiamo liberarcene. Come? Per esempio iniziando a condividere con l’interessato una fotografia che ci ritrae in splendida forma e in abbigliamento sexy a bordo della nostra sedia a rotelle, in compagnia del nostro cane guida o mentre indossiamo un impianto cocleare nuovo di zecca.

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Penso che la disabilità sia una condizione neutra, come il colore degli occhi e dei capelli, il peso o la statura. Siamo noi a darle una connotazione positiva o negativa (o neutra, appunto) a seconda del punto di vista (o teoria) che adottiamo quando la osserviamo. Magari, scegliendo di mostrarci all’altro per quel che siamo, condizione fisica e/o sensoriale compresa, verremo stupiti dalla sua reazione positiva. «E se invece poi il/la nostr* potenziale futur* partner sparisce davvero?», chiederete voi. Rallegratevi della vostra nuova scoperta: avete il dono della magia! Ora non vi resta che scoprire se funziona anche con chi vi rompe le scatole! La terza dritta che Josh offre agli “abili” è: «Bilancia le tue domande (vale a dire, non farle tutte sulla disabilità)». Anche questo consiglio ha un fondo di verità: in effetti discorrere solo di un unico tema potrebbe essere un po’ noioso.

CHIEDETECI IL PIÙ POSSIBILE DELLA NOSTRA DISABILITÀ

Tuttavia vi lancio una provocazione: incoraggiate il più possibile l’altr* a chiedervi informazioni sulla vostra condizione fisica soprattutto nella prima fase della vostra conoscenza. L‘ignoranza, intesa come mancanza di informazioni corrette, è infatti terreno fertile per la generazione di stereotipi, false teorie e luoghi comuni. Per chi vi sta conoscendo potreste essere un’occasione per iniziare a guardare le persone disabili attraverso lenti diverse da quelle che aveva finora utilizzato. E poi…continuando a spronare l’altro/a a farvi domande sulla vostra disabilità, finirà con stancarsi di questo tema e inizierà a informarsi sulle vostre posizioni sessuali preferite, che magari è proprio il punto in cui volete arrivare.

NIENTE STRANEZZE AL PRIMO APPUNTAMENTO

Il quarto consiglio per gli amici normodotati è: non rendere strano il primo appuntamento. Il nostro Josh raccomanda loro di comportarsi normalmente e di essere consapevoli di dove stanno guardando e delle espressioni facciali che assumono quando guardano per la prima volta l’altr* con disabilità. Lo capisco, il prefisso “dis” di “disabilità” ha un valore peggiorativo e indica un difetto, una malformazione o alterazione di qualcosa. Quelle tre lettere ci entrano nel sangue ed è difficile, anche per noi, liberarcene. Siamo così sensibili alle reazioni degli altri quando guardano il nostro corpo o i nostri movimenti perché in fondo forse anche noi li troviamo fuori dalla norma. Purtroppo e nostro malgrado, siamo tutti figli e figlie del modello medico. Per questo motivo potrebbe succedere che qualcuno tra gli “abili” si meravigli di alcune nostre caratteristiche fisiche o qualità di movimento.

Il prefisso “dis” di “disabilità” ha un valore peggiorativo e indica un difetto, una malformazione. Quelle tre lettere ci entrano nel sangue ed è difficile, anche per noi, liberarcene

Tuttavia consigliare loro di non farlo non serve a molto. Iniziamo noi a modificare il modo in cui spesso ci guardiamo e forse si modificherà anche la prospettiva da cui ci osservano. Se ciò non bastasse due frecciatine ironiche al punto giusto dovrebbero bastare a riassestare il loro sguardo, ripristinare la loro mimica facciale abituale e soprattutto a far loro capire di che pasta siamo fatti. Se doveste scoprirli immuni a questi vostri potenti farmaci, lasciateli perdere. L’evoluzione della specie farà il resto.

DATECI UNA CHANCE. MA QUESTO VALE PER TUTTI

L’ultima dritta per gli abiloidi è: «Dateci una chance». Penso che questo valga per tutti. Diamoci una chance, persone con disabilità e non, per liberarci dagli stereotipi reciproci e per stupirci sia di noi stessi che gli uni degli altri.

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Corbetta, negativa al test antidroga la comandante dei vigili trovata con cocaina in auto


È risultata negativa al test anti droga la comandante dei vigili di Corbetta (Milano), Lia Vismara, fermata all'inizio di gennaio dai carabinieri e trovata con alcuni grammi di cocaina in auto. "Ora si vada avanti per capire cos'è successo. Mi auguro che la magistratura scopra chi è stato a cercare di incastrarla per screditare l'amministrazione comunale", ha dichiarato a Fanpage.it il sindaco Marco Ballarini.
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Palermo, neonata muore durante il parto. Disposta l’autopsia: “Stava andando tutto bene”


Una neonata è morta durante il parto presso la clinica Triolo Zancla di Palermo. I genitori hanno presentato denuncia e verrà eseguita l'autopsia per accertare eventuali responsabilità. Mentre la mamma, una donna di 40 anni alla quarta gravidanza, stava partorendo il cuore della piccola si è fermato: "Stava andando tutto bene".
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Maurizio Sarri: “Dopo la Juventus potrei anche smettere di allenare”


Maurizio Sarri in avvio di conferenza stampa di Napoli-Juventus ha parlato del suo futuro. Parole sorprendenti quelle del tecnico, che ha aperto ad un possibile ritiro dopo la conclusione della sua avventura in bianconero: "Dopo questa esperienza potrei anche smettere: dipende quante energie mi saranno rimaste e se penserò di poter fare ancora bene. Sono tipi di pensiero che in questi momenti non ho."
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Giallo a Pisa, cadavere di donna riaffiora dalle acque dell’Arno: “Non sappiamo chi sia”


Il cadavere di una donna di nazionalità italiana è stato rinvenuto questa mattina nelle acque del fiume Arno in località Fornacette, in provincia di Pisa. A lanciare l'allarme è stato un pescatore. Indagini in corso per cercare di capire a chi appartenga quel corpo. Tra le ipotesi, quella che si tratti di Eleonora Salerno, 80 anni di Santa Maria a Monte, scomparsa dal 13 gennaio scorso.
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Parmitano, iniziata l’ultima passeggiata spaziale della missione Beyond: cosa farà AstroLuca


Attorno alle 13:05 di sabato 25 gennaio 2020 l'astronauta italiano Luca Parmitano si è “tuffato” di nuovo tra le stelle, dando così il via alla quarta e ultima passeggiata spaziale della missione Beyond, la sesta della sua carriera. AstroLuca sarà impegnato assieme al collega Andrew Morgan nel completare i lavori di aggiornamento del rilevatore di particelle AMS-02. Il rientro sulla ISS è previsto per le 18:15 circa.
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Raiola: “Pogba alla Juventus? I tifosi possono sognare, ma non è il momento giusto”


Paul Pogba può essere il prossimo super colpo di mercato della Juventus? A rispondere a questa suggestiva domanda che alimenta un vero e proprio tormentone, ci ha pensato Mino Raiola, agente del centrocampista francese. Il procuratore non ha spento i sogni dei tifosi bianconeri ("devono sognare perché se non sogni vuol dire che sei morto"), rimandando però il discorso alla prossima estate, quando Pogba quasi certamente lascerà il Manchester United.
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I dolci del Capodanno cinese

Archiviata l'era del Maiale, il 25 gennaio si entra in quella del Topo. E i banchetti non possono che chiudersi con le specialità tradizionali. Dalla Torta lunare a quella dell'anno fino ai budini con frutta secca e alle palline di farina di riso.

Il Maiale ha concluso il suo “mandato” e lascia il testimone al Topo.

Il 25 gennaio inizia il Capodanno cinese, o festa di Primavera, l’evento più atteso dell’ex Celeste Impero. Su cui però quest’anno si allunga lo spettro di una nuova epidemia di coronavirus, tanto che come misura precauzionale Pechino e Macao hanno cancellato i festeggiamenti.

In ogni Chinatown però si brinderà comunque all’ingresso in una nuova fase, sperando che porti fortuna. E nei banchetti, che prevedono circa 12 portate, non possono mancare i dolci. Ma quali? Per scoprirlo Lettera43.it ha fatto un giro per alcune pasticcerie e ristoranti cinesi di Milano.

LA TORTA LUNARE

Uno dei dolci più caratteristici è la torta lunare (mooncake o Yue bing): una sfoglia di pasta tenera ripiena, rotonda o rettangolare, dal diametro di circa 10 centimetri. Il ripieno varia in base alle regioni: il più comune è la pasta di semi di loto; altre versioni classiche prevedono la crema di anko (una confettura realizzata con i fagioli azuki); la pasta di jojoba (una specie di datteri) o un mix di semi (zucca, sesamo) e frutta secca amalgamati con sciroppo di maltosio. In alcuni casi al centro si trova un tuorlo d’uovo salato, che simboleggia la luna. La superficie è stampata con caratteri cinesi che inneggiano alla longevità o indicano il nome del pasticcere. Le torte lunari pare che in passato venissero usate come contenitori di lettere segrete.

La torta lunare, una delle specialità servite per il Capodanno cinese (IStock).

I TANGYUAN, PALLINE DI FARINA DI RISO

I Tāngyuán sono invece delle palline di farina di riso glutinoso, con diversi ripieni. Tra i più classici troviamo: zucchero cristallizzato di canna, pasta di sesamo (semi di sesamo nero macinati e impastati con zucchero e strutto), anko, nocciole sminuzzate con zucchero. I Tāngyuán vengono mangiati durante la festa delle lanterne, che chiude il Capodanno cinese, e spesso sono serviti in zuppe dolci.

BUDINI CON FRUTTA SECCA E CANDITA

Sulle tavole si trova anche il budino di riso, una specie di pudding con zucchero e olio, arricchito con frutta secca (mandorle, semi di zucca, semi di sesamo), candita (ciliegie) e disidratata (albicocche, prugne, ananas e uvetta).

LA TORTA DELL’ANNO PORTAFORTUNA

Un altro dolce popolare del Capodanno cinese è la torta dell’anno, preparata con riso glutinoso, arricchito di zucchero di canna e cotta alla piastra. È considerato un cibo portafortuna, di buon auspicio per il nuovo anno. In alcune regioni è tagliata a fette spesse e collose, croccanti fuori e morbide dentro, servite con acqua di rose e crema di fagioli rossi.

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Napoli, Gattuso: “Serve una grande gara, la Juventus fa venire il mal di testa”


Alla vigilia del big match del San Paolo, Rino Gattuso ha commentato la suggestiva sfida contro Sarri: "Giochiamo contro una squadra piena di campioni e negli ultimi 3-4 mesi si vede la mano dell'allenatore. Sarri? In questo momento è tra i più forti al mondo e qui ha costruito una macchina perfetta. Dobbiamo provare a fare una grande gara e il San Paolo può aiutarci con la sua spinta".
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Sardine a Napoli, il sindaco vieta ombrelloni e tavolini ai bar: rivolta dei commercianti


Gabriele Casillo, dell'associazione Corpo di Napoli: "Scarso preavviso. Si sapeva da giorni della manifestazione, ma l’ordinanza ci è stata notificata solo stamattina dai vigili. Alle 15, i locali dovranno portare i tavolini e le sedie all’interno. In pratica chiudere e mandare a casa il personale di sabato pomeriggio. Gli esercizi avevano chiesto di poter accostare i tavoli ai palazzi, ma il Comune ha detto di no".
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Migliori binocoli del 2020


binocoli presenti sul mercato sono tantissimi, delle migliori marche o economici, pensato per diversi utilizzi. Che ti serva un binocolo da utilizzare a teatro oppure all'aria aperta, ecco una guida all'acquisto con le caratteristiche tecniche da tenere d'occhio e un elenco dei migliori binocoli per rapporto qualità prezzo.
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Dybala: “Avrei dovuto lasciare la Juve, ma Sarri mi ha aiutato a restare. Futuro? Vedremo”


La Joya è tornata. Paulo Dybala si è reso protagonista di una prima parte di stagione su altissimi livelli, con uno score nettamente migliore rispetto al passato (11 gol e 10 assist). E pensare che l'argentino nella scorsa estate sembrava destinato a lasciare la Juventus con il suo nome nella lista dei giocatori in uscita. Il diretto interessato è tornato su quest'argomento ai microfoni del Guardian, rivelando del ruolo fondamentale di Maurizio Sarri per la sua permanenza in bianconero.
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Milano, spaccio di droga vicino un bar di via Padova: la Questura lo chiude


La Questura di Milano ha disposto la chiusura del bar Caraibi, che sorge in via Padova: la sospensione dell'esercizio durerà 10 giorni ed è stata comminata in base all'articolo 100 del Tulps, che dà la facoltà di sospendere la licenza agli esercizi commerciali considerati luogo di spaccio di droga o di ritrovo abituale di pregiudicati. All'interno del bar, qualche settimana fa, un uomo era stato arrestato.
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Migliori attrezzi per addominali: classifica e recensioni a confronto


Avere degli addominali scolpiti è il sogno di tutti. Ma quali sono i migliori attrezzi per addominali a cui affidarsi per fare attività senza compromettere la propria salute? Molto dipende dal grado di allenamento che c'è alla base e al livello che si vuole raggiungere. Qui di seguito, trovate una lista dei migliori modelli del momento e qualche consiglio per non fare l'acquisto sbagliato.
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Curtoni, Bassino e Brignone: tripletta azzurra nella discesa a Bansko

Impresa dello sci azzurro in Bulgaria: le tre italiane lasciano la Shiffrin ai piedi del podio. Per la valtellinese è il primo successo in carriera.

Trionfo azzurro nella discesa libera di Coppa del mondo donne a Bansko, in Bulgaria. Le azzurre hanno fatto tripletta, vincendo con Elena Curtoni in 1.29.31, tempo con cui ha preceduto nell’ordine Marta Bassino (1.29.41) e Federica Brignone (1.29.45). Solo quarta, con 1.29.65, la fuoriclasse americana Mikaela Shiffrin, vincitrice della discesa di ieri, recupero della prova non svoltasi in Val d’Isere. Un podio tutto azzurro al femminile c’era già stato il 14 gennaio 2018 nella discesa di Bad Kleinkircheim. Per la 28enne valtellinese Curtoni è la prima vittoria in carriera e il quarto podio individuale.

UN TRACCIATO CHE HA PREMIATO LE GIGANTISTE

In una gara che ha esaltato l’abilità e il coraggio delle sciatrici veloci, assente precauzionalmente Sofia Goggia dopo la caduta di venerdì, per l’Italia hanno gareggiato anche Francesca Marsaglia in 1.31.39 e Nicol Delago in 1.33.53. Fuori Nadia Delago. Nonostante un tracciato più’ filante nel tentativo di rendere la gara più simile a una vera discesa che a un gigante veloce, anche la discesa di oggi, come quella di ieri, ha visto in prima linea le gigantiste, capaci di tenere meglio linea e velocità su curve strette. Ne è venuta fuori una discesa in cui in alcuni tratti si poteva essere in testa ma in quelli successivi si poteva perdere clamorosamente velocità e tempo, lasciando così spazio solo alle atlete più costanti nel tenere la linea giusta.

CACCIA A UNA NUOVA IMPRESA IN SUPERG

Va anche sottolineato che la gara è stata fatta partire più tardi rispetto alla discesa di ieri per garantire , con l’arrivo del sole sulla pista, maggiore visibilità a tutte le atlete. Una opportunità’ che Curtoni, pettorale 28, ha sfruttato al meglio. Domani la tappa di Coppa del Mondo a Bansko si chiude con un SuperG. L’Italia andrà a caccia di un nuovo grande risultato.

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Heather Parisi: “Molta preoccupazione per il coronavirus, il ricordo della SARS spaventa tutti”


Heather Parisi scrive da Hong Kong, dove risiede con tutta la famiglia, per comunicare con l'Italia riguardo l'allarme virus cinese che ha già messo in quarantena milioni di persone. Il marito Umberto Maria Anzolin e i loro due figli, i gemelli Elizabeth e Dylan, sono muniti di mascherine anti-contagio come lei e girano per la città con le dovute precauzioni, come già accadde per la temibilissima SARS, che si diffuse nei primi anni 2000 e provocò circa settecento morti, concentrati soprattutto in Cina e Hong Kong.
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Narciso Parigi e la vera storia di “Oh Fiorentina”, l’inno dei viola


"Oh Fiorentina, di ogni squadra ti vogliam regina". Quando i tifosi viola intoneranno come sempre il celebre inno sugli spalti del Franchi prima del match col Genoa, il pensiero andrà immediatamente a Narciso Parigi. Il musicista, artista e tifoso della formazione gigliata è morto poche ore fa nella sua casa sulle colline fiorentine a 92 anni. Un segno indelebile lasciato nella storia del club e nel cuore del popolo fiorentino, grazie alla canzone composta per la propria squadra del cuore nel 1931.
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Così la Cei è scomparsa dalla politica italiana

POTERE TEMPORALE. Dopo decenni di pressioni su governi e parlamenti, la conferenza episcopale si è eclissata. Un ritorno alla normalità e alla divisione tra Stato e Chiesa. Che però è anche sintomo di incapacità a misurarsi con i mutamenti sociali come richiesto da Francesco. E di mancanza, tranne rare eccezioni, di leadership forti.

C’è un grande assente dalla vita politica italiana degli ultimi anni: la conferenza episcopale.

E se ogni tanto, magari stimolato dai giornalisti, il Segretario generale della Cei, monsignor Stefano Russo è costretto a prendere le distanze dall’ennesima uscita anti-immigrati di Matteo Salvini (da ultimo la citofonata con l’accusa di spaccio rivolta a un giovane tunisino a Bologna, criticata dal numero due della Cei), il quadro generale però non cambia.

E in fondo si tratta di un ritorno alla normalità, a una sana divisione fra sfera civile e religiosa, per un Paese in cui ogni ‘sospiro’ della Chiesa, fino a non molti anni fa, era in grado di influenzare il dibattito pubblico in modo esponenziale, neanche si trattasse di un partito politico a tutti gli effetti.

D’altro canto la parola dei vescovi aveva il suo peso non solo sui temi bioetici, dalle unioni civili al testamento biologico, ma anche su questioni più generali come le riforme istituzionali, la stabilità dei governi, le leggi di bilancio.

UNA PRESSIONE PERMANENTE IN STILE LOBBISTICO

Quella della Cei era in realtà una sorta di pressione permanente su esecutivo e parlamento esercitata in stile lobbistico, per altro ben visibile nelle sue manifestazioni più evidenti facendo leva su un forte rilancio mediatico. Così facendo la Cei è riuscita per altro a mantenere intatti o quasi molti dei privilegi e delle prerogative di cui godeva la Chiesa nelle sue molteplici ramificazioni.

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Se però in diverse occasioni i vescovi, nella stagione interventista, l’hanno spuntata – grazie a sapienti tessiture politiche prevalentemente nel centrodestra ma non solo – su alcuni aspetti non sono riusciti ad avere la meglio.

I NODI DELLA SANITÀ E DELL’IMU

La Cei si è per esempio garantita la sopravvivenza dei finanziamenti pubblici alle scuole private cattoliche sempre a rischio di essere tagliati al momento della legge di bilancio. Più delicata la situazione delle strutture sanitarie legate in vario modo alla Chiesa. Il forte indebitamento di diverse Regioni con conseguente rischio di crac finanziario ha indotto alcuni governatori ad adottare politiche di tagli e austerità che hanno posto un freno agli sprechi, alle gestioni clientelari, ai buchi di bilancio in particolare nella sfera sanitaria, divoratrice di risorse pubbliche. Del resto, di convenzioni gonfiate e gestioni opache godevano pure tanti ospedali cattolici, anche con una buona fama dal punto di vista della qualità del servizio. Basti ricordare che uno degli scandali più noti e gravi ha visto il coinvolgimento dell’Idi di Roma, l’Istituto dermopatico dell’Immacolata, al centro di ruberie e indagini giudiziarie, tanto da costringere a intervenire lo stesso Vaticano per porre rimedio a una situazione tuttora difficile.

L’attuale presidente della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti, assomiglia a un commissario fallimentare incaricato di gestire il lento restringimento del cattolicesimo italiano

Allo stesso tempo la Cei ha cercato di resistere in ogni modo al pagamento dell’Imu da parte delle strutture di accoglienza cattoliche, appartenenti a congregazioni religiose, che esercitavano in modo prevalente o esclusivo attività commerciale; funzionavano insomma come degli alberghi. In quest’ambito se la situazione ha visto un principio di regolarizzazione, moltissimo resta da fare per enti locali e governo.  

VESCOVI E FRANCESCO SEPARATI IN CASA

L’ambito economico non è tutto, certo, e per altro i problemi in questo settore sono anche altri – si pensi alla scarsa trasparenza dei bilanci delle diocesi, nonostante gli annunci di volerli rendere pubblici – in ogni caso l’azione della Cei ha avuto un certo successo in passato nell’evitare colpi troppo duri da parte dei vari governi che si sono succeduti ai propri bilanci. È un fatto, d’altro canto, che negli ultimi anni i vescovi abbiano aderito con poco entusiasmo al magistero di Francesco (come pure abbiamo raccontato su Lettera43.it), almeno così ha fatto una parte consistente di loro. Di certo battersi per poveri e immigrati nel segno del Vangelo è assai più oneroso che scagliarsi contro le unioni civili omosessuali agitando il fantasma del declino dell’Occidente e della famiglia tradizionale. 

ALLA CHIESA ITALIANA MANCANO LEADERSHIP AUTOREVOLI

Va detto che l’attuale presidente della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti, è distante dalle crociate ideologiche di un tempo, tuttavia si è rifiutato di aprire un percorso sinodale per rinnovare la Chiesa italiana, il suo modo di essere, la sua capacità di stare in mezzo alla società, come richiesto dal papa. Bassetti assomiglia a un commissario fallimentare incaricato di gestire il lento restringimento del cattolicesimo italiano espressione di un modello di Chiesa e di fede ormai incapace di mettersi alla prova misurandosi con i mutamenti sociali in modo attivo secondo quanto richiedeva Francesco. Sembra al contrario prevalere la rassegnazione di fronte a una stagione in cui la fede non ha più il primato nel corpo vivo del Paese.

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La frattura apertasi fra episcopato e Santa Sede, in tal senso, sta portando alla luce i limiti di una Chiesa italiana carente di leadership forti e autorevoli, sia ecclesiali sia laiche – con qualche eccezione significativa come quella dell’arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi, fra i pochi a far sentire la sua voce, schieratosi a pochi giorni dal voto in Emilia Romagna contro i populismi e i sovranismi – capaci di reindirizzare un discorso spirituale e culturale alla luce di un pontificato riformatore e di una realtà in tumultuosa trasformazione.

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